Lui & Lei
Una scopata dopo tempo...
11.09.2025 |
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"Strofino il glande sul clitoride e poi con la mano raccolgo un po’dei tuoi umori e li spargo sulla mia asta..."
Meraxes80:... da quando ti ho conosciuta ho capito che avevi qualcosa che adoravo, oltre il tuo aspetto, ed era il tuo modo di fare, con la tua freschezza e la tua empatia nei miei confronti. Di donne ne ho avute e ne potrei avere, ma con la tua testa non ne esistono, te
l’assicuro”. A queste parole perdi completamente la testa. Un paradosso non facilmente
risolvibile se non lasciandosi andare...
Chissenefrega pensi... e senza troppi indugi mi pianti un bacio in bocca inequivocabile. Faccio
uscire dalle mie labbra la lingua e tu stringi le labbra e succhi la
mia lingua nella tua bocca.
Dopo questo bacio perdi il controllo... la tua mano scende sul mio pacco dove senti il mio cazzo grosso. Presa dalla frenesia, incolli la bocca
alla mia e slacci la cintura, poi apri il bottone dei pantaloni e fai scendere la
cerniera. La tua mano si intrufola nei miei slip e tiri fuori il mio cazzo che al tatto si mostra duro e grosso. Ti stacchi da me, mi guardi dicendo: "Non sai quanto mi è mancato."
"Guarda
com’è grosso e pieno”, dopodiché chini la testa ed avvicini le labbra alla grossa
cappella.
Apri la bocca e fai scivolare dentro il mio cazzo. Poi riemergi per prendere fiato e cominci a passartelo sul viso. Facendo COSÌ diventa ancora più duro. Passi una mano sui miei coglioni e ti accorgi che sono depilato. I MIEI coglioni sono lisci, ti piace toccarli, così morbidi. Stai per avere un orgasmo.
Per fermare il tutto prima di fare la figura della ragazzina che viene nelle proprie
mutandine senza toccarsi, fingi di avere un crampo e ti sollevai emettendo un grido di dolore: “Merda un crampo”. Io allora prendo la gamba e ti massaggiò il polpaccio.
Nel mentre tu fingi di sentire ancora dolore. Non riesci a togliere gli occhi dal mio cazzo.
Inizio a pensare che forse è un po’ troppo grosso per la tua figa, è passato del tempo... ma lei si contraee, quasi a dirti di non scherzare, lei quel cazzo lo vuole tutto, subito e dentro fino in fondo. Io intanto ti sfilo la scarpa ed inizio a
massaggiarti il piede. Poi chino il volto e comincio a prendere in bocca le dita del
piede, prima l’alluce, lo succhio mentre con lo sguardo ti fisso, poi passo a mettermi in bocca tutte le dita
del piede, quindi passo la pianta del piede sul mio viso baciandola. Tu sei rapita.. Hai la figa fradicia, così ti liberi delle mutandine... La tua mano passa sulla tua apertura ed in effetti sei tutta bagnata.
Ti prendo in braccio e mi alzo in piedi. Con te sdraiata tra le mie braccia salgo le scale che portano alla camera da letto e una volta arrivati lì, ti adagio sulle lenzuola. Poi mi tiro in piedi e mi spoglio dei pantaloni e della camicia, rimanendo accanto a te in piedi. Da sotto il mio cazzo sembra ancora più grosso... Tendi una mano per toccarlo, è ancora umido per la tua saliva, fai scorrere la mano sulla mia asta e poi raggiungi di nuovo le mie palle, le soppesi, poi provi a stringere un po’ la mano attorno ad esse, io emetto un lamento, allora pizzicando lo scroto mi tiri verso di te, vede che mi sto mordendo il labbro inferiore. “Ti piace così?” mi chiedi. Io ti rispondo
con un sommesso “mmmmmh”. Mi avvicino ancora al letto, poi con una gamba ti scavalco e mi sdraio a fianco a te, metto un braccio sotto la tua testa e passo la lingua sulle tue labbra, mentre una mia mano comincia a stuzzicarti il capezzolo sinistro ancora coperto dall'intimo. Tu intanto senti il mio cazzo rigido sfregare contro la coscia nuda, giochi con la mia lingua, aspirandola e
simulando un pompino. Il tuo capezzolo è diventato di marmo, ti fa quasi
male ogni volta che lo sfioro delicatamente con le dita, poi scosto l'intimo in modo da scoprire il tuo seno e avvicino la bocca al capezzolo ormai duro, con tua sorpresa non mi limito a fare entrare il capezzolo nella bocca ma aspiro tutto il tuo seno nella mia bocca. Mi vedi
con la bocca spalancata per contenerlo e questa scena ti fa pensare... ecco come vengo vista quando ho un grosso cazzo sprofondato in bocca. Questo pensiero ti fa avere una contrazione alla figa.
