Lui & Lei
Maschia
cummmming
05.05.2026 |
1.317 |
5
"Si alzò un poco, di modo da portare quel fallo finto a stimolare direttamente la mia prostata..."
L’ho conosciuta qualche anno fa, proprio qui, su Annunci 69.Bella. Bella ragazza dai tratti nordici. I capelli ramati, gli occhi scuri, la pelle chiara, i seni piccoli e turgidi, i fianchi sinuosi, la fica stretta e tonica. Insomma, una bella gnocca. Il solo vederla e, in particolare, il vederla nuda risvegliava con forza il mio istinto maschile.
Il cazzo mi s’induriva e, come natura comanda, la volevo possedere così come un uomo, di norma, desidera possedere una donna. Ovvero, anelavo a montarla, a penetrarla. Insomma, volevo fotterla. E avevo un desiderio intenso di fecondarla, di scaricarle dentro il mio seme, di sentire il mio cazzo palpitare in quella sua fichetta stretta. E, in verità, in alcune occasioni lo feci.
Ricordo ancora la sua malizia e le sue frasi divertite, quando accennava alla sensazione di solletico che il mio sperma, appena deposto dentro di lei, le procurava, gocciolandole fuori dalla vulva. Una vera maialina!
Però, il fatto è che Cloe ha il cervello da maschio! Donna fuori e maschio nella testa.
Intendiamoci, di tanto in tanto mi accontentava. Cosí, mi accoglieva nel suo appartamentino, stuzzicando la mia mascolinità, e si concedeva, proprio come una donna si concede. Sul suo lettone, allargava quelle belle cosce morbide, e mi invitava alla monta. Ed io godevo. Godevo come un mandrillo.
Ma la sua natura più intima è un’altra.
Più che essere fottuta, montata, violata, posseduta, ella ama fottere, montare, violare, possedere. E godeva un mondo nel farlo. Almeno, nel farlo a me!
Non ci volle molto per accordarci per il primo incontro. Giusto un paio di messaggi, ed era fatta. Proprio come, di norma, accade tra maschi! Il fine è godere. Scopando. Tu lo sai, io lo so. Punto. Niente fiori. Niente inviti a cena. Ci si vede e si fa sesso.
Così, ci trovammo seduti sul bordo di un letto d’albergo. Lei vestita da maschiaccio.
Non l’ho mai capita. Non ho mai capito perchè una fica del genere amasse vestirsii in quel modo. Una specie di arte dell’imbruttirsi! Le rare volte in cui, proprio per accontentarmi, si è vestita da donna, mi colpiva per la sua bellezza. Ma vestita da uomo….blah! Proprio non mi piaceva.
Tirò fuori da uno zainetto un paio di birre, e mi invitò a tenerle compagnia nel bere.
Dopo aver tracannato lei la sua lattina ed io la mia, incominciò ad accarezzarmi il pacco, ovviamente già bello duro. Mi sbottonò i pantaloni. Si mise in ginocchio e cominciò a succhiarmelo, come se tra le gambe io avessi un qualcosa a metà strada tra un lecca lecca ed un cono gelato. Ed ingurgitava con passione tutta l’asta, dalla cappella fino alla base.
Pochi istanti dopo, entrambi nudi, la mia faccia non tardò ad affondare tra le sue cosce, mentre con la lingua le titillavo con avidità il clitoride, e lei che mi agguantava la nuca, attirando con forza la mia bocca contro il suo pube.
Assorbito in quella tanto amata operazione, notai a mala pena che stava trafficando con lo zainetto, abbandonato poc’anzi proprio sul letto.
Alzai lo sguardo, e la vidi armeggiare con un cazzo finto, di discrete dimensioni, e di colore blu trasparente. Ridacchiò.
“So che ti piacerà!”, bofonchiò.
“Oh, si! Che ti piacerà. Dalle foto che hai su annunci, sono sicura che ti piacerà!”.
Si alzò. Armeggiò ancora con lo zainetto, estraendone un’imbracatura che, in breve, indossò e a cui collegò la verga posticcia.
Mi eccitai. Vedere una femmina del genere addobbata in quel modo, stuzzicava non poco la mia fantasia.
