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Lui & Lei

Oro liquido


di Drew75
23.05.2026    |    10    |    0 6.0
"Si portò il dildo alla bocca e lo lubrificò con la saliva in un lento e profondo pompino plastico..."
Si presentò vestita soltanto d'oro.
Collanine e bracciali le illuminavano collo e polsi nella penombra della stanza; le cavigliere tintinnavano ad ogni suo passo elegante. Una sottile catena le cingeva la vita e impalpabili fili d'oro le contornavano il monte di Venere.
Non mi aspettavo una tale visione. Il mio sesso, già eccitato dall'attesa, si mise a pulsare violento. Il desiderio di accarezzarmi per attenuare quell'eccitazione tremenda venne impedita dai lacci che legavano i miei polsi alla spalliera del letto.
Lei si fermò un istante ai piedi dell'alcova. Aveva un sorriso malizioso e intrgante disegnato sul viso. I suoi occhi sembravano scomparire nell'ombra della frangetta. Mi accarezzò la pianta del piede destro facendo scatenar ein me un'adrenalina feroce che divampò in tutto il mio essere. Temetti di venire all'istante.
Si portò vicina al mio viso e mi soffiò sulle guance. Sentii il suo fiato caldo correre sulla mia pelle.
"Ti piace?" mi sussurrò all'orecchio.
"Sì." gemetti.
Una sua mano si posò sul mio petto. Mi accarezzò un capezzolo, poi l'altro. Espirai profondamente per tentare di calmare quel mare in tempesta che si stava scatenando in me. Lei mi mise un dito in bocca. Lo succhiai mentre lei mi trastullava la lingua e mi scopava le labbra. Con la mia stessa saliva inumidì il frenulo del mio pene turgido. Sperai arrdentemente che, mossa a compassione, mi masturbasse per uccidere quella tremenda tensione.
Non lo fece. Mi lasciò a godere della mia impotenza e nel desiderio che quella dolce tortura finisse al più presto.
Così vicina a me potevo sentire il suo profumo speziato mischiato a quello della sua eccitazione sessuale.
Dai piedi del letto si arrampicò sopra di me fino a portare la sua ben depilata vagina all'altezza delle mia bocca, a quella distanza che mi impediva di raggiungerla per poter affondare il mio viso dentro di lei. Vidi un suo dito raggiungere la cuspide tra le grandi labbra, stuzzicarle, stimolarle; la sentii gemere di quel delicato movimento. Poi gocce di oro liquido colarono sul mio viso e sul miio petto. Il suo calore m'invase completamente, strinsi i pugni fin quasi a conficcarmi le unghie nei palmi e assaporai la sapidità di quel flusso.
La donna chiuse la distanza tra il suo sesso e il mio viso, mi ritrovai la sua carne bollente sulle labbra. Allungai la lingua e affondai in lei. Mi prese i capelli e mi spinse la testa sul cuscino per impedirmi ogni movimento, poi cominciò a sfregarsi contro di me. Io potevo solo allungare la lingua e aprire le labbra, la sua vagina comandava. Io annaspavo e cercavo l'ossigeno in ogni spiraglio ma l'eccitazione mi portava a godere di ogni stilla del suo piacere. Il caldo si fece quasi insopportabile e il movimento sempre più frenetico, la donna spinse il bacino contro di me e scaricò il suo orgasmo. Avrei voluto stringerle le natiche e tirarla ancora di più a me, ma la mia intenzione venne bloccata dalle corde ai polsi.
Sentii la sua carne rilassarsi e la pressione scemare fino ad allontanarsi del tutto lasciando il mio viso e il mio petto lucido dei suoi umori.
Si allontanò dal letto mostrando la perfezione delle sue terga che vibravano nella fioca e calda luce della stanza. Pensai che sarebbe sparita in bagno per rinfrescarsi dopo il piacere ma dal cassetto del comò estrasse qualcosa che non riconobbi subito. Mille pensieri si avvolsero dentro di me mentre il mio sesso pulsava ancora d'impazienza. Avrebbe voluto concludere subito e nel migliore dei modi quella serata, ma l'attesa e la costrizione amplificava a dismisura il piacere. Spesso la preparazione al piacere è piacere stesso.
Tornata presso di me, la donna versò dell'olio profumato sul mio petto e sulle mie gambe, iniziando così un massaggio lento e profondo, e diabolicamente perverso perché si guardava bene dal toccarmi il membro. Membro che pasmava un tocco, un gesto, un aiuto per liberare tutta la sua passione.
