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Barista Sottomessa 15 – Il Servizio Speciale


di MarquisDeLaPhoenix
19.06.2026    |    458    |    0 9.2
"Sara doveva sforzarsi di mantenere un sorriso professionale mentre le gambe le tremavano e sentiva il cuore rosa del plug premere contro la gonna..."
Sara arrivò al bar quasi un’ora prima dell’apertura, con il cuore che batteva forte. Sapeva che quella sera sarebbe stata diversa. Il Padrone le aveva mandato un messaggio chiaro: «Stasera servi con il Servizio Speciale. Voglio vederti arrossire davanti a tutti».
Appena entrò, lui la aspettava nel bagno del personale. Senza dire una parola la spinse contro il lavandino, le alzò la gonna e le abbassò le mutandine.
«Toglile. Oggi non le metterai.»
Sara obbedì, tremando leggermente. Lui le infilò prima un vibratore a uovo nella figa già bagnata, spingendolo bene in fondo. Poi prese un plug anale più grande del solito: trasparente, con una base a forma di cuore rosa brillante. Lo lubrificò appena e lo spinse dentro di lei con decisione. Sara soffocò un gemito quando la base larga passò l’anello muscolare. Il cuore rosa sporgeva in modo osceno tra le sue natiche.
Le fece indossare una gonna nera da cameriera cortissima, di quelle che a malapena coprivano il culo. Sopra una camicetta bianca leggera, quasi trasparente, senza reggiseno. I capezzoli si vedevano chiaramente sotto la stoffa.
Infine il Padrone le consegnò un piccolo cartellino plastificato con una spilla:
“Oggi Sara offre il Servizio Speciale. Chiedetele cosa include.”
«Attaccalo sul grembiulino. E quando ti chiedono, rispondi esattamente come ti ho detto.»
Sara arrossì violentemente solo a leggere quelle parole. Annuì sottomessa.
Il turno iniziò.
I primi clienti non notarono subito il cartellino. Ma verso le 19:30 un uomo di mezza età al bancone lo vide e sorrise curioso:
«Cosa sarebbe questo Servizio Speciale, Sara?»
Lei sentì le guance prendere fuoco. Il Padrone, seduto al tavolo in fondo, alzò leggermente le vibrazioni. Sara strinse le cosce e rispose con voce bassa, quasi un sussurro:
«…include che, se ordinate almeno due drink, posso farvi vedere cosa ho sotto la gonna… e se ordinate il Cocktail della Casa, devo andare in bagno e tornare con il plug più visibile.»
L’uomo la guardò stupito, poi con un sorriso malizioso. Sara avrebbe voluto sprofondare.
Da quel momento la voce si sparse. Sempre più clienti chiedevano il “Servizio Speciale”. Ogni volta Sara doveva ripetere quella frase umiliante, con la voce sempre più roca e le guance in fiamme. Il Padrone giocava con l’app: quando lei era vicina a un tavolo, aumentava le vibrazioni del plug e dell’uovo. Sara doveva sforzarsi di mantenere un sorriso professionale mentre le gambe le tremavano e sentiva il cuore rosa del plug premere contro la gonna.
A metà serata il Padrone le mandò un messaggio:
«Vai a pulire sotto i tavoli in fondo. Carponi.»
Sara deglutì. Prese lo straccio e si mise a quattro zampe. La gonna cortissima salì immediatamente, scoprendo completamente il culo. Il plug con il cuore rosa luccicante era ben visibile per chiunque fosse seduto ai tavoli vicini. Alcuni clienti smisero di parlare e la fissarono. Lei sentiva i loro sguardi bruciarle sulla pelle mentre passava lo straccio, il culo per aria, il vibratore che pulsava forte dentro di lei.
Una goccia di eccitazione le colò lungo l’interno della coscia.
Verso le 22:30, con il locale ancora mezzo pieno, il Padrone spinse entrambi i giocattoli al massimo. Sara era dietro al bancone a preparare un ordine quando l’orgasmo la colpì all’improvviso. Strinse forte il bordo, mordendosi il labbro fino a farlo sanguinare, cercando disperatamente di non gemere davanti ai clienti. Le gambe le tremavano visibilmente. Una piccola macchia umida apparve sulla parte interna della gonna.
Poco prima della chiusura, quando rimasero solo pochi clienti, il Padrone le scrisse:
«Bagno. Adesso.»
Sara chiuse la porta del locale con mani tremanti e lo raggiunse. Lui la spinse contro il lavandino, le alzò la gonna e le tolse il vibratore dalla figa con un gesto secco.
«Hai fatto la brava puttanella stasera» ringhiò, tirando fuori il suo cazzo già durissimo.
Senza preavviso la penetrò nel culo con una spinta profonda, usando il plug come lubrificante. Sara gemette forte, aggrappandosi al lavandino mentre lui la inculava con forza brutale. Ogni stoccata la sbatteva contro il marmo.
«Tutti ti hanno guardato il cuore nel culo stasera… e tu ti sei bagnata come una troia» le sussurrò all’orecchio, tirandole i capelli.
Sara venne di nuovo, violentemente, mentre lui continuava a sfondarla senza pietà. Pochi minuti dopo il Padrone ringhiò e le scaricò tutto dentro, riempiendola di sperma caldo.
Quando uscì, le rimise il plug al suo posto, sigillando il suo seme dentro di lei.
«Finisci di pulire così. Voglio che torni a casa con la gonna sporca e il mio sperma che ti cola lungo le gambe.»
Sara, distrutta, con le gambe molli e gli occhi lucidi, annuì.
«Sì, Padrone… grazie.»
Mentre puliva il locale, sentiva il plug spingere il suo sperma più in profondità a ogni passo. Sapeva che la sua umiliazione stava diventando ogni giorno più profonda.
E non vedeva l’ora della prossima.
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