Se ne stava lí, con quel membro in erezione, i suoi capezzoli turgidi, il culo tondo, le cosce affusolate, lo sguardo ammicante. Una femmina col cazzo.
“Adesso succhia!”, ordinò.
Obbedii. Ed ingoiai con voluttà quell’affare, per lunghi minuti, mentre il mio gocciolante pene di carne vera, palpitava e si induriva sempre di più.
“Ed ora girati!”. Nuovamente obbedii.
Ed incominciò a leccarmi il culo, concentrandosi in particolare sull’ano, nel quale infilò, a più riprese, la sua famelica lingua.
“Che culo che hai! Mi fa impazzire!”. Affermò, divertita.
Quindi, appoggiò la sua verga sul mio buco, pronto,dilatato ed inumidito,e senza tanto ritegno, con un colpo di reni, mi penetrò con violenza. Venti centimetri buoni infilati nel mio retto!
Sussultai.
Ma di piacere.
“Si! Sei proprio una troia! Ti piace farti sbattere? Vero? Ed io te ne do, di minchia, quanta ne vuoi!”.
E davvero, era proprio intenzionata a sfamarmi di cazzo.
Ansimando, mi montò in quella posizione per lunghi minuti. Mi sbatteva sapientemente e, ad ogni colpo, il mio piacere aumentava. Si alzò un poco, di modo da portare quel fallo finto a stimolare direttamente la mia prostata.
Pam! Pam! Pam! Così, qualche fiotto di sperma, spontaneamente, schizzò fuori dalla cappella.
Dopodichè, mi fece girare di schiena, incominciando a possedermi alla missionaria.
Con le mie cosce posizionate sulle sue spalle ed il suo cazzo conficcato nelle mie viscere, riprese a fottermi con forza.
‘Afferrami il culo! Così! Mmmm…mi piace! Godo!”, esclamò.
Mi infilò la lingua in bocca, roteandola attorno alla mia. I suoi occhi fissi nei miei.Sentivo la sua saliva colarmi tra le labbra. Ed io ingoiavo, ancora più eccitato.
“Ti piace? Dimmi che ti piace! Troia! Ecco tutto il cazzo che cercavi! Prendilo! Prendilo!”
Incominciò a rantolare di piacere. Con una abile movimento, riusciva ad autostimolarsi in profondità il clitoride.
Io le accarezzavo e le stringevo le natiche sode, affondando le dita tra di esse, incitandola a spingere con ancora più veemenza.
Che goduria sentire quel burroso culo di donna e, al contempo, quel fallo, seppur finto, che mi stantuffava l’ano.
“Si! Spaccami! Spingi! Spingi! Non ti fermare!”, le gridavo.
Le mordicchiai i capezzoli, inturgiditi dal piacere, e la sentii fremere.
“Oddio!”, esclamò, dopo lunghi, interminabili minuti. “ sei proprio una puttana!Cazzo! Ti sfondo! Ti sfondo! Oddio! Sborro! Siiii! Ti riempio! Aahhhh!”.
Nella sua fantasia, mi stava inondando di sperma!
Percepii tutto il suo corpo fremere, scosso da un intenso orgasmo.
Era sudata, esausta, abbandonata pesantemente sopra di me.
Dopo qualche istante in quella posizione…
“Che credi? Non le lascio insoddisfatte le mie troie!”.
Si tolse l’imbracatura e, stando sempre sopra, si girò, in uno splendito 69, con la sua fica bagnata contro la mia bocca, facendomi godere della vista del suo culo, mentre lei si concentrava sulla mia cappella.
Mentre mi pompava, infilò il dito indice e medio di entrambe le mani nel mio ano.
Mi ritrovai, in un sol colpo, la sua vulva in bocca, il mio cazzo nella sua gola, e quattro dita conficcate in culo!
Così stimolato, non tardai a sborrare. Sentivo il membro palpitare tra le sue labbra, e il mio seme che le schizzava in bocca a più riprese.
Più o meno così si concluse il nostro primo appuntamento. Con la promessa che avremmo scopato di nuovo.
E, infatti, incontrai Cloe a più riprese. In rare occasioni, si faceva prendere come fosse una femmina in calore . Ma per lo più ero io che, nei nostri sempre più infuocati incontri, mi facevo fottere e possedere da quella maschia assatanata….
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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