Lui & Lei
Mani calde. La stufa. CAP.2
wildchiana89
09.02.2026 |
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"Infilai la mano nello slip, delicatamente; aprii le dita e cominciai a premere ricongiungendole..."
La settimana successiva tornò; oramai era un rito che venisse a casa mia una volta a settimana. Io nel frattempo ero in camera, ma sentivo tutto. Aspettai un po' e a un certo punto mi diressi verso la stufa. Lei era in poltrona, parlava; mi salutò con un "ciao" secco seguito da una risatina.
Io ridacchiavo, mi sedetti a terra, aprii la stufa e accesi la mia Marlboro.
Passò circa un'oretta tra una sigaretta e l'altra, tra qualche cazzata e qualche discorso serio.
A un certo punto esordì: "Ma stasera non mi fai un massaggio?".
Io ero lì per quello;
la guardai e con nonchalance risposi: "Non ho tanta voglia, ma se proprio vuoi...".
Lei in silenzio si diresse verso di me, si chinò a terra, si girò di spalle, tolse il golf e rimase in canotta. Mia sorella, già in sonnolenza, nel frattempo si girò verso lo schienale del divano, volgendoci le spalle.
Tutto secondo i piani.
Incominciai con il massaggio, il mio massaggio, quello che mandava fuori di testa.
Mi avvicinavo, sfioravo ma non toccavo. Iniziai dal collo, fino a raggiungere con i polpastrelli prima i lobi delle orecchie e poi il retro dell'orecchio.
Passai alla schiena, all'altezza del fianco e, mentre ruotavo i pollici, davo quasi dei colpi con la mano a cadenza regolare, spostandola ogni volta leggermente.
Le mani si spostarono nuovamente: prima davanti, passavo sotto i seni e stavolta con la mano tendevo a sollevarglieli; aveva veramente un seno prosperoso.
Passai con le mani lungo le sue braccia, mi soffermai sul polso per andare direttamente sul palmo della mano, poi le mie mani si spostarono di nuovo sollevandole le braccia verso l'alto. In quella posizione, le sue braccia si piegarono all'indietro e nel mentre lei mi sfiorava i capelli con gli indici.
Con una mano mi spostai, percorsi il suo braccio, andai sul fianco e salii un po' sino ad arrivare davanti, sul ventre.
La mano salì ancora e, infilandosi sotto il reggiseno, incominciò a stringere uno dei suoi seni. Non disse niente. Sospirò.
Si appoggiò completamente con la schiena a me; avevo il cazzo a contatto diretto con il suo culo. Incominciai a palpare il seno e a giocare con il capezzolo.
Il cazzo mi esplodeva letteralmente, lei lo sentiva;
tutt'ora, quando ci ripenso, provo gli stessi stimoli.
Appoggiandosi a me, aveva l'orecchio vicino alla mia bocca; incominciai a respirarle delicatamente ma intensamente sull'orecchio.
Spostai l'altra mano percorrendo il braccio, passai nuovamente dal fianco e mi diressi sul ventre, iniziando a lambire il bordo degli slip.
Spostò piano il braccio e mi ritrovai la sua mano tra me e lei.
Goffamente, iniziò a strofinare il palmo sul mio cazzo;
la sensazione era strana ma mi piaceva.
La voglia era a livelli esagerati. Infilai la mano nello slip, delicatamente; aprii le dita e cominciai a premere ricongiungendole.
Mi sporsi un po', riuscii ad andare più a fondo: era bagnata.
Il cazzo mi esplodeva mentre lei continuava a strofinarlo.
Mi concentrai sul clitoride: unii le dita, feci movimenti rotatori. Lei gemeva, incominciò lentamente a muovere il busto avanti e indietro. Con la mano tiro fuori il mio amico; continuò a muoverla e io feci lo stesso con lei.
Avremmo voluto entrambi spostarci da lì e concludere altrove, ma l'eccitazione era alle stelle: io avevo trovato la mia comfort zone, lei stava trovando la pace dei sensi.
Sentii che il suo respiro si faceva più veloce. Aumentai il ritmo, aumentai la pressione. La sua fica stava per esplodere, il mio cazzo uguale. Sentii di colpo un sospiro, uscii con la mano: era completamente fradicia. Mi strinse il cazzo più forte, come chi sa quello che fa; non resistetti, mi fece venire.
Lei si alzò, piano, ma si alzò. Disse soddisfatta: "Vado un attimo in bagno e poi vado a casa". Io non ci capivo più niente, ma dovevo lavarmi. Uscì dal bagno, la vidi: si era sistemata. Velocemente svegliò mia sorella e andò via.
Andai a fumare un'altra sigaretta, da solo, sul balcone, al freddo. Passando davanti la stufa guardai a terra, dove era seduta era fradicio.
Dopo circa mezz'ora mi scrisse un messaggio: prossima settimana vengo mercoledi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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