Lui & Lei
La st(r)agista
12.07.2025 |
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"E così da bravo boss dovetti accontentarla ancora molte altre volte, ma questa è un'altra storia..."
Una coppia di amici mi propose di ospitare per qualche settimana presso il mio studio una giovanissima stagista nell'ambito di un progetto scuola-lavoro. Giulia era la loro nipote più giovane e ne aveva assolutamente bisogno perchè aveva declinato tutte le altre proposte di stage presso fabbriche, cantieri, strutture alberghiere e cose simili.
Roba da poco mi dicono, al massimo qualche settimana, il tempo che la giovane possa completare le ore previste dal progetto.
La cosa a dire il vero mi scocciava un pò, avere una piccola rompi tra i piedi, tra clienti, e dovrei pure portarmela appresso nelle trasferte.
Vabbè pensai, sarà una cosa veloce, sono sicuro che la giovane si annoierà già dai primi giorni e andrà via, io le firnerò solo la relazione di fine progetto.
E invece non andò così....
All'incontro di presentazione mi si presenta una stupenda fanciulla, giovane, poco più che dicianovenne, non molto alta ma ben proporzionata.
Subito notai il suo seno prorompente, una faccia pulita, un viso scolpito, una piccola bambolina davvero carina.
Ma non solo, è parecchio spigliata la ragazza, simpatica e soprattutto molto sorridente.
Ok mi dico, sarà un periodo piacevole con questa bambolina, almeno mi terrà compagnia, visto che anche la segretaria al momento è fuori per gravidanza (non fraintendete...colpa di suo marito!)
Giuro che non ho mai avuto attrazione per le giovanissime, le ammiro sì, guardo i loro corpi, non posso non notare il fiore della bellezza che sboccia in loro, ma non ho mai nutrito un vero desiderio sessuale nei loro confronti.
Nemmeno ho mai pensato che una così giovane ragazza potesse essere attratta da un uomo molto più grande di lei.
Sin da subito la giovane mostra un carattere molto più maturo per la sua età, durante le prime trasferte mi accorgo che è molto disinibita anche nel parlare di certi argomenti e con disinvoltura mi racconta delle sue avventure con i ragazzi coetanei che lei stessa definisce bambini che si attaccano alle tette solo per il ricordo troppo recente del seno della mamma, bambini che vengono prima ancora di tirarlo fuori...insomma si sente insoddisfatta per le esperienze non proprio appaganti.
Mi racconta che fa strage di cuori a scuola, ma che non trova soddisfacenti i pretendenti che man mano si propongono.
Data un'indiscutibile bellezza e una propenzione a farsi notare nel vestire e nel truccarsi, vedo, con piacere, che la stagista fa strage di cuori anche tra i miei colleghi e anche tra altri stagisti e da qui l'appellativo di st-r-agista, che a lei piacque subito moltissimo "Vedo che ti guardano tutti, sono invidiosi di me" dissi e lei "E io vedo che anche tu guardi le altre, e l'invidiosa sono io" mi rispose con tutta franchezza e con un pò di disappunto.
La risposta mi lascio molto perplesso, ed effettivamente le ho dovuto dare ragione, perchè io le mie colleghe le guardo e molte le guardo con indubbio interesse...
Giulia è molto curiosa riguardo al sesso, e nel corso di una lunga trasferta mi chiese con sfrontatezza tante cose "da grandi".
Mi chiese con insistenza se io avessi avuto esperienze al di fuori del sesso condotto con "normalità".
Ora, avrei voluto parlarle di tante cose, sullo scambismo, sul sadomaso, sui club e su tanto tanto altro, ma su questo aspetto sono stato sempre molto riservato e a lei spiegai solo che esistono moltissime sfaccettature del mondo erotico, e la invitai a maturare le proprie esperienze man mano che aumentassero gli anni, senza bruciare le tappe, senza avere troppe pretese, senza avere troppe aspettative, avrebbe dovuto maturare e colmare le proprie curiosità col tempo e con le giuste occasioni che sicuramente le si sarebbero presentate.
Lei mi disse "Tu sei un furbacchione boss, non mi stai dicendo tutto, mi stai nascondendo qualcosa, la sai più lunga di quanto la racconti, sarò giovane, ma sono femmina e capisco tutto" e mi fece l'occhiolino.
"Abbi pazienza" dissi io "Ciò che vorrai sapere lo scoprirai con i tuoi tempi"
Quella sera stessa alla chiusura dello studio mi salutò con un bacio sulla guancia con un forte schiocco e mi tese le braccia al collo abbracciandomi fortissimo dicendomi "Sei il capo migliore che potessi avere, quando finirò le scuole verrò a lavorare da te e dovrai sopportarmi ogni giorno". Sentii tutto il suo corpicino attaccato al mio, con quel seno prosperoso e sodo, i miei pensieri vacillavano tra un misto di affetto similpaterno e una strana voglia di possederla. Sentivo tutta la femmilità che emanava.
L'indomani venne in studio con una mise davvero succinta, uno short di jeans praticamente inguinale, un toppino nero stretto stretto che a stento tratteneva il suo grosso seno. Aveva un velo di trucco che la rendeva stupenda in viso. Quel giorno, ammetto che vedendola così immaginai di possederla.
E' inutile girarci attorno, una donna se vuole farsi notare lo farà comunque, sia che essa sia giovanissima, sia che si tratti di una donna matura. E lei sapeva come fare, lo sapeva bene e sapeva che a me piaceva.
Per tutto il giorno non ho fatto altro che guardarla incrociando spesso il suo sguardo, lei ricambiava con dolci sorrisi.
