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Lui & Lei

La penna e il calamaio


di Membro VIP di Annunci69.it satirodanzante
18.07.2021    |    1.786    |    8 9.7
"Come ci saranno riusciti, mi chiedo, ma mentre distolgo lo sguardo dal testo, gli occhi mi tornano alle foto e magicamente anche altri odori mi arrivano al cervello senza passare dalle narici;..."
Una delle memorie più persistenti pare essere la memoria olfattiva; a volte può essere evocata anche a distanza di decenni. Io ogni tanto torno a svitare il tappo di una boccetta di vetro contenente inchiostro di china, della marca del pellicano, per ritornare con la memoria ai miei primi anni di scuola, al buco nel banco che accoglieva il calamaio e ai pennini che vi venivano intinti per poi riportare su carta i primi pensierini.
Il nickname di una coppia iscritta su un sito di incontri per adulti aveva attirato la mia attenzione e inevitabilmente solleticato la mia fantasia, tanto da essere tornato a distanza di anni a riaprire quella boccetta di inchiostro, macchina del tempo.
Non lo sapevo ma il filtro magico stava già facendo il suo effetto, e come negli avvelenamenti da metallo, come il piombo che lentamente ed inesorabilmente si sedimenta all'interno di un organismo, così anche "lapennaeilcalamaio" stavano monopolizzando i miei pensieri per un certo periodo. A proposito di ricordi olfattivi e di metalli, mentre scrivo mi torna in mente il sapore dell'acqua bevuta da un mestolo di rame, e la concatenazione dei pensieri continua, arrivando ai miei primi turbamenti, alle mie prime masturbazioni, alle prime immagini che realmente potrei definire erotiche: il culo meraviglioso della modella con i jeans calati sotto i glutei e la marca stampigliata sulla natica, i piedi nudi d'estate della mia vicina di casa coetanea di nome Claudia, le tette della Fenech...
Sono stato attirato sul loro profilo non solo per il nickname naturalmente, ma anche dalle loro foto, non moltissime, pubblicate sul loro profilo. Foto eleganti, in bianco e nero, di due belle persone in un contesto raffinato come i mobili che si scorgono sullo sfondo. L'assenza di nudità quasi stride nel contesto in cui si trova l'annuncio, ma al contempo e permeante erotismo.
Naturalmente io vedo nudo, come Nino Manfredi nell'omonimo film, e la lei è già spogliata, senza nessuno sforzo, non come quei quadri che dovevi fissare a lungo per vederci delineare un soggetto in 3D, ma in maniera subitanea...et voilà!
Nella foto in cui è carponi e il suo lui intinge il pennino nel calamaio appoggiato sulle sue natiche è riassunto un romanzo di Moravia, ma io la vedo nuda e sono ipnotizzato dalla sua fica, dal suo culo e da quello che , in questa fase della mia vita, è oggetto di una vera e propria venerazione, il buco del culo.
Da mediocre giocatore di scacchi non mi accorgo di queste mosse preparatorie che preludono allo scacco matto, e quando arriva ho l'espressione stupita e interrogativa di chi non se lo aspettava. Lo scacco matto arriva con il loro racconto dal titolo "epici peperoni".
Per uno come me che adora quest'ortaggio l'accostamento non è sembrato azzardato, anzi, in alcune preparazioni culinarie può veramente raggiungere vette che rasentano la commozione.
Quello che ho sempre invidiato agli scrittori è la loro capacità, attraverso le parole, di rappresentare quello che vorrebbero tu vedessi o vivessi; molti ci riescono e nelle loro pagine si riesce ad immedesimarsi nei personaggi e nelle atmosfere. Ma quello che la "penna e il calamaio " è riuscita a fare con me, va ben oltre. Io sento realmente il profumo dei peperoni arrostiti mentre leggo il loro racconto, e anche quella leggera nota di bruciacchiato che i peperoni arrosto, inevitabilmente , si portano dietro.
Come ci saranno riusciti, mi chiedo, ma mentre distolgo lo sguardo dal testo, gli occhi mi tornano alle foto e magicamente anche altri odori mi arrivano al cervello senza passare dalle narici; l'odore dell'inchiostro che esce dal calamaio di vetro, l'odore materno ed accogliente delle tette delle donne, ma quello che mi inebria e l'odore della fica che fa bella mostra di sè, seppur coperta ai più, a me appare tumida ed invitante. Ho un attacco di scialorrea, voglio leccarla, vorrei accadesse anche a me quello che accade nel video anni '80 degli A-ha del brano Take On Me, dove la fantasia e la realtà si fondono e potessi così affondare il viso tra le gambe della lei ritratta in foto.
Ormai le emozioni sono un caleidoscopio e lascio galoppare la fantasia, arrivando a immaginare anche le belle mani smaltate brandire il mio cazzo da satiro.
I miei picchi di testosterone sono seguiti da cavi d'onda in cui non posso fare a meno di constatare che il racconto è scritto molto bene, è fluido, particolareggiato e appunto, consente al lettore, e quindi anche a me, di vivere la vicenda descritta.
Alcuni particolari però destano più di altri la mia attenzione, per esempio l'acufene che priva la protagonista del "privilegio del silenzio"; ho un moto di ammirazione perché avrei voluto saper scrivere io quella cosa.
Ma... Un momento!
Anche io sono molestato da un fastidioso acufene! Gli annunci sullo stesso sito di incontri, i peperoni che sono il mio ortaggio preferito, l'acufene, la penna e il calamaio...
Mi guardo intorno cercando richiami alla realtà per escludere la presenza di un grande fratello di Orwelliana memoria, e le immagini di un telegiornale su una TV rimasta accesa mi rinfrancano in parte.
Mi butto comunque a capofitto nella lettura dell'ultimo pezzo del racconto; pezzo che tornerò spesso a leggere anche saltando la prima parte. A volte sento la voglia irrefrenabile di tornare a leggere di quella descrizione del pompino da premio strega, e mentre immagino la protagonista china a "sdebitarsi" il cazzo mi si gonfia e mi ritrovo a masturbarmi. Il crescendo, la tensione erotica, il racconto che diventa sempre più crudo, irresistibile, un affondo di fioretto, lo scrosciare di piatti e timpani alla fine di una sinfonia, ma tutto dipinto in maniera così positiva e gioiosa da farlo sembrare il racconto di un pic-nic su un prato e le seghe, i pompini, i cazzi, la fica come margherite, pigne, frinire di rondini.
Si ecco, mentre asciugo i miei schizzi di sperma finiti qua e la, considero che la straordinaria bravura di chi ha scritto questo racconto sia stata proprio questo, cioè rendere tutto così reale naturale.
Il perché la mia fantasia sia erniata nella loro realtà ( o viceversa) invece, è da ricercare nel siero della verità degli "epici peperoni".
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