Racconti Erotici > Gay & Bisex > Il cazzo del signor Fabio 3
Gay & Bisex

Il cazzo del signor Fabio 3


di Gay2way
19.04.2022    |    13.013    |    11 9.3
""Ah sì?" disse pensieroso, lanciando uno sguardo al proprio fondoschiena..."
Ciao a tutti! Ci ho messo un po', ma ecco la terza parte... spero venga apprezzata come le prime due! Se piace l'idea, stavo pensando anche a un quarto o un quinto episodio... ma vedremo, magari più avanti. Intanto godetevi questo e... buone seghe e scopate a tutti!


Le partite dei mondiali furono la scusa perfetta per giustificare gli incontri tra me e Fabio. Sua moglie Valeria vedeva la nostra amicizia con favore, contenta che il marito avesse un amico con cui condividere la passione per le partite e senza preoccuparsi di nulla, dal momento che eravamo letteralmente a un appartamento di distanza.
Eppure questo faceva tutta la differenza.
Le prime volte Fabio, pur mettendosi tranquillamente a proprio agio, aveva bisogno di un po' di tempo per sciogliersi; dopo qualche partita in cui si ritrovava in pochi minuti il cazzo avvolto dalle mie labbra e massaggiato dalla mia lingua, perse anche le ultime parvenze di disagio. Era ormai normale, per noi, spogliarci completamente non appena Fabio passava la soglia di casa; dopo qualche parola scherzosa sulla giornata, mi rifugiavo tra le sue gambe, succhiando con tutto me stesso.
Ma i nostri incontri non si limitavano al sesso orale… che comunque capii essere quello che apprezzava di più. No, dopo i primi incontri, in cui sembrava colpito e a tratti scettico sul mio apprezzamento per gli odori forti, cominciò a prenderci decisamente gusto: si menava il cazzone mentre mi guardava lappare e annusare le sue piante dei piedi, mentre lui se ne stava comodamente sdraiato sul divano; a volte si distendeva in lungo e faceva mettere me sotto di lui, in modo che la mia faccia fosse in corrispondenza dei suoi piedi e gli facessi da poggiapiedi, naturalmente leccando, baciando e annusando il suo afrore. Godeva a sentire la mia lingua che gli passava in mezzo alle dita, che poi prendevo a succhiare come se fossero dei piccoli cazzi, singolarmente e assieme, fino a cercare di prendere in bocca tutto il piede, insalivandolo completamente; saliva che poi si premurava di spalmarmi sul volto, ridendo eccitato. Non era disprezzo, il suo, ma semplice presa d'atto del nostro rapporto complice: a lui piaceva essere venerato e coccolato nel suo essere virile, a me piaceva dargli tutte le attenzioni che il suo corpo massiccio meritava, anche se voleva dire umiliarmi.
Ben presto gli feci scoprire altri lati delle umiliazioni che mi piacevano. Alla terza partita che "guardavamo" insieme, mi ritrovai a dedicare particolare attenzione alle sue ascelle. Quella sera, per qualche motivo, era particolarmente infoiato dal vedermi leccare sotto il suo braccio: e la sua espressione goduta mi eccitava così tanto che provai a suggerirgli di limonare.
Fabio scosse la testa, ma me lo aspettavo. Spesso gli etero che scoprono le gioie del sesso gay si rifiutano di baciare un altro maschio.
"Però" aggiunse con una luce nuova negli occhi, "possiamo fare un'altra cosa che è quasi lo stesso… e scommetto che ti piacerà lo stesso". Lo guardai interrogativo. Fabio mi prese la faccia con una mano e, facendo una leggera pressione sulle guance, mi costrinse ad aprire la bocca. Poi si avvicinò. Capii quello che voleva fare con un secondo di anticipo: si riempì la bocca di saliva e mi sputò sulla lingua, con forza. Per la sorpresa quasi mi ritrassi, ma con il cazzo che esplodeva di eccitazione ingoiai subito.
"Allora, ti piace lo stesso? Meglio o no di un limone?" chiese scherzando. "Cosa? Ne vuoi ancora?" chiese, quando d'istinto riaprii la bocca e sporsi la lingua in fuori.
"Oh sì, per favore…" implorai. Mi accontentò subito, sputandomi di nuovo in gola.
"E bravo questo porcello" commento, osservando con piacere che ingoiavo nuovamente. "Un porcello.." e sputò di nuovo, senza preavviso, colpendomi in faccia, "che…" nuovo sputo "gode…" e sputò ancora "a farsi scatarrare…", di nuovo, "…addosso", concluse, ammirando la mia faccia ricoperta di saliva. Io ero in estasi. Sorridendo Fabio passò una mano sul mio volto per raccogliere tutto, che prontamente leccai.

