Gay & Bisex
Lido Orizzonti 01
Boytofun
14.07.2026 |
2.861 |
7
"“Ehi – dicono quasi all’unisono – tu sei ancora vestito, non hai caldo?”
Senza darmi il tempo di rispondere mi si avventano contro e in pochi secondi mi ritrovo a terra davanti al divano..."
“Stiamo arrivando, quindici massimo venti minuti e siamo l씓Grazie Mario, tutto a posto con i nostri ospiti?”
“Sì, i ragazzi sono svegli, determinati e curiosi di conoscerti”
“Perfetto, a dopo allora”
Riaggancio per dedicarmi agli ultimi preparativi; le camere al piano di sopra sono pronte fin dal primo pomeriggio, e il salottino dove si svolgerà il party è esattamente come lo desidero: un ampio divano in pelle davanti al maxischermo, esattamente di fronte un’ampia poltrona con braccioli dove, almeno all’inizio, siederò io, vicino alla parete una chaise longue sinuosa e accanto un tavolino con condom e lubrificante. Nel caso servissero… c’è anche un pezzo di modernariato di cui vado particolarmente orgoglioso: un mobile bar anni '60 acquistato a peso d’oro da un antiquario e debitamente riportato agli antichi splendori: con l’interno a specchio su due livelli. Ho disposto le varie bottiglie personalmente in base alle dimensioni e ai colori. Comunque a tutti gli aspetti materiali e logistici baderà, con la consueta perizia, il fido Mario che da molti, molti anni è la mia guardia del corpo tuttofare.
Siamo emersi insieme dal mare di melma che ci avvolgeva: coriacei come i gusci delle piccole conchiglie che, talvolta, capita di trovare sulla spiaggia. E, seppure diversissimi per attitudini, carattere, indole, risuoniamo della medesima musica che intuisci solo se, poggiato il guscio all’orecchio, riesci a stare in silenzio dentro.
Ma questa è un’altra storia. La racconterò un’altra volta: sento il rumore dell’auto che scende verso il garage. La notte, questa malinconica ed appassionata notte di metà novembre, mi sta chiamando.
La porta dell’ascensore che sale dal garage si apre e Mario percorre il breve corridoio che conduce al salottino seguito dai ragazzi.
“Piacere io sono Bart: sedetevi pure” dico indicando il divano di fronte a me.
“Vince” esordisce il primo, quello seduto sul lato sinistro. È un bel ragazzo, alto, magro, con i capelli ricci e rossicci, le lentiggini ed una specie di cicatrice sotto lo zigomo destro.
“E quella chi te l’ha fatta? Una fidanzata gelosa?”
“No… sono single – risponde ridendo – c’è sempre stata quella cicatrice, forse una caduta da piccolo, ma non ricordo”
“Comunque ti rende un bel tenebroso! E voi su, non siate timidi, presentatevi e raccontate qualcosa di voi”
Quello al centro, che sembra il più spigliato, replica:
“Perché non ci dici tu chi sei e cosa vuoi?”
“Avete risposto ad un profilo molto chiaro, quindi dovresti saperlo cosa sei venuto a fare, non trovi?”
“Sì, ma voglio sapere chi mi succhia il cazzo!”
Gli altri ridono… l’atmosfera inizia a sciogliersi mentre il grande Mario arriva con il carrello dei cocktail
“Giusto, vorrà dire che inizierò io così mettiamo in chiaro le regole d’ingaggio. Mi chiamo Bart e ho 46 anni. La vita è stata, da un certo punto in poi, generosa con me che vivo, diciamo così, in una certa agiatezza e quindi intendo essere generoso con chi mi piace e condivide la mia intimità, le mie fantasie”
“E quali sarebbero queste fantasie?” chiede il più mingherlino con un bel sorriso impertinente.
“È molto semplice: voi cinque state per partecipare ad un bukkake che si svolgerà così. Dopo il drink di benvenuto salirete nelle vostre camere, farete una bella doccia ed indosserete tutti slip, tuta e t-shirt. Vi siederete dove state ora ed io mi avvicinerò a ciascuno di voi: inizierò a toccarvi, a baciarvi il cazzo e le palle. Sarete attivati, diciamo così, uno alla volta, e da quel momento potrete anche baciarvi tra di voi: la cosa importante è che dovete sborrarmi in faccia o in bocca. Questo dettaglio lo deciderò al momento. Quando tutti sarete venuti uno di voi mi farà una sega e il party sarà finito. Potrete andare nelle vostre camere a riposare o fare ciò che volete senza disturbare gli altri fino a domani quando vivremo altri momenti insieme. Sarete miei ospiti in tutto oltre al rimborso spese già concordato e chi vuole potrà fermarsi anche qualche giorno in più.
“Ti fai anche scopare?”
“Questo sta alla vostra iniziativa e alla vostra capacità di penetrare: la voglia c’è ma non sono un soggetto facile da possedere.”
“Lo vedremo… io penso di farcela” ghigna il secondo con la barbetta e un bel ciuffo.
“Apprezzo l’intenzione… tu sei?”
“David al suo servizio!”
Ridiamo tutti.
“Altre domande?”
“Sì, io – esclama quello seduto sul lato destro con l’espressione da intellettuale – non è che sei malatissimo e ci passi qualche schifezza?”
“Assolutamente no: faccio i controlli ogni mese. Mi aspettavo questa domanda, vuol dire che sei uno che riflette. Ti chiami?”
“Luis al tuo servizio”
“Sono io che voglio essere al vostro servizio.”
“Perché dobbiamo metterci slip, tuta e t-shirt? Non possiamo stare così?”
“No. Primo perché mi eccita il maschio in slip, secondo perché preferisco che indossiate indumenti puliti dopo aver affrontato il viaggio ed inoltre mi piace che siate vestiti tutti uguali. Fa più squadra, no?”
“Ok allora andiamo a prepararci”
“Mario vi accompagnerà al piano di sopra e vi mostrerà le vostre camere. Ci vediamo tra mezz’ora qui… cazzuti mi raccomando.”
“Allora che impressione ti hanno fatto i nostri ospiti?” chiedo a Mario quando scende.
“Un po' rigidi, ma si scioglieranno Bart… vedrai: mi sembrano tutti e cinque tipi a posto. Anzi, se non hai bisogno di me mi ritirerei in camera, le tue feste sono troppo frocie per i miei gusti.”
“Riposati e grazie di tutto: ma ogni tanto dai un occhio alla telecamera e se vedi o senti che qualcuno esagera intervieni”
“Ti ho mai deluso?”
“Mai”
“Buon divertimento Bart”
Resto da solo e mi preparo uno spritz: un po' d’alcool serve a darmi la carica, in fondo sono un timido.
Indosso anch’io il pantalone grigio di tuta e una t-shirt rossa (a differenza dei bukkakers che saranno in bianco) e sotto, perfettamente depilato, un jockstrap nuovo di zecca che mi sostiene le chiappe che, nonostante le ore con il personal trainer, cominciano ad essere meno toste di un tempo. Al pensiero di quello che sta per succedere, di tutti i giovani cazzi che tra poco gusterò insaziabile, mi sento languido, ho voglia di toccarmi ma aspetto perché sarebbe inutile dissipare ora l’energia vitale che tra poco divamperà in ogni cellula.
Smarrito in questi pensieri quasi non mi accorgo che i ragazzi stanno scendendo le scale: fanno tenerezza, si muovono in gruppo quasi a coprirsi l’un l’altro.
“Su venite… non siate timidi, versatevi qualcosa da bere”
Li osservo: sono molto diversi tra loro ma decisamente carini. Li cerco sempre, salvo rare eccezioni, tra i venti e i trent’anni: è l’età migliore perché sono già uomini ma pieni di testosterone e con la voglia di vivere ancora intatta che persegue tenace i propri obiettivi.
“Vorrei che fosse tutto molto naturale… eccitarvi, farvi godere e svuotarvi”
“Io sono pieno – esclama Vince il rosso, trangugiando uno shot – vieni ad assaggiare.”
Mi avvicino al suo posto con passo veloce e gli apro le gambe accovacciandomi a terra. Lo accarezzo dal polpaccio all’interno coscia. Poi salgo verso i pettorali e il collo a cercare un bacio.
“Succhia, troia!”, sottraendosi al bacio, mi prende la testa da dietro e la cala con forza verso il suo pacco. Colto da frenesia gli calo il pantalone e vedo il suo gran cazzo già duro tendere il tessuto dello slip. Lo bacio ripetutamente, eccitandomi per la sua durezza. Poi gli sfilo l’intimo e mi perdo ad annusarlo: sa di sapone, un’essenza che non riesco a decifrare ma che mi piace per la sua freschezza. La cappella sporgente e leggermente curva è già umida. Lo prendo in bocca fino alla base emettendo piccoli gemiti d’eccitazione.
L’atmosfera si sta scaldando.
Con la coda dell’occhio vedo che il “vicino” David ci guarda fisso mentre si accarezza. Mollo Vince e passo a lui buttandomi, questa volta, direttamente sul pacco; senza convenevoli abbasso in un colpo tuta e slip. Me lo trovo davanti alla bocca: pulsante, diritto, con una specie di piccolo neo sull’asta e lo prendo in bocca per poi partire su e giù con movimenti lenti. Ogni tanto David mi ferma tenendomi per il collo proprio sotto la mascella.
