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Miracolo al parcheggio


di katrina58
21.05.2026    |    137    |    5 9.6
"Ma fui fortunata: si avvicinò un giovane, anche lui fisicamente ben messo; io restai con il viso appena fuori della portiera, leccandomi allusiva le labbra mentre gli affondi del cazzone che..."
MIRACOLO AL “PARADISO DELLE TRAVESTITE”
Quel giorno ero riuscita a terminare le esigenze lavorative più presto del solito. Giunta la sera fui
presa dalla solita, incontenibile, voglia di cazzo e pur non avendo appuntamento con nessuno dei
maschioni che ormai facevano parte del mio ampio giro di amicizie, decisi comunque di uscire in
cerca di soddisfazione! Non avevo una idea precisa di dove andare, però sapevo cosa mi andava di
fare: la troietta esibizionista in giro!
In realtà di luoghi adatti, ossia sicuri, ove fare ciò che mi frullava in testa non ce n’erano poi tanti,
per cui alla fine decisi di dirigermi verso quello che molte di noi conoscono come il “Paradiso delle
travestite”, un noto parcheggio di ristorante stagionale non lontano dal mare. Non che mi aspettassi
granché dal quel posto: era frequentato assiduamente da molti inconcludenti, di cui ancora mi
chiedo cosa ci andassero a fare, e da occasionali che letteralmente andavano a svuotarsi le palle…
ossia, pochi minuti di fugace scopata e nulla più… però la mia voglia di sculettare in giro era troppo
forte quella sera, per cui puntai su quel posticino rassegnata ad accontentarmi.
Strada facendo mi fermai per mettermi en-femme e truccarmi quanto bastava, poi mi rimisi in strada
con un senso di eccitazione che mi cresceva dentro, di certo grazie agli indumenti femminili sulla
pelle e alle mie cosce, lisce e seminude, sotto la microgonna che avevo indossato. Un’altra mezzora
scarsa di guida, ed ecco che arrivai alla mia destinazione. Feci un primo giro della zona, poi entrai
nel parcheggio da un ingresso secondario, da poco aperto all’interno di una rotatoria di fondo
strada; c’erano già diverse auto ferme al buio, mentre alcune altre arrivavano dalla strada principale
o ripartivano, nel tipico carosello di cui quel luogo di incontri di sesso era teatro a tarda sera.
Raggiunsi una piazzola libera senza vetture vicine e, con la dovuta prudenza, manovrai per
parcheggiare il mio mezzo; si trattava del mio orgoglio del momento: un van non troppo grande che,
nella parte posteriore dai vetri oscurati, avevo attrezzato come camera da letto con un ampio
materassino sul pavimento! Era insomma la mia “alcova mobile”, soluzione ideale per appagarmi
senza i tipici rischi del sesso all’aperto o del carsex in vetture dall’interno visibile… in più, era anche
una garanzia per gran parte dell’anno, quando il freddo o la pioggia avrebbero potuto rendere
difficili gli incontri.
Appena ferma spensi motore e luci, mi controllai un’ultima volta il trucco, poi scesi per aggiustarmi
le autoreggenti sulle cosce… non feci in tempo a terminare che, proprio di fianco alla mia piazzola,
parcheggiò una macchina i cui fari mi avevano illuminata ben bene. Motore e luci spente, la portiera
si aprì e ne scese un uomo di mezza età, fisicamente mooolto ben messo… mi rivolse qualche tipica
frase di saluto, poi mi venne molto vicino e senza altri preamboli portò le mani sul mio culetto e
sulle cosce… “Hhmmm-mmm…” mugolai appena… era l’approccio che preferivo, quello che mi
mandava sempre in estasi… una vera goduria se, poi, chi mi palpeggiava era di mio gradimento!!
Mi godetti quelle carezze per qualche istante poi, cedendo improvvisamente alla mia natura di
troietta, portai d’istinto la mano sul suo inguine e, attraverso la stoffa dei suoi pantaloni, cercai di
rendermi conto delle dimensioni del suo cazzo… “Oddio…!!”, pensai dentro di me “…Ma ce l’ha
davvero enorme!! …Per di più, già in erezione e duro come il marmo!!”. Lui si slacciò i pantaloni e
se lo tirò fuori, appoggiandomelo tra le chiappe, con mia gran soddisfazione!! Tutta un fremito per
l’eccitazione, con una mano afferrai quel gran pisello quasi temendo che mi sfuggisse, e con l’altra
aprii la porta laterale scorrevole del mio van, invitando con lo sguardo quell’uomo nella mia alcova
segreta!
Lui si tolse educatamente le scarpe e salì, sedendosi sul materassino, subito seguito da me appena
mi fui tolta a mia volta le scarpe. Lui si svestì in pochi istanti, rimanendo nudo con lo splendido,
enorme cazzo svettante sotto i miei occhi spalancati e bramosi. Senza perdere un istante, mi
avventai con la bocca su quel magnifico uccellone e comincia a leccarglielo ingorda... lui mi prese la
testa tra le mani e mi tirò con forza verso di sé, cercando chiaramente di mandarmi il suo cazzo tutto
in gola… ma era impossibile: troppo lungo, non potevo prenderlo tutto!! Cominciai a temere di
soffocare, ma per fortuna lui allentò la trazione… trattenni i conati di vomito, e presi a leccarglielo
centimetro per centimetro, tutto quanto, golosamente!!
Era davvero un gran palo, per quanto leccassi c’era sempre qualche parte da leccare ancora!! Andai
avanti per alcuni minuti, leccandogli anche le grosse palle e godendomi quella maschia carne tra le
labbra, poi lui mi sussurrò di prendere il gel lubrificante… era giunto il momento che sempre
desideravo, ma che quella sera in realtà un po’ temevo… e pensai “Porca troia… questo mi
sfonderà!!”. Afferrai la mia borsetta col necessaire, diedi a quell’uomo un profilattico, poi presi il
flacone del gel e me ne versai una bella quantità sulle dita; me lo misi quindi nel buchino, infilandomi
dentro le dita a più riprese per dilatarmi bene e ungermi anche l’interno.
Lui mi prese per i fianchi e mi fece mettere a pecorina… io lo supplicai a più riprese di fare piano,
perché non avevo mai preso un cazzo così grosso!! Sentii che mi appoggiava la cappella sull’ano, poi
che cominciava a spingermelo dentro… presto i miei timori sparirono: quel bel tipo era davvero un
bravissimo inculatore! Lui proseguì con una lenta spinta, ed io mi sentii aperta e penetrata
all’inverosimile, potrei dire impalata, ma praticamente senza dolore… poi lo sentii sussurrarmi
all’orecchio “Brava… l’hai preso tutto fino alle palle!!”. A quel punto il maschione cominciò a
montarmi… affondi lenti, lunghi e lenti… sparita ogni traccia di disagio per le sue dimensioni,
cominciai ad avvertire piacere.
Trascorsero diversi minuti, forse una decina, ed io comincia a provare un piacere via via più intenso,
sentendomi il culo ormai così aperto e cedevole da farmi desiderare di prendere, tranquillamente,
un secondo cazzo in doppia penetrazione!! Mi stavo cullando in quei pensieri libidinosi quando,
continuando sapientemente la monta, il mio occasionale amante mi sussurrò “…Dai, apri la
portiera… così, mentre ti scopo, fai un pompino al primo che arriva… voglio incularti mentre prendi
un altro cazzo in bocca!!”. Capito, il porcellone?! Mi sentii avvampare dall’eccitazione ancora di più,
pensando tra me e me “…Oddio… questo è il massimo…!!”.
Senza la minima esitazione obbedii alla sua richiesta, e feci scorrere la portiera di sinistra aprendola
a sufficienza… da quella parte le auto in arrivo giravano per tornare indietro, quindi la luce dei fari
entrava per un istante nella mia alcova a quattro ruote illuminando brevemente, e con mia
soddisfazione, la scena della mia monta. Mentre lui continuava a distruggermi il buco del culo col
suo super cazzo, guardai di fuori per vedere se qualcuno si stesse aggirando a piedi nei pressi: di
solito al “Paradiso delle travestite” ci sono tanti singoli, ma pochi di qualità soddisfacente almeno
per i miei gusti… temetti quindi che arrivasse qualcuno poco gradevole o inconcludente.
Ma fui fortunata: si avvicinò un giovane, anche lui fisicamente ben messo; io restai con il viso appena
fuori della portiera, leccandomi allusiva le labbra mentre gli affondi del cazzone che prendevo nel
culo mi scuotevano avanti e indietro, e quel ragazzo ne approfittò subito. Si portò vicino alla mia
faccia, si abbassò i pantaloni e sfoderò il cazzo, anche il suo bello e grosso!! “Non può essere vero…
sto sognando di sicuro!!” pensai tra me e me, incredula per quanto la serata mi stava riservando!
Afferrai quel secondo cazzo con la mano e me lo portai alla bocca, cominciando a leccarlo,
imboccarlo e succhiarlo avidamente, ormai fuori controllo e priva di qualsiasi inibizione per quanto
ero eccitata.
Il maturo che avevo dietro continuò a sodomizzarmi, beandosi dello spettacolo che gli offrivo col
mio pompino… non potei fare a meno di immaginarmi, con perverso piacere, come una maialina
allo spiedo: un paletto nel culo, un paletto in bocca!! Passarono altri minuti, poi sentii il cazzone che
avevo nel retto aumentare di dimensioni, indurendosi ancor più, e gli affondi farsi più frenetici…
“Oddio… questo sta per sborrare… no eh, non può finire così presto!!” pensai allora, perciò chiesi al
mio montatore di rallentare un po’… lui mi accontentò, prendendo a spingermi dentro il suo grosso
cazzo più lentamente. Io ripresi col magico pompino al giovane fuori del van… troppo, troppo bello,
grosso, tutto in bocca… mi accorsi che anche lui cominciava ad avvicinarsi all’orgasmo, col cazzo che
gli si gonfiava e si induriva… quindi da troietta stronzetta rallentai il mio pompare!
Qualche altro istante, però, ed il ragazzotto non poté più trattenersi: mi esplose in bocca,
riempiendomela con gran schizzi di sborra bollente!! Il maturo superdotato che mi stava inculando
doveva essere arrapatissimo: mi sbatteva con gran colpi, via via più frenetici, facendomi gustare il
battito delle sue palle sulle mie… ancora qualche istante e lui cacciò un rantolo di animalesco
piacere, riempendo il preservativo di sperma mentre teneva il cazzo tutto piantato dentro di me!!
Io mi gustai tutti quei magici momenti, resi ancor più indimenticabili da diversi spettatori che si
erano avvicinati per godersi lo spettacolo quando il giovane mi aveva riempito la bocca!
Soddisfazione di tutti… io mi ripulii il viso imbrattato di sborra ed il culo, slabbratissimo e
traboccante di umori misti a lubrificante… i miei due amanti si rivestirono ed io, con tono quasi
implorante, dissi loro che il venerdì successivo sarei stata là ad attenderli… loro annuirono
sorridenti, gratificandomi di eccitata e sognante speranza, poi si allontanarono nel buio. Ripreso il
controllo di me stessa, a quel punto avvertii tutta la pur piacevole fatica della serata… vedendomi
esausta, anche i guardoni che si erano avvicinati al mio van se ne andarono… per mia fortuna!!
Rimisi allora in ordine i vari accessori, mi spostai sul posto di guida, mi rifeci il trucco… notai le mie
autoreggenti strappate: non avevano retto alla foga del maturo superdotato!! Allora me le tolsi per
buttarle, e mi riposai un po’ prima di riprendere la strada di casa… mi sentii davvero miracolata,
avendo potuto godere, e a lungo, di due bei grossi cazzoni quella sera: una fortuna davvero insolita,
per quanto mi riguardava… ovviamente, per tutto il viaggio di rientro, continuai a pensare ai
bellissimi momenti appena vissuti… sperando ardentemente di poterli rivivere la settimana successiva 😍
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