La maledetta crisi di mezza età Cap.3
Arrivai al locale per primo. Ordinai da bere e aspettai che arrivassero. Quando le vidi varcare la soglia, il contrasto era micidiale. Da una parte Chiara: formosa, tatuata, con quel décolleté rifatto e l'aria di chi si prende tutto senza chiedere il permesso. Dall'altra Juliana: capelli sfumati tra il rosso e l'arancione, occhi verdi, la pelle bianchissima e il sorriso da ragazzina innocente.
Ci sedemmo tutti e tre al tavolo e, come pensavo, si trovarono bene fin dal primo istante. Non ci fu la minima gelosia tra di loro, nessun tipo di competizione o di calcolo. Scattò subito un feeling immediato, una sintonia naturale e pulita. Juliana, parlando apertamente e senza giri di parole, chiarì subito che Chiara le piaceva molto e che era una bellissima donna, dichiarando senza problemi la sua bisessualità.
Chiara, con la sua solita schiettezza, sorrise e accettò il complimento mettendosi subito in gioco. Nel giro di dieci minuti l'atmosfera si scaldò. Le due parlavano, ridevano e si stuzzicavano come se si conoscessero da sempre, e io me la godevo guardandole dal mio posto mentre loro due si stavano eccitando a vicenda davanti a me. La mia supermossa stava funzionando alla grande.
Visto l'affiatamento, ci mettemmo subito d'accordo per fare sul serio e vederci tutti insieme. Il mercoledì, che fino a quel momento era dedicato solo a Juliana, sarebbe diventato a tutti gli effetti il nostro giorno fisso a tre. Invece di rischiare andando a casa mia, decidemmo di fare le cose per bene e prenotare una stanza in un bed and breakfast in formula Day Use. L'orario sarebbe rimasto lo stesso, quello blindato e sicuro dalle 9 alle 15.
Quel giorno passai a prendere Chiara a casa e incontrammo Juliana direttamente davanti al portone del bed and breakfast. Avevo comprato tre bottiglie di prosecco e qualche stuzzichino; salimmo in camera subito dopo il check-in. Aprii la prima bottiglia e brindammo all'incontro che stava per iniziare. Ci facemmo una doccia tutti e tre insieme, già toccandoci e giocando sotto l'acqua, e subito dopo ci buttammo sul lettone con un altro bicchiere in mano.
Me ne stavo sdraiato all'indietro sul letto, con la testa sul cuscino e le gambe spalancate, completamente in balia delle loro bocche, al centro di tutto quel delirio che avevo messo in piedi. Chiara e Juliana erano inginocchiate tra le mie cosce, vicinissime, con i capelli che si mescolavano mentre si dividevano lo spazio per farmi un pompino da brivido. Sentivo il contrasto continuo tra il calore umido delle loro lingue e la stretta delle labbra che salivano e scendevano in sincrono sul mio cazzo, stringendo la carne fino alla radice, mentre mi guardavano dal basso con gli occhi lucidi per l'alcol e si baciavano spesso unendo le lingue. Si muovevano con un ritmo regolare, inghiottendo a fondo, e io stavo lì con le mani tra i loro capelli a godermi quel doppio calore e quel sesso continuo che mi stava mandando al manicomio, mentre le loro mani mi stringevano i polpacci e l'interno coscia per tenermi fermo e il respiro pesante mi finiva dritto sulla pelle della pancia.
Poi il gioco cambiò di scatto e si girarono sul materasso, incastrandosi in un 69 orizzontale, con le gambe intrecciate e i visi piantati l'uno nel sesso dell'altra per baciarsi e leccarsi a vicenda proprio davanti a me. Juliana rimase con il sedere alto, esposto, e io mi misi subito dietro di lei, in ginocchio. Le afferrai i fianchi con le mani, piantando le dita nella pelle per tenerla ferma, e iniziai a sodomizzarla sul letto, spingendo il cazzo dritto nel suo culo ormai aperto e allenato. Un incastro perfetto e selvaggio: io spingevo duro da dietro e Juliana prendeva il ritmo da me e lo scaricava in avanti, affondando ancora di più la faccia in mezzo alle gambe di Chiara, iniziando a leccarla e a morderle l'interno coscia con frenesia per scaricare la tensione dell'attrito. A ogni mia spinta profonda e secca contro le sue natiche, il corpo di Juliana sbatteva in avanti, spingendo la sua lingua ancora più dentro Chiara, che inarcava la schiena sul letto e le stringeva i capelli, gemendo a bocca aperta. Il rumore della carne che batteva sul materasso era continuo, ritmico, coperto solo dal fiato corto e dal bagnato delle loro lingue, un cerchio di sesso crudo che ci stava facendo impazzire tutti e tre.
A un certo punto Chiara spalancò gli occhi, fissando il soffitto con lo sguardo perso nel vuoto, e iniziò a gridare: «Sto venendo! Sto venendo!». Un attimo dopo il suo corpo si contrasse in un brivido violentissimo, squirtando con una potenza assurda. Un getto pazzesco, continuo e teso che partì dritto dal letto, tagliò l'aria della stanza per un paio di metri abbondanti andandosi a stampare dritto sullo specchio dell'armadio di fronte, proprio sopra la sedia e il divano, colando lungo il vetro.
Proprio in quel momento di intensità totale, venne anche Juliana, mentre io le venivo dentro il culo, sentendo le pareti stringersi e contrarsi attorno al mio cazzo in un orgasmo definitivo. Ci lasciammo crollare sul materasso, esausti, per fare una pausa, rimetterci in sesto e ripulirci alla meno peggio, ridendo come matti per lo schizzo ancora ben visibile sullo specchio. Ma la tregua durò pochissimo: ricominciammo daccapo, senza sosta, riprendendo a girarci e a scambiarci sul letto in un ciclo continuo fino alle tre del pomeriggio.
Alla fine di quella giornata arrivò la venuta più bella della mia vita, un piacere incondizionato e totale. Quando stavo per esplodere, si misero insieme a mangiarsi tutto il mio cazzo e venni a profusione direttamente dentro le loro bocche; si girarono subito l'una verso l'altra e iniziarono a baciarsi con passione, scambiandosi il mio sperma da una bocca all'altra. Il liquido colava dappertutto, sulle labbra, sul mento, sulle facce e sulle lingue intrecciate, mentre continuavano a divorarsi in un bacio bagnato e infinito, il finale stupendo di quel mercoledì di puro sesso.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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