“Ti piacciono i cazzi, eh?”
“Oh si, un casino”
“Dai allora passa anche agli altri, così poi li gusti tutti”
Eseguo prontamente il suo suggerimento e passo a Rob, il terzo boy, quello seduto proprio al centro del divano.
Provo a baciarlo ma anche lui mi respinge, anzi si alza in piedi e, gettatomi con forza sul divano, si cala d’un colpo gli indumenti ed inizia a schiaffeggiarmi con il cazzo duro.
Approccio decisamente rude ma mi fa impazzire.
Schiaff, schiaff mi godo i colpi sulle guance e, vogliosissimo, cerco di afferrarlo con le mani; finalmente ci riesco e me lo infilo in bocca. Grosso e turgido com’è.
Rob non solo lascia fare ma anzi appoggia le mani allo schienale ed inizia a scoparmi duro la bocca. A differenza degli altri, seppur pulitissimo e profumato, ha un po' di pelo: mentre lo prendo fino in gola un pelo s’incastra tra lingua e palato.
È l’occasione giusta per cambiare partner.
Vince, David e Rob, i tre boys già attivati, ci guardano toccandosi i cazzi eretti mentre io mi avvicino a Jule, il più magrolino e penso il più giovane dei cinque, che, avendo ora più spazio sul divano, si è messo comodo. È completamente nudo, con i piedini poggiati sul bordo del divano si sta masturbando lentamente a gambe aperte con movimenti ampi e regolari. Il suo cazzo è lungo, sottile, perfettamente proporzionato al suo fisico. Ad un suo cenno mi inginocchio a terra.
“Leccami il culo mentre mi sego, godo di più”
Non era previsto dal copione ma, vedendo il suo culo perfettamente depilato e con il buchetto roseo, non riesco a resistere: invece di succhiare come ho fatto finora mi butto su quell’ombelico del mondo ed inizio a leccarlo con forza quasi a volerlo penetrare con la lingua.
“Oh si, si, si” ripete a bassa voce, mentre insaziabile la mia lingua continua a slurpare.
Vince, David e Rob sono intorno a me, i loro cazzi sopra la mia testa che si masturbano: è fantastico. Luis, l’ultimo boy da attivare, è inquieto, si vede che anche lui non sta più nella pelle.
Però non posso ancora passare a lui: è stato talmente bello leccare il culo di Jule che ora sono tutto preso da lui. Mi avvento sulle sue palle per baciarle e risalire fino all’asta interrompendo la sua sega. Sarebbe un peccato se venisse troppo presto. Mi sollevo su di lui e lo bacio: le nostre lingue prima si scontrano, poi s’incontrano.
Incongruamente rispetto alle aspettative mi rendo conto che vorrei essere dentro Jule e che lui mi aspetta. Ma sarà per un altro momento.
Ora tocca a Luis. Mi siedo sul bracciolo ed inizio a segarlo: è eccitato, durissimo. Inizio a baciarlo sul collo e lui lascia fare. Allora gli tolgo la t-shirt ed inizio a scendere baciandolo tutto freneitcamente avanti e dietro mentre gli amici si toccano davanti a noi.
Arrivo al cazzo, ma in questo caso preferisco concentrarmi sulle palle; sono perfettamente rotonde ed è un piacere baciarle prima e leccarle poi. Si capisce che sono piene e che tra poco il loro delizioso nettare sarà nella mia bocca.
Ormai sono tutti attivati.
“Ehi – dicono quasi all’unisono – tu sei ancora vestito, non hai caldo?”
Senza darmi il tempo di rispondere mi si avventano contro e in pochi secondi mi ritrovo a terra davanti al divano con indosso il solo jockstrap e cinque cazzi davanti.
L’eccitazione è troppa, sono bagnato ed inizio a segarmi guardandoli affamato con la lingua penzoloni.
“No – esclama Rob – tu non ti seghi: le regole le hai fatte tu e sei il primo a doverle rispettare. Prima fai sborrare noi.”
E me lo dà in bocca di nuovo.
Ma io non riesco, ormai sono fuori controllo: tremo e gemo come una cagna in calore.
“Facciamolo sedere sul divano e leghiamogli i polsi con un calzino. Ecco tenete, usiamo questi” dice sfilandoseli entrambi. Qualcuno, non so chi, mi annoda i polsi dietro la schiena.
Sono alla mercè dei miei giovani tori ed è proprio quello che voglio.
“Scopiamogli la bocca una alla volta: l’ultimo lo incula e gli fa una sega”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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