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Lui & Lei

Cena per due


di Velluto
09.09.2025    |    2.916    |    2 9.7
"Lei inizia a muovere leggermente avanti e indietro il bacino mentre io, sempre lentamente, la assecondo muovendo a tempo la mia mano..."
Dopo tanto tempo, troppo tempo, una serata solo per noi: cena nel ristorante che tanto ci attirava e che da troppo tempo volevamo provare.
Per l'occasione ci siamo anche vestiti di tutto punto anche se, inevitabilmente, è lei la regina della serata.
Bellissima, come sempre, capelli sciolti a cadere dolcemente sulle spalle, vestito corto nero, decoltè argentate.
Superato l'iniziale imbarazzo per non essere più abituati ad avere momenti così, ci sciogliamo e torniamo ad essere noi.
Così, al di là dei bei vestiti e dell'eleganza del posto, torniamo quelli di sempre.
Scherziamo, ci prendiamo in giro, ci teniamo anche per mano, ma non troppo. Non siamo mai stati sdolcinati.
La cena scivola piacevolmente via come "una volta". Come quando eravamo senza pensieri, senza responsabilità, senza mutuo, figli, lavoro pressante e quant'altro.
Come quando la nostra unica preoccupazione era trovare il tempo per stare insieme.
Ma va bene così. C'è un tempo per tutto.
Ad ogni modo questa sera è nostra e il tempo non è neanche male.
Ringraziamo e salutiamo il proprietario del ristorante e ci avviamo soddisfatti della serata.
Saliamo in macchina e continuiamo a chiacchierare del più e del meno.
Poi, inevitabilmente, arriva il momento del silenzio.
Lei guarda fuori dal suo finestrino e io stacco gli occhi dalla strada solo per guardare lei.
E' bellissima. Più di quanto lo fosse quando ci siamo conosciuti.
Anche se le gravidanze hanno tolto un po' di volume al suo seno, anche se la tonicità delle gambe e dei fianchi non è più la stessa.
Eppure adesso è ancora più bella.
Ha una luce diversa negli occhi. Ora è una donna. Una bellissima donna e ai miei occhi è tutto quello che potrei desiderare.
Con lo sguardo seguo il suo profilo e ripercorro ogni centimetro del suo corpo.
Sposto la mano dalla leva del cambio al suo ginocchio e assaporo con il tatto la sua pelle liscia.
Lei si gira, mi guarda, mi sorride e per pochi istanti mi accarezza la mano, dopodiché si volta e continua a guardare fuori.
Dal riflesso del suo finestrino si intravede il suo sguardo. E' felice, sembra quasi spensierata.
All'improvviso, cogliendo di sorpresa anche me, mi assale nel vero senso della parola un'idea.
Non so come reagirà ma prendo coraggio.
Serro leggermente la mano poggiata sul suo ginocchio, quasi a congedarmi, e poi la faccio scivolare lentamente lungo l'interno coscia, facendomi strada con il mignolo sotto il suo vestito.
Lei schiude appena le gambe.
Sono sorpreso. Non me lo aspettavo.
Continuo la lenta scalata fino a toccare un lembo dei suoi slip.
Non so quali indossa, ma mi piace pensare ad un paio in particolare.
La accarezzo delicatamente da sopra gli slip, poi un po' a fatica, riesco ad infilare prima la punta delle mie dita e poi a far scivolare tutta la mano sotto al bordo.
Sono dentro i suoi slip ed ho il cuore a mille.
Lei continua a guardare fuori dal finestrino.
Con la punta delle dita riesco ad arrivare al suo sesso.
Facendo leva con la mano, riesco a scostare un po' gli slip mentre lei accompagna il mio movimento schiudendo ulteriormente le gambe.
Reclina leggermente il sedile, sposta il bacino in avanti di qualche centimetro e fa un lungo sospiro. Adesso è rivolta verso di me e mi guarda intensamente.
Infilo la punta del medio tra le sue grandi labbra.
Riesco a trovare il clitoride ed inizio a massaggiarlo delicatamente. Movimenti lenti e circolari.
La posizione non è molto comoda, ma quello che vedo mi piace. Mi eccita.
Passiamo nel traffico che distratto ci ignora fino a quando imbocchiamo la strada che per diversi chilometri ci accompagnerà fino a casa facendoci uscire dalla città.
La strada è buia, illuminata solo dai nostri fari e da quelli di chi viene nel senso inverso.
Lei è eccitata. Io sono eccitato.
Il mio massaggio sta avendo i suoi effetti. Il suo sesso non è più asciutto come prima.
Approfittando della strada buia e deserta, reclina ancora di più il sedile, si sposta indietro con il bacino e poggia entrambi i piedi sul cruscotto.
Provo a sfilarle gli slip, ma senza la sua collaborazione è impossibile mentre guido.
