Prime esperienze - Capitolo 1
lettoaletto69
Io sono un uomo piacente, non palestrato o strafigo ma con un discreto fascino alto un metro e ottanta, capelli brizzolati, barbetta ben curata, occhi azzurri e una dotazione importante.
Mia moglie Elena è una donna ancora molto giovanile, capelli corti neri, occhi verdi un bel fisico asciutto e una quarta di seno perfettamente alto e sodo (Merito anche di un ritocchino che ha voluto fare in seguito anche ai due parti).
Da non molto abbiamo cominciato a sentire il bisogno di dare un po' di pepe in più al nostro rapporto e quindi dopo averne discusso insieme ed aver analizzato la situazione, ci siamo iscritti ad un club di scambisti.
Per una serie di esigenze logistiche e di gestione familiare abbiamo optato per iscriverci al club più vicino alla nostra città.
Questo locale dista circa 45 minuti di macchina e nelle vicinanze sembrava essere l'unico, da quello che abbiamo visto sul sito e dopo aver parlato con la signora che lo gestisce abbiamo deciso di provarlo.
Un venerdì, tornati da scuola, i nostri ragazzi ci dicono che avrebbero voluto andare da nonna a mangiare cena e magari fermarsi anche a dormire. Essendo una cosa che ogni tanto accade gli diciamo di chiedere alla nonna e che per noi non ci sarebbero stati problemi.
Questa volta però io Elena abbiamo subito pensato che forse quella sarebbe potuta essere la serata giusta per fare la nostra prima visita al locale.
I ragazzi terminato il pranzo ci salutano e vanno dalla nonna mentre io ed Elena rimaniamo soli aspettando che la moka fosse pronta per il nostro caffè del dopo pranzo. Ci guardiamo e sorridiamo "Mi sa che abbiamo avuto la stessa idea" mi dice Elena "Si" le rispondo "Stasera proviamo il club allora?". Sapevo che la mia domanda era un proforma, infondo avevamo già deciso ma l'adrenalina per questa nuova esperienza mista ad un senso di eccitazione ci faceva andare cauti l'uno con l'altra. infatti anche lei mi dice "Sì direi che se vogliamo provare questo è il momento" "Certo le ho risposto". Intanto mi alzo per togliere il caffè ormai pronto dal fuoco, lo verso nelle nostre due tazzine personalizzate coi nomi e lo porto al tavolo.
Sorseggiamo il caffè in silenzio, l'atmosfera è particolare, uno strano senso di eccitazione pervade l'aria attorno a noi, eccitazione mista ad agitazione. I ragazzi non ci sono e quindi mi dirigo sul balcone a prendere il posacenere. In casa solitamente non fumiamo specie se ci sono i ragazzi. poso il posacenere sul tavolo della cucina insieme alle sigarette e all'accendino. Prendo il pacchetto e le porgo una sigaretta, lei mi ringrazia poi prendo l'accendino e lei si avvicina a me facendosi accendere la sigaretta. Me ne accendo una anche io, fumiamo sempre in silenzio, lei comincia a fare tiri sempre più profondi, lunghi quasi a rallentare il respiro.
"Ho realizzato solo ora una cosa importante" mi dice, la guardo con aria perplessa e subito dopo, ancor prima di riuscire a risponderle continua sorridendo "Non so cosa mettermi stasera !!!" ci guardiamo e scoppiamo a ridere. Poi prendo l'iniziativa " Bene visto che siamo soli anche il pomeriggio oggi shopping". "Bene allora mi preparo subito" mi risponde lei "Ma sappi, voglio proprio vestirmi da zoccola!". Io rimango inizialmente interdetto, poi accenno un sorriso "Se lo vorrai sarai la più zoccola di tutte " le rispondo. Ridiamo ed anche io vado a prepararmi.
Devo premettere che viviamo in un piccolo paesino e negozi di abbigliamento ce n'è uno solo che di certo non tratta la tipologia di vestiti che Elena sta cercando. Così mentre lei si prepara io comincio a cercare sul cellulare negozi di vestiario sexy, sexy shop, e simili. Vedo che ce n'è uno in un paese vicino a circa mezz'ora di macchina da dove abitiamo.
