Quando il tre è il numero perfetto
Fuori dal letto niente più contatto tra di noi, fa parte del nostro rituale per “allontanarci” razionalmente nella fase preparatoria, dove mille pensieri ti affollano la mente, ma dei nostri lati oscuri ormai non abbiamo più paura anzi sono diventati il punto di forza per ritrovarsi quando siamo insieme, soli, noi due. So già che sarà stupendo e assaporo il ritorno quando rimarremo a letto a raccontarci le nostre emozioni e a stuzzicarci, mettendo nuovo pepe che ci farà eccitare e desiderarci in modo sempre più carnale. Doccia calda, autoreggenti, sottoveste nera, tacchi , cappotto e rossetto, nient’altro! Lui mi guarda e sorride in modo quasi diabolico, adoro quello sguardo che prelude l’ingresso all’inferno del piacere, ce l’ha tutte le volte in cui inizia ad immaginare cosa chiedere al nostro amico per farmi godere a sfinimento. Entriamo in macchina, silenzi e risatine nervose; a metà strada mi guarda e mi dice: “Fammi sentire quanto sei bagnata”, mi coglie di sorpresa e quasi mi imbarazzo a farlo entrare con le dita nella mia fica perché so già che rimarrà stupito dalla quantità di umori che sto producendo…Le sue dita entrano ed escono quasi scivolando, la mia sensazione di colpa si mescola al desiderio voluttuoso di sentirmi desiderata da un altro sotto il suo sguardo. Nino invece pensa tra sé e sé al perché di questa sua eccitazione perversa nel vedermi grondare sotto i colpi di quel bel cazzo forte e vigoroso… Non c’è tempo per le risposte siamo già sotto casa sua, in un attimo troviamo parcheggio e gli inviamo un messaggio. Dalla macchina al portone non una parola, bussiamo alla sua porta, mi sento agitata come se fosse la prima volta. G. ci accoglie con un sorriso benevolo e con un bacio di benvenuto. C’è tensione, all’inizio si scherza per stemperare e si chiacchiera di ovvietà, un bicchiere d’acqua poi una risata e ci spostiamo verso il divano. Ci sediamo tutti e tre, io al lato esterno accanto a G. che inizia ad accarezzarmi il bordo del cappotto che ormai è salito fino ai glutei. Mi sfiora le natiche con le punte delle dita, ha un tocco delicato e sensuale che mi piace. Ci gioca per un pò, mentre con la testa mi poggio sul suo petto e chiacchiero con Nino. Quella bella sensazione mi spinge ad alzarmi e a togliermi il cappotto, sono davanti a loro seminuda con quella sottoveste svolazzante che lascia la schiena scoperta grazie ad un incrocio di bretelline e uno scollo a V che cadeva perfettamente sul mio seno. Mi invitano a sedermi in mezzo a loro e mi sporgo verso Nino in cerca del suo cazzo che freme nei pantaloni, mentre G, si gode con lo sguardo e il tatto culo e fica che si affacciano dalla sottoveste nera. Il suo tocco è lento e voglioso mentre io gusto il membro di Nino ancora una volta in quella giornata famelica. G. si slaccia i pantaloni non vuole rimanere a guardare, allora vado da lui e inizio a spompinarlo con una foga che lo fa gemere e sospirare, la mia lingua sembra sapere già dove leccare per farlo impazzire, la sua cappella conosce le mie labbra e si lascia baciare, succhiare e inumidire da su a giù in un movimento ininterrotto. Poi scendo verso i testicoli e mi godo tutta la sua asta venosa e gonfia, Nino mi guarda e mi incita a continuare sentendo G. in preda all’eccitazione, mi suggerisce di prenderlo tra le tette come faccio con il suo. Quando Nino mi dirige e mi incoraggia divento ancora più puttana, è in quello stesso momento lo prendo e lo posiziono proprio al centro del mio seno, il suo cazzo ormai è ben bagnato dalla mia saliva e scivola benissimo. G. mi chiede di continuare toccandomi la testa ed indirizzando il movimento laddove più gli piace. Siamo entrati nel vortice del piacere, stacco a fatica la mia bocca perché la mia fica reclama il contatto, sollevo la sottoveste e mi siedo di schiena sul suo bell’arnese in piena erezione, inizio a cavalcarlo così forte che la spallina della sottoveste mi cade lasciando scoperto un seno che sobbalza ad ogni colpo. Nino non crede ai suoi occhi sono in preda ad uno dei miei raptus di piacere. G. mi tiene i fianchi che scivolano e sfuggono alla sua presa mentre il mio bacino ruota sul suo cazzo prima con movimenti circolari e poi con sobbalzi che stimolano la cappella. Il cazzo di G. è turgido e bagnato, la mia fica vogliosa non smette di grondare. G. che finora mi ha lasciato fare, adesso vuole essere lui a dirigere, allora mi solleva dal suo cazzo e mi chiede