Gay & Bisex
Attraversando la città, attraversando te...
07.01.2026 |
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"Pensando che sia stato un rapporto dettato dal momento e dall'esuberanza sessuale reciproca: infoiati e porci di un atto consumato sul bagno di una stazione e che le nostre vite non si incontreranno..."
Questa è una storia surreale, un intrigo improvviso e inimmaginabile.Prendo il treno che mi porta in città, sedendomi rimanendo assorto nei miei pensieri. Nel sedile a fianco del mio, pochi minuti dopo di essermi seduto e aver alzato lo sguardo dal display del cellulare, notai un ragazzo che mi sorride lanciandomi uno sguardo e un'occhiolino. Io sorrido e lo saluto.
Ultimo giorno al sud per poi salire al Nord, desideravo vedere l'orizzonte del mare e allora con gli occhi scrutai oltre il vetro del finestrino e qualche minuto dopo, questo splendido ragazzo, Raf, dai modi garbati e femminili mi guarda ancora con occhi pieni di desiderio...non mi succede sempre di sentirmi desiderato dal solo sguardo, lasciandomi lusingato. Per rendere il viaggio più piacevole, chiacchieriamo un po'.. notai da subito le sue unghie curate e lui si lasciò andare manifestandosi nel suo mondo interiore femminile, mostrandomi le sue foto da falsa drag Queen ma che sfoggiava con disinvoltura e in modo disinibito con un vestitino rosso meraviglioso attillato da lui indossato esternandogli la mia assoluta approvazione nell'outfit osé e lui non perdeva tempo nel contemplare l'eccitazione del mio cazzo che cresceva a vista d'occhio suscitandomi un peccaminoso eros.
"Ti va di andare al bar?", è la domanda che mi pone, un quesito apparentemente innocuo ma che celava in un sottotesto inequivocabile: "Ti desidero carnalmente". Ho glissato per un breve momento perché la testa riteneva opportuno ringraziare e rifiutare le avance di un ragazzo determinato, ma la passione e il desiderio mordente di trasgressione mi hanno dilaniato nei sensi, a tal punto da dirigerci in uno squallido bagno della stazione una volta giunti a destinazione.
Il suo desiderio era vedermi il cazzo ed il mio era affondare il suo cazzo nel mio palato. Gemiti silenziosi riempiti in mura che emettevano suoni e libidine assoluta in linea con il nostro profondo erotismo.
Mi genufletto a lui, devoto in quel frangente ad assaporare ogni attimo di quel ragazzo così desideroso di me, sfilandogli il pantalone e quell'intimo bianco che ritraeva soffocato dinanzi a quel meraviglioso cazzo che si celava: grosso, vigoroso, dritto e collocato di fianco all'altezza della sua coscia destra glabra. Lo volevo e desideravo, succhiando e leccando inesorabilmente lubrificando l'intera cappella e le palle guardandolo con occhi languidi impugnando con mani delicate il suo splendido cazzo che cresceva nella mia bocca, senza del tutto esplodere perché la situazione e il tempo a disposizione lo conduceva a non lasciarsi andare appieno. Ci baciamo e slinguazziamo mostrandogli il mio cazzo dirompente tenendolo in mano.
Baci intensi, pompino imperiale...
Pensando che sia stato un rapporto dettato dal momento e dall'esuberanza sessuale reciproca: infoiati e porci di un atto consumato sul bagno di una stazione e che le nostre vite non si incontreranno mai più...
Volli, volli fortissimamente volli...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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