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Lui & Lei

La vedova vogliosa


di GentiluomoMaturo75
04.06.2026    |    16    |    0 6.0
"La prima volta venne in piedi, mentre ci slinguavamo ed io con il dito dentro le sue mutande e la gonna un po alzata la sditalinavo con passione..."
Otto mesi erano passati da quando Giulia aveva perso suo marito. A cinquant'anni viveva da sola in una casa che, da quando era rimasta vedova, le sembrava troppo grande e troppo silenziosa.

Io all'epoca avevo quarant'anni. Ci conoscevamo da tempo, senza essere particolarmente vicini. Un giorno mi chiamò perché aveva un problema all'impianto elettrico. Prima di spendere soldi per un tecnico, le dissi che sarei passato a dare un'occhiata.

Arrivai nel primo pomeriggio. Dopo qualche controllo individuai il guasto e lo sistemai senza grandi difficoltà.

«Mi hai fatto risparmiare una bella cifra», disse sorridendo.

«Figurati, non era nulla di complicato.»

Mi propose un caffè prima che andassi via. Accettai.

Ci sedemmo in cucina e iniziammo a parlare. Quello che doveva essere un semplice ringraziamento si trasformò in una conversazione lunga e inattesa. Mi raccontò di come fossero stati difficili quegli ultimi mesi, della solitudine, del vuoto che si portava dentro da quando era rimasta sola. Io ascoltavo senza interromperla.

Con il passare del tempo il clima cambiò. Non saprei spiegare esattamente come. Forse fu il modo in cui mi guardava, forse il fatto che, dopo tanto tempo, qualcuno la stesse semplicemente ascoltando.

Quando mi alzai per andare via, lei mi accompagnò alla porta.

«Grazie davvero», mi disse.

Ci abbracciammo.

Fu un abbraccio normale all'inizio, ma quando ci allontanammo nessuno dei due fece davvero un passo indietro. Lei inclinò leggermente la testa come a darmi il collo e io, quasi d'istinto, le sfiorai il collo con un bacio delicato.

Sentii il suo respiro fermarsi per un istante.

Alzò lo sguardo verso di me e nei suoi occhi lessi qualcosa che fino a quel momento aveva cercato di trattenere. Le accarezzai il viso. Lei non si ritrasse.

Ci baciammo lentamente, senza fretta.

Inizia a baciarle con piu insistenza il collo, fino a leccargli collo, orecchio e guancia.

Lei inizio ad ansimare ed avere veri e propri brividi di godimento.

Con la mano, mentre la baciavo e la leccavo, inizia a palpare tette e figa.

Non c'era soltanto attrazione. C'era il bisogno di sentirsi desiderata, viva, nuovamente capace di provare emozioni che credeva di aver dimenticato.

La prima volta venne in piedi, mentre ci slinguavamo ed io con il dito dentro le sue mutande e la gonna un po alzata la sditalinavo con passione.

Dopo questa venuta, la feci inginocchiare, mi masturbai tenendo ferma la sua testa con l'altra mano e quasi subito le sborrai tutto il viso ed i capelli.

Quel pomeriggio segnò l'inizio di una storia che nessuno dei due aveva programmato, senza scopare

Nei quattro mesi successivi ci vedemmo spesso e iniziamo a scopare come dei pazzi. A volte per una cena, altre per una passeggiata o semplicemente per passare qualche ora insieme, alla fine erano orgasmi e sborra in abbondanza. Tra noi nacque una forte complicità. Ogni incontro sembrava arrivare naturalmente, senza promesse e senza aspettative.

Nonostante avevamo rapporti sessuali completi, non lo so perche', ma quasi sempre sul finire sceglievo di sborrarla sul viso, in bocca, mentre lei stava in ginocchio.

Cosi come l'avevo schizzata la prima volta nella porta di casa sua: mi eccitava tantissimo.

Solo nel sedere non la penetrai mai, era vergine di culo, neanche al marito aveva mai dato il culo ed io non volli mai insistere.

La figa no, la figa gliela allargai bene, a pecora e sopratutto alla missionaria a cosce allargate!!!

Con il tempo Giulia tornò a sorridere con più leggerezza. Sembrava aver ritrovato una parte di sé che il dolore aveva messo in ombra.

Dopo circa quattro mesi, però, conobbe un uomo di sessant'anni con cui iniziò a costruire qualcosa di più stabile. Quando me ne parlò, lo fece con sincerità.

La ascoltai e capii che era felice.

Non ci furono discussioni né rimpianti. Quello che avevamo condiviso apparteneva a un momento particolare delle nostre vite e aveva avuto il suo significato.

Ancora oggi, quando ripenso a quella chiamata per un semplice problema elettrico, mi viene da sorridere. Non avrei mai immaginato che un favore fatto per aiutarla a risparmiare qualche soldo avrebbe dato inizio a uno dei ricordi più intensi e inaspettati della mia vita.
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