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Gay & Bisex

Il mio (per adesso?) unico incontro con A.


di espiguet
22.06.2026    |    2.320    |    6 9.6
"Sai bene che adoro ingoiare, ma che lo faccio solo se mi fido ciecamente della salute dell’altro..."
A., questo è dedicato a te. Ci siamo incontrati una sola volta, qualche anno fa, ed è stato indimenticabile. Poi varie traversie di vita mie e la perdita dei contatti mi hanno impedito di ricontattarti. Ma ti penso, ripenso al nostro incontro e spero che leggere questo racconto ti porti a ricontattarmi.
Ci siamo inseguiti per dei mesi, e alla fine siamo riusciti a organizzare. Ci siamo presi un giorno di ferie e abbiamo deciso di passarlo insieme. Ti ho raggiunto nella tua villetta, circondata da altre: se i vicini avessero chiesto, ero un tecnico venuto ad aggiustarti la rete. Ho parcheggiato nel cortiletto, sono sceso, ci siamo dati la mano e siamo entrati in casa. Tempo di chiudere la porta e le nostre lingue si intrecciavano. Ho baciato molti uomini e molte donne, ma nessun’altra lingua così grossa, larga ed eccitante è mai finita nella mia bocca. Sapevi bene che i miei capezzoli hanno un misteriosissimo collegamento col buchetto, e che bastano pochi secondi di dita, lingua e denti per farmi impazzire dalla voglia di prenderlo, per cui hai aperto i primi bottoni della mia camicia e, sempre baciandomi, hai cominciato a stuzzicarmeli, strappandomi un gemito. Quando ti ho messo la mano sul cazzo, attraverso i pantaloni, e l’ho sentito bello grosso e molto duro, mi hai stizzato forte i capezzoli strappandomi hai un gemito di piacere e di dolore. A quel punto non ho più resistito e ti ho tirato fuori il cazzo. Mi è dispiaciuto allontanare la mia bocca dalla tua, ma avevo troppa voglia di succhiartelo. Mi sono inginocchiato e te l’ho preso in bocca, mentre mi aprivo i pantaloni per segarmi mentre ti spompinavo. Ti sei seduto sul divano e io, sempre in ginocchio, te l’ho leccato, baciato, mordicchiato e succhiato facendoti ansimare e gemere. Ma la cosa non mi bastava: l’ho fatto uscire dalla mia bocca e ti ho chiesto di scoparmi. Ancora semivestiti, siamo corsi verso la tua camera da letto e ci siamo buttati sul lettone. Mi hai leccato il culo fino a farmi delirare mentre succhiavo il tuo cazzo meraviglioso, fino a quando, finalmente, me lo hai messo dentro, con le mie gambe sulle tue spalle e la tua lingua nella mia bocca. Sei entrato piano piano, facendomi godere tantissimo, fino a quando è stato tutto dentro. Che grosso! E quanto duro! Poi hai cominciato a muoverti, strappandomi un gemito a ogni affondo. Abbiamo cambiato molte posizioni, e quando eravamo a pecora mi hai sculacciato mentre mi inculavi, così oltre a sentirmi ansimare e gemere mi hai anche sentito urlare. E poi è arrivato il momento di sborrare. Sai bene che adoro ingoiare, ma che lo faccio solo se mi fido ciecamente della salute dell’altro. E noi, dati alla mano, sapevamo di poterci fidare. Quindi sei uscito dal mio culo, hai tolto il preservativo e me lo hai rimesso in bocca fino a sborrare. Mmmmhhh quanta! E quanto buona e cremosa. Poi è toccato a me venire. Me lo hai preso in bocca e me lo hai succhiato infilandomi due dita nel culo ancora bello aperto fino a farmi sborrare. E poi me l’hai passata, baciandomi: così, in pochi minuti, mi hai regalato due ingoi, prima la tua sborra e poi la mia.
Che bello poi stare lì, nudi e sudati, a scherzare e chiacchierare. E poi che bello mangiare insieme. E che bello quando, verso la fine del pranzo, ti ho detto che ti volevo ancora e tu mi hai detto: “anche io. Vai di là e mettiti nudo a pecora sul lettone”. E così sono seguiti altri due ingoi, prima la tua e poi la mia. E poi è seguito un mio ultimo orgasmo, sul tuo petto, mentre mi impalavo ancora una volta sul tuo cazzo bellissimo.
Poi il tempo è scaduto. Siamo usciti e, davanti al tuoi vicini, ti ho detto che i problemi tecnici erano stati risolti, invitandoti sorridendo a contattarmi di nuovo in caso di necessitá. Ci siamo dati la mano e sono venuto via. Mentre guidavo, avevo la bocca stanca, i capezzoli doloranti, il culo ancora aperto, il cazzo indolenzito e un grandissimo sorriso sulle labbra.
A., se leggi questo racconto, mi auguro davvero che la tua rete abbia di nuovo dei problemi. Nel caso, scrivimi, che corro a risolverli! Un bacio con la lingua
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