di girarmi. Sono di schiena davanti a lui piegata sul divano con la bocca verso il cazzo di Nino, mentre G. ha puntato dritto alla mia fica, si avventa su di me come un predatore cercando la mia bocca mentre mi infilza il suo cazzo prepotente. Un colpo dietro l’altro e la stanza si riempie di urla e odore di sesso, sento che è ad un passo dal mio culo, ora che sono così bagnata riuscirebbe ad infilarlo in un lampo, ma Nino lo ferma e gli chiede di rallentare e aspettare il momento. G. estrae il suo cazzo accondiscendendo a malincuore alla volontà di Nino, io rimango in quella posizione sul divano per qualche secondo tramortita di piacere e stanchezza, a quel punto decidono di spostarsi in camera da letto e al solo pensiero di dover continuare mi pento della mia insaziabile maialaggine. Ci spostiamo nella sua camera da letto, una stanza semibuia ma accogliente su un letto disfatto riflesso da uno specchio posizionato sulla parete laterale, osservo i dettagli e immagino. Di quest’uomo conosco poco e quello che so viene dai racconti di Nino o devo decifrarlo dal suo linguaggio del corpo. Mentre siamo tutti e tre stesi, guardinghi ad osservare chi farà la prima mossa, sento Nino voglioso, mi cerca, mi vuole, questa cosa mi eccita, mi condividono alla pari, mentre uno prende fiato l’altro riparte, é un turbine altalenante di sesso, intimità, parole susurrate e inaspettate, lingua, saliva e baci, odori che si mescolano e mani che s’intrecciano. Questo gioco continuo di prendere e lasciarmi mi fa sentire puttana e dea allo stesso tempo, tutto il piacere è solo per me, due cazzi che mi contendono, mi aprono, mi sfondano, mi schiudono labbra, fica, culo e mente. Poco dopo Nino esce dalla stanza, a quel punto G. mi prende e mi domina con forza e mi fa sentire sua, quasi a sottrarmi all’altro, incalza il ritmo e mi sussurra parole che mi piacciono: “sei mia!”, “ti voglio tutta per me!”, e quell’attimo di “tradimento autorizzato” mi scioglie ancor di più e mi soffoca le parole in gola, vorrei dirgli: “dammene ancora, mi piace, mi piace sentirlo, prenderlo, mi piace il tuo modo di possedermi, mi piace quando mi sottrai a lui per riconsegnarmi stanca e fradicia…” vorrei dire tutto questo, ma credo che G. non sia uno che ami tanti discorsi, anzi, se per un attimo si lascia andare, l’attimo successivo rientra subito nel suo ruolo di terzo senza lasciare spazio ad altro. Nino, invece, rimane sempre incuriosito da quelle parole sussurrate che mi chiede di ripetergli quando siamo soli, quella donna in prestito diventa l’oggetto del desiderio di entrambi e quando torna a letto è più eccitato di prima. Sono due avvoltoi su un unico pasto, impossibile ribellarsi con la bocca piena del membro di Nino e G. che continua a spingere e quando stanno per esplodere entrambi si staccano e cambiano posizione. Ora è Nino a possedermi da dietro mentre mi occupo del membro di G. L’eccitazione è alle stelle, siamo esausti ma non paghi, G. sferra il suo colpo finale che tanto gli piace e in un attimo sono stesa a pancia in giù, con il clitoride gonfio e schiacciato dalle lenzuola che fanno pressione e lui è già dentro di me, Nino lo incita, impazzisce quando lo vede sfondarmi il culo, io urlo di dolore e piacere, impossibile liberarsi di quell’uomo, il suo ritmo è incessante e il suo membro è pronto, si rigonfia e pulsa, di lì a poco il suo sperma uscirà dirompente. Allora sopraggiunge Nino e me lo infila tutto in bocca, glielo succhio sotto i colpi incessanti di G. che mi scuotono, Nino urla fortissimo, un urlo che avrà svegliato i vicini, e mentre la mia bocca accoglie l’esplosione del mio amore, dentro di me si consuma anche l’eccitazione di G. in un mugolio soffocato e prolungato. Sono piena, stanca e sfinita ma estremamente felice, mi accascio su Nino, G. torna sul lato destro sul letto. Come dopo una lunga maratona ognuno cerca di riprendere fiato, ci scappa da ridere, quasi a dire “ma cosa abbiamo combinato!” e come quando ci si sveglia da un sogno ci chiediamo se realmente siamo stati capaci di tutto quello…
Attimi di ebbrezza simili ad un post sbornia prima di tornare lentamente a noi.
Non è la prima volta che siamo a letto insieme, ma questa volta, l’intensità, la partecipazione di ognuno, il sentirsi pienamente coinvolti tutti e tre, l’ha resa più lussuriosa come in un triangolo di piacere perfetto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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