Un'altra volta mi ritrovai ad osservarlo mentre usciva dal salotto per andare a pisciare, dopo aver ampiamente goduto nella mia bocca e averla riempita di caldo e saporito sperma.
"Sai che hai un culo molto sexy?" gli feci notare, quando tornò indietro.
"Ah sì?" disse pensieroso, lanciando uno sguardo al proprio fondoschiena. "Non ci avevo mai pensato. Non è il tipo di culo che mi piace guardare di solito, diciamo!"
"Beh, è abbastanza sodo e bello grosso" gli spiegai, lanciandogli uno sguardo malizioso. "Soprattutto con tutto quel pelo e quel sudore, dev'essere un paradiso di odori…" commentai.
Se fosse stato qualche tempo prima, ci avrebbe pensato su un pezzo, e poi mi avrebbe fatto capire cosa voleva che facessi. Ma ormai aveva imparato che con me doveva essere diretto, anche se significava essere rude o volgare… anzi, così ancora meglio.
Invece che risedersi sul divano si appoggiò al tavolo, rivolto allo schermo. Afferrò una bottiglia e divaricò le gambe.
"Se ti piace tanto, leccamelo, se hai il coraggio" buttò lì. Come resistere?
Il suo buco aveva un odore forte, di sudore, ma era piuttosto pulito. Dopo una bella sniffata infilai la lingua tra le sue chiappe, andando a stimolare il suo ano, e lo sentii mandare un sospiro di piacere. Continuai a leccare, lottando per rimanere attaccato con la lingua a quel suo centro di piacere, che leccavo, assaggiavo e baciavo, e che al mio tocco si schiudeva e palpitava. Mi accorsi di quanto lo apprezzasse dal fatto che si afferrò il culo per aprirlo il più possibile.
"Questo ti sembra leccare?" mi chiese con voce roca. "Vai più dentro, voglio sentire la tua lingua nel mio culo!"
Raddoppiai gli sforzi, e da quel momento il suo culo divenne un appuntamento fisso per la mia lingua. Specie nei giorni più afosi, godeva particolarmente nell'impuzzolentirmi casa con il suo odore di maschio, e mi costringeva a stare rannicchiato per diversi minuti di seguito all'altezza del suo culo, mentre lui, svaccato sul divano e con le gambe all'aria, si godeva le azioni dei calciatori in televisione. Godeva particolarmente a farsi leccare il culo mentre teneva le palle gonfie appoggiate sul mio naso, mentre si toccava l'uccello.

