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trio

Una serata al pub


di Membro VIP di Annunci69.it Tocilizumab83
12.07.2026    |    2.257    |    4 9.7
"» Allora io, cercando di non dare nell'occhio, mi abbassai i pantaloni e lo tirai fuori..."
Era un'afosa serata di Luglio. Non vedevo Maria Claudia e Michele da tantissimo tempo e la chiamata di Maria Claudia mi fece piacere, ma mi sorprese anche un po'.
Mi disse: «So che sei tutto solo a Parma». E infatti mia moglie e mia figlia erano al mare, in Puglia. «Vieni a farti una birra con noi. Non farti pregare, come al solito.»
Il pub era deserto.
«Meglio, così stiamo tutti più tranquilli», disse Michele e aggiunse: «Mi raccomando, parlatemi di tutto, ma non di lavoro.»
Allora io, ovviamente, gli risposi: «Non parlarmi di TC, non parlarmi di risonanze, parlami di quello che vuoi.»
E Michele, di rimando: «Ok, quasi accolgo la sfida: scambio di coppia.»
Ed io: «Wow! Per me va bene, ma come ti è venuto?»
E lui: «L'altro giorno si parlava di certe voci che girano fra amici di amici e lì tutti a giudicare: la cosa mi ha dato molto fastidio.»
«Che brutta cosa», gli risposi.
Poi aggiunse: «Per me, come sai, non ci sono mai problemi, basta che ci sia rispetto e che tutti siano contenti.»
Da lì la conversazione, forse anche complice l'alcol che pian piano ci disinibiva, iniziò a prendere un tono via via più intimo, sebbene apparentemente si mantenesse scherzoso.
A un certo punto, però, visto che, lo confesso, la situazione mi intrigava parecchio, decisi di osare. Così, guardando prima Michele e poi Maria Claudia, chiesi:
«Ma a voi piacerebbe provare?»
Mi guardarono imbarazzati, forse un po' stupiti da quella mia domanda così diretta.
Maria Claudia, un po' titubante, rispose: «Beh, sai, a volte fantasticare non costa nulla e non si fa niente di male.»
Ma Michele, sorprendendomi, volle rincarare la dose.
«Poi, se dalla fantasia si passa alla realtà, bisogna trovare l'occasione e le persone giuste.»
E lì qualcosa cambiò.
Era come se Michele avesse dato un segnale a Maria Claudia e lei, alzandosi, disse:
«Scusate, vado un secondo in bagno.»
Ne approfittai subito per chiedere a Michele:
«Che succede?»
E lui: «Tu che dici?»
«State architettando qualcosa.»
«Beh, vedremo. Porta pazienza. Vediamo un po' che piega prenderà la serata, anche perché, come sai, le cose non dipendono solo da me.» Poi alzò gli occhi, distogliendo lo sguardo dal mio. «Ah, ecco che torna Maria Claudia.»
Maria Claudia sembrava la stessa di prima, eppure era come se fosse cambiato qualcosa. Appariva più rilassata.
Si sedette con tranquillità e io, ricordando le parole di Michele, chiesi:
«Ragazzi, scusate... volevo chiedervi una cosa. Questa è una di quelle serate?»
Nessuno dei due mi rispose. Si limitarono a sorridermi.
Maria Claudia, quasi con un gesto plateale, fece cadere la forchetta. Mi sorrise e mi chiese:
«Me la prendi, Roberto?»
Mi chinai sotto il tavolo e vidi che Maria Claudia apriva le gambe e sollevava la gonna per mostrarmi la sua bella figa depilata e già bagnatissima.
Sentii allora la sua voce:
«Dai, su. Hai dato una sbirciatina, adesso torna su.»
Li guardai sorridendo, soddisfatto, e dissi: «La serata sta prendendo una piega interessante.»
E Michele replicò: «Forse potrebbe prenderne una ancora più interessante...e sai che c'è?», aggiunse. «Visto che stiamo giocando, giochiamo davvero.»
Prese la bottiglia di birra.
«Bene», dissi. «Quali sono le regole?»
«Verità.»
Fece ruotare la bottiglia.
Il primo a essere obbligato a dire la verità fui io.
Michele mi chiese: «Hai mai pensato di scoparti Maria Claudia?»
«Beh, certo non la mandi a dire.» Guardando Maria Claudia, risposi:
«Dal primo giorno che l'ho conosciuta ho spesso pensato di scoparmela, selvaggiamente, a pecora.»
Maria Claudia strabuzzò gli occhi. «Ma Roberto! Ma che dici?»
«Beh, non ci credo che tu non te ne sia mai accorta.»