Lei non sembra interessata e quindi proseguo nel massaggio.
Si sta rilassando. Il suo respiro si fa più profondo.
Intanto siamo quasi arrivati a casa, quindi sono costretto a fermare la mia mano e lasciarla così, bellissima ed eccitata.
Lei non batte ciglio. Si ricompone, si tira su e riposiziona il sedile.
Siamo praticamente a casa.
Prima di iniziare le manovre per parcheggiare, lei scende ed entra in casa, lasciando socchiuso l'uscio.
Mentre parcheggio vedo accendersi la luce del bagno.
Spengo la macchina e scendo.
Mi avvicino alla porta di casa e la luce del bagno si spegne. Subito dopo si accende quella della nostra camera.
Sono in casa.
Ho la gola secca, forse anche per il misto di eccitazione, paura di essere visti, e sorpresa nella sua inaspettata reazione, quindi vado in cucina e bevo dell'acqua.
Mi dirigo verso la nostra camera e l'unico pensiero che ho in testa è che voglio possederla. Subito. All'istante.
Entro in camera ed ho un tuffo al cuore.
Lei è completamente nuda, seduta sul letto, appoggiata alla spalliera.
Con la destra sta proseguendo il massaggio che stavo facendo io in macchina e nella sinistra tiene il vibratore che qualche hanno fa, un po' per gioco, le ho regalato.
Con movimenti lenti, quasi cadenzati, lo infila dentro di se per poi sfilarlo completamente.
Mi guarda, fisso negli occhi.
Ha voglia di me. Ho voglia di lei.
Mi avvicino al letto e inizio a spogliarmi.
Ora sono nudo anche io.
Salgo sul letto, alla sua sinistra, mi avvicino a lei, la bacio, la bacio sul collo, scendo sui suoi seni, raggiungo il capezzolo. Il sinistro.
Lo prendo tra le labbra e lo accarezzo con la lingua. Inizio a succhiarlo delicatamente.
Intanto con la mano sinistra la accarezzo sul braccio e scendo, fino a raggiungere la sua mano sinistra.
Adesso stiamo impugnando insieme il vibratore e insieme lo spingiamo dentro e fuori di lei.
Mi tiro su.
La guardo. Lei mi guarda.
Le sfilo di mano il vibratore e lo poggio accanto a noi sul letto.
Scivolo ai suoi piedi, la afferro per i fianchi e la trascino dolcemente verso di me per farla sdraiare.
Adesso è completamente distesa sul letto, con le braccia sopra la testa, e le mani a sfiorare la spalliera del letto.
Mi stendo sopra di lei ed in un attimo sono dentro.
Mi alzo sulle braccia e la fisso negli occhi.
Insieme iniziamo a muoverci.
Con la testa mi chino sul suo capezzolo e riprendo a succhiarlo.
Sento la sua mano destra insinuarsi tra di noi per riprendere a massaggiare il clitoride.
Non voglio venire subito. Mi stacco da lei.
La bacio. Le bacio i capezzoli e con la punta della lingua scendo sulla sua pancia intenzionato a scendere ancora più giù ma lei mi blocca.
Mi afferra la testa con entrambe le mani e mi convince a tornare a baciarla.
Un instante dopo si gira su un fianco dandomi le spalle ed avvicinando il suo bacino al mio.
Con il suo aiuto entro di nuovo dentro di lei.
La stringo con il mio braccio sinistro tenendo nella mia mano il suo seno destro.
Come se fossimo un corpo solo, ci giriamo lentamente verso sinistra.
Ora lei è supina e io sono disteso sopra di lei.
Le mie gambe sono tra le sue.
Affondo le mie mani sui suoi fianchi e poi le afferro i glutei.
Questa posizione è troppo eccitante per me ed io non voglio che questo momento finisca ora.
Quindi esco da lei. Devo raffreddarmi.
Lei si mette in ginocchio, mi guarda e mi bacia.
Ora siamo in ginocchio uno davanti all'altra.
Con la mano scendo e continuo a toccarla mentre continuiamo a baciarci.
Lei si stacca da me.
Mi blocca la mano, poggia le sue sul mio petto e mi spinge a sdraiarmi di schiena mentre lei rimane inginocchiata accanto a me.
Mi bacia sul collo, scende sul petto. Arriva alla pancia. Ho un tremito dovuto all'eccitazione. Non so cosa vuole fare e dove vuole arrivare con la sua bocca.
E invece si ferma. Si tira su.
In un attimo è sopra di me.
Con la mano mi guida dentro di lei e subito dopo inizia a muoversi freneticamente.
Riesco ad insinuare tra noi due il pollice della mano destra, fino a raggiungere il clitoride. Questa sera non gli abbiamo dato tregua.
Lei inarca la schiena e continua a muoversi avanti e indietro, sfregando il suo sesso contro di me.