L'unico culo che rimaneva intoccato era il mio. Nei nostri incontri ero rimasto spesso in pantaloncini di cotone, l'erezione visibile solo per la stoffa sollevata; lui non faceva nessun tentativo di svestirmi, così cominciai a spogliarmi quando lo faceva lui appena entrato in casa. Spesso avevo fantasticato su come dovesse essere cavalcare il suo cazzo enorme, ma lui non aveva preso iniziativa in tal senso, e io non avevo insistito.
Ma sapevo che era solo questione di tempo.
Ormai ci vedevamo da diverse settimane. I mondiali erano in pieno svolgimento, e la partita di quella sera era ormai al secondo tempo. Io mi sta riprendendo da una sessione di scopata di bocca particolarmente intensa, in cui Fabio aveva sborrato così intensamente che un po' del suo sperma mi era colato sul mento e sul petto. L'eccitazione era stata troppa: mentre mi scopava la bocca mi smanettavo freneticamente e, dal momento che mi trovavo inginocchiato di fronte a lui, gli sborrai dritto dritto sui piedi. Inutile dire che, dopo qualche secondo, ci eravamo accasciati stanchi sul divano che ormai era il teatro di tutte le nostre prodezze, e Fabio mi aveva attaccato il piedone alla faccia per ripulirlo del mio stesso sperma. Non era la prima volta.
Come sempre quando mi lavoravo i suoi piedi, massaggiandoli e leccandoli, era sceso in uno stato di profondo relax, in cui si godeva la tv e la birra. Stanco per il caldo e per la sborrata, pensavo che per quella sera ne avesse a sufficienza, così quasi sobbalzai quando sentii la sua mano infilarsi tra il divano e il mio culo.
"Sai" cominciò, senza guardarmi, "mi stavo cominciando a chiedere se questa zona si potesse esplorare… o fosse off-limits".
Lo guardai incredulo e divertito. "Mi sborri e sputi in bocca regolarmente, e pensi che il mio lato B sia off-limits?" gli feci notare ridendo. Fabio si girò a guardarmi.
"Beh come a me dà fastidio limonare magari a te dava fastidio essere inculato" osservò. Poi a sorpresa mi schizzò con le ultime gocce della birra che aveva appena finito. "La prossima volta non sarò così gentile, brutta vacca che non sei altro!"
Mi ritrassi dalla sorpresa, ridendo. "Stai bravo, o la prossima volta ti sborro direttamente addosso!"
"Fa' pure. Tanto poi sei sempre tu che pulisci." Beh, non potevo dargli torto. Ed era quello che mi piaceva.
Ormai gli brillavano gli occhi con quella luce eccitata che ormai conoscevo bene, che la sua erezione nuovamente in crescita non faceva che sottolineare.
"C'è solo un problema" osservò. "Non ho nessun preservativo. A casa non li usiamo e non ho pensato di prenderne."
Gli sorrisi, un calore nuovo che si espandeva a partire dal basso ventre. "Io neanche" mentii. "Però ho fatto recentemente i controlli del caso… ed è da quando abbiamo iniziato a vederci che, beh… non vedo altri maschi!"
"Ah no? Mi sembrava che negli ultimi tempi da camera tua non provenissero rumori sospetti…" fece una pausa. "E in questo periodo non è mai venuta voglia di…" deglutì "farti inculare?"
"Certo che sì, ma la tua sborra mi ha sempre soddisfatto molto! E nel caso la voglia fosse davvero troppa… ho qualche dildo di là da poter sfoderare…"
"Magari quelli poi li vedremo" sussurrò Fabio, la voce calda. La conversazione l'aveva di nuovo eccitato, il suo randello era di nuovo durissimo e dritto tra le gambe, e se lo massaggiava lentamente. "Fammi vedere il culo" ordinò.
Subito mi alzai, calciando via i pantaloncini e lasciando che la mia erezione svettasse libera. mi posizionai con il culo davanti alla sua faccia e subito le sue manone si allungarono a spalancarmi il solco… rabbrividii di eccitazione, era la prima volta che lui toccava me, e non io che lo venerassi per dargli piacere in qualche modo! Il mio buchino era esposto, bagnato di eccitazione e sudore, a cui ben presto si aggiunse la saliva di Fabio: la sentii colare sull'ano lungo il solco, seguita da un paio di sputi, subito usati dal mio toro per lubrificare il mio orifizio.
Sentii un dito infilarsi agevolmente, poi due, al terzo cominciai a sentire un po' di fatica, ma Fabio non si lasciò scoraggiare, anzi si può dire che non ci fece proprio caso. I miei ansiti e piccoli gemiti lo rendevano invece ancora più infoiato: prese a spingermi le dita dentro il culo con foga, girandole e cercando di allontanarle le une dalle altre, per allargarmi l'ano. "Non è così morbido come pensavo" osservò.
"Dagli tempo e diventerà più elastico" mormorai. "Non l'hai mai messo in culo a nessuno?"
"Non facendo sesso" ghignò lui. "Sempre e solo fica. Ho sempre voluto sfondare un culetto… anche se con il tuo mi sa che arrivo tardi, guarda qui!"
Capivo a cosa si riferiva: l'eccitazione e la sua saliva stavano facendo il loro lavoro, i miei muscoli anali si stavano rilassando e davvero il mio ano stava diventando più elastico, lasciandosi allargare con più facilità. Lo sentii alzarsi e posizionarsi dietro di me… avvertii la punta della sua cappella appoggiarsi sul mio buchetto fremente. Quella cappellona che avevo leccato, succhiato, venerato e massaggiato in mille modi stava per farsi strada all'interno del mio spazio più intimo.
"Sei pronto?" mi chiese. Non era da lui una simile cortesia.
"Spaccami" sussurrai, voglioso. Non desideravo altro. E lui lo fece.
