Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Potresti essere mia madre...
Lui & Lei

Potresti essere mia madre...


di Fra768
30.10.2026    |    235    |    1 9.0
"Mentre scendevo le scale dell’hotel sentivo ancora tra le gambe la sensazione precisa di come mi aveva tenuto dentro, calda e stretta fino all’ultimo secondo, e da qualche parte in fondo alla..."
Non è che andassi cercando proprio quello, eppure ogni volta che mi capitava di parlare con una donna che aveva già una vita intera alle spalle sentivo qualcosa accendersi in un punto preciso del petto, qualcosa di basso e insistente che le ragazze della mia età, con i loro corpi ancora troppo lisci e le loro incertezze, non riuscivano minimamente a toccare. Lei ne aveva quarantanove, due figli maschi di ventuno e diciannove anni, e questa semplice informazione, che mi aveva dato quasi di passaggio mentre parlavamo la prima sera al telefono, mi era rimasta conficcata nella testa come una scheggia che non riuscivo a togliermi. Sapere che a casa sua c’erano due ragazzi che potevano essere miei coetanei, che forse studiavano le stesse cose, che forse la sera prima avevano litigato con lei per le solite storie di uscite e di soldi, e che io nel frattempo stavo pensando di portarmela a letto e di conficcarle il cazzo in gola, mi metteva in uno stato di eccitazione sporca e continua che non riuscivo a spiegare neanche a me stesso.

Ci siamo dati appuntamento in un piccolo hotel discreto alla periferia della città, uno di quelli in cui nessuno fa domande e le receptionist guardano lo schermo del computer con indifferenza professionale, abituate a vedere entrare uomini giovani e donne più grandi a qualsiasi ora. Quando è entrata nella hall indossava un cappotto lungo e scuro, e sotto un vestito nero che le segnava i fianchi e il culo con una naturalezza pesante, matura, che le donne più giovani cercano di ottenere con la forza e con la palestra. Mentre salivamo in ascensore ho sentito l’odore del suo profumo mescolarsi a quello leggero di sigaretta che le rimaneva sui capelli e sulla pelle del collo, e già in quel momento sentivo il cazzo premere contro la stoffa dei jeans.

Appena chiusa la porta della camera non c’è stata alcuna esitazione da parte sua: mi ha spinto verso il letto con una mano posata sul petto e mi ha baciato a bocca aperta, succhiandomi la lingua come se stesse prendendo possesso di qualcosa che le spettava di diritto, mentre l’altra mano scendeva già a sbottonarmi i jeans con una precisione avida, tirandomeli giù insieme al boxer fino a farmi uscire il cazzo già duro e pesante. Quando si è inginocchiata per prendermelo in bocca l’ha fatto senza nessuna delle cerimonie a cui ero abituato, tenendomi fermo per i fianchi con le dita conficcate nella carne e spingendosi più a fondo ogni volta che sentiva la mia reazione, e mentre la guardavo da sopra non riuscivo a togliermi dalla testa che quella donna avrebbe potuto essere un’amica di mia madre, una di quelle che magari era venuta a cena a casa nostra anni prima e a cui avevo dato del lei senza neanche pensarci.

Quel pensiero mi accese ancora di più: portai le mani dietro alla sua testa, le afferrai i capelli e iniziai a usarla davvero, entrando in un vero e proprio stato di trance mentre la guidavo sul mio cazzo con movimenti sempre più profondi e decisi, sentendo la gola stringersi intorno alla cappella ogni volta che spingevo fino in fondo. Nella stanza c’era un silenzio tombale, rotto soltanto dai colpi ritmici e umidi della carne che sbatteva contro il suo viso, dal suono schifosamente bagnato della saliva che le colava dal mento e dai suoi gorgogli soffocati… gll… glll… glll… mentre cercava di respirare dal naso senza mai staccarsi.

Dopo una decina di minuti la guardai in volto: aveva il mascara un po’ sbavato da una lacrima scesa per lo sforzo, le labbra rosse e lucide di saliva, e in quello stesso istante sono venuto, scaricando tutto quello che avevo dritto in gola con scosse lunghe e pesanti. Lei ha inghiottito ogni goccia senza mai distogliere lo sguardo dal mio, facendo piccoli movimenti di lingua per non perdere niente, come se volesse assicurarsi che capissi fino in fondo quanto le piacesse essere usata in quel modo.

Ma non le era bastato, perché ora pretendeva la sua parte. Si è alzata, si è sfilata il vestito con un solo gesto e si è sdraiata sul letto aprendosi le gambe senza il minimo pudore, mostrandomi una figa già completamente bagnata, le labbra gonfie e lucide. Io mi sono chinato tra le sue cosce e ho cominciato a leccarla lentamente, allargandole le natiche con le mani per arrivarle meglio con la lingua, sentendo il sapore acido e caldo della sua eccitazione mentre lei iniziava a muovere i fianchi contro la mia faccia.

Quando l’ho penetrata ha emesso un suono basso e roco, quasi di sollievo, e ha iniziato a parlarmi sporco con una naturalezza che mi ha spiazzato, dicendomi di scoparla più forte, di non trattarla come faceva da dieci anni a questa parte suo marito, di usarla come una puttana, di sfondarla come se non dovessi rivederla più. A un certo punto l’ho girata a pancia sotto, le ho sollevato il culo con le mani e l’ho presa dai fianchi, e mentre la scopavo con colpi profondi e regolari, sentendo le chiappe sbattere contro il mio bacino con un suono umido e pesante plap… plap… plap…, non riuscivo a smettere di immaginare cosa avrebbe pensato uno dei suoi figli se fosse entrato in quella stanza in quel momento e avesse visto la madre con la faccia premuta contro il cuscino, la bocca aperta e il culo alzato mentre un ragazzo della sua età la montava senza pietà, conficcandole il cazzo fino in fondo a ogni spinta.

È venuta stringendosi forte intorno a me, con la figa che mi succhiava il cazzo a ondate, mordendo la federa per non urlare troppo forte, e io l’ho seguita poco dopo rimanendo dentro di lei fino all’ultimo spasmo, perché me l’aveva chiesto esplicitamente e perché in quel momento non avevo nessuna voglia di uscire, sentendo il mio sperma riempirla mentre continuavo a spingere piano, fino a svuotarmi completamente.

Dopo siamo rimasti sdraiati uno accanto all’altra in un silenzio che non era imbarazzato ma piuttosto carico di tutto quello che non c’era bisogno di dire, con il mio cazzo ancora mezzo duro che le pendeva contro la coscia e il suo sperma che iniziava a colarle lentamente tra le gambe. Lei ha acceso una sigaretta prendendola dal comodino e me l’ha passata senza chiedere se fumassi, come se fosse la cosa più naturale del mondo condividere il fiato dopo essersi scopati in quel modo.

Prima che me ne andassi, mentre mi rivestivo vicino alla finestra socchiusa che faceva entrare l’aria fredda della sera, mi ha detto con voce calma che il marito sarebbe tornato solo dopo il weekend e che i figli sarebbero stati fuori fino a domenica sera, e che quindi, se volevo, potevo tornare la notte dopo senza preavviso. Mentre scendevo le scale dell’hotel sentivo ancora tra le gambe la sensazione precisa di come mi aveva tenuto dentro, calda e stretta fino all’ultimo secondo, e da qualche parte in fondo alla testa restavano quei due pensieri, uno dopo l’altro, che avevano reso tutto più sporco, più proibito e, per questo, infinitamente più eccitante.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Potresti essere mia madre...:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni