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Gay & Bisex

Il babbo dell’amico


di Libertinum
26.11.2025    |    154    |    3 9.3
"-Sei veramente un porco, mai fatta una cosa così! Ma non mi spiace l’idea, godi troietta!- Si mise a sedere sul divano e iniziò a penetrarmi con l’alluce, usando come lubrificante la sua..."
Era una domenica mattina, ero sveglio da poco dopo un movimentato sabato sera discotecaro con gli amici.
Il sole trapassava tra le fessure della persiana quando vibró il Nokia sul comodino, Tony, il babbo di Davide il mio migliore amico;
“Strano!” pensai.
Davide quel fine settimana era al mare con la Miky, che voleva suo padre?
Risposi assonnato:
-Ciao Tony, buongiorno, che succede?-
-Buongiorno Marco, nulla è che avrei bisogno di una mano a casa, perde il lavello, visto che sei idraulico mica verresti a dargli un’occhiata?-
Guardai l’ora, 11:00.
-Vai Tony, senti tempo di ripigliarmi, mezz’ora e sono lì!-
-Grande, grazie a dopo Marco!-
Riposi il telefonino, sbuffai e mi alzai.
Tony era divorziato e scapolo da anni ormai, Davide viveva con lui, la madre se n’era andata con un tizio di Como e stava là a 400 km da qui, un personaggio Tony, Camionista in pensione da poco, un omone di poco meno di due metri con due spalle da nuotatore, un armadio a sei ante, tipica pancia ed enormi mani di chi nella vita si è fatto un culo tanto, e quando spesso, solitamente la sera, andavo da Davide e ogni tanto in carenza di materia prima si giocherellava tra di noi dai tempi delle medie ormai, non andavamo con altri uomini, solo tra di noi, nonostante ormai avessimo la ragazza entrambi ci si scopava ugualmente, certe cose con le morose manco si propongono, specie il lato B, ormai diventato un tabù per la maggior parte, ed io a Davide lo concedevo spesso e no, non mi dispiaceva.
Misi in moto la piccola 206, avvolto da un tracotante abre magique alla vaniglia per chetare gli afrori dell’alcol della sera prima e mi avviai verso casa di Tony e Davide, stava poco fuori paese in un casolare di campagna.
Arriva e spensi sotto casa, raccattai dal baule la cassetta degli attrezzi, suonai.
Tony aprì in canotta e boxer:
-Scusa Marco mi stavo lavando i denti al bagno, entra che nel mentre ti preparo una moka!-
-Ok!- Risposi, non badai molto alla tenuta casalinga ed entrai, senza ignorare però l’abbondanza di Tony sotto i boxer.
“Capito il vecchietto?!” Pensai tra me e me.
Ci sedemmo in cucina, Tony versó il caffè, pose lo zucchero sul tavolo, sedette di fronte a me e sorridendo chiese:
-Allora? Danni ieri sera con Claudio e gli altri? Davide almeno e spero, la scopata in albergo con la Miky assicurata!-
Sorrisi:
-Bah non si è combinato nulla di che, certo che Davide credo se la stia spassando e secondo me il mare lo vedono poco a Rimini!-
Scoppiammo a ridere entrambi.
-Sai, io è da un po’ che non trovo una donna stabile ed a sessant’anni è frustrante, vuoi per la compagnia, vuoi perché ancora la sotto tira un gran bene!!-
Disse Tony.
-Immagino!-
Risposi quasi imbarazzato.
Lui si fece un poco più riflessivo mentre buttava giù l’ultimo sorso di caffè.
-Sai Marco, insomma non sono scemo só che con Davide… insomma ogni tanto… vi divertite insomma!-
Rimasi ghiacciato, siamo sempre stati convinti di aver occultato ogni traccia io e Davide.
-In che senso Tony?-
Risposi quasi inebetito.
-Dai Marco, só che tu e Davide vi divertite, insomma ti fai scopare o scopi mio figlio!-
Esclamó Tony.
Silenzio, non sapevo che dire, la storia del lavello platealmente una cazzata, preso letteralmente alla sprovvista.
-Lo inculi tu?-
Chiese.
Rimasi in silenzio e deglutii.
-No, mi incula lui… non lo sa nessuno!!-
Dissi.
-Oh meno male, tranquillo non lo saprà nessuno, sai può essere normale, insomma quando manca la topa, ogni buco è trincea!
Certo mi fà stare meglio pensare che almeno lo pigli te!-
Esclamò scoppiando in una risata.
Io rimasi in silenzio con gli occhi sul tavolo.
-Senti, allora se le cose stanno così, facciamo un patto di silenzio.-
Alzai gli occhi, lo guardai sospettoso, molto sospettoso e chiesi:
-Che sarebbe un patto di silenzio?-
Tony si alzò in piedi e lentamente venne dietro di me chinandosi all’orecchio poggiando le mani sulle mie spalle:
-Beh, diciamo che potremmo allargare il divertimento, anzi hai la possibilità tu di allargarlo..-
Nel mentre si fece dí lato ed abbassandosi i boxer lasció scoperto ogni cosa, davanti alla mia faccia penzolava un discreto cazzo, contornato da qualche sparuto pelo bianco, parecchio tozzo, largo come proporzionato alle sue spalle.
Rimasi inebetito.
Tony al contrario sembrava aver rotto il ghiaccio e proseguì la trattativa:
-Che ne dici? Ci potremmo divertire un sacco, il cerchio chiuso e nessuno saprà nulla!-