Michele insistette: «Hai solo pensato?»
«Beh... mentre lo pensavo, ti confesso che qualche volta le ho dedicato qualche gustosa sega.»
Maria Claudia mi guardò sorridendo. «Beh, che dire... sono lusingata.»
Poi toccò a Michele dire la verità.
Gli chiesi: «State solo fantasticando sullo scambio o avete fatto qualcosa di più concreto?»
Michele rispose: «Di concreto, ancora nulla. Però ci siamo iscritti a un sito.»
«Davvero? Fammi vedere quale.»
Guardai il telefono di Michele, sorrisi e dissi: «Beh, allora questo è davvero destino. Ci sono anch'io su quel sito.»
L'ultimo giro di verità toccò a Maria Claudia.
Allora Michele mi chiese di aprire il mio profilo sul sito di incontri al quale, a quanto pare, eravamo tutti iscritti e, passando il cellulare a Maria Claudia, le disse: «Che cosa ne pensi delle foto di Roberto?»
Maria Claudia iniziò a scorrere le fotografie. Visibilmente arrossata, mordicchiandosi il labbro, si fermò a guardarne una e disse, guardandomi negli occhi: «Complimenti, hai davvero un bell'uccellone.»
Scoppiammo tutti a ridere.
Michele disse: «Beh, vedo che il nostro gioco sta davvero funzionando bene. Ora, che ne dite di passare a "obbligo"?»
Ormai eravamo tutti partiti per la tangente e, anche se ci trovavamo in un pub e non nell'intimità di una casa, avevo l'impressione che nessuno di noi si sarebbe più tirato indietro.
Michele disse:
«Tutto quello che voglio è vedere Maria Claudia godere. Roberto, perché non le infili la testa in mezzo alle gambe?»
Non me lo feci ripetere due volte.
Mi chinai sotto il tavolo. Maria Claudia aprì le gambe con impazienza.
Non persi tempo, volevo assaporare il sapore della sua figa.
La sentivo trattenere il respiro e ansimare sommessamente. Si tratteneva, perché eravamo comunque in un locale pubblico, ma percepivo chiaramente il suo fremito mentre cercava di non dare nell'occhio.
Ma stava godendo davvero, sempre più intensamente. Del resto, la situazione era estremamente eccitante. A un certo punto le sfuggì un gemito un po' più forte degli altri e, all'improvviso, la sentii rilassarsi.
Era venuta.
Soddisfatto, uscii da sotto il tavolo. Michele mi guardò, assolutamente compiaciuto, e mi chiese: «Te la sei goduta?» Poi aggiunse: «Anche io, da quassù. Ti confesso che lo spettacolo non mi è dispiaciuto affatto.Continuiamo.»
«Beh, adesso tocca a te essere obbligato», dissi io.
Ma lui rispose: «Sai che ti dico? Per ora salto. Vorrei vedere voi due che giocate, mentre io mi tengo il ruolo di regista.» Poi si rivolse a Maria Claudia: «Che ne dici di restituire il favore? Perché non allunghi il tuo piedino e fai divertire Roberto?»
Non se lo fece ripetere due volte.
Sentii immediatamente i suoi piedi sfiorarmi con decisione ma anche con delicatezza. Il mio cazzo era durissimo.
Maria Claudia mi guardava con desiderio e mi disse:
«Così è bello, ma non abbastanza. Lo voglio sentire tutto.»
Allora io, cercando di non dare nell'occhio, mi abbassai i pantaloni e lo tirai fuori.
Maria Claudia non riusciva a vedermi il cazzo, però poteva osservare la mia espressione rapita mentre godevo e io, di rimando, potevo guardare la sua espressione da porca.
Stavo godendo tantissimo. Sentivo che da lì a poco avrei sborrato in maniera indicibile. Anche Maria Claudia se ne accorse; anzi, mi incitava a venire.
«Stai godendo, maiale? Lo so che ti piace. Dai, fammi vedere come sborri. Sborrami sui piedi.»
La accontentai praticamente quasi subito. D'altronde era davvero bravissima nel segarmi il cazzo con i suoi piedini.
« Ma guarda cosa hai combinato...» disse sorridendomi.
I suoi piedi erano coperti dalla mia sborra, ricomponendosi la raccolse con la mano e, gurdandola, la leccò, golosa.
Michele, assai contento e soddisfatto, le disse: « Ma brava, sei davvero una buongustaia!» E aggiunse, « Bhe ragazzi, qui le cose stanno prendendo davvero, davvero una bellissima piega. Che ne dite di andare a casa, così possiamo iniziare a divertirci sul serio? »
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