Quindi decido all'istante, la porterò lì.
Intanto Elena esce dal bagno indossa un paio di jeans attillati ed una maglia alla dolcevita bianca che fa risaltare ancora di più il suo magnifico seno. Un paio di stivaletti in pelle nera con poco tacco, comodi per lo shopping, ed un filo di trucco.
"Allora dove mi porti?" "Sorpresa le rispondo". usciamo di casa e ci avviamo verso la nostra prima tappa di questo viaggio nell'eros.
Il sexy shop nel quale voglio portarla è in una zona abbastanza isolata, il caseggiato sembra essere abbastanza anonimo tanto è vero che Elena sembra interdetta e ironicamente mi dice "Lo sai vero che dovremmo andare a fare shopping? qui sembra di essere nel deserto!".
Io arresto l'auto e scendo, lei mi segue senza aver ancora capito nulla poi le indico una piccola insegna con scritto
TUTTO PER IL S..XO - SEXY SHOP.
Elena sembra incredula poi sorride e dice "Potevano farlo più anonimo questo negozio, Però sono curiosa... Andiamo dai!!!".
Arriviamo sulla porta e lei si ferma facendomi notare una cosa strana. "Guarda in vetrina non c'è nulla, ma siamo sicuri che sia aperto?" in effetti anche il piccolo parcheggio davanti al negozio è pressoché vuoto, c'è la nostra auto e altre due. "Comunque ormai siamo qui, proviamo" e mi dirigo alla porta. La porta sembra fare resistenza, la spingo con decisione e un piccolo campanello annuncia il nostro ingresso. Elena entra subito dietro dime, le nostre mani si uniscono ci guardiamo fissi negli occhi e poi cominciamo a cercare intorno a noi la presenza di un commesso o del proprietario. li scaffali all'ingresso sono ordinati ma ospitano per lo più falli, vibratori e una serie di altre cose strane che non saprei descrivere. Elena sorride e mi dice " Bhe qui c'è tutto il necessario per far sì che possa FARE DA SOLA - ma non è proprio ciò che sto cercando" nel mentre che mi sussurra all'orecchio quelle parole, la porta si richiude dietro di noi e da dietro uno scaffale compare una ragazza. "Buongiorno posso esservi utile" ci dice con voce gentile. "Bhe .. ecco forse sì" dico con un leggero imbarazzo "Cercavamo qualche capo di abbigliamento" La commessa nota l'imbarazzo, si avvicina ad Elena, la guarda attentamente e poi dice "Per la signora non faremo alcuna fatica a trovare qualcosa di appropriato" Poi guarda me e con un sorrisino dice "E anche per lei naturalmente" "Prego .. Seguitemi" ci fa strada verso il fondo del negozio tira una tenda e e ci fa segno di entrare. Davanti a noi si apre uno spazio molto grande, "Oddio, è molto più grande di quanto pensassi" sussurra Elena, quasi trattenendo il fiato. Qui l'atmosfera è diversa, un deciso profumo di incenso ci avvolge le narici, Elena respira profondamente e nei suoi occhi vedo che quell'aroma le piace e noto anche una punta di eccitazione. Devo dire che anche a me quel profumo risveglia qualcosa. Poso il mio braccio attorno alla vita di Elena e la mano scende sul suo fondoschiena sodo quasi ad accompagnarla e spingerla verso l'interno del negozio. La commessa richiude la tenda Poi si avvicina a noi dicendo "Spero non vi siate fatti condizionare da quello che avete visto all'ingresso del negozio, quella è l'area per tra virgolette TURISTI" ci dice "Questa è la vera anima del negozio".
Siamo molto incuriositi Elena rompe gli indugi "Comunque io sono Elena" dice alla commessa porgendole la mano. Piacere "io sono Alyssa". Mi presento anche io e noto che l'iniziale senso di imbarazzo di mia maglie si è ormai dissolto tanto che è proprio Elena che guardando la commessa dice "Direi che possiamo cominciare con me". Alyssa ci guarda entrambi poi si rivolge ad Elena "Per quale occasione?" Ci guardiamo negli occhi con l'intesa che da sempre ho avuto con mia mogie e praticamente all'unisono diciamo "Prima sera in un club privè".
