Lui & Lei
Massaggio a domicilio - il ritorno!
08.01.2021 |
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"Allora la prossima volta per compensare mi farò dare il culo!
Scoppiamo a ridere..."
ATTENZIONE: seguito del mio racconto “Massaggio a domicilio”.Nel tragitto per tornare a casa non riuscivo a calmarmi del tutto. Le forti emozioni provate nell’incontro con Lucia e Carlo continuavano a tornarmi in mente. Sentivo ancora il calore di quella pelle bellissima, sensibile, che vibrava sotto ogni sollecitazione. Il risultato concreto è che ho passato 20 minuti di traffico di un sabato notte milanese con una dolorosa erezione che premeva nella patta dei pantaloni!
Trovo, grazie a un miracolo, un parcheggio quasi sotto il mio portone. Entro e trovo una casa buia e silenziosa. I figli fuori da qualche parte per le loro serate di libertà. Vedo una lama di luce dalla porta di camera nostra. Mi affaccio. C’è una moglie sopra le coperte, sdraiata di fianco e appoggiata su di un gomito che legge una rivista.
- Allora? Serata piacevole?
Chiede con assoluta nonchalance, come se fossi sceso a comprare il latte.
Le sorrido e mi infilo in bagno per una rapida doccia.
Rientro in camera, nudo e mezzo sgocciolante. Mi asciugo con un piccolo asciugamano da mani. Ho ancora una mezza erezione in corso e la qual cosa attira l’attenzione di Allegra.
- Spero che loro siano più appagati di te in questo momento.
Mi guarda con sorriso canzonatorio mentre si alza e, spogliandosi, va verso il bagno. Mi passa accanto e mi fa una carezza sull’uccello.
- Aspettatemi sul letto voi due! Quando torno voglio tutti i dettagli.
Salto sul letto con delicatezza e eleganza tipiche dei miei 100kg e la aspetto.
Compare sulla porta nuda, si ferma e mi guarda un attimo. Poi spedita arriva alla sua parte del letto e si sdraia.
- Racconta, piano, dall’inizio, e non saltare i particolari.
Comincio volutamente da molto prima, dalla descrizione dell’ingresso del palazzo, dell’ascensore, una piccola rivalsa maschile, che però porta a trasformare la carezza alle palle che mi stava facendo in una bottarella, non dolorosa ma fastidiosa, che ricorda la stilettata di un frustino sul cavallo.
Obbedisco e comincio a raccontare l’incontro, da un momento prima di quando Lucia si è stesa sul lettino e il massaggio.
Ora Allegra è piu eccitata, mi sta masturbando e ha le cosce serrate. Ha lo sguardo fisso sul mio uccello e ogni tanto chiede qualcosa, una precisazione, una sensazione.
Quando comincio a raccontarle di aver cominciato a stropicciare la fighetta di Lucia, mi prende il cazzo in bocca e mi da due ciucciate veloci, poi viene sopra di me e se lo infila dentro.
Ho le sue tette davanti agli occhi, con i capezzoli turgidi che mi piacciono tanto. Ci gioco e li torturo un po’. Non smetto mai di raccontare, e descrivo l’orgasmo di Carlo e quello di Lucia, mentre lei aumenta sempre più il ritmo. Oramai mi sta letteralmente cavalcando mentre con una mano le strizzo una tetta e con l’altra tamburello sul buchino del culetto. Mi pianta le unghie nel petto, sta venendo, lo avverto anche dalla sua fighetta che si contrae sul mio cazzo. Non ne posso più, sto per esplodere ma non voglio venire sotto di lei. Mentre cerca di riprendere un respiro normale mi sfilo da lei e mi porto dietro, la alzo e la metto in ginocchio davanti a me. La prendo da dietro, sento le sue chiappe contro il mio bacino e comincio a dare qualche pompata forte. Non resisto molto, anzi quasi niente. Vengo molto e a lungo dentro di lei. E’ un misto di sensazioni che si sono accumulate nella giornata. Lo trovo meraviglioso.
Siamo sul letto, esausti entrambi.
- Certo che Lucia almeno un pompino poteva fartelo, scusa! Sei arrivato fin da loro, in macchina di sabato poi, che è un inferno! Il lettino, il massaggio, la hai portata all’orgasmo e lei poteva almeno ringraziare no?
La guardo in faccia. E’ tutta seria e anche un po’ contrariata. Questa versione di Moglie Sindacalista non la conoscevo ancora.
- Hai ragione. Allora la prossima volta per compensare mi farò dare il culo!
Scoppiamo a ridere.
Credo sia finita lì, invece si allunga verso il mio comodino e prende il mio telefono. Mi fotografa l’uccello in una sua mano, oramai esausto e a riposo. Cerca i messaggi con Carlo e Lucia e la invia. Poi scrive: “stavolta ci ho pensato io ma la prossima volta mi fate la cortesia di occuparvene un po’ anche voi! Mica posso far tutto io qui! Allegra”
Passano 2 minuti e arriva un nuovo messaggio: “oggi non è stato proprio possibile, ma la prossima sarà mia cura occuparmene. Grazie di tutto! Lucia”
4 giorni dopo.
Sono in ufficio, preso da mille cose, quando squilla il telefono:
- ciao Emilio, come stai?
È Carlo! Non me la aspettavo così presto questa telefonata. Mi chiede se ci vediamo un’altra volta ma ha da farmi una proposta.
Ascolto con attenzione. Penso si possa fare.
Hanno capito bene i limiti e le condizioni.
Ci accordiamo ancora per sabato sera. Stavolta invece del lettino porterò un paio di bottiglie buone. Carlo rilancia con un invito a cena vero e proprio. Bene!
Sabato sera.
Stesso ascensore e stesso specchio. Mi guardo. Non sono cambiato per nulla da settimana scorsa, che strano eh?
- Se non ti conoscessi e ti dovessi giudicare dal tempo che passi a guardarti allo specchio...
Mi giro e incrocio lo sguardo beffardo di Allegra, da portare all’incontro pesa meno del lettino, ma certo è molto più faticosa!!!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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