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Gay & Bisex

Fulvio, il bull mancato di mia moglie


di ilgaudente
13.06.2026    |    16    |    0 8.7
"Continuavo a frequentare Fulvio perché era un tipo interessante e con molta esperienza in campo sessuale, un bagaglio che a me forse mancava..."

Sono Franco, un uomo di oltre cinquant'anni, sposato con Angela da quasi trenta. Siamo una coppia normale, affiatata, con figli grandi che ormai vivono fuori casa; conduciamo una vita tranquilla e ci godiamo la vita.
A proposito di godere... sul lato sessuale, come accade a molte coppie della nostra età, è subentrata una certa apatia. Per ravvivare l'atmosfera in camera da letto, dopo vari tentativi, ho cercato qualche stimolo su internet. Nella galassia del web c’è tutto e il contrario di tutto, ma tra le mille variazioni sul tema mi ha colpito la possibilità di inserire un altro uomo nei nostri giochi intimi. Mi eccita l’idea di vedere Angela tra le braccia di un altro maschio, magari più focoso e dotato di me, che la possa saziare e far godere come merita una donna come lei.
Su internet ho trovato molto materiale informativo su come soddisfare le signore in questo ambito. Ho provato ad accennare a questa fantasia a mia moglie, ma lei non ne vuole sapere di questa novità: non ne sente l’esigenza né si sente pronta.
Nonostante ciò, ho continuato a cercare potenziali partner e ho trovato un coetaneo dal fisico possente e virile, che sembra avere anche una forte personalità e un grande carisma. Attratto da queste caratteristiche, l’ho contattato in rete e gli ho spiegato la situazione. Nel tentativo di convincere Angela, ho provato a mostrarle le foto e la descrizione di Fulvio, l’ipotetico bull che potrebbe farla felice. Lei ha constatato che l’uomo fosse fisicamente interessante, ma ha ribadito che per il momento non era propensa a incontrarlo.
A malincuore ho accettato il verdetto e ho spiegato a Fulvio le nostre difficoltà. con lui, tuttavia, ho continuato a scambiare messaggi e informazioni sul mondo dello scambismo. Tuttavia abbiamo deciso di prendere un caffè insieme. di persona si è rivelato un tipo affascinante e simpatico; abbiamo chiacchierato un po', entrando anche nel personale. lui si è mostrato molto comprensivo e ha suggerito di lasciare ad Angela il tempo di cui ha bisogno; nel frattempo, abbiamo continuato a sentirci... il caffè con Fulvio era stato solo l’inizio, seduti al tavolino di quel bar appartato, io avevo scoperto un uomo molto diverso dallo stereotipo del "bull" aggressivo che si trova nei video online. Fulvio sapeva ascoltare. Io che da mesi tenevo per me quel fuoco segreto di fantasie e desideri, mi ero sentito finalmente capito, privo del peso del giudizio. Nei giorni successivi, i messaggi tra me e Fulvio erano cambiati di tono, non parlavano più soltanto di scambismo in teoria, o di dettagli tecnici su come far provare il massimo piacere a una donna. Condividevano la quotidianità, scatti delle loro giornate, riflessioni sulla vita dopo i cinquant'anni. tra noi uomini era nata una strana, intensa complicità. Io mi rendevo conto che l’eccitazione per quella fantasia non derivava più solo dall'idea astratta di vedere Angela con un altro, ma dall'idea specifica di vederla con Fulvio. la fisicità possente e l'energia virile del nuovo amico erano diventate il centro dei miei pensieri fissi. A casa, però, il silenzio di Angela era grande, io decisi di fare un passo avanti. con delicatezza, poggiai il telefono sul tavolo, mostrando una foto che Fulvio mi aveva mandato quel pomeriggio durante una sua passeggiata in montagna: un sorriso aperto, lo sguardo magnetico, il fisico tonico ben visibile sotto la maglietta sportiva.
"Ci siamo presi un caffè, qualche giorno fa," dissi io, cercando di mantenere la voce ferma. "È davvero una bella persona , Angela. Gli ho parlato di noi. Mi ha detto che ti rispetta molto e che non c'è alcuna fretta."