Le mani della donna si muovevano su di me, sul mio ventre, sui miei capezzoli, collo e viso, scendevano sapientemente sulle gambe fino alla punta dei piedi per poi risalire fin dove il lenzuolo permetteva loro. Una serie infinita di stimoli mi pervadevano dalla punta dei capelli fino alle piante dei piedi, attravaresavano ogni mio anfratto segreto, scatenavano emozioni intense a livello lombare ma nessuna abbastanza forte da procurarmi l'orgasmo.
Obbligato all'immobilità, gemevo di piacere e invocavo l'aiuto divino per porre fine a quella eccitante tortura.
Di nuovo, in silenzio, la donna si avvicinò al comò per estrarre dell'altro. Lo mise bene in mostra immediatamente. Era un grosso dildo nero. Temetti, ma contemporaneamente sperai, che lo avrebbe usato su di me.
"Lo vuoi?" mi chiese in un alito di vento.
Annuii. Lei aprì un lungo sorriso sardonico e si adagiò sulla poltrona in fondo alla stanza. Oscenamente sollevò una gamba per portarla sul bracciolo mettendo così in mostra il suo sesso dilatato e lucido, incorniciato dall'oro della catenina. Si portò il dildo alla bocca e lo lubrificò con la saliva in un lento e profondo pompino plastico. Luccicante lo portò verso il bacino e lo fece sparire tra le pieghe del suo sesso.
Vibrai del piacere che la donna si stava dando in quell'immagine talmente erotica da risultare frustrante, per me che ero legato al letto e impossibilitato nei movimenti. Lo spettacolo si protrasse per un tempo infinito, con il dildo che spariva e riemergeva dalle profondità della vagina incorniciata d'oro. Sentivo il mio pene tirare com enon mai, un'erezione dolorosa che chiedeva la pace dei sensi e del sesso. Sentii contrarsi lo scroto quando la donna davanti a me sdilinquiò nel secondo orgasmo di serata.
Appoggiata esausta allo schienale della poltrona alzò il vibratore come una sacra reliquia a cui si deve devozione eterna.
Sensualmente si sollevò e lo portò verso di me. Con gli occhi fissi e bramosi su quell'oggetto nero, mi chiesi quali sarebbero state le sue prossime mosse. La donna lo portò sotto il mio naso e lo poggiò alle mie labbra. Mentre venivo assalito dal profumo di lei, aprii la bocca e lo accolsi in me. Ero al settimo cielo. Forse avrei raggiunto il mio climax in quel momento.
Per l'ennesima volta la donna si allontanò da me per raggiungere il comò delle meraviglie. Ogni suo passo cadenzato dalle cavigliere d'oro, ogni suo passo un ancheggiamento del suo meraviglioso culo.
Tornò con una lunga piuma che iniziò a passarmi sul viso. Ripetendo i gesti che prima aveva compiuto con le mani, percorse tutto il mio corpo, da cima a fondo, accurataente evitando il mio sesso ormai allo stremo. Potevo sentire i testicoli gonfi e duri pulsare tra il perineo e l'asta.
Chiesi pietà per me, ma sopratutto per il mio membro distrutto da quella attesa spasmodica. La donna sorrise di nuovo e avvicinò il suo viso al mio, mi leccò le labbra, il naso e gli occhi, mi morse un lobo dell'orecchio e appoggiò la mano libera appena sotto alle palle, scaldando ulteriormente quella zonna già martoriata dall'eccitazione.
"Adesso sei pronto." mi vibrò nel cervello.
Fece una leggera pressione sull'ano, che si dilatò per accogliere quel suo meraviglioso dito, e ppoi passò la piuma lungo tutta la lungezza del mio uccello. Una, due, tre volte. Quindi sentii una fitta dentro di me, aveva raggiunto la mia prostata e la piuma accompagnò i fiotti incandescenti del mio sperma che eruttavano dalla cappella fin sul mio petto in un orgasmo definitivo e mai provato.
Un'apnea soffocante accompagnò l'eiaculazione mentre il dito dentro di me non smetteva di massaggiarmi. Godevo e godevo di nuovo come se non esistesse più il tempo né lo spazio.
Finalmente tutto tornò alla velocità normale, lei si sfilò da me e mi baciò sulla bocca. Il mio corpo si accasciò su quel materasso che era stato la mia pena e la mia delizia.
Ascoltai il mio respiro tornare normale.
"E abbiamo appena iniziato." sussurrò di nuovo la donna dentro di me.
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