Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > La Stanza in Fondo al Corridoio PT1
Lui & Lei

La Stanza in Fondo al Corridoio PT1


di Membro VIP di Annunci69.it Desiderio_perverso
30.04.2026    |    1.674    |    0 8.8
"Stappai la prima birra e iniziammo a bere, chiacchierando di com’era andata la serata, del cenone, del lavoro..."
Ho conosciuto questa ragazza tramite il lavoro, anche se non l’avevo mai vista di persona: io vivo a Roma, lei è di Grosseto. La sentivo spesso al telefono per questioni lavorative, e già sapevo che faccia avesse perché, per motivi di servizio, avevo accesso alle sue foto. Ventotto anni, capelli lunghi e neri, occhi scuri, un fisico morbido ma armonioso, un bel seno non troppo grande e un lato B che si notava subito. Una bellezza semplice, naturale, di quelle che non hanno bisogno di troppi filtri.
A settembre decisi di aggiungerla su Instagram. Lei ricambiò il follow quasi subito e iniziammo a messaggiare, anche se all’inizio le conversazioni erano molto schematiche, quasi di circostanza. Ci sentivamo ogni tanto, poi puff, smettemmo. Tutto sembrava destinato a spegnersi lì.
Una mattina, mentre ero al lavoro, lei chiamò. Non risposi io, ma un collega che le fece una battuta. Lei pensò che fossi stato io a dirla. Poco dopo mi arrivò un messaggio su Instagram proprio riguardo quella battuta. All’inizio non le dissi che non ero stato io, così rimasi al gioco. Da lì riprendemmo a messaggiare… e stavolta non smettemmo più. Tutta la giornata, poi quella dopo, e quella dopo ancora. Parlavamo di tutto: lavoro, vita privata, piccoli dettagli quotidiani. Ogni giorno diventava un po’ più personale, un po’ più intimo, senza mai essere espliciti, ma lasciando intendere sempre qualcosa in più.
Arrivò dicembre. Tra una cosa e l’altra erano già mesi che ci scrivevamo. Visto che sarebbe scesa a Roma per Natale e per il suo compleanno, decidemmo di incontrarci proprio la notte di Natale. Nella settimana successiva alla decisione i messaggi si fecero ancora più intensi: la sua voce nei vocali era più calda, più sensuale, più sicura del fatto suo. Cercava attenzioni, conferme, desiderio. E io glieli davo.
Finalmente arrivò il 24 dicembre. Lei finì il turno di lavoro e partì verso Roma. Aveva prenotato con i genitori una stanza in un hotel vicino alla casa della zia, dove avrebbe passato il cenone. Io invece ero a tavola con i miei parenti. Continuavamo a scriverci senza sosta, chiedendoci a che punto fossimo, quanto mancasse. Il desiderio di vederci era evidente, quasi palpabile. I miei parenti non sapevano nulla, solo che dovevo incontrare dei colleghi per “stappare una bottiglia”. Come se davvero avessi intenzione di passare la notte di Natale con dei colleghi…
Passò la mezzanotte. Lei era già in hotel, io ancora seduto a mangiare dolci. Non potevo alzarmi così, di colpo. Ma all’una di notte non mi importò più nulla: presi e partii. Guidai come un forsennato, la macchina quasi implorava pietà. Un tragitto da quaranta minuti lo feci in ventidue. Quando arrivai davanti all’hotel, i freni fumavano e le gomme puzzavano di bruciato, ma non mi interessava. Volevo solo vederla.
Eccola. Uscì dall’ingresso dell’hotel con un vestitino brillantinoso, i capelli mossi, il trucco curato. Aveva cambiato le scarpe rispetto alla foto che mi aveva mandato qualche ora prima niente tacchi, solo scarpe da ginnastica. Forse si vergognava a uscire di nuovo con i tacchi, o forse le facevano male. Non importava. Era bellissima lo stesso.
Scesi dalla macchina e ci salutammo. Le chiesi se volesse uscire o se preferiva bere qualcosa lì. Ero venuto preparato, avevo portato tre birre, proprio quelle che piacevano a lei. Scelse la birra. Restava solo da decidere dove berla. Lei propose la spiaggia, ma era dicembre, faceva freddo, e glielo feci notare. Alla fine la convinsi ad andare in stanza.
La sua stanza era al piano terra, in fondo a un corridoio stretto e lungo. Passammo davanti alla stanza dello zio, poi a quella dei genitori, fino ad arrivare alla penultima porta a sinistra: la stanza che aveva chiesto apposta per stare da sola.
Entrammo. Chiudemmo la porta. Io mi sedetti su una sedia, lei si sdraiò sul letto. Stappai la prima birra e iniziammo a bere, chiacchierando di com’era andata la serata, del cenone, del lavoro. A un certo punto mi spostai sul letto accanto a lei. Era sdraiata a pancia in giù, appoggiata sui gomiti per bere più comoda. Il vestito le lasciava la schiena quasi completamente scoperta.
Le mie mani non resistettero a sfiorarle la schiena. Lei si voltò e mi guardò.
«Che stai facendo?» disse, sorpresa ma non davvero contrariata.
«Niente… ti faccio i grattini.»
«Luca…» sospirò, come un rimprovero che però non voleva essere tale.
Non mi fermai. Anzi, mi avvicinai di più. Sentivo il suo respiro, lei sentiva il mio. L’atmosfera cambiò, diventò più lenta, più densa. Le baciai le spalle, poi il collo, poi di nuovo la schiena. Lei tremò leggermente, un brivido che le attraversò tutto il corpo.
Mi avvicinai ancora, finché non le fui sopra. Lei si lasciò andare, rilassata, immersa nel momento. Le presi il viso e la girai verso di me. Le labbra erano lì, vicinissime.
E la baciai.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.8
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La Stanza in Fondo al Corridoio PT1:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni