trio
La maledetta crisi di mezza età Cap.3
Matertattoo
09.07.2026 |
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"Sentivo il contrasto continuo tra il calore umido delle loro lingue e la stretta delle labbra che salivano e scendevano in sincrono sul mio cazzo, stringendo la carne fino alla radice, mentre mi..."
Quando impazzisci e decidi di sfidare la sorte, non lo fai per farti dare una pacca sulla spalla dagli amici al bar. Lo fai perché vuoi vedere fin dove puoi spingerti prima che il castello di carte crolli. Organizzare quell'aperitivo era la mia supermossa. Da una parte Chiara, ormai mesi di confidenze feroci e sesso sui sedili a cinquanta metri da casa mia. Dall'altra Juliana, il mio mercoledì di sottomissione, corde e ormai sesso anale fisso, dopo averlo inizialmente spacciato per vergine. Entrambe sapevano tutto. Non avevo nascosto niente, perché tra noi non c'era spazio per il sentimentalismo melenso, né per la gelosia.Arrivai al locale per primo. Ordinai da bere e aspettai che arrivassero. Quando le vidi varcare la soglia, il contrasto era micidiale. Da una parte Chiara: formosa, tatuata, con quel décolleté rifatto e l'aria di chi si prende tutto senza chiedere il permesso. Dall'altra Juliana: capelli sfumati tra il rosso e l'arancione, occhi verdi, la pelle bianchissima e il sorriso da ragazzina innocente.
Ci sedemmo tutti e tre al tavolo e, come pensavo, si trovarono bene fin dal primo istante. Non ci fu la minima gelosia tra di loro, nessun tipo di competizione o di calcolo. Scattò subito un feeling immediato, una sintonia naturale e pulita. Juliana, parlando apertamente e senza giri di parole, chiarì subito che Chiara le piaceva molto e che era una bellissima donna, dichiarando senza problemi la sua bisessualità.
Chiara, con la sua solita schiettezza, sorrise e accettò il complimento mettendosi subito in gioco. Nel giro di dieci minuti l'atmosfera si scaldò. Le due parlavano, ridevano e si stuzzicavano come se si conoscessero da sempre, e io me la godevo guardandole dal mio posto mentre loro due si stavano eccitando a vicenda davanti a me. La mia supermossa stava funzionando alla grande.
Visto l'affiatamento, ci mettemmo subito d'accordo per fare sul serio e vederci tutti insieme. Il mercoledì, che fino a quel momento era dedicato solo a Juliana, sarebbe diventato a tutti gli effetti il nostro giorno fisso a tre. Invece di rischiare andando a casa mia, decidemmo di fare le cose per bene e prenotare una stanza in un bed and breakfast in formula Day Use. L'orario sarebbe rimasto lo stesso, quello blindato e sicuro dalle 9 alle 15.
Quel giorno passai a prendere Chiara a casa e incontrammo Juliana direttamente davanti al portone del bed and breakfast. Avevo comprato tre bottiglie di prosecco e qualche stuzzichino; salimmo in camera subito dopo il check-in. Aprii la prima bottiglia e brindammo all'incontro che stava per iniziare. Ci facemmo una doccia tutti e tre insieme, già toccandoci e giocando sotto l'acqua, e subito dopo ci buttammo sul lettone con un altro bicchiere in mano.
Me ne stavo sdraiato all'indietro sul letto, con la testa sul cuscino e le gambe spalancate, completamente in balia delle loro bocche, al centro di tutto quel delirio che avevo messo in piedi. Chiara e Juliana erano inginocchiate tra le mie cosce, vicinissime, con i capelli che si mescolavano mentre si dividevano lo spazio per farmi un pompino da brivido. Sentivo il contrasto continuo tra il calore umido delle loro lingue e la stretta delle labbra che salivano e scendevano in sincrono sul mio cazzo, stringendo la carne fino alla radice, mentre mi guardavano dal basso con gli occhi lucidi per l'alcol e si baciavano spesso unendo le lingue. Si muovevano con un ritmo regolare, inghiottendo a fondo, e io stavo lì con le mani tra i loro capelli a godermi quel doppio calore e quel sesso continuo che mi stava mandando al manicomio, mentre le loro mani mi stringevano i polpacci e l'interno coscia per tenermi fermo e il respiro pesante mi finiva dritto sulla pelle della pancia.
Poi il gioco cambiò di scatto e si girarono sul materasso, incastrandosi in un 69 orizzontale, con le gambe intrecciate e i visi piantati l'uno nel sesso dell'altra per baciarsi e leccarsi a vicenda proprio davanti a me. Juliana rimase con il sedere alto, esposto, e io mi misi subito dietro di lei, in ginocchio. Le afferrai i fianchi con le mani, piantando le dita nella pelle per tenerla ferma, e iniziai a sodomizzarla sul letto, spingendo il cazzo dritto nel suo culo ormai aperto e allenato. Un incastro perfetto e selvaggio: io spingevo duro da dietro e Juliana prendeva il ritmo da me e lo scaricava in avanti, affondando ancora di più la faccia in mezzo alle gambe di Chiara, iniziando a leccarla e a morderle l'interno coscia con frenesia per scaricare la tensione dell'attrito. A ogni mia spinta profonda e secca contro le sue natiche, il corpo di Juliana sbatteva in avanti, spingendo la sua lingua ancora più dentro Chiara, che inarcava la schiena sul letto e le stringeva i capelli, gemendo a bocca aperta. Il rumore della carne che batteva sul materasso era continuo, ritmico, coperto solo dal fiato corto e dal bagnato delle loro lingue, un cerchio di sesso crudo che ci stava facendo impazzire tutti e tre.
A un certo punto Chiara spalancò gli occhi, fissando il soffitto con lo sguardo perso nel vuoto, e iniziò a gridare: «Sto venendo! Sto venendo!». Un attimo dopo il suo corpo si contrasse in un brivido violentissimo, squirtando con una potenza assurda. Un getto pazzesco, continuo e teso che partì dritto dal letto, tagliò l'aria della stanza per un paio di metri abbondanti andandosi a stampare dritto sullo specchio dell'armadio di fronte, proprio sopra la sedia e il divano, colando lungo il vetro.
Proprio in quel momento di intensità totale, venne anche Juliana, mentre io le venivo dentro il culo, sentendo le pareti stringersi e contrarsi attorno al mio cazzo in un orgasmo definitivo. Ci lasciammo crollare sul materasso, esausti, per fare una pausa, rimetterci in sesto e ripulirci alla meno peggio, ridendo come matti per lo schizzo ancora ben visibile sullo specchio. Ma la tregua durò pochissimo: ricominciammo daccapo, senza sosta, riprendendo a girarci e a scambiarci sul letto in un ciclo continuo fino alle tre del pomeriggio.
Alla fine di quella giornata arrivò la venuta più bella della mia vita, un piacere incondizionato e totale. Quando stavo per esplodere, si misero insieme a mangiarsi tutto il mio cazzo e venni a profusione direttamente dentro le loro bocche; si girarono subito l'una verso l'altra e iniziarono a baciarsi con passione, scambiandosi il mio sperma da una bocca all'altra. Il liquido colava dappertutto, sulle labbra, sul mento, sulle facce e sulle lingue intrecciate, mentre continuavano a divorarsi in un bacio bagnato e infinito, il finale stupendo di quel mercoledì di puro sesso.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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