La prima volta con una coppia con lui bisex
La prima volta con una coppia
Erano gli anni dell’università, quelli degli esami, delle giornate interminabili sui libri e delle serate in cui bastava poco per distrarsi.
Da qualche tempo avevo notato una coppia che sembrava avere un'attenzione particolare nei miei confronti. Durante gli esami capitava spesso di incrociare i loro sguardi e di ricevere un sorriso. All'inizio pensavo fosse soltanto una coincidenza, ma ogni volta che tornavo all'università la scena sembrava ripetersi.
Lei, soprattutto, sembrava cercarmi con gli occhi.
Dopo uno degli esami arrivò una richiesta di amicizia su Facebook. Il profilo non mi diceva molto, ma poco dopo comparve il primo messaggio.
«Ciao.»
Risposi quasi per curiosità.
La conversazione prese subito una piega inattesa. Cominciò a farmi domande molto personali, provocatorie, quasi come se volesse capire quanto fossi disposto a raccontare di me. Io, invece di tirarmi indietro, iniziai a giocare con lei.
Volevo scoprire chi fosse.
Le feci qualche domanda apparentemente casuale, finché i suoi messaggi cominciarono a darmi la conferma che cercavo. Quando mi propose di vederci all'università, ormai avevo quasi capito.
Era lei.
Quando glielo feci notare, rimase sorpresa.
Da quel momento tra noi nacque una complicità particolare. Le nostre conversazioni diventavano sempre più audaci e ogni sera sembrava lasciare qualcosa in sospeso per quella successiva. Era un gioco fatto di curiosità, provocazioni e allusioni.
Poi arrivò la proposta di incontrarci davvero.
Mi disse che avrei dovuto parlare anche con suo marito. Lui sapeva tutto e, soprattutto, era parte integrante della fantasia che stavamo costruendo.
Cominciai a parlare con lui e capii che la situazione era molto più particolare di quanto avessi immaginato. Mi raccontò alcune sue fantasie e mi fece domande alle quali non ero abituato a rispondere.
Ero incuriosito.
Non avevo mai vissuto qualcosa del genere e proprio quella sensazione di novità mi attirava sempre di più.
Poi arrivò il giorno dell'appuntamento.
Ricordo ancora l'adrenalina mentre mi preparavo. Sapevo che stavo andando incontro a qualcosa di completamente nuovo e, durante il tragitto, continuavo a chiedermi come sarebbe stato trovarmi davanti a loro.
Quando aprirono la porta, tutta la tensione accumulata nei giorni precedenti sembrò diventare reale.
Lei era esattamente come l'avevo immaginata, ma dal vivo aveva un fascino ancora maggiore. Suo marito era tranquillo, quasi come se quella situazione fosse perfettamente naturale.
Mi offrirono qualcosa da bere e ci sedemmo in soggiorno.
Per qualche minuto parlammo normalmente.
Ma era evidente che nessuno di noi era lì soltanto per bere qualcosa e chiacchierare.
Ci furono i primi sguardi, quelli che durano appena un secondo più del normale. Poi un sorriso. Una carezza. Un avvicinamento.
La distanza tra noi cominciò lentamente a sparire.
Da quel momento tutto diventò molto più spontaneo.
La complicità che avevamo costruito attraverso quelle interminabili conversazioni online si trasformò finalmente in qualcosa di reale. Mi trovai immerso in una situazione che fino a pochi giorni prima avrei considerato quasi impossibile.
La cosa che mi colpì maggiormente fu la naturalezza con cui loro vivevano quella situazione. Non sembrava esserci imbarazzo, soltanto curiosità e desiderio di lasciarsi andare.
Io, invece, avevo ancora quella sensazione di incredulità.
Stavo vivendo davvero quello che avevamo soltanto immaginato davanti a uno schermo.
La serata proseguì seguendo una dinamica tutta sua, fatta di complicità, provocazioni e continui cambi di attenzione. Ogni momento sembrava superare quello precedente e l'adrenalina non faceva che aumentare.
A un certo punto lei si fermò e decise di lasciare spazio a me e a suo marito.
Ci guardammo.
Fu uno di quei momenti in cui non servono molte parole.
La situazione era talmente fuori dalla mia esperienza che, ancora oggi, faccio fatica a spiegare esattamente cosa provassi. C'era eccitazione, certamente, ma anche curiosità e quella particolare sensazione di stare facendo qualcosa che non avevo mai avuto il coraggio nemmeno di immaginare seriamente.
Quella notte fu per me una scoperta.
Non soltanto della coppia, ma anche di una parte della mia sessualità che non conoscevo ancora. Mi resi conto che certe fantasie, una volta diventate reali, potevano avere un'intensità completamente diversa da quella immaginata.
Quando uscii da casa loro avevo ancora l'adrenalina addosso.
Sapevo già che quell'esperienza mi sarebbe rimasta impressa.
E infatti fu così.
Rimanemmo amici e, nel tempo, ci furono altre occasioni per incontrarci. Ma quella prima volta ebbe qualcosa di irripetibile: era tutto nuovo, inatteso e carico di quella tensione che nasce quando non sai ancora dove ti porterà la curiosità.
La seconda volta, però, sarebbe stata ancora più sorprendente.
Perché quella volta sarebbe stata lei a fare un passo che, durante il primo incontro, aveva deciso di rimandare.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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