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Lui & Lei

La collega


di lupo002
18.07.2025    |    8.525    |    5 10.0
"Io: sei una gran porca, avevi proprio bisogno di cazzo e potrai averlo da oggi in poi tutte le volte che vuoi Emanuela: grazie, hai un gran bel cazzo, era molto tempo che non godevo così, mi..."
Io ed Emanuela eravamo colleghi, lavoravamo nella stessa azienda e facevamo i turni.
Speso ci capitava di lavorare insieme e di lavorare in postazioni da soli.
Emanuela ha 5 figli e si è da poco separata con il marito, durante i turni di lavoro si parla del più e del meno ed inevitabilmente si parla anche della famiglia, i figli e della sua separazione.
Intanto passano i giorni e sempre più spesso ci capita di lavorare insieme, durante un turno eravamo soli in una stanza, sto per prendere una cosa da uno scaffale dove lei era in piedi e non si sposta intenzionalmente avvicinandomi alle sue spalle, lei vedendomi dietro di lei inarca la schiena ed avvicina il suo culo al mio cazzo. Inizialmente resto un attimo fermo per capire se realmente lo avesse fatto di proposito, la guardo e lei mi fa uno sguardo da porca.
Nella stanza entra un altra persona e la cosa non ha un seguito.
Intanto ripensando a quella scena mi viene il cazzo duro e non vedo l'ora di ritrovarmi solo con lei.
Emanuela è una donna di media statura, con un gran bel culo e una terza piena di seno che nonostante i suoi 5 figli si mantengono bene su.
Passano i giorni ed Emanuela è sempre più esplicita, fa delle battute a doppio senso e degli sguardi da maiala, si vede che con la separazione il cazzo le manca e vuole scopare.
Finalmente ci troviamo a lavorare in un turno di notte insieme, quella sera indossa un pantalone molto stretto che fa vedere bene la forma del suo culo perfetto ed una camicia sbottonata che lascia vedere bene il suo seno.
Ci si organizza il lavoro e riesco a trovare il modo di restare solo con lei.
Lei capisce che è il momento giusto e si allontana per andare in bagno, quando torna si vede bene tutta la fica pressata nel pantalone, il suo reggiseno è sparito e dalla camicia si vedono i suoi capezzoli turgidi.
Vedendola mi viene subito un cazzo durissimo e le dico che finalmente stasera le farò assaporare il mio cazzo.
Lei mi dice che non aspetta altro e mi viene incontro baciandomi.
La bacio intensamente e le nostre lingue non smettono di cercarsi, intanto le sbottono la camicia e faccio uscire quelle magnifiche tette che non aspettavano altro che prendere aria, la mia mano scende giù e va a cercare la sua fica, lei ha subito un sussulto, era troppo tempo che non veniva toccata, e infila la lingua sempre più in gola mentre con la mano scende a cercare il cazzo.
Le sbottono il pantalone e trovo la porca senza perizoma, le dico che è una gran maiala e che stasera le farò recuperare tutto il cazzo che le è mancato negli ultimi tempi.
Emanuela: si fammi sentire tutto il tuo cazzo dentro, sfondami con violenza, voglio sentirmi piena. Mentre lo dice mi sbottona il pantalone e fa uscire il mio cazzo fuori che ormai è duro come il marmo ed inizia a segarlo.
Emanuela: che bel cazzo che hai, lo voglio!
Non finisce neanche di dirlo che il mio cazzo sparisce nella sua bocca ed inizia a pomparlo come una forsennata, come se non aspettava altro.
Lei è inginocchiata e lavora il mio cazzo mentre io le prendo la testa tra le mani e le do il ritmo affondando sempre di più il cazzo in gola fino a sentire che lo spazio è finito e le sto provando degli sforzi di vomito, non mi fermo e le dico che è una gran maiala e di non fermarsi.
Sento che sto godendo mentre lei fa fatica a respirare. Non voglio venirle in bocca e caccio il cazzo fuori dalla sua bocca ed inizio a sbatterglielo in faccia sporcandogli la faccia di saliva mentre mi guarda con i suoi occhi neri intensi carichi di sesso.
La aiuto ad alzarsi e vedo che il pantalone è completamente bagnato, glielo tolgo e finalmente resta nuda, la sua fica è uno spettacolo, completamente rasata e nonostante i suoi 38 anni sembra quella di una 18enne.
Inizio a passargli la mano sul clitoride e subito inizia a godere, continuo e le infilo prima un dito poi due e lei si bagna sempre di più.
La mia mano è completamente bagnata dei suoi umori e continuo a masturbarla mentre le lecco i capezzoli che le sto stringendo con l'altra mano.
Ormai è in estasi ed è completamente sotto il mio controllo, posso farle qualsiasi cosa e lei è pronta a tutto.
La mano che avevo sul seno la faccio scendere sul culo che è bello sodo, Emanuela nonostante i 5 figli riusciva a trovare il tempo di andare in palestra e si manteneva sempre atletica e soda.
A quel punto la sollevo e la appoggio su una scrivania che avevamo nella stanza e la aiuto a distendersi con culo sul bordo del tavolo in modo che con le gambe aperte riesco ad avere accesso a tutta la mercanzia.
Mi libero dei vestiti che erano rimasti e mi abbasso tra le sue gambe iniziando a leccargli la fica completamente bagnata.
Inizia a contorcersi dal piacere e a godere come una cagna in calore.
A quel punto ho paura che qualche collega possa sentirci e prendo la sua camicia usandola per imbavagliarla.
Vederla li imbavagliata su quel tavolo con la gambe spalancate e la fica fradicia mi fa eccitare sempre si più.
Torno con la testa tra le sue gambe e continuo a leccargli il clitoride ed infilare la lingua dentro la fica ed ogni volta che lo faccio sento fiumi che escono dalla sua fica, li uso per lubrificarmi le dita ed inizio a fare entrare un dito nel suo culo, sento che vuole dire qualcosa ma non riesce a parlare per via della camicia che le chiude la bocca.
Mi avvicino e le allento la camicia e mi dice il culo no.
Le rispondo che adesso decido io cosa e come farlo e lei non può opporsi.
Le stringo di nuovo la camicia sulla bocca intanto che il mio cazzo sfiora la sua fica fradicia e vedo nei suoi occhi una sguardo di accondiscendenza ed è pronta a farsi fare qualsiasi cosa.
A questo sguardo affondo in un colpo solo il cazzo nella sua fica ed inizio a pomparla subito con decisione.
I suoi seni che sobbalzano ad ogni colpo sono un motivo in più per darle colpi sempre più profondi.
Dopo solo 5 minuti a questo ritmo Emanuela ha un primo orgasmo ed il mio cazzo viene inondato dai suoi umori.
A quel punto la prendo e la giro sempre sul tavolo con la ginocchia divaricate e ricomincio a penetrarla profondamente sentendola godere come una porca. La sento venire a ripetizione.
Intanto prendo un po' dei suoi umori ed inizio a massaggiarle il culo, con il pollice inizio a penetrarla fino a sentirla sempre più rilassata, a quel punto le infilo 2 dita e la sento godere ancora di più fino a raggiungere un altro orgasmo intenso, i suoi umori colano sul tavolo e continua a godere.
A quel punto la faccio scendere dal tavolo e mi siedo su una sedia, lei sale a cavalcioni e si infila il cazzo nella fica e scopiamo ancora mentre ci baciamo come due amanti.
Le metto le mani sul culo e la allargo ancora di più per fare entrare il cazzo quanto più dentro è possibile.
Io: è arrivato il momento di provare il tuo culo, voglio apritelo per bene!
Lei resta un attimo ferma, la prendo di peso e la metto in piedi, le spingo la schiena in avanti per metterla di nuovo a pecora, le prendo la braccia e le tengo ferme sulla schiena, punto il cazzo fradicio dei suoi umori sul buco del suo culo.
Spingo con forza e vedo la cappella scomparire dentro di lei, la sento soffrire dal dolore, mi fermo un secondo e continuo a spingere facendo entrare il resto fino in fondo.
Ormai il cazzo è tutto dentro fino alle palle ed Emanuela accusa il colpo, si contorce dal dolore, non bado a nulla ed inizio a pomparla lentamente, man mano sento scioglierla ed aumento il ritmo sentendo che sta iniziando a godere ed il dolore iniziale ha lasciato spazio alla goduria.
Continuiamo così per un po' mentre con la mano libera le stringo forte i capezzoli dandole delle sensazioni forti che si mescolano al piacere della scopata.
Aumento il ritmo fino a sentirla godere ancora.
La sento venire meno sulle gambe, i tanti orgasmi l'hanno stancata, esco dal suo culo e la faccio inginocchiare ai miei piedi.
Le metto il cazzo in faccia e lei avidamente inizia a spompinarlo.
Dopo tutto questo sesso non ci metto molto a venire e le sborro in bocca tutto il mio nettare che senza indugiare ingoia tranquillamente.
Ci rendiamo conto che sono passate 2 ore da quando ci siamo trovati soli nella stanza, ci ripuliamo e rivestiamo, ci baciamo intensamente.
Io: sei una gran porca, avevi proprio bisogno di cazzo e potrai averlo da oggi in poi tutte le volte che vuoi
Emanuela: grazie, hai un gran bel cazzo, era molto tempo che non godevo così, mi hai anche inculata, nessuno lo aveva fatto oltre mio marito.
Riprendiamo così il nostro lavoro fino a fine turno uscendo da quella stanza.
Al prossimo turno con Emanuela.....

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