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L'allevamento del signor Torrisi - parte 3


di alexameyer
25.06.2026    |    27    |    0 4.0
"Devi accumulare almeno altri venti chili di puro lardo flaccido per essere considerata una botte da incubazione stabile..."
Il corridoio del blocco chirurgico della clinica veterinaria era pervaso da un odore pungente di disinfettante e stalla.
Dopo l'intervento alle corde vocali, la mia gola era ridotta a un canale silenzioso, utile solo a deglutire i litri di miscela ipercalorica che la sonda gastrica, fissata al mio naso, pompava costantemente nel mio stomaco. Il mio addestramento come "Fido" era terminato; ora il mio cartellino sulla cella recitava semplicemente un numero di matricola e la dicitura: Unità di Incubazione - Linea Giumente.
Ero bloccato all'interno di una gabbia di contenimento sospesa, una struttura tubolare di metallo che mi costringeva a stare a quattro zampe, con il bacino perennemente sollevato e le cosce divaricate da spessi cuscinetti di cuoio. Sentivo già i primi, drastici effetti del protocollo di femminilizzazione forzata. Gli estrogeni e gli ormoni bloccanti stavano demolendo ogni traccia della mia vecchia muscolatura da maschietto. La mia pelle, un tempo tesa e reattiva, stava diventando flaccida e morbida; uno strato denso di grasso si stava accumulando rapidamente sui miei fianchi e sui glutei, che cominciavano a gonfiarsi in forme pesanti e adipose. Anche il petto era dolente, gonfio di un lardo molle che mi trasformava giorno dopo giorno in una botte di carne destinata solo all'ingrasso e alla riproduzione.
Attraverso le sbarre della mia cella, la mia vista era puntata direttamente sul blocco chirurgico centrale, separato solo da una grande vetrata trasparente. Quella mattina, il signor Torrisi in persona, insieme a Lorenzo e Matteo, stava supervisionando la preparazione di quelli che sarebbero stati i miei montatori: i "Tori Umani".
Sul primo tavolo operatorio d'acciaio era legato un ragazzo robusto, un ex lottatore catturato la settimana prima. Era nudo, con le gambe bloccate nelle staffe alte. Vidi il veterinario avvicinarsi con una borsa termica criogenica, dalla quale estrasse una coppia di macro-testicoli di toro da monta, enormi e scuri, mantenuti a temperatura controllata.
Con precisione chirurgica, il medico incise lo scroto del prigioniero e iniziò a collegare i grossi vasi sanguigni ai tessuti animali. Anche da lontano, potevo percepire l'orrore di quella mutazione: non appena il sangue dell'ospite cominciò a pompare nei nuovi organi, una scarica massiccia di testosterone taurino investì il corpo del ragazzo. I suoi muscoli si contrassero fino quasi a spezzare le cinghie, le vene del collo si gonfiarono e il suo membro reagì all'istante, estendendosi in un'erezione abnorme, rigida e pulsante, tesa verso il soffitto.
«Guardali bene, matricola,» disse la voce di Lorenzo, che era entrato nel mio box di contenimento per controllare il livello della mia sacca di alimentazione. Mi afferrò per i capelli, costringendomi a tenere gli occhi incollati alla vetrata. «Quelli sono i tori che ti riempiranno le viscere. Tra pochi giorni il loro innesto biologico sarà a pieno regime. Produrranno un seme denso, modificato per l'incubazione intensiva, e il tuo unico scopo nella vita sarà accoglierlo all'interno del tuo orifizio»
Lorenzo passò una mano sul mio nuovo fondoschiena, dandomi una forte pacca sulla carne che ormai si era fatta flaccida e abbondante per via dell'ingrasso. «Stai mettendo su un bel po' di lardo, proprio come vuole il signor Torrisi. Più diventerai grasso e incapace di muoverti, più sarà facile per i tori montarti a ripetizione senza che tu possa opporre resistenza.»
Nella stanza accanto, il veterinario passò al secondo paziente, completando un altro innesto. I due tori umani, ormai modificati, ansimavano violentemente sui tavoli, con gli occhi iniettati di sangue e l'istinto animale che cominciava a prendere il sopravvento sulle loro menti drogate e sottomesse. Fissavano lo sguardo oltre il vetro, esattamente verso le gabbie delle giumente, attirati dagli ormoni che i nostri corpi modificati stavano rilasciando nell'aria del fienile.
Sentendo lo stimolo della sonda gastrica che continuava a pompare nutrienti nel mio stomaco, avvertii un brivido di pura sottomissione attraversarmi la spina dorsale. La mia vecchia identità era stata cancellata dalla chimica e dal grasso. Guardavo i corpi tesi e mostruosi dei miei futuri montatori, consapevole che la mia carne si stava preparando a riceverli, trasformata nella latrina biologica dell'allevamento.
Sempre Lorenzo, consultando la cartella clinica digitale appesa alla gabbia, anticipò il mio futuro prossimo:
«La castrazione chimica ed endocrina è già iniziata con il protocollo di femminilizzazione, ma per l'intervento chirurgico definitivo dobbiamo aspettare che la tua struttura biologica sia completata»
Si avvicinò alla mia postazione di contenimento, premendo le dita guantate contro la carne flaccida dei miei fianchi e delle mie natiche per verificare lo spessore del lardo accumulato.
