Un invito per due
Deliriox
Decisi di rompere gli indugi. Mi alzai dal divano e le tesi la mano: «Vieni qui».
Lei lasciò il bicchiere sul tavolo e si alzò, seguendo il mio invito senza esitare. Suo marito Luca rimase comodo sul divano, il calice ancora tra le dita, osservandoci con un sorriso complice e gli occhi accesi di curiosità.
La ruotai delicatamente in modo che desse le spalle a me e il volto a lui. Mi incollai alla sua schiena, respirando il suo profumo. Con la mano sinistra le spostai i capelli su una spalla, scoprendole il collo, e iniziai a posarvi baci lenti, caldi e profondi. Sentii il suo corpo sobbalzare leggermente. Le mie mani scesero a stringerle i fianchi, tirandola con decisione contro di me per farle sentire quanto fossi già duro ed eccitato e quanto il contatto con il suo fondoschiena stesse accrescendo il mio desiderio.
Lentamente, le mie mani risalirono dai fianchi lungo le costole, sfiorando i lati del suo seno sopra la stoffa leggera. Fu in quel momento che mi resi conto della sorpresa: sotto l'abito non indossava il reggiseno. I capezzoli, già tesi, si indurivano contro il palmo della mia mano.
Risalii fino alle sue spalle, incrociando lo sguardo di Luca. Cercai il suo consenso visivo prima di fare la mossa successiva. Lui, mantenendo il mio sguardo, infilò lentamente una mano nei pantaloni, facendola scorrere con evidente apprezzamento. Era il via libera.
Feci scivolare le sottili spalline lungo le sue braccia. La seta fluida dell'abito scivolò via, cadendo ai suoi piedi con un fruscio impercettibile.
Sara restò lì, immobile, con indosso unicamente un paio di slip leggeri. Cinsi da dietro il suo seno scoperto, stringendolo con decisione mentre la sua testa si piegava all'indietro contro la mia spalla e la sua bocca si socchiudeva in un piccolo sospiro caldo. Vedere Luca che iniziava a toccarsi visibilmente da sopra i pantaloni mandò il mio cervello in corto circuito: la tensione erotica nella stanza era palpabile.
Feci scivolare la mano destra all'interno dei suoi slip, facendola affondare tra le sue cosce. Come immaginavo, la situazione la stava eccitando enormemente: era calda, umida, pronta. Iniziai ad accarezzarla con ritmo lento e calibrato, sentendola fremere tra le mie braccia.
Luca, ormai sopraffatto dalla scena, si aprì i pantaloni ed estrasse il membro già eretto, iniziando a masturbarsi senza staccare gli occhi da noi. A quel punto, piegai leggermente il busto su di lei e, con una pressione dolce ma decisa sulle sue spalle, la spinsi verso il basso: «Ora fai felice tuo marito».
Sara si accovacciò lentamente tra le sue gambe aperte, portando le mani sulle sue cosce e accogliendo il membro duro del compagno tra le labbra, mentre io rimasi in piedi subito dietro di lei, pronto per il passo successivo.
Mi spogliai con calma, godendomi la scena e lasciando cadere i miei abiti a terra. Da quella posizione la vista era spettacolare: la linea curva del culo di Sara e, subito sotto, la sua figa lucida e visibilmente umida che reagiva a ogni movimento.
Mi inginocchiai dietro di lei. Le mie mani avvolsero la morbidezza delle sue natiche, accarezzandole prima di chinarmi per baciarle e leccarle con lentezza. Nel frattempo, le mie dita cercavano il suo sesso, esplorandone la fluidità. Mi spinsi leggermente in avanti e strofinai la punta del mio cazzo duro contro la sua apertura, bagnandomi del suo umore senza però penetrarla. Quando lei ruotò leggermente la testa verso di me, cercò il mio sguardo per farmi capire quanto lo volesse, ma le tesi la mano e la invitai ad alzarsi.
Presi una sedia e la posizionai proprio di fronte a Luca. La feci sedere lì, a gambe ben aperte. Mi chinai su di lei: iniziai a leccarle dolcemente il seno, risalendo sui capezzoli eretti, per poi scendere lentamente lungo il ventre fino a ritornare tra le sue cosce.
Luca la fissò con intensità e le sussurrò dolcemente: «Sei proprio una troia...».
Quelle parole agirono come una scarica elettrica su di lei, aumentandone visibilmente l'eccitazione. Aggiunsi le dita al lavoro della lingua, stimolandola prima all'interno della figa e poi, quando la sentii completamente abbandonata al piacere, spingendomi delicatamente anche con un dito nel suo culo. Continuai con un ritmo costante, fluido e profondo, guidandola fino a farla tremare nel vortice di un orgasmo intenso.
Mi rialzai, con il membro ancora teso. Le afferrai delicatamente la testa per orientare la sua bocca verso di me. Sara accolse il mio cazzo tra le labbra, iniziando a succhiare con perizia, mentre una delle sue mani scendeva a sfiorare e accarezzare i miei testicoli.
Luca ricominciò a darsi un ritmo con la mano, visibilmente eccitato dalla scena, ed esclamò: «Voglio guardare mentre la scopi».
Le feci cenno di alzarsi e mi sedetti io sulla sedia, invitandola a salire su di me senza staccare gli occhi da Luca. Sara si calò lentamente sul mio membro, iniziando a salire e scendere con movimenti fluidi e ritmici, mentre le mie mani le stringevano e sostenevano il seno. Continuammo così per un po', finché Luca, non resistendo più al desiderio di toccarla, le disse che voleva prenderla lui.
Lei si alzò da me e andò a sedersi su di lui, accogliendolo dentro di sé. Rincasai di qualche passo per osservare l'incastro dei loro corpi. Poi mi riavvicinai. Luca strinse leggermente le gambe per fare spazio e invitarmi a inserirmi nel loro gioco.
Accostai la mia punta alla figa di Sara. I due rallentarono il ritmo, permettendomi di far scivolare il mio cazzo insieme a quello di Luca nello stesso canale. Un gemito di piacere profondo e quasi sincronizzato uscì dalla gola di tutti e tre. La figa di Sara, incredibilmente stretta e piena, accoglieva entrambi in una morsa calda che faceva impazzire sia me che lui.
La scopammo insieme per un po', accompagnati dai suoi respiri affannati e dalle sue grida di godimento. Poi, Luca le allargò con decisione le natiche e mi guardò: «Prendila da dietro».
Mentre avvicinavo il mio membro al suo ano, Luca le posò una mano sulla bocca, soffocandone i sospiri come a ribadire il suo possesso. Spinsi con decisione e il mio cazzo entrò del tutto. Con entrambi i buchi riempiti, Sara venne per la seconda volta, scossa da spasmi incontrollabili.
Sentendo l'eiaculazione imminente, mi sfilai. Sara si mise subito in ginocchio davanti a noi. Luca si alzò dal divano e si affiancò a me, iniziando a stimolarsi velocemente nella sua direzione. Lei rimase lì, con la testa sollevata, le labbra socchiuse e le mani che passavano dalle mie gambe alle sue, pronta a ricevere tutto.
Venimmo quasi all'unisono, coprendole il viso e la bocca con un getto denso e caldo. Sara ripulì accuratamente con la lingua entrambi i nostri cazzi gocciolanti, per poi lasciarsi andare stanca ed appagata sul pavimento. Io e Luca ci scambiammo uno sguardo complice di pura soddisfazione, prima di ritornare a sederci comodamente sul divano.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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