Il suo cazzo premette sul mio buco, lottando per allargarlo ed entrare dentro di me. Gemetti di dolore, pur pregustando quello che sapevo sarebbe arrivato. Io mi tenevo al tavolo, la schiena inarcata, mentre Fabio mi stringeva i fianchi per non farmi scappare. Lento ma inesorabile, il suo uccello si fece strada, e mandai un urletto di godimento quando sentii la sua cappella superare i muscoli del mio sfintere. Fabio mi rantolava il suo piacere all'orecchio: "Sei caldo. Caldo e stretto cazzo… Ora me la godo…"
Cominciò a darmi delle spinte lente e profonde, aumentando il ritmo a poco a poco: il suo cazzo usciva e rientrava, spingendosi il più in profondità possibile, cercando il piacere del maschione che mi sfondava e gemeva in preda all'estasi… anch'io cominciai a lasciarmi andare, ansimando ad alta voce come se fossi stato in pieno calore.
"Sssh, sssh… Finalmente, ecco tutti quei versi che sentivo dalla camera da letto" ridacchiò Fabio. "Però cerca di trattenerti, se mia moglie ci sente sono guai."
"Non posso farci niente, lo so che sono rumoroso" cercai di giustificarmi. Per tutta risposta Fabio mi diede una sculacciata e uscì da me grugnendo, provocando un verso di dispiacere. "Tranquillo, tranquillo, non ho mica finito" disse.
Andò nell'ingresso, dove aveva lasciato scarpe e calze e prese queste ultime: erano lunghe fino a metà polpaccio e di spugna, in origine probabilmente bianche ma ora, così intrise di sudore, erano decisamente più scure. L'odore che emanavano era fortissimo e mi stordì: era come una droga. Tornò verso di me, mi cinse la vita con un braccio per attirarmi contro il suo torso sudato e peloso e poi, con l'altra mano, me le infilò in bocca dalla parte più sporca e sudata, lasciando fuori le estremità più pulita. "Ecco, problema risolto" sogghignò. Poi con una spinta mi fece cadere sul divano, di schiena. "Gambe in aria, avanti!" ordinò. Non me lo feci dire due volte e sollevai le gambe, esponendo il buchetto alla sua vista e al suo cazzo. Fabio ci si gettò subito: in men che non si dica mi stava di nuovo pompando, schiacciandomi con il suo corpo. Il suo torso premeva le mie gambe all'indietro, i suoi grugniti animaleschi a pochi centimetri dalla mia faccia mi facevano sentire una vacca montata da un toro, gli sputi con cui di tanto in tanto mi colpiva il volto inzuppavano ancora di più le calze che soffocavano la mia voce goduta, la sua pancetta premeva sul mio cazzo duro unendo piacere al piacere…
Non sarei riuscito a resistere ancora a lungo. "Vengo!" cercai di esclamare, ma con la bocca piena di calzini sporchi produssi solo un verso inintellegibile.
"Cosa dici, puttanella?" sogghignò Fabio. Lo capii subito dopo: rovesciai gli occhi all'indietro dal piacere, mentre l'orgasmo più intenso che potessi immaginare mi travolgeva il corpo: con un gemito soffocato schizzai non so quanta sborra, che finì tra i nostri corpi e prese a colare ovunque. Fabio raddoppiò l'impegno: il suo cazzo mi trivellava l'intestino, ogni movimento che spalmava ancora di più lo sperma che avevo schizzato ovunque…
"Ora sborro, troia. La vuoi nel culo?" chiese.
I miei occhi non chiedevano altro. Con sguardo supplichevole, non potendo parlare, annuii.
Con un grugnito liberatorio, trattenendo il gemito sonoro che gli stava sgorgando dalla gola, Fabio mi scaricò nell'intestino un fiume di sborra calda. Si prese tutto il tempo per godere di questo profondo orgasmo: rimase nel mio culo caldo per almeno un minuto, abbandonato sul mio corpo sporco e sudato, complementare al suo, altrettanto sporco e sudato. Finalmente decise di tirarsi su: piano piano si sollevò, il ventre tutto impiastricciato di sborra ormai secca, sfilando l'uccello molle e umido dal mio culo.
"Mai fatto una scopata migliore di questa" sospirò, reggendosi il cazzo. Guardò la tv: la partita volgeva al termine, pochi minuti e sarebbe dovuto rientrare. "Mi butto un attimo sotto la doccia. È un problema?" poi si diresse verso il bagno senza aspettare risposta.
Io rimasi disteso a riprendere ancora fiato. Cazzo, che cavalcata! Erano mesi che qualcuno non mi scopava così in profondità, in tutti i sensi. Ero completamente scosso.
Ascoltai l'acqua scorrere nella doccia per qualche minuto, godendomi la sensazione del sudore che si asciugava sulla pelle e del seme di Fabio che si muoveva dentro di me. Portai un dito al mio buchetto ormai slabbrato e ne raccolsi qualche goccia: me la portai al naso per annusarla…
L'acqua smise di scorrere. Dopo qualche secondo la porta del bagno si aprì e io mi tirai su per andare incontro a Fabio. Stava dicendo "Ho preso l'unico asciugamano grande che ho trovato, spero che non sia un problema se ho usato il tuo…" mi guardò completamente nudo e ancora stravolto, mentre si asciugava.
"Sati tranquillo, ne ho altri per me" dissi, togliendomi in quel momento i calzini di bocca. Ormai mi ero così abituato da non essermi accorto che li avevo ancora.
"Quelli puoi tenerli. Omaggio per te… e poi ormai sono così lerci che non posso più metterli praticamente" disse, ridacchiando in quel suo modo leggermente strafottente che lo rendeva così erotico ai miei occhi. Gli feci l'occhiolino. "So io che uso farne, non preoccuparti!"
Mi salutò e, rivestitosi, uscì di casa.
Quella fu la prima volta che io e Fabio scopammo nel vero senso del termine. Già sognavo quando mi avrebbe farcito nuovamente…
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Votazione dei Lettori: 9.3
Ti è piaciuto??? SI NO


Commenti per Il cazzo del signor Fabio 3:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:



Sex Extra


® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni