Calda sera di mezza estate…
BitterSweet_Symphony
Sentivo già l’aria d’estate per cui opto per indossare un vestito leggero e lungo, color panna, morbido, nulla di impegnativo… Salgo in macchina e arrivo al luogo dell’appuntamento, ovviamente in ritardo, come al mio solito.
Da lontano, lo noto subito: moro, intrigante, già dalla camicia si vede che sotto si nasconde un corpo che merita di essere mostrato. É con questi pensieri che mi avvicino al tavolo, inizio con i saluti di rito e prendo posto, esattamente di fianco a T., l’uomo che stavo squadrando da lontano.
Scopro che si è appena trasferito in città per lavoro ed è collega di A. La sua voce e il suo accento bolognese hanno uno strano effetto su di me ma trascorro comunque tutta la serata a parlarci, a parlare delle sue passioni e del suo lavoro.
In realtà, nella mia testa, già immagino di strappargli la camicia e scoprire quale corpo meraviglioso nasconde.
Tra una parola e un’altra, una risata e un sorso di vino, lo sorprendo più volte mentre cerca di sbirciare il mio décolleté, quasi a voler andare oltre il sottile tessuto che gli impedisce di vedere i miei seni.
La serata sta volgendo al termine, purtroppo, e per continuare questa piacevole conversazione mi offro di accompagnare a casa T., tanto è di strada.
Arrivati sotto casa, ci rendiamo conto entrambi che non abbiamo nessuna intenzione di interrompere la conversazione e il magnetico gioco di sguardi che ha caratterizzato tutta la serata; decidiamo dunque di proseguire comodamente sul divano con un buon vino rosso.
Mi fa strada, dobbiamo arrivare all’ultimo piano di un vecchio palazzo: entriamo in ascensore e, nel premere il pulsante, ci ritroviamo talmente vicini che mi viene istintivo guardarlo, avvicinare le mie labbra alle sue e stringerlo a me per iniziare ad assaporare quel corpo nascosto per così tanto tempo.
Così le nostre mani cominciano a tastare ed esplorare, la lingua e le labbra scivolano lungo il suo mento fino ad arrivare al collo e ne approfitto per iniziare a sbottonargli la camicia.
Nemmeno l’apertura delle porte ci distrae: entriamo in casa incollati l’uno all’altro e in men che non si dica mi ritrovo sdraiata completamente nuda sul tavolo del soggiorno.
«É tutta la sera che sto pensando a cosa si nascondesse sotto questo abito da santarellina» e senza tanti preamboli si tuffa sul mio collo, tastando i miei seni e non perde l’occasione per divorarmeli, succhiandomi avidamente i capezzoli e strappandomi i primi gridolini di piacere.
Continua inesorabile la sua lenta discesa, tenendo i suoi occhioni castani incollati su di me fino a giungere esattamente lì, al centro del mio piacere, iniziando a solleticare il mio clitoride con la sua lingua morbida e scattante. Le sue dita che si insinuano in profondità e in pochi minuti arriva il primo, sconvolgente e bagnatissimo orgasmo.
Sappiamo benissimo entrambi che è solamente un antipasto: a mia volta faccio sparire la camicia e pantaloni cadono come per magia, pronta ad assaporare il suo piacere fino in fondo.
La mia prima impressione viene immediatamente confermata: mi trovo davanti un corpo marmoreo a dir quasi perfetto, pronto per essere assaporato e di cui non voglio perdermi nemmeno un centimetro.
Gli sfilo l’unica cosa che gli è rimasta addosso e lo trovo già duro, venoso e bagnato, questa visuale mi manda fuori di testa: come un’orso con il miele, mi ritrovo tra le sue gambe con l’unico intento di godere della sua asta e fare in modo che lui goda delle mie labbra, della mia lingua e della mia gola.
Lo fisso e inizio a leccarlo, lentamente, seguendo ogni sua vena fino ad arrivare alla sua grossa e rosea cappella, calda e gocciolante a cui dedico ogni mia attenzione.
La mia calda bocca inizia un lento, vigoroso e deciso massaggio, fradicio della mia saliva e dei suoi umori. Il trattamento gli piace, si vede e si sente: le sue mani, nel frattempo, si sono posate sulla mia testa e mi tengono bloccata mentre il suo bacino inizia una danza lenta, decisa e profonda nella mia gola.
Lo desidero e lui desidera me, abbandono momentaneamente il suo cazzo e, senza tante parole, senza staccare il mio sguardo dal suo, mi impalo su di lui: iniziamo così un lento movimento che mi permette di sentire ogni suo centimetro. Inizio a cavalcarlo con foga, le sue grandi mani mi stringono le natiche, quasi a voler assecondare i movimenti del mio bacino e le sue labbra occupate a trattenere i miei capezzoli turgidi.
Il desiderio è talmente tanto che in questa posizione lo inondo nuovamente, con l’ennesimo sconvolgente e bagnatissimo orgasmo.
Ci giriamo, mi possiede da dietro, assaporandosi continuamente ogni centimetro fradicio del mio intimo.
Continuo a provare dei brividi lungo la schiena, mi allarga le chiappe e sento la sua lingua che si insinua a infradiciare entrambi i buchetti. Lo imploro di non fermarsi, lo prego di prendermi ovunque e così mi accontenta: entra con decisione e a fondo nella mia fighetta, mentre passa lento e delicato al buchino più stretto. Si alterna così fino a quando il mio culo non si abitua alla sua presenza ed è lì che inizia a spingere sempre più a fondo, a riempirmi senza nessun ritegno. Lo sento contrarsi, mugugnare, le nostre voci si uniscono in questo concerto godurioso fino a culminare nel mio ennesimo orgasmo fradicio e nel suo che mi riempie fino in fondo.
Ci accasciamo a terra così, sudati fradici e piacevolmente sconvolti, pronti a ricominciare….
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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