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Lui & Lei

Viaggio in treno Milano-Pisa


di Membro VIP di Annunci69.it Gentlemanboy
08.11.2025    |    206    |    1 9.2
"Sorrise, e in quello sguardo c’era tutto: il desiderio, il segreto, la promessa di qualcosa che non avrebbe mai avuto un seguito ma che non avrebbe mai smesso di esistere..."
Il treno partì da Milano Centrale con il suo solito respiro metallico, un suono che annunciava partenze, distanze e storie che non si sarebbero più ripetute. Mi sedetti accanto al finestrino, cercando distrazione nel ritmo regolare dei binari. Era uno di quei giorni sospesi, dove tutto sembra già scritto ma ancora nascosto tra le pieghe del caso.

Fu allora che li vidi salire.
Una coppia. Eleganti, quasi in contrasto con l’anonimato dei passeggeri del mattino. Lui, alto, con lo sguardo sicuro di chi è abituato a essere osservato. Lei, invece, portava la bellezza di chi non ne ha bisogno per essere notata. Un volto sereno, un’eleganza naturale, e negli occhi — un riflesso di curiosità che mi colpì subito.

Quando il controllore annunciò che il treno avrebbe impiegato tre ore fino a Pisa, sorrisi fra me e me: tre ore in cui, forse, qualcosa poteva accadere.



Ci scambiammo le prime parole quando il treno lasciò Parma. Lui parlava di lavoro, di sfilate e set fotografici. Scoprii che erano modelli, una coppia nel lavoro e nella vita. Lei parlava con voce morbida, attenta, ma ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano sentivo una piccola corrente attraversarmi.

A un certo punto, mi alzai per andare al vagone bar. Lei venne poco dopo. Forse per caso, o forse no.
Quando mi raggiunse, mi chiese con un sorriso leggero:
— “Posso sedermi?”
Annuii, cercando di sembrare tranquillo.

Ci ritrovammo a parlare come se ci conoscessimo da tempo. Il bar del treno era semivuoto, illuminato da una luce calda che si rifletteva sui vetri. Parlammo di viaggi, di città viste e dimenticate, di quella sensazione di libertà che solo i treni sanno dare. Ogni frase era un piccolo passo verso qualcosa che nessuno di noi due nominava.

— “A volte penso che la vita vera accada solo nei viaggi,” mi disse, guardando fuori dal finestrino.
— “Perché nei viaggi ci permettiamo di essere diversi,” risposi.

Ci fu un silenzio lungo, denso di significati. La sentii respirare vicino, e quell’attimo bastò a far scorrere tra noi un’energia nuova, pericolosa e irresistibile.
Mi prese la mano e mi portò nel bagno.
Poche parole, un abbraccio, un bacio profondo e mente mi baciava mi sbottonava i pantaloni.
Si inginocchiò, lo tirò fuori e iniziò a pompare fino a prenderlo in gola tutti e 22 cm fino a soffocare….
Esplosi dopo poco e lei non si staccò bevendo tutto e pulirmelo fino all’ultima goccia.
Si alzò e mi bacio con un bacio delicato!


Quando tornammo nello scompartimento, il marito dormiva, le cuffie sulle orecchie. Lei si sedette accanto a me. Non parlammo più, ma ogni tanto le nostre mani si sfioravano. Non per caso, non per sbaglio.
Il treno correva veloce, e fuori la campagna toscana scorreva come un film che parlava solo di noi.

A un certo punto, lei abbassò lo sguardo. Aveva un piccolo segno sul tessuto chiaro dei pantaloni, e cercò di coprirlo con la giacca, arrossendo appena.
Mi voltai per non imbarazzarla, ma quel gesto — quella vulnerabilità — mi colpì più di qualsiasi sguardo. Era la traccia di qualcosa che non si poteva dire, ma che entrambi avevamo sentito.



Quando il treno iniziò a rallentare, l’annuncio di “Pisa Centrale” ci riportò alla realtà. Lei raccolse la borsa, sistemò i capelli e mi guardò negli occhi per un istante che sembrò sospeso fuori dal tempo.
— “È stato un viaggio breve,” disse piano.
— “Alcuni viaggi bastano anche se durano poco,” risposi.

Sorrise, e in quello sguardo c’era tutto: il desiderio, il segreto, la promessa di qualcosa che non avrebbe mai avuto un seguito ma che non avrebbe mai smesso di esistere.

Quando scese dal treno, la seguii con lo sguardo fino a vederla perdersi tra la gente. Poi rimasi seduto, mentre il treno vuoto si preparava a ripartire verso un’altra direzione.
E capii che certi incontri non servono a cambiare la vita, ma a ricordarci che siamo ancora capaci di sentirla, intensamente.
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