Alyssa sorride, un sorriso che non è né professionale né falsamente complice, ma genuinamente divertito. "Prima sera in un club privè" ripete, come se assaporasse le parole. "Allora avete bussato alla porta giusta. Ma ditemi: avete già un'idea di ciò che cercate, o vi affiderete completamente a me?"
Elena mi guarda, poi torna a guardare Alyssa. "Onestamente? Non abbiamo la minima idea. Sappiamo solo che vogliamo... osare" dice, e sento una leggera vibrazione nella sua voce, come se pronunciare quella parola l'avesse eccitata più del previsto.
Alyssa annuisce, poi si volta e comincia a camminare tra gli scaffali, facendoci cenno di seguirla. "Allora sedetevi pure lì" dice, indicando un piccolo divano in pelle nera sistemato davanti a una pedana rialzata circondata da specchi. "Voglio vedere la signora da tutte le angolazioni, prima di scegliere."
Elena esita un secondo, poi si siede sul bordo del divano. Io mi accomodo accanto a lei, e senza pensarci troppo le prendo la mano. I suoi palmi sono leggermente umidi, lo stesso leggero sudore che sento anche sulle mie dita. Alyssa si mette davanti a Elena, la osserva con occhio critico ma non giudicante, come uno scultore che studia il blocco di marmo prima di iniziare a cesellarlo.
"Hai un fisico stupendo" dice Alyssa, e il complimento suona così naturale che Elena arrossisce leggermente. "Seno meraviglioso, vita stretta, fianchi morbidi. Ma da come ti muovi, da come tieni le spalle, capisco che sei abituata a nasconderti un po'. Giusto?"
Elena abbassa lo sguardo. "Forse sì. Sono mamma di due ragazzi, ho un lavoro normale, vivo in un paesino dove tutti si conoscono... non è che possa girare in lingerie trasparente."
Poi Alyssa si volta verso di me. "E tu, Mario, cosa vuoi vedere stasera? La moglie o l'amante?" non rispondo subito, guardo Elena negli occhi e lei guarda me ed insieme diciamo "La moglie puttana"
Alyssa rimane per un secondo in silenzio, poi un sorriso lento e ampio le si dipinge sul volto. "La moglie puttana" ripete, assaporando le parole come un vino pregiato. "Sapete, non me lo aspettavo. Di solito i mariti dicono "voglio vedere mia moglie sensuale" o "voglio che sia disinibita". Ma voi due... avete già chiaro il gioco. E questo è raro."
Elena si volta verso di me, i suoi occhi verdi brillano di una luce che non gli vedevo da anni. Forse da quando ci siamo fidanzati. "È vero, Mario. Non voglio essere solo una donna sensuale. Voglio essere quella che nessuno immagina. Quella che, se qualcuno del paese ci vedesse stasera, non ci crederebbe."
Le stringo la mano, sento il suo polso battere veloce. "E io voglio essere quello che ti guarda e si chiede: "Ma chi è questa donna? E quanto deve essere fortunato suo marito"
"Non voglio il body nero" dice Elena, con una sicurezza che mi sorprende. "Ho visto qualcosa all'ingresso, appena oltre la tenda dei "turisti". Un set rosso. Pelle. Voglio quello."
Alyssa solleva un sopracciglio, chiaramente incuriosita. "Il set rosso? È uno dei nostri pezzi più... particolari. Sei sicura?"
Elena annuisce, e io vedo nei suoi occhi una determinazione che non le conoscevo. "Sono sicurissima. Portamelo."
Alyssa si allontana e torna pochi minuti dopo con un manichino su cui è esposto il set. Il cuore mi salta un battito. È uno shorts in pelle rossa lucida, talmente corto da sembrare più un intimo che un capo d'abbigliamento. La zip sul fondoschiena è vistosa, una lampo verticale che parte dalla vita e scende fino al cavallo, e un'altra zip, più sottile, corre sul davanti all'altezza della vagina. Un dettaglio che non lascia spazio a interpretazioni: è fatto per essere aperto in un istante, senza dover togliere nulla.