La mia mano dal seno scende sul tuo pube e tu un po' ti vergogni del tuo
stato laggiù, ti senti fradicia, io infatti passo un dito lungo tutta la tua apertura
sino a raggiungere il canale dell’amore. Faccio entrare una falange o poco più e
comincio a far vibrare la mano, poi il mio pollice comincia a stimolare il grilletto
facendo roteare la punta intorno ad esso ed ogni due o tre giri do dei colpettini
su di esso, tu dopo poco di questo trattamento non riiesci più a trattenerti, senti le contrazioni prima lente e distanti tra loro, poi d’improvviso ne arriva una che fa inarcare la tua schiena, a quel punto non puoi più fingere e lasci uscire dalla bocca dei versi che vorrebbero essere delle parole come “Cazzo che bello, sí porca puttana vengo, vengo”. Fermo il concerto che le mie dita stavano facendo sul tuo sesso e poi scoppi in una risata isterica. “Non ci posso credere, sono già
venuta!
Cazzo sei fantastico. Anzi a proposito,
adesso tocca a lui”. Metto un dito sulle tue labbra invitandoti a far silenzio e poi ti
sussurro: “Non preoccuparti è solo il primo per oggi”.È solo l’inizio, pensi. Sei felice come una bambina con un nuovo giocattolo. Ti vergogni anche
un po’, primo perché sei venuta in troppo poco tempo, cosa che è indice di quanto
fossi eccitata e secondo hai bagnato il letto coi i tuoi succhi.
Avvicino il viso al tuo, ti bacio e mi distendo su di te. Il mio cazzo finìsce sulla tua pancia e senti che adesso è bello duro. Mi tiro su in ginocchio e punto la cappella all’entrata delle tua fessura. Strofino il glande sul clitoride e poi con la mano raccolgo un po’dei tuoi umori e li spargo sulla mia asta. Poi punto deciso la tua apertura.
Comincio a
strofinare il glande lungo l’apertura della tua passera... Concentro le carezze del
glande all’apertura del tuo canale, spingo ancora un poco e scivolo dentro per
qualche centimetro, poi mi fermo. "Tutto bene", ti chiedo, “Sì continua ti prego, non
fermarti”. Allora penetro per altri cinque o sei centimetri, ed allora lo senti. "Dio mio
mi sta aprendo. " Ti sembra di essere di nuovo alla prima volta, la tua figa si
sta dilatando, lanci un urlo, mi fermo di nuovo. "Stai calma faccio piano, così ti
abitui" . Rispondi di scoparti. “Aprimi tutta” mi dici spingendo il bacino verso il mio grosso cazzo e incollando la tua bocca alla mia inserendo la lingua nella mia bocca più in profondità che puoi. In quella posizione sprofondo completamente in te.
Adesso senti la cappella sul fondo della tua vagina, resto fermo, immobile,
sprofondato in te. Inizi a massaggiarmi con i muscoli. D’improvviso arriva il secondo orgasmo, affondi i denti nella mia spalla, ti avvinghi a me, le gambe ti tremano, la testa si rovescio indietro e rilasci un urlo rauco, come di animale
ferito. Io allora inizio a scoparti forte... senti il mio cazzo risalire e sprofondare di
nuovo in te sempre più veloce. Uno stantuffo, temi di soccombere a questa furia, il mio viso sopra il tui è trasfigurato dallo sforzo di non godere e dal piacere. La tua figa eruttava umori ad ogni assalto. Sei persa adesso ti vedi dall’esterno di te, sdraiata con le ginocchia piegate, che mi implori di scoparti con voce lamentosa e roca. Costante come un pendolo il mio cazzo sprofonda in
te, poi mi risollevo fino ad uscire del tutto. La tua figa rimane aperta ad
aspettare il nuovo assalto, il mio cazzo cola coi tuoi umori, velocemente poi il mio
glande si fa spazio tra le labbra della tua figa per poi prendere il canale e
arrivare fino in fondo. D’improvviso sfilo la
mia verga e comincio a masturbarmi sopra di te. Quasi subito uno schizzo di
sperma colpisce il tuo viso, che hai sollevato per goderti lo spettacolo del mio
orgasmo, ne arriva subito un altro che ti sorvols e atterra dietro di tw, poi gli altri
riempirono di sperma la tua pancia.
Dopo questo spettacolo mi sdraio al tuo fianco, rimani sdraiata con le gambe
spalancate, mi senti ancora dentro di te. Allunghi una mano per toccare la tua apertura e accarezzarla. Con la mano poi ti ripulisci il viso senza però trattenerti dall’assaggiare il mio nettare. È dolciastro e sa di buono. Sono io a rompere il silenzio ansimante: “Cazzo... È sempre stupendo con te…..mamma mia”.
Poi mi alzo e comincii a rivestirmi. "Purtroppo devo andare a lavorare". Così senti l’uscio che si chiude, mentre la tua figa è ancora dilatata. Poi chiudi gli occhi e ripensi a quello che è appena accaduto. Non riuscivi atoglierti dalla testa il mio cazzo, la tua mano trova il grilletto tra le tue cosce e con
pochi e saggi movimenti hai un nuovo orgasmo, più dolce. Poi cadi addormentata...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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