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trio

Squirting


di Nino69Leila
29.11.2025    |    3.743    |    7 9.6
"Aveva il cazzo già pronto e con delicatezza e lentezza si impadronì anche del mio culo, Nino mi toccava e mi sentiva bagnata ovunque..."
L’appuntamento era in un bar che avevamo scelto per caso, ciò che invece non avevamo lasciato al caso era il tavolino dove sederci, Nino aveva optato per un tavolo più isolato, io invece avevo insistito per sederci verso la porta per vedere se riuscivamo a riconoscerlo pur non avendolo mai visto.
Eravamo seduti su un divanetto ad un tavolino tondo, con una sedia di fronte, dove poi si sarebbe seduto F., abbiamo ordinato una bottiglia d’acqua per sedare l’ansia del cameriere che continuava a chiederci se eravamo pronti, ma quella domanda a tutto ci faceva pensare tranne a cosa ordinare. “Eravamo pronti?”, me lo chiedo spesso quando incontriamo qualcuno, in quei momenti di lucidità che precedono l’ingresso al girone dei lussuriosi dove poi andiamo ad infilarci. Mi chiedo “ma cosa stiamo facendo?”, “ma siamo pronti a tutto questo e alle naturali conseguenze?”, domande che non hanno una vera e propria risposta ma che creano quel confine che, a sua volta, genera tensione, desiderio e voglia di oltrepassarlo.
Mentre aspettavamo fantasticavamo su di “lui”, ci era sembrato garbato nelle lunghe conversazioni che avevamo intrattenuto, mai pressante, seppur l’incontro, come nostra abitudine, era stato rinviato più volte, ben dotato nelle foto e curioso di conoscerci.
All’improvviso comparve, da uno sguardo ed un sorriso capimmo che era “il nostro uomo” e lo invitammo a sedersi con noi, a quel punto il cameriere prese finalmente il nostro ordine e ci portò quello che poi si rivelò, un pessimo caffè.
Molto più interessante invece si faceva la nostra chiacchierata, la sintonia che si creava e le risate che scaturivano tra una battuta e l’altra. Al momento di salutarci dentro di me si era accesa una certa voglia e sentivo che Nino lo aveva già percepito ma eravamo lontani da casa e con nessun piano B da attuare.
Di solito al primo incontro andiamo senza fare programmi, ci piace conoscere, immaginare e solo successivamente, se aumenta la curiosità, desideriamo addentrarci in spazi più emotivi, sensoriali e carnali.
Questa volta invece iniziavano a far capolino idee e suggestioni: “e se lo richiamassimo e ci facessimo raggiungere nel parcheggio sotterraneo?” mi suggeriva Nino e poi continuava dicendo “e se venisse in bagno con te?”, arrossivo ma non negavo che la cosa mi intrigava parecchio, alla fine però decidemmo di non avere fretta e di tornare a casa.
L’effetto di quell’incontro si era infilato la notte tra le lenzuola, al punto che il giorno dopo gli chiedemmo di vederci.
Lui era stato compiacente e puntualissimo, ennesimo caffè, battutine e poi, Nino che non resisteva, chiese di andare via e di fare un giro in macchina tutti e tre: F. alla guida, io lato passeggero e Nino dietro, osservatore e regista privilegiato.
La mano di F. tirò su la gonna come chiesto da Nino, la sua guida diventò più incerta mentre con una mano saliva lungo la coscia per raggiungere lei… Accostammo in uno slargo a bordo strada, in quel momento non avevo via di scampo, l’adrenalina, il caldo e l’eccitazione fecero sudare il mio interno coscia e la mia fica iniziò a pulsare. Nino gli chiese di toccarmi e sentire com'era, conosce bene il mio grado di umidità in certi momenti, F. si fiondò con le dita su di lei, allargò le labbra con destrezza e le infilò dentro, fu tutto molto veloce, forse troppo per me, ma non potevo nascondere il piacere. Mi dimenavo e lo lasciavo toccare mentre Nino si sporgeva per baciarmi e disinnescare la mia “troiaggine”, allargai le cosce e lo lasciai entrare con le dita fin dove e come desiderava, iniziai ad abbandonarmi a quel piacere e desiderarne di più. F. riprese la guida e ci dirigemmo verso casa. Quegli attimi tra l’orgasmo e il ritorno alla realtà sono dei veri e propri trans per me, è come entrare ed uscire da un altro corpo: in un attimo sono al settimo cielo immersa nella lussuria piena e poi quando finisce quell’incantesimo torno di colpo alla realtà, stordita e ancora incredula.