Il body di pelle che lo accompagna è un capolavoro: rosso brillante, scollatissimo, con un'abbottonatura frontale che si ferma appena sotto il seno, lasciando intravedere ciò che sta sotto. Ma è il reggiseno a rubare la scena: sempre pelle rossa, ma è solo un contorno, una sottile montatura che abbraccia i seni senza coprirli, con due catenelle sottili che scendono a zigzag come ricci di mare, incrociandosi sui capezzoli e lasciando intravedere tutto il resto. Sembra un'armatura, ma è vulnerabile, provocante.
Io guardo Elena poi guardo quello che Alyssa ha portato.
"Bhe io oserei di più.. Niente body… perché non provi solo quel chiodo corto sopra al reggiseno… c'è rosso" chiedo.
"Voglio vedere tutto" le rispondo, sentendo la gola secca. "Ma voglio che sia tu a decidere quando mostrare. Il chiodo lo tieni chiuso all'ingresso. Poi, quando ti sentirai pronta, lo aprirai. O lo toglierai. Sarà la tua scelta. Ma l'idea che sotto quel chiodo ci sia solo il reggiseno con le catenelle... l'idea che qualcuno possa immaginare ciò che nasconde... mi eccita già adesso."
Alyssa, che ha ascoltato in silenzio, annuisce lentamente. "Sapete, è raro che un marito abbia questa intuizione. Di solito vogliono coprire o scoprire tutto in una volta. Ma voi... avete capito che il gioco sta nell'attesa. Nel non mostrare tutto subito."
Poi si volta verso Alyssa. "Allora facciamo così. Prendo lo shorts, il reggiseno con le catenelle e il chiodo. Il body lo lasciamo qui. Tanto..." e qui fa una pausa teatrale, guardandomi dritto negli occhi "...tanto sotto il chiodo, voglio che si veda solo la pelle e le catenelle. E voglio che Mario sia l'unico a sapere esattamente cosa c'è sotto."
Alyssa sorride e porge a Elena i capi. "Il camerino è a tua disposizione. E tu, Mario, resta qui. Voglio vedere la sua faccia quando esce."
Elena scompare dietro il paravento. Sento il fruscio della pelle, il tintinnio delle catenelle, il rumore delle zip che si aprono e si chiudono. Poi il silenzio.
"Cavoli … non ho pensato alle scarpe.. "Alyssa risponde" Ho provveduto io vedi la scatola a destra ho pensato a questi stivali tacco 12 stesso colore e stessa pelle
"Cavoli… non ho pensato alle scarpe..." dice la voce di Elena, appena un filo più alta del normale, tradendo un leggero imbarazzo.
Alyssa sorride, come se avesse previsto esattamente quel momento. "Ho provveduto io" dice, indicando una scatola nera appoggiata accanto al paravento. "Vedi la scatola a destra? Ho pensato a questi. Stivali. Tacco 12, stesso colore e stessa pelle. Perfetti per lo shorts. E per le zip."
Elena tace per un secondo, Il silenzio si fa profondo. Trattengo il respiro, immaginandola dietro quel paravento, gli stivali che le arrivano sopra il ginocchio, il tacco che le cambia la postura, che la rende già diversa. Sento il mio cuore battere forte, quasi volesse uscire dal petto. Un secondo passa, poi un altro. Elena sta per uscire, lo sento dal movimento, dal leggero cigolio del pavimento sotto il peso dei tacchi.. Poi il suono di un campanello .. "Scusatemi" dice Alyssa "è finito il filmino e .. faccio pagare il signore e sono da voi" Elena sta per uscire ma Alyssa la blocca "Non vorrai mica farmi perdere il momento... solo un attimo faccio più in fretta che posso"
Dall'altra parte della tenda sentiamo in lontananza "Ah, signor Rossi, ha finito? Allora facciamo il conto per il film... Si è divertito?"
L'uomo borbotta qualcosa, pesca il portafoglio e porge una banconota. Alyssa lo sbriga in pochi secondi, con la rapidità di chi ha già fatto questa operazione centinaia di volte. "Grazie, arrivederci e buona serata" dice, mentre l'uomo si allontana. La porta si richiude, Il campanello tace e sentiamo il passo di Alyssa che si avvicina la tenda si riapre e si richiude velocmente Alyssa ci guarda, Elena ha solo la testa fuori dalla tenda del camerino ed io sono seduto nella stessa posizione di prima ma con il viso sempre più segnato dall'eccitazione e dal desiderio di vedere finalmente mia moglie. "Bene allora mi avete aspettato davvero " dice Alyssa quasi compiaciuta del fatto.
"Scusate. L'area "turisti" al cinema porno. Vengono tutti lì, ogni giorno, a guardarsi i film. Non comprano mai niente. Ma pagano il biglietto, e per noi va bene così." Fa una pausa, poi guarda verso il paravento. Sul viso di Elena, che ha appena spinto leggermente la tenda per affacciarsi, si è come materializzato un punto interrogativo. I suoi occhi verdi sono spalancati, la curiosità mescolata a un leggero imbarazzo.
"Perché avete anche un cinema porno qui dentro?" chiede Elena, la voce un po' più alta del normale, come se la domanda le fosse scappata senza pensarci.
Alyssa quasi scoppia a ridere, ma si trattiene. "Nooo... ma che cinema! È una cabina, come il tuo camerino. Una poltrona, una televisione e... tanti fazzoletti." Fa una pausa, lanciando un'occhiata complice. "Entrano, si fanno qualche sega, pagano ed escono. Tutto qui. Niente di più, niente di meno. ahh e per la cronaca, il signor Rossi viene tre volte a settimana. È uno dei nostri clienti più fedeli."
Ridiamo tutti e tre, e l'imbarazzo si scioglie come neve al sole. Elena si ritira dietro il paravento, ma la sua voce arriva chiara: "Allora spero di non fare la stessa fine del signor Rossi. Almeno stasera." E sento il suo risolino malizioso."
Alyssa si volta verso il paravento, poi verso di me. "Dicevamo... il momento."
Elena è ancora dietro il paravento. Sento il suo respiro, leggero, affannato. Sta aspettando. Sto aspettando. L'attesa si fa densa, quasi tangibile.
"Elena..." sussurro, appena abbastanza forte perché lei possa sentirmi. "Sei pronta?
Non risponde con le parole. Sento solo un leggero movimento, il fruscio della pelle che si tende, il ticchettio di uno stivale che si sposta sul pavimento. Poi la sua voce, bassa, quasi un sospiro: "Sono pronta da quando ho infilato il primo stivale, Mario. Ma voglio che Alyssa sia qui. Voglio che veda la tua faccia quando esco."
Passano altri secondi, eterni. Poi Alyssa annuisce e dice con voce calma: "Elena, se vuoi, puoi uscire." Il silenzio si fa totale. Trattengo il respiro.
E lei esce.
Indossa gli stivali di pelle rossa lucida che le arrivano appena sopra il ginocchio, il tacco altissimo che le allunga le gambe e le cambia completamente il portamento. Lo shorts di pelle rossa aderisce come una seconda pelle, le zip sul fondoschiena e sul davanti disegnano linee provocanti che invitano a essere aperte. Sopra, il reggiseno di pelle è una cornice perfetta per i suoi seni, le catenelle scendono a zigzag come ricci di mare, incrociandosi sui capezzoli che già spingono contro il contorno di pelle. Il chiodo corto è aperto, e vedo la sua pelle nuda fino all'ombelico, il seno che si intravede tra i lembi di pelle rossa.
Si ferma davanti a me, si volta lentamente, e io vedo le zip sul fondoschiena che scintillano sotto la luce. Poi apre una delle zip di un paio di centimetri, giusto il tempo di farmi intravedere la pelle nuda sotto, e la richiude con un movimento secco.
"Gli stivali..." dice con una voce bassa e roca, "...sono la ciliegina sulla torta. Quando li ho infilati, ho sentito qualcosa cambiare dentro di me. Come se fossero loro a dirmi chi sono stasera."
Poi chiude il chiodo lentamente, con gesti lenti, quasi cerimoniali. I lembi di pelle si ricompongono, nascondendo il seno, ma lasciando intravedere la scollatura profonda e il collo rialzato che le dà un'aria severa e provocante allo stesso tempo. Gli stivali, però, restano visibili, e il tacco 12 la fa sembrare più alta, più sicura, quasi irraggiungibile.
"Così" dice, facendo un passo verso di me, il ticchettio degli stivali sul pavimento che scandisce il suo passo. "Così all'ingresso del club, sembrerò una donna in un chiodo rosso e stivali altissimi. Ma solo io e te sapremo cosa c'è sotto. Solo io e te sapremo che basterà un gesto, una mano che apre il chiodo, per rivelare tutto."
Si avvicina, mi prende la mano e la porta sulla sua pancia, sotto il chiodo, sulla pelle nuda. Sento il calore della sua pelle, il battito del suo cuore accelerato.
"Senti" mi sussurra. "Sento il mio cuore battere? È per te. È tutto per te."
E io, mentre sento la sua pelle calda sotto le mie dita, mentre le catenelle mi sfiorano la mano, mentre i suoi occhi verdi mi trafiggono e gli stivali la fanno sembrare una dea, riesco solo a dire: "Sei bellissima. Sei la donna che ho sempre sognato. E stasera, quando aprirai quel chiodo, il mondo si fermerà."
Ma c'è qualcosa che non posso nascondere. La sola vicinanza di Elena, il suo profumo che si mescola alla pelle rossa, il contatto della sua mano sulla mia, il pensiero di ciò che indossa sotto quel chiodo... tutto questo sta facendo effetto. Sento il mio membro ingrossarsi nei pantaloni, e non è un'erezione timida o discreta. È evidente, quasi imbarazzante, un rigonfiamento che preme contro la stoffa dei miei jeans in modo inequivocabile.
Elena se ne accorge. Lo vedo dai suoi occhi che scendono per un attimo, poi risalgono con un sorriso malizioso. Ma non dice nulla. Si limita a stringermi la mano un po' più forte.
Poi sento lo sguardo di Alyssa. Si è fermata, le braccia conserte, e mi sta guardando con un sorriso che è metà divertito e metà compiaciuto. I suoi occhi scendono anch'essi, si posano per un istante sul mio ingombro, poi risalgono fino ai miei.
"Beh..." dice Alyssa, con un tono che non nasconde l'ironia, "...mi sembra che qualcuno qui abbia già capito cosa vuole stasera. E non è solo Elena."
Elena scoppia a ridere, ma è una risata leggera, che non spezza l'atmosfera ma la rende più umana. "Mario..." dice, avvicinandosi ancora di più, il suo corpo che sfiora il mio, "...non sei mai stato bravo a nascondere le tue emozioni. Ma stasera, non devi nasconderle. Anzi."
Alyssa si avvicina, si china leggermente per guardarmi meglio, poi raddrizza la schiena con un sorriso. "Sapete, questa è una cosa che mi piace dei mariti come te. Quando la moglie si trasforma, il corpo del marito reagisce. È il segno che il gioco è cominciato davvero." Fa una pausa, poi aggiunge con un tono più professionale ma non meno malizioso: "Le dimensioni ci sono eccome, e direi anche il vigore Penso che potreste essere la Regina ed il Re della serata"
Elena si volta verso di me, i suoi occhi verdi che brillano. "Senti, amore mio? La Regina ed il Re. Mi piace come suona."
Alyssa annuisce, poi ci guarda entrambi con aria complice. "E non è solo un modo di dire, credetemi. Ho visto entrare e uscire centinaia di coppie da questo negozio. E vi assicuro che l'energia che avete voi due... non è comune. È qualcosa di speciale." Si ferma un attimo, come se stesse scegliendo le parole giuste. "Stasera, quando entrerete in quel club, non sarete Mario ed Elena, i genitori di due ragazzi. Sarete due persone che hanno deciso di vivere un sogno. E chi guarderà, lo capirà."
Elena mi prende il viso tra le mani e mi bacia. È un bacio profondo, lento, che sa di promessa. Quando si stacca, i suoi occhi sono due fiamme.
"Non preoccuparti, amore mio" sussurra, la voce bassa e roca. "Stasera avrai tutto il tempo per... lasciarti andare. Ma prima, voglio che giochiamo. Voglio che guardi, voglio che desideri, voglio che aspetti. Perché l'attesa, Mario, è la parte più bella."
Sentiamo suonare una specie di campanella... sono già le 19.30 cavoli ...
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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