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trio

Viva il vivaio


di Membro VIP di Annunci69.it belinone
08.07.2026    |    375    |    0 8.0
"Elisa sembrò capire e creò subito un diversivo, mentre lui era sdraiato e la compagna lo cavalcava lei gli si mise a cavalcioni sulla faccia mettendogli le natiche e la figa a portata di lingua..."
Premessa: di sesso non ce n’è tantissimo e c’è una piccola descrizione di un rapporto umano, ma questo che ci si creda o no è un sogno che ho fatto qualche tempo fa e mi sono svegliato con tutto nitidamente in testa, persino i volti sconosciuti.
Detto questo qua inizia il racconto:

“Bella zio, abbiamo fatto un buon lavoro.”
Eh no! Bella zio proprio non la digeriva, prima o dopo a quella giovane collega doveva pur dirglielo che il linguaggio con “ehi bro” “sei nel chill” “easy zio” non era per lui.
Però anche quella volta doveva darle ragione, il lavoro era perfetto, l’inaugurazione della mostra era nel pomeriggio e loro avevano curato alla perfezione tutte le installazioni con piante, fioriere, bouquet.
Il curatore della mostra era nervoso per l’inaugurazione, ma quando vide il loro lavoro si complimentò per tutto.
Presero gli attrezzi, caricarono tutto sul furgoncino e fecero ritorno verso il vivaio.
“Però, vecchio orso, potresti anche farmelo un complimento ogni tanto, sono stata brava o no?”
“Ma secondo te dopo 35 anni di lavoro mi posso entusiasmare per una normale installazione? Ma almeno hai alzato la testa e guardato la meraviglia dell’affresco? Li hai visti i due quadri certamente di qualche pittore fiammingo del 5-600? Lo sai che Genova ha una delle più importanti collezioni fiamminghe al mondo?”
“Lo so, ma io mi sono soffermata a guardare la figa alla reception, tu no?”
“L’ho vista si, ma tanto secondo te quella mi guarda? O guarda te? Dai, quando si va in certi posti bisogna essere realisti, siamo operai al lavoro, per loro invisibili.”
L’aveva vista si, non è che fosse cieco, però Paolo era realista e disincantato, vedovo giovane aveva tirato su una figlia ed era diventato proprietario in società con un collega del vivaio dove aveva mosso i primi passi. Laura era una loro dipendente, giovane, bravissima e sempre curiosa di imparare, però lui era sempre affaccendato e aveva ben poco tempo da dedicare al resto.
“Senti old man, ma se tua figlia fosse lesbica la ameresti lo stesso?”
“Belin sempre la stessa domanda, mia figlia voglio solo che sia felice, è etero e fidanzata, laureata e prossima al matrimonio, se fosse stata lesbica le avrei solo chiesto se è felice, niente altro”
“Invece i miei mi hanno cacciata di casa…”
Paolo la sapeva quella storia, come sapeva che Laura viveva con la compagna tra mille difficoltà e lui e il socio tra tutti e dieci i dipendenti l’avevano presa un po’ più a cuore.
“Senti, ma tu un aperitivo, una cena, una serata non te li concedi mai? Solo lavoro? Non mi hai mai invitata fuori, ti vergogni di una punk?”
“Senti, c’è da scaricare il furgone, io vado nelle serre e tu finisci tra un’ora, dopo quasi quasi vengo a bermi uno di quegli intrugli che chiamate aperitivi, va bene?”
“Oh bravo, chiamo Elisa e ti offriamo noi un apericena”
“Prova a ripetere quella parola e sei licenziata!”
“Ok, ricevuto, old style in tutto”
Uscì dalle serre che Laura si era già docciata e cambiata, non che cambiasse molto, jeans sdruciti, anfibi, maglietta nera di due taglie più grandi con un simbolo satanico.
Mentre era sotto la doccia pensò che non sapeva neanche perché avesse accettato di andare a bere qualcosa con le due ragazze, Elisa l’aveva conosciuta al vivaio, ogni tanto passava e si ritrovava a pensare che entrambe erano molto carine, perché ridursi così con tatuaggi, piercing e vestiti da rigattiere?
Si ritrovarono seduti al bar e Paolo fu preso da una botta di nostalgia, ordinò un Manhattan come ai tempi del fidanzamento con sua moglie, non ne beveva uno da anni.
Le ragazze presero un intruglio di cui neanche sapeva il nome, colore inquietante.
L’alcool lo sciolse un pochino, cominciò a raccontare dei suoi tempi, poi rise con le ragazze quando gli dissero che entrambe avevano scoperto il gusto della figa da quando si erano messe insieme, prima, parole loro, prendevano cazzi come si beve un caffè.
