Lui & Lei
Donna Concetta
11.05.2026 |
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"Lecca!"
Ero incredulo, convinto di trovarmi al cospetto di una sconosciuta invece che dell'affabili quanto discreta vicina di casa e madre di famiglia; tuttavia presi a leccare il mio seme, ..."
Questo racconto narra una storia vera, vissuta personalmente circa 15 anni fa.All'epoca avevo 35 anni e vivevo con mia moglie in un grazioso appartamento alle porte di Milano con giardino, al piano terra di un piccolo stabile di soli due piani; al piano di sopra, in uno dei tre appartamenti, viveva una coppia originaria della Puglia con la loro unica figlia dodicenne che si era trasferita per motivi di lavoro del Signor Angelo, questo il nome del capofamiglia, un ingegnere responsabile di non so quale reparto di una multinazionale.
Sua moglie era la classica donnona meridionale, non nel senso dispregiativo del termine, ma era lo stereotipo di come uno immagina la matrona del sud: non grassa ma piena e ben tornita, seno enorme ed anche di altezza sopra quella che è la media per le donne delle sue parti; il suo nome era Concetta, Donna Concetta come presi a chiamarla fin da subito, aveva 43 anni ma vedendola ne dimostrava molti di più, così come pure suo marito...erano di quelle persone che sarebbero sembrate adulte anche da adolescenti per capirci.
Contrariamente a quanto si possa pensare date le sue origini, non era molto espansiva, non dava moltissima confidenza limitandosi ai saluti ed a qualche frase di circostanza quando la situazione incontrava sul pianerottolo e non passò molto tempo prima che iniziai a fantasticare su di lei.
Sarà per il seno prosperoso, o forse per quel carattere inaspettatamente austero, fatto sta che mi ritrovavo spesso, ovviamente quando ero da solo in casa, a sbirciare dallo spioncino della porta di casa mia quando sentivo arrivare la sua Fiat 600 nell'area box, per toccarmi il cazzo che si faceva duro nel vederla salire le scale lentamente, specie quando indossava la sua gonna di jeans in abbinamento ad un golf di lana che nascondeva a stento quel seno prepotente e ad un paio di stivali neri con tacco quadrato che, da feticista quale sono, mi mandavano in visibilio!
Un giorno qualsiasi, ero fuori del mio box che lavavo la mia auto a mano, cosa che facevo spesso per rilassarmi, quando arrivò Donna Concetta a bordo della sua Fiat 600 bianca, il che significava che dovevo spostare la mia per consentire a lei di passare poiché il suo box era proprio successivo al mio.
Feci per spostarmi quando lei mi disse tra il serio ed il faceto: "visto che sei così bravo a lavare le macchine, perché non lavi anche la mia, quando hai finito, così puoi spostarla con calma..."; dato il suo abituale modo di fare quella sua proposta mi lasciò basito, ma non so perché accettai di buon grado, visto anche che mia moglie non c'era, cosicché lasciò la sua macchina dietro la mia e salì a casa.
Terminato il lavaggio e sistemata la sua 600 di fronte il suo box auto, salii a mia volta per consegnarle le chiavi, al che mi ringraziò e finì li!
Giorni dopo, la cosa si ripeté, ma a differenza della volta precedente, si rivolse a me con tono perentorio e pretenzioso, dicendomi di fare più attenzione alla pulizia dei vetri; sempre più interdetto da tale atteggiamento, non riuscii ad obiettare e feci quanto mi fu chiesto, ma invece di attendere la fine del lavoro, Donna Concetta scese poco prima per sincerarsi che la sua macchina fosse stata pulita a dovere.
Indossava la stessa mise che più di una volta mi aveva fatto trasalire il cazzo nei pantaloni ed il suo atteggiamento autoritario la rendeva ancora più desiderabile vista la mia indole.
Al termine della pulizia, si accomodò al posto di guida e guardandomi fissa negli occhi mi disse: "sei stato bravo, ed ho apprezzato il fatto che anche la volta scorsa hai fatto quanto ti ho chiesto senza fiatare, meriti di essere ricompensato: c'è qualcosa che posso fare per te?!"
In quell'istante mille pensieri attraversarono la mia mente, sembrava sapesse delle mie fantasie e delle mie debolezze, fatto sta che, quasi in trance e senza rendermene conto mi ritrovai in ginocchio chiedendole il permesso di baciare e leccare i suoi stivali!
Un lampo le attraversò lo sguardo e, mentre acconsentiva, accarezzava la mia testa come si fa con i cani obbedienti; presi a baciare e leccare avidamente ogni cm di cuoio di quei feticci, con Donna Concetta che mi guardava compiaciuta dall'alto in basso, finché allungò una mano sulla cerniera lampo.
Le sue mani erano vissute e curate al contempo, mi ricordavano i versi di una canzone di Francesco De Gregori che faceva : " avevi unghie laccate, sopra mani da contadina" ed io non avrei saputo descriverle meglio di così, mentre vedevo quelle unghie laccate di rosso sangue stringere la lampo mentre la zip scendeva verso il basso.
Al termine della sua corsa la cerniera si aprì, facendo fuoriuscire un afrore di cuoio misto al nylon sudato delle collant color carne che indossava che mi inebriò di estasi provocandomi una prepotente erezione che non sfuggì alla maliarda.