Ad un certo punto ho dovuto settare il pc per una videoconferenza con una applicazione che non avevo mai usato. Lei si offrì di aiutarmi, perchè loro quell'applicazione la usavano a scuola.
Senza dirmi niente, mentre stavo seduto alla poltrona lei si frappose tra me e lo schermo, dapprima dandomi in vista il suo culetto, poi praticamente sedendosi sulle mie gambe. Che situazione, una videoconferenza che sarebbe iniziata a momenti e una piccola lolita seduta sulle mie gambe.
Ero davvero in imbarazzo, ma non mi dispiaceva, sentivo il suo profumo, sentivo il profumo dei suoi capelli, la trattenni stringendola per i fianchi.
Lei armeggiò un pò con la tastiera e piano piano tirò indietro il culo in maniera che si posizionasse sopra il mio cazzo...non era un movimento casuale...lei lo voleva sentire...ed al cazzo di uomo non si comanda...ad un certo punto si girò e mi disse "Lo sento boss, lo sento..." e face qualche ancora qualche strusciamento per sentirlo meglio e aggiunse "Lo voglio sentire tutto boss"
Nel frattempo il mio cazzo era gonfio ed era diventato di marmo...
Driiinnn driiinnn la videocall sta iniziando ed io mi sto strusciando con una piccola maialina che vuole sentire il mio cazzo...che fare?
Lei continuava a dimenarsi...e cominciava ad ansimare, inziando a fare anche su è giù...io ero completamente perso, con il cazzo che voleva esplodere da sotto i pantaloni.
Si gira, si mette a cavalzioni verso di me, tira la mia testa verso di sè e mi bacia, io la stringo, lei esce la lingua ed inizia a baciarmi e leccarmi la faccia. Con una mano cerca la patta dei pantaloni per sentire il mio cazzo sotto. Lo stringe, lo tocca, cerca di tirare giù la cerniera, ci riesce, infila la sua mano nelle mutande...la call ormai non suona più, mi avranno dato per disperso, ma a me non frega nulla. La mia piccola stagista vuole il mio cazzo ed io adesso voglio lei.
Con una maestria inaspettata lo tira fuori ed inizia a segarlo velocemente. Io nel frattempo le tiro giù il top e la vista di quel seno, grosso con i capezzoli turgidi, mi manda il cervello in frantumi. Le lecco e le ciuccio quelle fantastiche minne mentre lei continua a lavorare di mano.
Mentre continuava a baciarmi mi dice sussurrandomi all'orecchio "Boss lo voglio dentro!!! Scopami, lo hai capito? Voglio essere scopata da te!"
Quelle parole mi fanno ingrifare. Sposto il pc e la faccio sedere sulla scrivania a gambe aperte, continuo a baciarla con la lingua e alternativamente a ciucciarli le tette...Con la mano cerco la sua patatina, con quello short è stato abbastanza facile trovarla e infilo le mie dita subito dentro. Lei è già bagnatissima ed ha un fremito, io d'istinto porto il dito alla bocca per sentire il suo sapore...Vado in estasi.
In un batter d'occhio le tiro giù gli short e le mutandine...e a cosce aperte sulla scrivania mi fiondo con la lingua sulla sua fighetta...lei spinse la mia testa verso di sè e mi dice:
"Oddiooo che belloooo!!! come godo!!! Continua, boss ti prego, voglio che mi infili la lingua fino alle ovaie"
Quelle parore mi diedero un'ulteriore carica e davvero cercai di allungare la lingua come un formichiere, d'altro canto leccare la figa è sempre la mia passione e non potevo certo non accontentarla.
Dopo averla assaporata in ogni angolo e dopo che i suoi gemiti di piacere avevano annullato ogni mio freno inibitore, le dissi "Adesso voglio scoparti" e lei aprì le cosce come se non stesse aspettando altro.
Non mi ero neanche tolto i pantaloni, la penetrai così, dentro quella fighetta bagnatissima. La scopai forte, stringendola a più non posso verso di me e lei rispondeva ai miei colpi a ritmo con estremo coinvolgimento.
"Scopami da dietro, ti prego"
Non aspettavo altro, si mise a pecora porgendomi quel bel culetto sodo, glielo infilai in figa mentre col dito le massaggiavo il buchetto piccolo. La scopai così non so per quanto tempo, quella situazione, quel contesto, nel mio studio, sulla scrivania, davanti al pc, mi avevano fatto perdere il senso del tempo.
Ad un tratto mi disse "Riempimi, vienimi dentro. ho avuto le mestruazioni da poco stai tranquillo, vienimi tutto dentro, voglio sentire tutta la tua sborra calda dentro di me".
Quella sua richiesta volli assecondarla subito, con una sborrata torrenziale, lei si lasciò andare con un urlo liberarorio. Quando lo tirai fuori ne uscii tantissimo da colarle per tutte le gambe.
"Lo sapevo che volevi scoparmi, ed anche io lo volevo, lo volevo troppo, non vedevo l'ora. Mi hai scopata da donna, non come una ragazzina. Lo voglio ancora"
Non aspettavo altro
La portai in braccio sul divano, ci spogliammo completamente, e scopammo ancora e ancora per un tempo indefinito.
"Mi hai scassato la figa, mi fa un male...." mi disse e aggiunse "Domani voglio che mi rompi anche il culo"
Le mie orecchie non credevano a quello che avevano appena sentito....e così da bravo boss dovetti accontentarla ancora molte altre volte, ma questa è un'altra storia.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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