Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trans > Serata "Fantozziana"
trans

Serata "Fantozziana"


di katrina58
25.04.2026    |    1.983    |    8 9.3
"Qualche minuto di pompa, poi lui mi fermò e mi fece alzare… mi slacciò la camicetta, sfilandomela lentamente… poi mi afferrò il bordo della minigonna e me lo sollevò in vita, ammirandomi..."




UNA SERATA… “FANTOZZIANA” – parte 1

Erano diversi mesi che chattavo, su “Annunci69”, con un singolo che mi attraeva molto. Tutto quel tempo era trascorso senza risultato: ora per la distanza che ci separava, ora per la mia impossibilità di ospitare, ora per momentanea poca convinzione, ora per altre cause… insomma, tutto aveva congiurato per impedire quel sospirato incontro di sesso. Alla fine mi spazientii: mi ci misi di impegno e proposi a quell’uomo di andare ad incontrarlo nella cittadina in cui viveva, pur essendo a notevole distanza. Lui, a quel punto, accettò di buon grado.

Naturalmente cercai di andare a colpo sicuro, per quanto possibile: presi con quell’uomo un chiaro appuntamento e mi feci dare la posizione della sua residenza per impostarla sul navigatore: non volevo, ovviamente, fare un lungo giro a vuoto! Giunta la sera concordata, mi preparai al femminile come ero solita fare. Dopo l’immancabile e approfondita igiene personale, passai alla scelta dell’abbigliamento con la precisa intenzione di assumere quell’aspetto che più mi piaceva, in cui più mi identificavo: quello della puttanona!!

Indossai quindi delle autoreggenti velate, delle mutandine a filo interdentale sul didietro, una minigonna così stretta e mini da lasciarmi tutta la parte bassa del culo scoperta, una camicetta aderente che lasciava ben intuire il reggiseno. Poi l’inseparabile parrucca bionda di media lunghezza che ormai faceva parte del mio look abituale, vistosi braccialetti e collana, abbondante trucco e rossetto stile troia da strada, ed infine scarpe con tacchi a spillo di quelle che definivo “da urlo”, alludendo ironicamente alle urla che avrei cacciato in caso di caduta!!

Ma prima di uscire, ripensando alle notevoli dimensioni del cazzo che speravo finalmente di prendere nel culo, mi venne un’idea: mi sarei mantenuto aperto il buchino per tutto il viaggio indossando (si fa per dire) un butt-plug di opportune dimensioni!! E così feci: scelsi tra i miei tanti plugs uno che sembrava del diametro adatto, mi calai le mutandine a metà coscia, mi spinsi abbondante gel lubrificante nello sfintere, e mi infilai pian piano nell’ano quell’oggetto dalla nota funzione… a quel punto, due ultimi accorgimenti: un altro paio di mutandine da portarmi dietro, per sostituire quelle indossate che sicuramente si sarebbero bagnate di gel, e un piccolo asciugamano da mettere sul sedile dell’auto per evitare che si ungesse!

Ormai ero davvero pronta… mi infilai una leggera giacca da mezza stagione, e soddisfatta uscii di casa per salire in auto. Misi in moto, mi diressi al più vicino casello autostradale, lo superai e via verso l’agognata destinazione! La cittadina ove il singolo risiedeva era a quasi un’ora di macchina, ed io coprii il tragitto senza alcun contrattempo. Lasciai l’autostrada, percorsi le strade locali fino al quartiere dove ero attesa, e finalmente mi ritrovai nei pressi dell’indirizzo ricevuto. Fortunatamente c’era un comodo parcheggio proprio accanto all’ingresso del caseggiato. Fermai l’auto, spensi il motore, mi piegai di lato per sfilarmi il plug dal culetto, tolsi le mutandine bagnate, mi asciugai il gel che mi colava dal buchino, poi indossai le mutandine di ricambio.

Ormai pronta, armeggiai col cellulare per avvertire l’uomo del mio arrivo… trascorsero alcuni secondi che mi parvero eterni, poi il messaggio di risposta “TUTTO OK”: lui mi aspettava al primo piano, e potevo salire. Sentii il calore del desiderio invadermi tutta; presi dal sedile del passeggero l’inseparabile borsetta con gli accessori (profilattici, gel lubrificante, salviette umide, profumo, rossetto, ecc.), scesi dall’auto, chiusi la portiera e mi incamminai verso i pochi gradini che salivano al portoncino d’ingresso del condominio, già aperto dal mio ospite.

Salii quei gradini, i miei passi scanditi dal rumore dei tacchi; spinsi il portoncino, entrai e lo lasciai richiudere automaticamente alle mie spalle. L’ingresso del condominio non era molto ampio, e si allungava verso le scale che portavano ai piani superiori; intravidi delle porte sui due lati: gli appartamenti del piano terra, intuii. Più avanti sulla destra vidi anche l’accesso all’ascensore, ma non ci badai: per il primo piano non ne valeva la pena! Percorsi i pochi metri sino a quelle scale, con i tacchi che tradivano sonoramente la mia presenza… la porta dell’appartamento di sinistra si aprì, e qualcuno incuriosito da quel rumore di scarpe chiaramente femminili mi sbirciò nella penombra.

Fui presa dall’imbarazzo: non mi era mai capitata una simile situazione!! Lanciai un’occhiata furtiva verso quella porta mezza aperta, poi abbassai lo sguardo e proseguii svelta verso le scale, maledicendo la statura che tradiva il mio essere uomo sotto sembianze di donna. Salii quelle due rampe di scale, sempre accompagnata dal rumore dei miei tacchi che rimbombava… primo piano, tre altre porte. Due si aprirono quasi in contemporanea: quale sarà stata quella giusta?? Mi sentii scrutata anche da quegli ingressi, l’imbarazzo mi salì alle stelle; poi da quello più lontano un uomo mi fece cenno di entrare e mi diressi svelta verso di lui.

Finalmente al riparo da sguardi indiscreti! Quell’uomo mi sorrise e mi fece accomodare in camera, invitandomi a sedermi sul letto; mi tolsi la giacchina e lui, senza una parola, si abbassò i pantaloni della tuta da ginnastica che indossava piazzandomi il grosso cazzo davanti al viso. Guardai compiaciuta quel notevole uccello, che avevo tanto ammirato in foto e desiderato: finalmente poteva essere mio! Non ressi oltre alla voglia; mantenendo le mani sul materasso mi protesi in avanti, portai avida la bocca su quel meraviglioso bastone di carne calda e lo imboccai, cominciando ad andare avanti e indietro con la testa in un goloso pompino.

Qualche minuto di pompa, poi lui mi fermò e mi fece alzare… mi slacciò la camicetta, sfilandomela lentamente… poi mi afferrò il bordo della minigonna e me lo sollevò in vita, ammirandomi il culo incorniciato dalle mutandine. Mi fece quindi girare e si abbassò dietro di me, baciucchiandomi le chiappe e le cosce, poi mi abbassò pian piano le mutandine accompagnandole con baci e leccatine sul solco di pesca, giù giù fino al mio buchino ormai pulsante di desiderio. Io mi tolsi del tutto quelle mutandine, e lui si distese sul letto col cazzone all’aria, in un tacito invito a riprenderglielo in bocca…!

Mi inginocchiai su quel letto tra le gambe di lui in una perfetta pecorina e, col culo nudo all’aria, raggiunsi il suo uccellone. Lo presi in mano e, segandolo lentamente, portai le labbra sui grossi testicoli depilati cominciando a baciarglieli e leccarglieli… tentai di completare il servizietto col tea-bag che tanto mi piaceva, ma le palle di quel ragazzone erano troppo grosse per riuscire a prendere tutto lo scroto in bocca… quindi mi accontentai di prenderne una alla volta, risucchiandole delicatamente! Intanto lui, testa riversa all’indietro, gemeva e mugolava evidentemente deliziato dalla mia lingua.

Io proseguii portando le mie labbra sull’asta di quel desiderato cazzo, leccando a più riprese per tutta la lunghezza… il caldo che percepivo e le pulsazioni delle grosse vene mi inebriarono. Finalmente salii fino alla cappella, ormai gonfia e dura; ne picchiettai con la lingua il filetto, leccai avida il glande tutto attorno poi lo imboccai… ricominciai col su e giù di testa, mandandomi in gola un po’ di più di quel cazzone ad ogni affondo… socchiusi gli occhi per gustarne di più il calore ed il sapore, e continuai, continuai…!

Andai avanti con l’appassionato pompino per diversi minuti; quel bel cazzo era ormai durissimo e nella mia testolina cominciò ad insinuarsi il desiderio, sempre più forte, di prenderlo nel culo… “Lo succhio ancora un istante…” pensai tra me e me… poi il dramma!! Quell’uomo non riuscì a trattenersi più e, con un gran rantolo di piacere, mi sborrò copiosamente in bocca inondandomela di sperma!! Io ricevetti quegli schizzi bollenti un po’ sorpresa, quasi soffocando per quanto me ne era arrivato in gola… istintivamente inghiottii tutto e mi leccai le labbra, guardando negli occhi quel maschione con un sorriso compiaciuto.

Naturalmente speravo in un secondo round, per poter gustare quel cazzo anche nel culo… quindi mi diedi subito da fare per eccitare nuovamente il mio occasionale amante. Mi distesi accanto a lui sul letto, presi ad accarezzargli l’interno cosce, le palle, i capezzoli… gli sussurrai qualche battuta sexy, gli raccontai di qualche mia breve avventura ma niente: nonostante apprezzasse i miei sforzi da “femmina”, quell’uomo non riuscì a riprendere l’erezione. Io cercai di minimizzare e nascondere la mia delusione… poi ricevetti un messaggio al telefonino
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Serata "Fantozziana":

Altri Racconti Erotici in trans:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni