Sorprese attese
La sorpresa al bar
Quando il marito mi aveva contattato, avevo pensato che si trattasse di uno scherzo. Invece era serio. Mi aveva spiegato il piano con una calma quasi disarmante: sua moglie non sapeva nulla della mia presenza, lui le aveva semplicemente chiesto di indossare qualcosa di particolarmente elegante e provocante per la serata.
L'appuntamento era fissato in un bar dall'atmosfera raccolta, luci calde e musica abbastanza bassa da permettere di parlare senza dover alzare la voce.
Arrivai qualche minuto prima.
Mi sedetti in un angolo e ordinai qualcosa da bere. Continuavo a chiedermi come sarebbe andata, mentre osservavo distrattamente la porta.
Poi il telefono vibrò.
Uno squillo.
Il segnale.
Alzai gli occhi proprio mentre lei entrava.
Per un istante rimasi senza parole.
Era evidente che non si aspettasse di trovare me. Si fermò sulla soglia, guardandosi intorno, finché i suoi occhi incontrarono i miei. Il suo volto cambiò espressione: prima sorpresa, poi incredulità, infine un sorriso appena accennato.
Mi alzai.
«Credo che tuo marito abbia organizzato qualcosa di particolare per te.»
Lei rise piano, ancora incerta.
«Quindi eri tu la sorpresa?»
«A quanto pare.»
Si sedette di fronte a me. Tra noi rimase per qualche secondo un silenzio carico di curiosità.
Ordinammo da bere.
All'inizio parlammo del più e del meno, cercando entrambi di comportarci come se fosse una normale serata. Ma bastavano pochi secondi di contatto visivo perché quella finzione diventasse sempre più difficile.
Notai il modo in cui si sistemava una ciocca di capelli dietro l'orecchio ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano. Lei, dal canto suo, sembrava osservare attentamente ogni mia reazione.
«Sei sempre così tranquillo?» mi chiese a un certo punto.
Sorrisi.
«No. Ma stasera sto facendo del mio meglio.»
Quella risposta la fece ridere.
La conversazione cambiò lentamente tono. Cominciammo a parlare di attrazione, di curiosità, di quelle situazioni che normalmente si evitano perché troppo imprevedibili. Nessuno dei due aveva più bisogno di fingere che quella serata fosse casuale.
Lei abbassò lo sguardo sul bicchiere e poi tornò a guardarmi.
«Devo ammettere che non mi aspettavo che sarebbe stato così... interessante.»
«Nemmeno io.»
Un altro silenzio.
Questa volta, però, nessuno dei due cercò di riempirlo.
Fu lui a rompere la tensione.
«E adesso?»
La domanda rimase sospesa tra noi.
La guardai negli occhi.
Possiamo continuare a parlare qui. Oppure possiamo andare da me, se è quello che vuoi davvero.
Lei rimase qualche secondo in silenzio, poi sorrise.
«Penso che voglio scoprirlo.»
Ci alzammo dal tavolo.
Fuori, l'aria della sera era più fresca. Camminammo fianco a fianco, senza fretta. Ogni tanto le nostre mani si sfioravano, quasi per caso, e ogni volta quella piccola vicinanza sembrava aumentare l'attesa.
Quando arrivammo davanti a casa, lei si fermò con la mano sulla maniglia.
Si voltò verso di me.
Per un momento non disse nulla.
Poi sorrise.
«Credo che mio marito abbia avuto un'idea decisamente migliore di quanto pensassi.»
Entrammo.
La porta si chiuse alle nostre spalle, lasciando fuori il rumore della strada e tutto il resto.
Quello che sarebbe successo dopo apparteneva soltanto a noi.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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