Lui & Lei
Maria
Bolognavoglia
16.06.2026 |
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Luca l’aveva presa da dietro in fretta, le aveva riempito la figa di sperma caldo e lei era tornata in negozio con le mutande bagnate, sorridendo timidamente al marito come se niente fosse..."
Luca aveva 19 anni e da sei mesi faceva l’apprendista nel piccolo forno del paese. Il titolare, un uomo di 55 anni burbero e sempre stanco, lo trattava come una merda, ma la moglie, Maria, era tutta un’altra storia.
Maria aveva 48 anni, corpo maturo e morbido, tette grosse e pesanti che sembravano sempre sul punto di esplodere dal grembiule, culo largo e fianchi da vera donna di paese. Con il marito era timidissima: parlava poco, abbassava sempre gli occhi, diceva sempre “sì caro” e obbediva a tutto. Ma con Luca era diventata un’altra persona.
Tutto era iniziato una mattina presto, quando il marito era andato al mercato all’ingrosso. Maria l’aveva chiamato nel retro del forno, tra i sacchi di farina e il forno ancora caldo.
«Chiudi la porta a chiave» gli aveva ordinato con voce bassa ma decisa.
Luca aveva obbedito. Appena chiusa la porta, Maria si era trasformata. Gli aveva afferrato la faccia con tutte e due le mani e gli aveva infilato la lingua in bocca, baciandolo come una puttana affamata.
«Da oggi questo cazzo giovane è mio» gli aveva sussurrato mentre gli abbassava i pantaloni. «Mio marito non mi scopa come si deve da anni. Tu invece mi darai tutto quello che voglio.»
Gli aveva tirato fuori il cazzo già duro e se l’era infilato in bocca senza esitare. Succhiava con una fame incredibile, profonda, sbavando e gemendo mentre lo guardava negli occhi. Luca non riusciva a credere che quella donna timida e silenziosa che vedeva tutti i giorni fosse la stessa troia che ora gli stava divorando l’uccello.
«Sborrami in gola la prima volta» gli aveva ordinato tra un succhio e l’altro. «Voglio sentire il sapore del tuo sperma giovane.»
Luca non aveva resistito molto. Le era venuto in bocca con forza, e Maria aveva ingoiato tutto senza perdere una goccia, leccandogli anche le palle dopo.
Da quel giorno il loro rapporto era diventato solo e unicamente sesso sporco e frequente.
Ogni mattina, appena il marito usciva, Maria chiudeva la porta del negozio e andava nel retro. Si alzava la gonna, si abbassava le mutande e si piegava sul tavolo di lavoro.
«Scopami forte, Luca. Mio marito è un cornuto buono a nulla. Voglio sentire il tuo cazzo giovane che mi apre la figa.»
Luca la inculava senza pietà, sbattendole il cazzo dentro fino alle palle mentre lei mordeva un canovaccio per non urlare. Maria era esigentissima: voleva essere presa in tutti i modi. Gli ordinava di tirarle i capelli, di schiaffeggiarle il culo, di infilarle due dita nel buco del culo mentre la fotteva.
«Più forte, cazzo! Sfondami questa figa da moglie insoddisfatta!» ringhiava, spingendo il culo indietro contro di lui.
A volte lo faceva sedere su uno sgabello e gli saliva sopra a cavalcioni, le sue grosse tette che ballavano mentre si impalava sul cazzo giovane. Lo cavalcava come una pazza, bagnatissima, schizzando umori sulla farina sparsa per terra.
«Dimmi che sono la tua troia» gli sussurrava all’orecchio mentre veniva. «Dimmi che scopo meglio di tutte le ragazzine della tua età.»
Luca glielo diceva, e lei veniva ancora più forte, contraendo la figa intorno al suo cazzo.
Il momento più porco era quando il marito era in negozio. Maria mandava Luca nel retro con una scusa e lo raggiungeva pochi minuti dopo. Si metteva in ginocchio tra i sacchi, gli tirava fuori il cazzo e glielo succhiava voracemente mentre il marito serviva i clienti a pochi metri di distanza.
Una volta gli aveva persino sussurrato, con il cazzo in bocca: «Sborrami dentro la figa prima che torni mio marito. Voglio sentirmi piena della tua sborra mentre gli parlo.»
Luca l’aveva presa da dietro in fretta, le aveva riempito la figa di sperma caldo e lei era tornata in negozio con le mutande bagnate, sorridendo timidamente al marito come se niente fosse.
Maria era diventata dipendente dal cazzo del suo giovane apprendista. Lo voleva ogni giorno: mattina, pomeriggio e a volte pure la sera tardi, quando il marito dormiva.
«Sei il mio segreto sporco» gli diceva mentre gli leccava il cazzo pulendolo dopo averlo cavalcato. «E tu mi userai ogni volta che vuoi questa figa matura e bagnata.»
Luca aveva capito che nel retro di quel piccolo forno di paese aveva trovato il paradiso: una moglie timida e cornuta che diventava la troia più esigente e libidinosa solo per lui.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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