Aveva finalmente smesso di piovere
Impalatore74
Li trovai esattamente dove avevano detto.
La presentazione fu breve, naturale. Poi dritti verso l’appartamento. Appena entrati, il vino fece il resto: ha scaldato l’atmosfera in pochi minuti. Non c’è stato bisogno di molte parole. Ci siamo spostati in camera quasi senza accorgercene.
Ho cominciato subito a baciarla sul collo favanti allo specchio mentre le mani scendevano tra le sue gambe. Era già calda, già bagnata. L’ho stesa sul letto e ho iniziato a baciarle il corpo, scendendo piano fino al clitoride. La lingua ci girava intorno, poi lo succhiava piano, poi più forte. Lei ansimava e si contorceva, muovendo i fianchi contro la mia bocca, una mano nei miei capelli. Il marito era seduto sul divano, comodo, e si gustava la scena in silenzio.
A un certo punto lei si è messa in ginocchio sul bordo del letto e ha cominciato a leccarmi. Lo faceva con una precisione e una calma che non si vedono spesso: lenta all’inizio, la lingua che girava intorno alla cappella, poi sempre più in profondità, senza mai perdere il ritmo. Io ero in estasi. Il marito, preso coraggio, si è avvicinato e ha iniziato a leccarla mentre lei continuava a succhiarmi. Sentivo la sua lingua su di me e, allo stesso tempo, vedevo il marito che le apriva le cosce e le lavorava il clitoride con la bocca. La sensazione era quasi troppo.
Poi ha deciso che voleva essere presa.
Si è seduta sul mio cazzo e ha cominciato a scendere, affondando un poco di più a ogni movimento. Era stretta e caldissima. Ansimava forte, le unghie conficcate nel mio petto. Il marito, ancora vicino, le ripeteva a bassa voce che era una puttana, e ogni volta che lo diceva lei si stringeva di più intorno a me. È venuta con un orgasmo violento, quasi animalesco: il corpo scosso da brividi lunghi, un gemito roco che le è uscito dalla gola mentre si piegava in avanti. Lui si è alzato, l’ha baciata con passione mentre lei tremava ancora, e poi è venuto a sua volta, guardandola.
Lei non si è fermata.
Ha ricominciato a leccarmi, e stavolta anche il marito si è avvicinato. Mi sono ritrovato con due bocche che si contendevano il cazzo: lingue che si intrecciavano, saliva che colava, labbra che si alternavano senza un ordine preciso. Una mi prendeva fino in fondo, l’altra leccava le palle e la base. Era caotico e estremamente eccitante.
Poi si è messa a pecora.
L’ho presa da dietro mentre appoggiava la testa sulle gambe del marito e lo guardava negli occhi. Lui le accarezzava i capelli e ogni tanto le sussurrava qualcosa all’orecchio. L’ho scopata con spinte profonde e regolari, tenendola per i fianchi. A ogni colpo si sentiva il rumore umido della pelle. È venuta di nuovo, questa volta più lunga, più lenta, meno violenta ma altrettanto intensa: un orgasmo che le ha fatto tremare le cosce e le ha strappato un gemito lungo e rotto.
Alla fine si sono ritrovate di nuovo entrambe sulla mia bocca.
Si alternavano, si spingevano quasi a vicenda. Sono venuto così, in bocca a lei. È stata una sborrata abbondante: parte le è uscita da un lato delle labbra mentre continuava a succhiare, e il marito gliel’ha asciugata con la lingua prima di baciarla.
Sono rimasto sdraiato sul letto a riprendere fiato.
Loro due si baciavano accanto a me, lenti, come se volessero chiudere il cerchio.
Fuori aveva finalmente smesso di piovere.
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