Si offrì di pagare ma scoprì che lo aveva già fatto Elisa, la quale gli disse che una serata cominciata così non poteva finire con una cena da solo, ormai doveva accettare di andare da loro.
Laura si affrettò a dirgli che la casa era in ordine, piccola con mobili riciclati, ma pulita.
Paolo rispose che non aveva dubbi, aveva una marea di perplessità su quei capelli rosa a spazzola e sui tatuaggi, ma non aveva dubbi che lei fosse pulitissima, la vedeva al lavoro.
Si ritrovò in quel bilocale, le ragazze si misero ai fornelli per cuocere una pasta e presto l’odore del sugo invase tutto.
Un posto che avrebbe fatto invidia a Pozzetto col suo Taac,tavolo e sedie pieghevoli da campeggio, letto a muro che scendeva solo al momento del sonno, cucina con l’essenziale e un bagno comodo.
A modo loro avevano tutto, lui pensò che non avrebbe mai potuto vivere a quel modo. Però tutto pulitissimo, questo era vero.
Mangiarono, poi al caffè Elisa gli chiese se aveva mai avuto esperienza promiscue. Paolo rise, disse che dopo la morte della moglie aveva avuto qualche flirt, ma niente di importante e soprattutto sempre e solo in due.
Laura sorrise verso la compagna, versarono ancora un po’ di vino e Paolo adesso era allegrotto, non beveva quasi mai.
Elisa gli chiese di alzarsi che avrebbero chiuso tutto e aperto il letto perché per guardare la televisione ed essere comodi bisognava adattarsi.
Lui chiese quanto pagassero di affitto per un buco del genere e gli rispose Laura dicendo che partiva un rene a testa ogni mese, ma per loro era una reggia.
Si misero seduti sul letto, Elisa accese la tv e chiese se voleva vedere un film o una partita di coppa e lui rispose che forse sarebbe stato meglio se fosse andato a casa lasciandole nella loro intimità.
Fu a quel punto che Laura avvicinandosi a Elisa disse che forse invece di un film o una partita avrebbe preferito uno spettacolo dal vivo e con un gesto rapido le sollevò la maglietta dalla quale uscirono due seni piccolini e perfetti. Elisa si girò verso la compagna e partirono con un bacio appassionato mentre anche lei metteva a nudo il seno di Laura, decisamente più grande e con due capezzoli che aspettavano solo di essere leccati.
Paolo si sentì a disagio, non era proprio nella sua mentalità assistere a certi momenti, ma non volle dire nulla per non interrompere le ragazze. Ragazze che in un attimo furono nude e con i volti quasi trasfigurati dalla voglia.
Laura si staccò un attimo dall’abbraccio della compagna, si avvicinò a Paolo e gli sussurrò: “non mi licenzierai per questo, vero?”
“non ti licenzierò, ma sono a disagio”
Lei allungò una mano sul pacco e rise forte: “sarai a disagio, ma ce l’hai di marmo”
Non se ne era nemmeno accorto, effettivamente ora che aveva la mano della ragazza sopra lo sentiva pulsare.
Fu un attimo, Laura gli infilò la lingua in bocca mentre Elisa cominciava a sbottonargli camicia e pantaloni. Il disagio si trasformò subito in eccitazione, Paolo rispose al bacio e come se fosse quello che aveva sempre voluto allungò una mano verso quel seno meravigliosamente grande e sodo, mentre Elisa ormai aveva finito di spogliarlo e aveva in mano il suo cazzo.
“ma tutto questo ben di dio lo lasci da solo nelle mutande?” Risata delle ragazze e Paolo disse che a lui sembrava normale, furono loro a dirgli che aveva una percezione sbagliata, era veramente sopra la media.
Elisa cominciò a leccarlo piano, mentre Laura continuava a baciarlo, poi scese anche lei e cominciarono un pompino a due bocche che a Paolo sembrò paradisiaco. Ormai il disagio era un ricordo e adesso voleva godersi la serata, poi domani avrebbe fatto un bel discorso a Laura.
Mentre pensava questo Elisa si staccò dall’uccello e anche lei andò a baciarlo, mentre Laura lo distese sul letto e gli si mise a cavalcioni strusciando la sua fighetta pelosa sul cazzo.
Quando lo fece entrare Paolo dovette sforzarsi per non venire, con una ragazza che lo cavalcava e l’altra che lo baciava e carezzava ovunque era un’impresa tenere la mente concentrata.