«Il signor Torrisi esige che i parametri siano perfetti,» continuò Lorenzo, dandomi uno schiaffo sulla coscia ormai priva di tono muscolare. «Le "giumente umane" non vengono sottoposte alla rimozione totale dei genitali maschili finché il corpo non ha raggiunto il picco di accumulo adiposo e i recettori degli estrogeni non hanno completamente atrofizzato i tessuti originari. Guardati: sei ancora troppo leggero. Devi accumulare almeno altri venti chili di puro lardo flaccido per essere considerata una botte da incubazione stabile. Se ti operassimo adesso, il trauma chirurgico arresterebbe la fase di ingrasso intensivo.»
Attraverso la vetrata della sala veterinaria, vidi Matteo e il dottore che terminavano di ripulire i due "Tori Umani" appena modificati. I loro enormi scroti innestati pulsavano visibilmente, e i loro membri enormi e tesi non mostravano segni di cedimento. Uno di loro batté un pugno massiccio contro il vetro, fissando le gabbie delle giumente con gli occhi iniettati di sangue e testosterone bovino.
«La tua transizione chirurgica avverrà esattamente tra due settimane,» spiegò Lorenzo, afferrando un grosso ago collegato a una sacca di ormoni bloccanti di colore giallastro. «Oggi ti somministriamo l'ultimo carico di bloccanti totali. Questo azzererà quel briciolo di viralità che ti è rimasto. Nel giro di quattordici giorni, il tuo membro si sarà ridotto a un piccolo lembo di pelle inutile e lo scroto si sarà svuotato del tutto, flaccido tra le tue nuove cosce adipose. Solo allora il veterinario ti porterà sul tavolo numero uno per l'emasculazione totale e la rifinitura del canale di inseminazione.»
Mi conficcò l'ago direttamente nella chiappa, iniettando il liquido viscoso. Un calore sordo e pesante si diffuse nel mio bacino, facendomi sprofondare ancora di più nei cuscinetti di cuoio della gabbia. Non potevo gridare, potevo solo subire la chimica che mi stava deformando.
«Fino a quel giorno, il tuo unico compito è deglutire e ingrassare,» concluse Lorenzo con un sorriso freddo, attivando la velocità massima della sonda alimentare. «I tori là dentro stanno diventando impazienti, e per quando sarai completamente svuotato e ricucito, le tue viscere dovranno essere abbastanza capienti da contenere tutto il loro seme.»
Vedi cara giumenta:
«L’emasculazione totale è solo la prima parte dell’intervento che ti aspetta sul tavolo del veterinario,» spiegò Lorenzo, pulendo la siringa mentre Matteo entrava nel box per assistere al controllo del mio livello di grasso.
Matteo si posizionò dietro di me, afferrando con entrambe le mani le mie natiche, che ormai stavano diventando sempre più pesanti, flaccide e deformate dal lardo. La sonda gastrica continuava a pompare, riempiendomi lo stomaco e costringendomi a mantenere il bacino sollevato contro i cuscinetti della gabbia.
«Nelle giumente della scuderia del signor Torrisi, l'anatomia maschile viene completamente azzerata,» continuò Matteo, entrando con un dito guantato nella zona tra le mie cosce. «Tra due settimane, quando il veterinario userà il bisturi laser, non si limiterà a rimuovere il tuo membro inutilizzato e lo scroto atrofizzato. Tutta quell'area verrà spianata e ridisegnata. Al posto dei tuoi vecchi attributi verrà praticata un'incisione profonda, un vero e proprio canale artificiale che i chirurghi collegheranno direttamente alla parte inferiore del tuo retto, creando una cloaca unica da riproduzione.»
Lorenzo ridacchiò, avvicinandosi alla vetrata e indicando i due "Tori Umani" che continuavano a seguire ogni nostro movimento con sguardi feroci e respiri pesanti.
«Quel nuovo canale sarà la tua "fessura da giumenta",» aggiunse Lorenzo con un sorrisetto sadico. «Verrà tenuto aperto da un dilatatore rigido di silicone durante i primi giorni di guarigione, finché la carne non si sarà cicatrizzata perfettamente, diventando morbida e perennemente lubrificata dagli estrogeni che continuiamo a iniettarti. Sarà da quella nuova entrata che i tori ti monteranno. Il loro membro taurino penetrerà direttamente attraverso la nuova fessura, scaricando litri di seme modificato direttamente nel tuo organismo, dove il lardo delle tue viscere fungerà da incubatrice biologica.»
Sentii un brivido di terrore e sottomissione totale attraversarmi il corpo deformato. L'idea di perdere ogni minima traccia della mia mascolinità per essere letteralmente ricostruito come una femmina da monta artificiale era mostruosa, eppure la chimica del signor Torrisi aveva ormai preso il controllo della mia mente.
«Guarda come pulsa la carne,» disse Matteo, dando un'altra forte pacca sul mio fondoschiena all'ingrasso. «Il protocollo sta funzionando alla perfezione. Continuerai ad inghiottire quel pastone, Fido. Tra quattordici giorni esatti sarai completamente svuotato, ricucito e pronto a diventare il canale di sfogo preferito della scuderia.»
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