Lui & Lei
Le vibrazioni di Amarena
03.04.2026 |
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"Il vibratore, liscio e vibrante, penetrò nella sua figa con facilità, accolto da un'ondata di calore e umidità..."
Era tempo che su A69, cercando compagnia per i miei giochi, incrociavo questo profilo di donna che catturò la mia attenzione AMARENA69!! Contatto, vari messaggi e appuntamento. Vi racconto uno scorcio di incontro avvenuto;Amarena, una visione di morbidezza e passione, mi attira sempre con il suo sguardo famelico. Ogni sua attenzione era dedicata a me, ogni suo tocco era una promessa di piacere. Era una lupa ingorda, maestra nel suo gioco, e ogni sua mossa era studiata per accendere i sensi. Iniziammo subito, perché perdere tempo? Lei partì diretta. La sua bocca avvolse il mio membro con una voracità sensuale, il calore umido che la circondava era un abbraccio avvolgente, una promessa di oblio, ogni movimento era una sinfonia di sensazioni che lo trasportavano in un vortice di piacere. Il contatto delle sue labbra, la pressione della sua lingua, la morbidezza del suo palato, tutto si fondeva in un'esperienza travolgente. Amarena aumentò il ritmo, la testa che dondolava avanti e indietro con un'energia frenetica. I suoi occhi, fissi su di me. Era una maestra nell'arte del pompino, usando non solo la bocca ma anche le mani per stimolare ciò che la sua bocca non poteva raggiungere. Una mano afferrò saldamente la base del membro, stringendolo in un anello stretto mentre l'altra accarezzava le palle, massaggiandole con una delicatezza che contrastava con la furia della sua bocca.
Nel culmine dell'eccitazione, mentre il respiro si faceva affannoso e i gemiti più alti, arrivò la sorpresa. La feci fermare e mi allontanai per un istante, la mano che cercava qualcosa nel cassetto del comodino. Quando tornai in mano tenevo un vibratore interno, un piccolo giocattolo rosa lucido che sembrava pulsare di luce propria. Era un invito audace, un passo oltre il semplice piacere orale, una richiesta di espandere i confini del gioco virtuale. Amarena si fermò. I suoi occhi si luccicarono vedendo l'oggetto, e un fremito visibile percorse il suo corpo. Accolse l'invito con un desiderio ancora più intenso, la lingua che passò di nuovo sulle labbra come se stesse assaggiando l'aria. "Sì," sussurrò, la voce roca e carica di voglia. "Voglio sentirlo dentro."
Si spostò, allargando le gambe per dare la vista completa della sua figa, già bagnata e lucida. Le sue labbra carnose erano gonfie di eccitazione, il clitoride che pulsava in attesa di attenzione. Prese il vibratore dalla mia mano e seguendo le istruzioni che le davo con la voce e lo sguardo. La punta del giocattolo rosa toccò la sua apertura, sfiorando la pelle sensibile dell'inguine prima di scendere verso il centro del suo piacere.
I suoi occhi brillavano di una luce febbrile mentre la guidavo, la pelle che si accendeva di un rossore intenso sotto il suo comando. Lentamente, iniziò a spingerlo dentro. Il vibratore, liscio e vibrante, penetrò nella sua figa con facilità, accolto da un'ondata di calore e umidità. Lei emise un urlo strozzato, la testa che si gettò indietro mentre il giocattolo la riempiva, le vibrazioni che si diffondevano attraverso ogni nervo, ogni muscolo. "Devi tenerlo" comandai, con voce ferma ma carica di desiderio, e lei obbedì istantaneamente. Spinse il vibratore fino a quanto potesse entrare l'impugnatura piegata a 90 gradi non permetteva oltre. Le sue mani afferrarono il lenzuolo, le nocche che diventavano bianche mentre il piacere la travolgeva. Il comando era mio, attraverso lo schermo del cellulare, un filo invisibile che la faceva muovere, gemere, godere esattamente come volevo io.
Amarena iniziò a muovere il giocattolo, facendolo scivolare in fuori e poi dentro con forza, ritmando i movimenti con il respiro affannoso che riempiva l'audio. Le vibrazioni, unite alla frizione del movimento, la portarono rapidamente verso l'orlo. "Sono così vicina," ansimò, gli occhi che cercavano i miei cercando approvazione, cercando il permesso di lasciarsi andare. La guardai, immerso nella bellezza della sua perdita di controllo, e annuì. "Vieni per me, Amarena. Fatti riempire." Le parole furono la scintilla finale. Con un urlo liberatorio, il corpo si contrasse in un orgasmo violento, i muscoli della figa che stringevano il vibratore in una morsa mortale, ondate di piacere che la costrinsero a tremare tutta. Lo schermo del cellulare con cui la comandavo vibrava con lei, catturando ogni istante della sua resa, ogni sussulto di puro godimento mentre cadeva a pezzi, completamente sottomessa al piacere che le aveva concesso. E poi ancora e ancora fu un continuo una lago di piacere inondò il letto. Con il vibratore ancora dentro di lei, le chiesi di mostrarmi come il suo corpo reagisse, ordinandole di toccarsi il clitoride e di gemere il suo nome, mentre la sua voce diventa un mantra che la spinge a un nuovo picco di piacere, il suo corpo scosso da sussulti incontrollabili. Ad un certo punto le propongo un gioco più audace:” togliti il vibratore e usa le dita, esplorando anche il buco del culo” lei non esitò, ormai sconvolta non capiva più niente. Era stata privata della sua volontà. Iniziai a guidarla chiamandola “Troia, la mia Troia” ......to be continued
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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