-Io.. io ecco..-
Tentai di replicare senza trovare argomenti.
Lui prese la mia testa e l’avvicinó al suo grosso membro, che avevo da perdere? Forse nulla ma l’imbarazzo era enorme, mai ero andato con un uomo diverso da Davide ed ora mi trovavo a cinque centimetri dal cazzo del suo babbo.
-Non pensare, pensi troppo, lasciati andare e divertiamoci!-
Esclamò sorridente Tony mentre con un colpo toccava la mia faccia con il suo glande appena scoperto.
Mi lasciai andare, fanculo pensai tra me, un senso di eccitazione prese il sopravvento e presi in bocca la sua cappella, iniziai a succhiarla, lentamente si liberava della pelle ed usciva aumentando di volume nella mia bocca, sacansai la sedia ponendomi in ginocchio di fronte al suo pube, gli afferrai le cosce succhiando sempre più avidamente con la bocca per quello che riuscivo a gestire, lo sentivo ansimare, il suo cazzo era davvero notevole, mi piaceva, mi piaceva eccome, presi a succhiargli il tronco bagnandomi il viso della mia stessa bava di cui era avvolto il cazzo di Tony, scesi sulle palle affogandoci dentro, mi lasciai andare ad ogni pudore.
Tony mi alzó e mi accompagnó nella stanza accanto del salotto, mi spinse sul divano e si tolse la canottiera, io mi spogliai furiosamente, lui mi prese e mi fece inginocchiare sulla seduta del divano con la testa verso il poggia schiena, si mise in ginocchio a suo volta sul pavimento, mi aprì le chiappe e ci si infiló col volto, prendendo a leccarmi e succhiarmi il buchino, iniziai lì a gemere e non smisi più.
Sentivo la lingua esplorarmi il buco, la sua barba di tre giorni ruvida grattare, poi inserì il pollice della mano, mentre continuava a leccare, dopo poco le dita inserite furono due, e lì iniziai ad aggrapparmi con le unghie all’imbottitura dello schienale, ora lo volevo, volevo godere del suo massiccio corpo, mi scansai ponendomi di fronte a lui, mi avvinghiai al suo collo con la bocca e scivolammo a terra rimanendo io di sopra, presi a baciargli l’ampio petto scendendo e riconquistando il cazzo con la bocca, feci per penetrarmi ma lui si oppose.-
-Comando io il gioco ora!-
Disse.
Con poca fatica data la stazza mi rimise sul divano nella posizione originale, mi allargó le chiappe sfregando il suo cazzo sul buco, ne avevo una voglia tremenda, mi diede uno schiaffo proprio sull’orifizio, poi un’altro sembrava godere ad ogni mio gemito, sentii la sua capellona puntare, le sue mani enormi e ruvide imperiose sulle mie natiche tenendole aperte, un colpo e scivoló troppo su, il secondo fece centro, mi sfondò come un’ariete, il mio grido nel silenzio della campagna, si fermò, poi deciso un secondo colpo affondando all’interno di me, dolore e godimento estremo legati in un groviglio di sensazioni tali da non capire più tempo e luogo.
Tony prese e scoparmi non come Davide, ma più profondamente, colpi più lenti ma al contempo più decisi e profondi, si chinò in avanti facendomi leggermente alzare per le spalle inarcando la schiena, iniziò a mordermi il collo delicatamente, afferrandomi in modo da essere come suo prigioniero in quel momento, la sotto bruciava ogni cosa, lo sentivo uscire per farlo respirare per poi rientrare tutto in una volta, quasi in una danza mentre l’aria sovente e rumorosamente usciva.
Si staccò e si straió a terra su di un ammasso di cuscini.
-Ora puoi! -
Disse Tony.
Mi avvinghiai ancora una volta al suo cazzo e questa volta sapeva intimamente di me, la cosa mi faceva impazzire, andai sopra di lui e fissandolo dritto negl’occhi con aria quasi di sfida, presi il suo membro con una mano e lo puntai, mi impalai in un sol colpo di fronte al suo sguardo, volevo vederlo godere, presi a danzare in un bagno di sudore sopra il suo corpo, tenendomi dritto per non sprecare nessun centimetro, lo sentii sborrare dentro di me, un fiotto, lui si curvò sulla schiena e il maledetto lo vidi godere nell’occhi , un profondo senso di soddisfazione mi prese.
Dopo poco, chiese:
-Tu che fai non ti seghi per venire?-
-Non è finita-
Risposi.
Presi e mi misi a pecora sul mavimento, con la sua sborra che nel mentre iniziava a colare.
-Voglio che mi inculi col piede mentre mi sego!-
Dissi.
-Cosa???-
Rispose lui incredulo.
-Sei veramente un porco, mai fatta una cosa così! Ma non mi spiace l’idea, godi troietta!-
Si mise a sedere sul divano e iniziò a penetrarmi con l’alluce, usando come lubrificante la sua stessa sborra, ben presto entrò praticamente mezzo piede, più spingeva più godevo, fu la prima ed unica volta che venni senza toccarmi, una pura esplosione di godimento, mi girai sfinito e leccai lentamente il suo 47 sporco di sborra, sfinito, violato e dominato:
-Accetto il patto!!-


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