trans
L'autobus
10.05.2026 |
150 |
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"Mi piego un po' in avanti, per quanto possibile, e riesce ad infilare la capocchia nel mio buchino stretto..."
Erano anni che non salivo su di un autobus. Ai tempi della scuola e dell'università gli autobus affollati erano i miei preferiti, adoravo gli strusciamenti, le palpate fugaci. Ma ero giovane. Ora avevo l'occasione di prenderne uno per via di un servizio da fare in città, approfittando delle ferie.Non mi facevo grandi illusioni, non potevo uscire trav, ma avevo comunque messo un perizoma rosa sotto dei pantaloncini bianchi, sandali femminili, t-shirt leggera e cappellino. Attendo impaziente alla fermata, e già c'è un po' di gente. Quando arriva saliamo quasi tutti, ma dentro non c'è molta folla. Resto comunque in piedi, vicino la porta. C'è molto traffico, quindi il pullman procede a rilento. Alla fermata di dopo ci sono parecchie persone ad attendere, e appena si aprono le porte ne salgono molte, da non lasciare quasi più spazio per chi sarebbe venuto dopo.
Ci sono vecchi, ragazzi e ragazze, signore che vanno a fare la spesa, uomini che vanno al lavoro. Vicino a me sono capitate un paio di signore ed un vecchio, quindi addio strusciamenti.
Ma alla fermata seguente, nonostante l'autobus sia già pieno, riescono comunque a salire altre persone, mentre qualcuno scende, tra spintoni vari. Anch'io sono stata risucchiata dentro la folla, tanto da non sapere nemmeno dove aggrapparmi. Ma c'è talmente tanta gente che è impossibile cadere. L'autobus procede lentamente nel traffico, tra brevi ripartenze e deboli frenate. Sono schiacciata tra la folla da tutti i lati. Dopo poco sento qualcosa di inequivocabile dietro di me, qualcosa che preme tra le mie chiappe. Potrebbe essere un cazzo duro, ma potrebbe essere anche altro, perché non riesco a vedere. Man mano che l'autobus parte e frena sento premere sempre di più sul mio culo, sembra proprio un cazzo sempre più duro, mi pare di sentire anche le palle e le gambe. Così giro lentamente la testa per capire, e vedo un uomo di 40/50 anni, tatuato, barba folta, viso quasi da criminale. Sono un po' spaventata dal suo aspetto, ma anche molto eccitata. Lui non mi ha nemmeno guardata quando ho girato la faccia, ma è chiaro che gli fa piacere visto che adesso comincia ad andare avanti e indietro col bacino, piantando il suo cazzo duro come un palo tra le mie chiappe, approfittando del pantaloncino leggero che indosso. Passano un paio di fermate, la gente si rimescola un po', ma lui è sempre fisso dietro di me. Davanti a me c'è un altro signore, più anziano, rivolto proprio verso di me, anzi proprio spiaccicato su di me. Ho paura che si accorga di tutto.
Ma a quello dietro sembra non importare, visto che sento una sua mano che mi palpa per bene una chiappa. Non contento infila la mano nel pantaloncino, e quando si accorge del perizoma non può fare a meno di sussurrami un "si na puttana" nell'orecchio.
Mentre la sua mano si insinua nell' elastico del perizoma, il suo cazzo da dietro mi spinge contro il signore anziano che mi guarda fisso negli occhi, cosa abbastanza inquietante. Poi mi accorgo che anche quello davanti si sta eccitando, e sento il suo cazzo crescere tra le mie cosce nude, essendo lui più basso.
Dopo poco mi ritrovo quindi con un cazzo dietro ed uno avanti, e due mani che mi accarezzano, perché anche l'anziano signore ha allungato la sua. A furia di infilare le loro mani il pantaloncino se ne sta scendendo e mi ritrovo praticamente col perizoma completamente scoperto. Per fortuna la folla mi nasconde alla vista di altri. Il mezzo criminale dietro non è contento e mi abbassa anche la parte posteriore del perizoma, godendosi le mie chiappe nude. Mi sento al settimo cielo, entrambi spingono i loro cazzi sul mio corpo, quasi come se volessero scoparmi lì in mezzo alla folla. E come se si fossero messi d'accordo, quasi nello stesso momento, tirano giù la zip e liberano i loro cazzi. Penso che siano pazzi, e che tra poco qualcuno ci scoprirà. Quello avanti si sta praticamente masturbando con le mie cosce, mentre quello dietro vorrebbe proprio incularmi. Mi piego un po' in avanti, per quanto possibile, e riesce ad infilare la capocchia nel mio buchino stretto. L'anziano non resiste molto e mi sborra tra le gambe, e sborra molto. Mentre si ricompone sento la sua sborra che mi cola fino ai piedi. Dopo non molto tocca a quello dietro, che è quasi riuscito ad infilarmelo tutto nel culo. Mi scarica dentro un getto di sborra calda, stringendomi con forza i fianchi ormai nudi, ansimando anche in maniera vistosa. Sono piena di sborra, avanti, dietro e dentro. Sfila il cazzo dal mio culo e se lo pulisce sulla mia t-shirt. Arriva l'ultima fermata, scendiamo tutti insieme, devo tirarmi su perizoma e pantaloncino. Ma tanto ormai ho sborra dappertutto, credo che dovrò rinviare il servizio. Però sono soddisfatta comunque.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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