Elisa sembrò capire e creò subito un diversivo, mentre lui era sdraiato e la compagna lo cavalcava lei gli si mise a cavalcioni sulla faccia mettendogli le natiche e la figa a portata di lingua.
Non si fece scrupoli, tuffò la faccia nel mezzo della peluria e si dedicò a leccare tutto, davanti e pure dietro. La ragazza sembrava gradire, i peli erano luccicanti degli umori della sua patata, poi si allungò in avanti a baciare Laura che nel frattempo dettava i tempi della cavalcata.
Continuarono così per pochi minuti che a Paolo sembrarono un tempo eterno, poi cambiarono posizione e fu la volta di Elisa impalarsi sul cazzo mentre Laura leccava alternativamente lo scroto dell’uomo e il grilletto della compagna.
“ora ti faremo vedere come godiamo” disse Laura e a queste parole Elisa scese dalla cavalcata e si mise a 69 con il suo amore.
Paolo alla vista del culo della sua dipendente così oscenamente offerto si alzò e andò dietro per prenderla alla pecorina con Elisa sotto, ma fu stoppato dalle ragazze che gli dissero di non muoversi e godersi lo spettacolo.
Cominciarono a leccarsela, a masturbarsi a vicenda e piano piano ansimavano sempre più forte fino al momento in cui si staccarono, si misero sedute una in fronte all’altra baciandosi e masturbandosi a vicenda, gli ansimi diventarono piccoli urletti di piacere e arrivò l'istante in cui esplosero all'unisono in un orgasmo liberatorio.
Sorrisero verso Paolo, poi Laura ruppe il silenzio creatosi e gli disse che ora si sarebbero dedicate a lui.
Lo fecero stendere e ricominciarono un lavoro di bocca alternato, un po’ una e un po’ l’altra, con le lingue che a tratti si intrecciavano sulla punta dell’uccello.
Paolo era al limite, sentiva che stava per venire e però avrebbe voluto che quel momento non finisse mai.
Elisa gli chiese di avvisare quando stava per venire e lui a questo rispose: “ora, sto per venire”
Fu Laura che lo prese tutto in bocca, lui sentì il primo spasmo e il primo fiotto bagnò la lingua della ragazza che continuò sempre più lentamente fino a quando il liquido smise di uscire e lei lo ingoiò tutto. Poi si girò ridendo verso la fidanzata chiedendole un bacio e Elisa si girò fintamente inorridita dicendo “lo sai che la sborra mi fa schifo!” E giù una risata di entrambe.
Con calma si ricomposero, a Paolo era risalito l’imbarazzo, quella in fondo era una sua dipendente e temeva che sarebbe cambiato qualcosa.
Come se avesse avvertito la cosa fu Elisa a dire: “non è che ora me la licenzi o, peggio, non la rispetterai più sul lavoro?”
Prima che Paolo potesse rispondere fu Laura a dire ”e quando mai mi ha rispettata, mi rimprovera sempre e mai un complimento”
A quel punto Paolo si sciolse e tutto di un fiato gli uscirono le parole: “Vuoi un complimento? Davvero? Ok, il miglior pompino da quando è morta mia moglie tanti anni fa e non solo questo… Sei la miglior dipendente che abbiamo, quella che, insieme ad altri due tuoi colleghi, abbiamo scelto per lasciare tutto quando andremo in pensione, il negozio del vivaio da quando sei arrivata tu non è mai stato tanto perfetto, ogni pianta sembra destinata a stare esattamente nella posizione e con la luce che scegli tu. Ti porto in giro con me perché hai un occhio che non ha nessuno per le installazioni. Ti basta?”
Laura scoppiò in lacrime abbracciandolo e disse solo: “vivevo per questo momento, grazie old man”
Si unì anche Elisa all’abbraccio, ma Paolo riuscì a tornare in se dicendo solo: “se questa cosa esce da qua sei licenziata!”
Lei lo rassicurò subito, poi mettendo una mano sull’uccello gli disse che se avesse voluto avrebbe potuto diventare il loro giocattolo, ma sul lavoro non sarebbe cambiato nulla e che era gelosa del fatto che aveva leccato la figa di Elisa e non la sua, scoppiando in una risata con ancora le lacrime sulle guance.
Lui avrebbe avuto un sacco di domande, perché il pelo in un’epoca di fighe rasate, perché a Elisa, nonostante tutti gli uomini che ha avuto, fa schifo lo sperma, perché hanno scelto proprio lui e non il socio o un amico qualsiasi e più giovane.
Ma tenne tutto dentro, nel caso per le domande ci sarebbe stata un’altra occasione, ora era tempo di andare a casa che domani li aspettavano per allestire una villa storica…
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