Ci avviammo verso casa con un imbarazzo ancora palpabile, varcammo la soglia e come spesso succede, quando mi sento preda che sta per essere catturata, mi rifugio verso Nino dando le spalle a F. che non era proprio uno sprovveduto e sapeva già come muoversi. Senza insistenza, ma con un fare sicuro si avvicinò da dietro, mentre la mia bocca era su quella di Nino, il fiato sul collo e poi le mani che cercavano il mio seno, non so dire cosa sia successo dopo, sentivo il suo ventre sfiorare il mio sedere e percepivo la consistenza del suo pene crescere dietro di me, allungai una mano e lo sfiorai, a quel punto Nino si staccò da me, mi girai e in un attimo F. aveva i suoi pantaloni abbassati e il suo cazzo nella mia bocca. Mi piaceva succhiarglielo e sentirne la durezza, la mia bocca e la mia lingua si alternavano tra la cappella e la sua “asta”, più leccavo e più sentivo il desiderio di assaggiare altrove quel cazzo nuovo.
Non passò molto tempo e ci ritrovammo in camera da letto in una danza carnale ed intensa.
La sua passionalità insieme alla sua voglia di dominarmi facevano bagnare la mia fica che quando schiuse le labbra per lasciarsi penetrare era già umida e vogliosa. Lo sentii entrare prima piano e poi con tutta la sua voglia, mentre Nino mi riempiva la bocca con il suo cazzo. Ero già inebriata da quegli umori che mi bagnavano l’interno coscia, i miei seni erano preda di quattro mani, la mia fica riceveva colpi decisi e la mia bocca non smetteva di succhiare.
Nino ed F. si scambiavano battute sulla mia bramosia senza mai essere volgari, mi incitavano a lasciarmi andare e a godere di entrambi pienamente, io avevo voglia di riempirmi dei loro cazzi e soprattutto di gustarmi quello di F. E’ stato allora che gli sono salita sopra, l’ho cavalcato senza risparmiarmi, lo guardavo socchiudere gli occhi e gemere mentre stringevo le mie cosce in quella galoppata feroce, Nino si avvicinava da dietro, poi mi stringeva i seni strizzandomi i capezzoli, li lasciava solo quando sentivo il sottile limite tra piacere e dolore, si spostava di lato e si fermava a guardarmi.
Godevo e facevo godere in quella connessione inaspettata che si era creata con F., ora ero di schiena sul suo cazzo sempre turgido che sentivo sfondare la mia fica, fino a quando non sono esplosa in un orgasmo prolungato e mi sono abbandonata distesa tra loro due.
Un attimo di pausa, un po’ di coccole di Nino e poi ci siamo ritrovati ai piedi del letto io e lui, abbracciati a sussurrarci cose all’orecchio, un momento magico e intimo solo nostro.
A quel punto F. ci aveva lasciati nella nostra intimità ed era rimasto nella parte alta del letto, ma Nino con un cenno gli chiese di avvicinarsi e la mia schiena fredda di lì a poco sentì il calore di un altro corpo. Nino voleva che “finisse il lavoro” e con il mio sedere prono verso di lui non ci mise molto a capire, F. aveva il cazzo già pronto e con delicatezza e lentezza si impadronì anche del mio culo, Nino mi toccava e mi sentiva bagnata ovunque. Rimanere stretta a lui mentre F. mi spingeva da dietro era un piacere assoluto, ma inimmaginabile rispetto a quello che avrei sentito di lì a poco. F. si fermò e lo estrasse lentamente, io a quel punto stremata mi distesi a pancia in giù lasciando che la mia testa si abbandonasse al di fuori del letto. Sembrava essersi calmata l’atmosfera, anche F. riprese fiato mentre Nino iniziava ad accarezzarmi la testa, i capelli, fino a scivolare con le dita sul collo; fu allora che sentii le mani di F. massaggiarmi le spalle, poi la schiena fino ai glutei. Il suo pene ora era più morbido e mi sfiorava i glutei nei suoi movimenti, sentivo beneficio, mi sentivo una regina riverita da due amanti e servitori d’eccezione, ma poi successe qualcosa…
Il cazzo di F. si riattivò e mentre le sue mani arrivavano al collo, il suo pene penetrava la mia vagina, ora asciutta ma gonfia, spingeva con un ritmo diverso e mi faceva impazzire di piacere. Ero incredula, stanca da non riuscire nemmeno a girare la testa ma non riuscivo e non volevo sottrarmi, la sua danza era lenta ma incessante, sentivo che qualcosa dentro stava per esplodere, ero all’apice del piacere, feci in tempo a sussurrare a Nino quello che mi stava succedendo e mi abbandonai in un lungo e abbondante squirting.


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