Angela posò le posate. Guardò lo schermo del telefono, poi guardò il marito. Nei suoi occhi non c'era rabbia, ma una profonda, velata malinconia.
"Franco," disse con voce calma, ma irrevocabile. "So che lo fai per noi, so che mi ami e che vuoi vedermi felice. Ma quello che non capisci è che io non ho bisogno di un estraneo per essere felice. Ho bisogno di te. Mi fa piacere che tu abbia trovato un amico con cui parlare, ma questa fantasia è tua, non mia. Ti prego, non chiedermelo più."
Quella notte, io rimasi sveglio a lungo, ascoltando il respiro regolare di mia moglie Angela; dall'altro, l'elettricità, la novità e l'attrazione mentale (e forse non solo) che Fulvio aveva portato nella mia vita. Il telefono sul comodino vibrò brevemente; era un messaggio della buonanotte di Fulvio: "Spero che la serata sia andata bene, Franco. Un abbraccio."
Guardando lo schermo illuminato nel buio, capii che il vero bivio non riguardava più soltanto i giochi in camera da letto, ma il significato che quel nuovo rapporto stava assumendo per me. Continuavo a frequentare Fulvio perché era un tipo interessante e con molta esperienza in campo sessuale, un bagaglio che a me forse mancava. Un pomeriggio, mentre ero da lui, mi mostrò un vecchio filmato di cui era protagonista insieme a signore sposate, desiderose di concedersi qualche ora di piacere e di sfogare i propri desideri. Rimasi impressionato dalle immagini, in particolare dalle sue dimensioni; lui, accortosi del mio stupore, mi disse che era una dote con cui conviveva tranquillamente. Anzi, aggiunse che gli bastava guardare quelle immagini per iniziare a eccitarsi. Così dicendo, si sbottonò i pantaloni e tirò fuori il membro che, sebbene ancora semieretto, rivelava già una notevole consistenza.
Rimasi sbalordito, ma lui mi tranquillizzò e mi invitò a constatare di persona, toccandolo. Ero bloccato dalla sorpresa, ma Fulvio mi prese la mano e la posizionò su di sé. Sentire quel calore pulsante mi impressionò parecchio; lui, però, seppe calmarmi e guidò le mie dita in un lento movimento alternato, mentre la sua erezione cresceva visibilmente nella mano. Ero ipnotizzato da quelle sensazioni, mentre lui mi parlava con bassa voce suadente, esortandomi a lasciarmi andare e a godermi il momento.
A un certo punto mi mise una mano sulla testa e iniziò ad avvicinare la mia bocca al suo membro, invitandomi a sentire il gusto di un "cazzo duro". Io, plasmato dalla sua forte personalità, mi lasciai andare e lo accolsi in bocca: era una sensazione nuova, ma per niente spiacevole, e anche il sapore era gradevole. Il problema era piuttosto la dimensione, tanto che a metà lunghezza mi trovai già in difficoltà. Con una certa malizia, lui mi imponeva il ritmo voluto con la mano e ogni tanto mi spingeva fino in fondo alla gola, provocandomi conati di vomito e una salivazione straordinaria, cosa che accentuava il piacere di Fulvio.
Io, come in trance, mi lasciai condurre in un mondo sconosciuto ma eccitante, in un crescendo di sensazioni, fino a quando sentii i suoi addominali contrarsi, il suo respiro farsi sincopato e il membro pulsare. Dopo qualche istante avvertii un calore intenso invadermi la bocca e la gola, mentre Fulvio mi riversava a fiotti tutto il suo sperma. Il sapore forte della sua eiaculazione mi colse di sorpresa, ma ormai ero completamente immerso in quel vortice di sensazioni nuove e travolgenti.
Lui mantenne la mano leggera sulla mia testa per qualche secondo ancora, godendosi gli ultimi fremiti della propria liberazione, mentre io cercavo di respirare e di assimilare tutto quello che era appena successo. Infine, Fulvio subdolamente mi chiese se era il caso di raccontare ad Angela ciò che si stava perdendo o se preferissi tenerlo come un nostro segreto.

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