Con la mano sinistra afferro il suo seno destro. Lo stringo delicatamente, poi allento la presa e prendo il suo capezzolo tra indice e pollice. Lo massaggio.
Continuiamo a muoverci all'unisono ancora per qualche istante, dopodiché passo entrambe le mani dietro la sua schiena, fino a poggiarle sulle sue spalle, quasi a spingerla ancora di più verso di me, come se fosse possibile entrare dentro di lei ancora più intensamente.
Con la sinistra risalgo il suo collo, arrivo dietro la nuca, le afferro i capelli e in modo deciso li tiro in basso, facendole reclinare la testa.
A quel punto, tenendomi a lei con l'altra mano, mi tiro su quanto basta per arrivare a baciare i suoi capezzoli.
Mi concentro sul sinistro. Lo stringo delicatamente tra i denti e lo accarezzo con la lingua.
Schiudo un po' di più le labbra ed accolgo in bocca l'intera areola ed inizio a succhiare continuando a battere con la lingua sul suo capezzolo.
Allento la presa sui suoi capelli, così che possa riportare avanti la testa.
Lei porta le sue mani dietro la mia schiena e mi stringe forte a se.
Sento la sua eccitazione, ma devo fermarmi per non venire.
Le ordino di mettermi un preservativo e lei, con fare maligno, mi libera dalla sua presa, mi scavalca e provocatoriamente rimane carponi di fianco a me mentre prende un profilattico dal mio comodino.
Mi tiro su e mi metto in ginocchio dietro di lei.
La accarezzo sulle natiche, con le mani le divarico leggermente e, cogliendola forse di sorpresa, mi tuffo con il viso sul suo sesso.
La penetro con la lingua, poi, tirandola fuori, la faccio scorrere per tutta la lunghezza delle sue grandi labbra.
Scendo fino al suo clitoride inchinandomi sotto di lei, lo stringo tra le labbra e lo torturo con la lingua, così come ho fatto poco prima con i suoi capezzoli.
Intanto la penetro lentamente con l'indice della mano destra.
Sento che ha smesso di rovistare nel mio comodino.
Prendo coraggio e, mentre continuo a penetrarla con l'indice, avvicino la punta del medio al suo ano. La insinuo lentamente.
Cerco di fami strada mentre continuo a succhiare il suo clitoride ed a penetrarla con l'altro dito. Riesco a far entrare la prima falange.
Improvvisamente lei si tira su, in ginocchio, sottraendosi al mio controllo.
Rimango interdetto.
Si gira e vedo che in mano ha il preservativo. Lo scarta, si avvicina e me lo infila. Dio!! Mi è sempre piaciuto il modo con cui lo fa.
Subito dopo si gira nuovamente verso il mio comodino, tira fuori il gel lubrificante, ne spreme un po' sulle sue dita e poi, fissandomi negli occhi, mi dice spavalda "Prova con questo". Si gira, si mette di nuovo carponi davanti a me spalmando il gel intorno e appena dentro il suo ano.
Ho il cuore che batte all'impazzata.
Non lo aveva mai fatto. Non è mai stata così spavalda, così sicura di se, ma mi piace. Mi piace quest'aria quasi di sfida.
Questo suo provocante modo di fare meriterebbe ben altro, ma so anche che sono talmente eccitato da rischiare di venire al solo pensiero.
Quindi riprendo da dove ero stato interrotto.
Rituffo la mia lingua nel suo sesso, succhiando dolcemente il clitoride e torno a penetrarla con l'indice.
Mi rifaccio avanti con il medio che, grazie al gel, questa volta scivola dentro in un attimo.
Lei inizia a muovere leggermente avanti e indietro il bacino mentre io, sempre lentamente, la assecondo muovendo a tempo la mia mano.
Non so per quanto tempo rimaniamo in questa posizione ma all'improvviso lei si tira nuovamente su.
Si gira e mi dice "Non voglio venire così. Ti voglio dentro".
Mi obbliga a sdraiarmi sulla schiena e mi sale nuovamente a cavalcioni sopra.
Questa volta è lei ad insinuare la sua mano tra i nostri due corpi per continuare a massaggiare il clitoride.
Mi guarda fisso negli occhi mentre inizia a muoversi freneticamente.
Non resisto. Vengo.
Lei mi ignora completamente e continua a muoversi sempre più freneticamente.
Finita la carica emozionale dell'orgasmo inizio a sentire dolore nel proseguire ma non posso interrompere questo momento.
Pochi istanti dopo lei reclina indietro la testa inarcando la schiena ed emette un lungo gemito liberatorio. Anche lei raggiunge il suo meritato orgasmo.
Si accascia su di me e rimaniamo abbracciati ed ansimanti per un tempo indefinito.
E' stata una serata fantastica. Indimenticabile.
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