"Vedo che l'odore dei miei piedi non ti è indifferente...o sbaglio?"
Risposi farfugliando qualcosa quando, prima di dare senso compiuto alle mie parole, Donna Concetta sfilò il piede dallo stivale piazzando la pianta sul mio volto!
Iniziai ad inalare avidamente quell'odore mefitico che non faceva altro che aumentare, laddove possibile, la mia erezione; baciavo ed inspiravo, leccavo ed inspiravo senza ornai più alcun ritegno, quando Donna Concetta con un movimento rapido infilò nuovamente il piede nello stivale chiudendo di nuovo la zip ed invitandomi, o forse sarebbe meglio dire ordinandomi, di alzarmi da terra.
Accostò la macchina al suo box, ne aprì la serranda a saracinesca e mi spinse dentro richiudendola con il motore elettrico; mi guardava con occhi famelici, tanto che per un istante abbia timore delle sue intenzioni, quando tolse il golf di lana scoprendo il seno più grande che avessi mai visto, sorretto da un reggiseno misto pizzo/raso di colore verde smeraldo dalle coppe esagerate e dalle bretelle elastiche che sfidavano la fisica!
Neanche il tempo di bearmi di tanta abbondanza che scese accovacciandosi sulle ginocchia, mi abbassò il pantalone della tuta e così gli slip, trovandosi a tu per tu con il mio cazzo ormai dolorante per la prolungata erezione; le sue labbra sottili si schiusero accogliendo la mia cappella turgida ed il mio cazzo mi parve tanto lungo da non finire più mentre lo guardavo entrare in quella bocca.
Una volta dentro fino alle palle, che aveva preso a massaggiare e solleticare con le unghie, iniziò a sbocchinare come mai mia moglie aveva fatto, alternando successivamente ampie lappate con la lingua a lente e goduriose spagnole con quel seno caldo ed accogliente, in mezzo al quale il mio cazzo fradicio della sua saliva e del precum ormai abbondante, spariva!
Andò avanti così per un po', fin quando si alzò facendo altrettanto della gonna in jeans per poi abbassare collant e mutande, coordinate con il reggiseno ma ormai zuppe di umori, poggiando le mani al muro ed offrendo a me un culone da monta che mi invitò a penetrare allargandolo con quelle mani che, da sole, erano la panacea della mia eccitazione.
Nonostante l'invito, preferii metterlo prima in un cespuglio nero ed irto che celava una figa fradicia e gonfia, cosa che apprezzò con dei gemiti soffocati, visto che passando qualcuno degli altri condomini avrebbe potuto sentirci.
La scopai così, da dietro, fino a sentirla scuotersi dell'orgasmo; solo allora sfilai il cazzo da quell'antro bollente e la inculai come voleva lei fin dall'inizio!
Nonostante le dimensioni, il suo buchetto era bello stretto ed avvolgeva la mia verga come un guanto, facendo si che non ci volle molto prima di sentire i primi spasmi dell'orgasmo trasalire, ma quando se ne accorse, inaspettatamente si tolse, si girò e si sdraiò a terra, offrendomi i suoi tanto anelati stivali ed incitandomi a sborrarci sopra!
Venni....due, tre, quattro fiotti bollenti e densi che andavano a fare da contrasto con il loro candore al nero austero del cuoio, fino agli ultimi spasmi che produssero ancora un paio di schizzi sempre meno densi.
Le gambe mi tremavano, la guardavo con il cazzo ancora duro in mano che perdeva le ultime gocce con Donna Concetta che mi guardava a sua volta, soddisfatta ed oscena; credevo fosse stato l'ultimo atto del nostro amplesso, quando mi fissò negli occhi indicando al contempo gli stivali..."ho idea tu abbia un lavoro da finire....o sbaglio?! Forza, tira fuori la lingua e mostrami la tua devozione....lecca!"
Ero incredulo, convinto di trovarmi al cospetto di una sconosciuta invece che dell'affabili quanto discreta vicina di casa e madre di famiglia; tuttavia presi a leccare il mio seme, non esitai neanche per un istante, ero in suo potere....anzi, ero suo, e lei lo sapeva, lo aveva sempre saputo...non so come mai era così!
Leccavo ogni goccia, sotto il suo sguardo tagliente ed austero, finché il cuoio non splendeva completamente ripulito!
Da allora, i nostri incontri si susseguirono, proseguendo a volte a casa sua, non sempre con le stesse modalità,ma certamente con reciproca soddisfazione, finché il marito venne trasferito a sovrintendere uno stabilimento in Abruzzo e dovettero spostarsi di nuovo!
Prima di partire, dovendo vendere la sua 600 poiché nel paesino dove stavano per trasferirsi non le sarebbe servita, mi chiese la cortesia di occuparmi della cosa per poi mandarle il ricavato della vendita mediante bonifico, cosa che accettai senza obiettare, come ormai di consueto.
Dopo la sua partenza, nel preparare la macchina per essere visionata da un potenziale acquirente, aprii il portabagagli, trovando al suo interno un pacco con carta regalo e fiocco rosso; lo scartai ed al suo interno trovai i suoi stivali ed un suo collant, entrambi pregni dell'afrore dei suoi piedi insieme ad un biglietto scritto di suo pugno che recitava: "grazie per questi mesi straordinari, pensami, segati ogni tanto con il mio odore e....ricordati che mi appartieni!"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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