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Lui & Lei

Ma che ci faccio qui?


di Velluto
28.08.2025    |    130    |    0 4.0
"In quel momento, circondato dalle sue labbra, a contatto con il suo palato, ci sono io per intero..."
Ma che ci faccio qui?
E' una domanda che mi faccio spesso ultimamente.
Mi sono iscritto poco tempo fa, in un momento in cui pensavo che la storia con la mia compagna fosse finita.
Mi sono guardato intorno, conoscevo già A69 e dopo qualche giorno di riflessione, ho deciso di aggiungermi.
Ma adesso che la mia relazione è ripartita, cosa ci faccio qui?
Curiosità, mi verrebbe da dire.
Quotidianamente mi collego, sbircio, leggo alcuni last, vado a vedere le nuove foto aggiunte dalle singole o le nuove iscritte.
Quando qualcuna mi colpisce ed ha la casella ancora non intasata (visto che non sono VIP), le mando anche un messaggio, ma senza mai (o quasi) avere un riscontro.
Ma va bene così. Ci rido sopra anche perchè, effettivamente, non saprei come gestire un'eventuale risposta.

Ad ogni modo la domanda rimane: ma che ci faccio ancora qui?
E non solo perchè la mia storia è ripartita.
Me lo chiedo anche perchè leggendo annunci, feedback (che fanno veramente tanto tripadvisor o amazon, scegliete voi), altri racconti, mi rendo conto che è un mondo distante anni luce da me e da quello che piace a me.
Ma non c'è voglia di giudicare, anzi.
Ho sempre pensato, e penso tutt'ora, che ognuno deve essere libero di vivere il sesso come meglio crede e con chi lo fa stare meglio, quindi figurarsi se la mia vuole essere una critica o una proclamazione della superiorità di un tipo o di un altro tipo di sesso.
Ma chi se ne frega, anzi!!
Però la domanda rimane: ma che ci faccio ancora qui?

Il "mio" sesso è quello che provo a descrivere nei miei racconti che altro non sono che la semplice descrizione di quello che ho provato e di quello che io e chi era con me abbiamo fatto in quei momenti.

Il "mio" sesso è fatto di sensazioni più che di posizioni.
Ma con questo non voglio dire che sia meglio. Assolutamente.
Per carità, una pecorina fatta come Cristo comanda o un pompino da urlo, staranno sempre sul podio, ma a volte ho l'impressione che si voglia cercare per forza l'esagerazione, quasi ad ostentare.
Ma magari mi sbaglio. Magari è solo una banale questione di gusti.

E così oggi, dopo aver letto il racconto di una single molto affascinante ma decisamente fuori portata (sia per il contenuto del suo annuncio e sia per quanto descritto nei suoi racconti), mi ritrovo a pensare a questa ambiguità tra il trend di A69 ed il "mio" sesso di ieri sera.
Un sesso normale ma che ha regalato a me e alla mia compagna, delle sensazioni uniche, anche senza aver fatto capriole o manovre articolate.

E' iniziato tutto nel più classico dei modi:
dopo cena, divano, tv e l'eterno dilemma su cosa vedere.
Lei che scorre annoiata i canali in televisione, ed io che inizio a baciarle la schiena lasciata scoperta da quella splendida tutina aderente che indossa ogni tanto.
Inizio dalla base del collo e scendo verso il basso per poi risalire seguendo con la punta della lingua la linea della sua colonna vertebrale, fino alla nuca, assalendola con morsi delicati e scendendo lentamente sulle spalle. Prima la destra e poi la sinistra.

Senza nemmeno accorgermene, mi ritrovo le sue mani che sbottonano i miei calzoni, mentre io le accarezzo il seno da sopra i vestiti.
Una volta abbassati i pantaloni ed i boxer, senza nemmeno darmi il tempo di realizzare quanto sta accadendo, si tuffa su di me, accogliendo nella sua calda bocca tutta la mia erezione ed iniziando un lento movimento, di quelli che ti fanno impazzire in mezzo secondo.
Stringendolo tra quelle labbra morbide, risale lentamente passando la lingua lungo tutta l'asta, fino ad arrivare sopra alla cappella baciandola, per poi schiudere nuovamente la bocca e scendere quel poco necessario ad inghiottire solamente il glande, passandoci sopra la lingua come il più classico dei gelati.
E poi di nuovo giù, lentamente, fino alla base.
In quel momento non ha solamente il mio cazzo in bocca. No.
In quel momento, circondato dalle sue labbra, a contatto con il suo palato, ci sono io per intero. C'è la mia anima, il mio spirito.
C'è amore, lussuria, godimento, tenerezza, volgarità e raffinatezza. C'è tutto.

E così, in preda all'istinto animale che scatta incalzato dal piacere, le prendo la testa tra le mani, tenendola ferma, ed inizio a muovere io il mio bacino avanti ed indietro.
Adesso sono come lo squalo che, in vista della preda, si mette in assetto da guerra annerendo gli occhi. Adesso ho un solo pensiero: il mio piacere.

Continuo a scoparle indecentemente la bocca, incitato da quell'inconfondibile suono che accompagna i movimenti frenetici di un pompino di tutto rispetto.
Ma poi lei si libera dalla mia presa, si tira su e a quel punto la bacio. Appassionatamente.
L'aiuto a togliere la tutina, così come lei fa con me con la mia polo e ci sdraiamo sul divano.
La bacio ancora.
Le bacio i capezzoli e con la mano sono dentro di lei.
Ne accarezzo l'eccitazione. La sua schiena inarcata, così come i suoi respiri profondi, mi fanno capire quanta voglia ha di me.
Mi faccio strada tra le sue cosce e sono dentro di lei nella più classica missionaria che si possa immaginare.
Si avvinghia a me passando le gambe intorno ai miei fianchi ed incrociando i piedi dietro la mia schiena e cominciamo questa danza sincronizzata, fatta di graffi sulla mia schiena, morsi sulle sue spalle, respiri affiatati, occhi chiusi e movimenti convulsi del bacino.
Rallento, mi allontano quasi ad uscire completamente da lei e poi sprofondo nuovamente dentro. Tutto d'un fiato.
So che le piace e piace da morire anche a me.
Ansima e mi stringe a se con le braccia mentre io continuo ad uscire lentamente per poi affondare velocemente.
E poi vengo, copiosamente, dentro di lei, percorso da brividi e dal piacere che solo una scopata del genere sa regalarti.

Ma la parte ancora più bella viene subito dopo, mentre rimaniamo avvinghiati l'uno all'altra, mentre sono ancora dentro di lei, e sentiamo ognuno i battiti del cuore dell'altro.
Quando ci guardiamo negli occhi e scoppiamo a ridere vedendo le gocce di sudore sulle rispettive fronti.
Scherzando, ridendo e dibattendo sulla durata più o meno soddisfacente.

Inutile dire che in una situazione del genere, sono bastati meno di 10 minuti per riprendere da dove eravamo rimasti, ma non è quello il punto.
Il punto è stato quella tempesta di benessere, di pienezza, di appagamento totale, è stato quella sensazione di sentirsi tutt'uno con l'altra persona durante e dopo.
A prescindere dai 2-3-10 o 20 minuti di durata.
E' questione di sensazioni.
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