Gay & Bisex
Doppietta beneventana
Bassolazio35
19.06.2026 |
953 |
1
"La cosa lo eccita come un torello, scende dall’auto, fa il giro e si presenta a cazzo duro dal mio lato..."
Incontrare nello stesso giorno due etero curiosi, entrambi di Benevento, non è coincidenza da poco.
Il primo è un ragazzo appena trentenne con cui chatto da mesi. E’ feticista, adora piedi maschili e femminili, ma il nostro rapporto a distanza è basato su videochiamate di un minuto in cui io mostro i piedi e lui schizza anche l’anima. Mai avrei pensato che ci saremmo potuti incontrare dal vivo. Ieri mentre sono in ufficio, al fresco dell’aria condizionata, mi scrive che sta in viaggio verso Roma e che vorrebbe fare un pit-stop da me. Gli dico che sono a lavoro e, inizialmente, che è impossibile vedersi. Poi azzardo una proposta, quella di venirmi a trovare in ufficio come fosse un amico e, dal momento che sono solo e la collega è allo sportello, potrei fargli vedere i piedi e soddisfare le sue necessità. Per fortuna, poi, questa insana e rischiosa idea tramonta perché arriva il mio capo. Il suo fare da vero campano ‘furbo’, però, mi costringe a pensare ad un’alternativa, così prendo un permesso e lo raggiungo al casello autostradale, per poi andare in un luogo appartato. Cosi succede, anche se il caldo di quell’ora comincia a debilitarmi. Per fortuna non dovrò fare altro che mostrare i piedi, quindi non mi allarmo. Arrivato pochi minuti prima di lui, accosto con la macchina a bordo strada e, poco dopo, vedo un piccolo Suv farmi i fari. Capisco che è lui, do una sbirciata per capire che tipo sia e noto che è un bel maschio, bei capelli, bella barbetta, occhiali da sole Rayban. Gli faccio segno di seguirmi e mi dirigo verso la zona industriale dove conosco un posto, da sempre utilizzato per incontri diurni e notturni. C’è qualche curioso in attesa e il mio amico feticista non si sente a proprio agio, così non perdo tempo e gli dico di seguirmi in un posto più tranquillo. La strada è impervia, però abbiamo entrambi macchine alte e riusciamo ad arrivare al punto che ho in mente e, per fortuna, c’è anche ombra. Non faccio in tempo a parcheggiare e scendere dall’auto che lui arriva, apre lo sportello posteriore della mia macchina e mi spinge dentro dicendomi: “Sali zoccolè, dammi sti pped’” (scusate la scarsa praticità con il dialetto campano).
Si siede accanto a me, mi strappa via le scarpe dai piedi e se ne ficca uno in bocca, col pacco già gonfio sotto i pantaloni. Geme e mi fa complimenti mentre lecca, annusa e ciuccia le dita. “Sono liscissimi cazzo”, mormora con mezzo piede in bocca e contemporaneamente si tocca il pacco. Al che gli poggio l’altro piede sulla patta ma mi ferma perché altrimenti sborra troppo presto. Visto il caldo e il fatto che devo tornare a lavoro, uso questa informazione a mio vantaggio e gli dico di cacciarlo fuori dai pantaloni. Esce questa cappella enorme, già bagnata e appena poggio le dita sull’asta comincia a fuoriuscire tanto di quel seme, denso, che mi ricopre il piede. Finito di sborrare, pulisce tutto con un mio fantasmino e esce. Io mi ripulisco e scendo dall’auto, ci salutiamo e ognuno per la sua strada.
Mi sorprende poco dopo, quando mi arrivano degli audio, in cui mi fa i complimenti per i piedi, per l’odore e per la persona che sono. Non si è mai sbilanciato tanto in passato e la cosa mi fa molto piacere. Mi manda una foto da un bagno pubblico dove inquadra le mutande completamente sporche di sborra, perché continua a pensare all’incontro e si bagna senza sosta. Ho risentito parecchio di quella botta di calore, la giornata si trascina tra sintomi e nervosismo. Nel pomeriggio arrivo a casa, doccia fredda, integratori e a letto, pensando che mi sarei rialzato direttamente il giorno dopo.
IL SECONDO BENEVENTANO
Mentre sto riposando mi arriva un messaggio su annunci69, il profilo è di una coppia, ma nel testo c’è scritto: “Interessa un lui di coppia?”. Al che do prima una sbirciata al profilo per capire che tipo sia ma non capisco bene perché le foto sono pessime. Certo è corposo, con la barba e ha una quarantina di anni. “Solitamente impazzisco per mariti o fidanzati, quindi direi che ne possiamo parlare”, rispondo io. Da quel momento stiamo due ore a parlare delle sue fantasie. “E’ la prima volta che mi rivolgo ad un uomo singolo- dice lui- sono etero e pure un po’ rozzo, ho due figli e sono divorziato e ho una compagna, ma con la mia lei sto periodo non facciamo più incontri e scopiamo poco”. Mi sembra la situazione ideale e, per un bel po’, dimentico di chiedergli foto per capire se mi piace, tanto sono preso dalla situazione in sé. Dice che è di Benevento (anche lui) e che lavora in zona qualche volta ma che vive giù in Campania. Purtroppo non siamo vicinissimi ma pare sia disposto a rischiarsela e venire da me. Al momento, però, non sto in forma e temo di non farcela. Così rimando a più tardi la decisione.
Dopo cena le forze sembrano tornare e l’idea di uscire e girovagare in macchina prendendo aria non mi dispiace. Così lo stupisco dicendogli che andrò io da lui ma prima voglio una foto. Senza esitare me la invia ed è il tipico ragazzone molto maschile che, pur essendo molto corposo, risulta davvero sexy. Mi manda la posizione e mi spiega che è in aperta campagna, sotto una montagna, senza luci, fa la guardia giurata in una rimessa agricola nel cassinate. La cosa non mi preoccupa, mi sembra un ragazzo a modo e mi avvio. Tempo mezzora e sono lì, con qualche difficoltà per trovare il posto. Ad un certo punto vedo due fari accendersi nel nulla e capisco di essere arrivato. Lui è molto massiccio, ha un bel viso e la situazione “wild” è molto eccitante. È imbarazzato, non ha mai avuto a che fare con un uomo, e mentre parliamo lo accarezzo qua e là, capezzoli, addome, mani e lui si irrigidisce e balbetta imbarazzato. Questa timidezza mi disarma e non vedo l’ora di passare ai fatti. Ci mettiamo in macchina, ognuno sul suo sedile, lui abbassa lo schienale e cerca di rilassarsi. Lo accarezzo vigorosamente e poi gli chiedo di abbassare i pantaloni. Il suo esperimento ho capito che si limita alla cosa più “ovvi”, cosi comincio a succhiarlo. Non ha difficoltà ad eccitarsi, cosa che lo preoccupava con un uomo e, preso dall’euforia, mi chiede se ho con me un preservativo. Ovviamente ne sono munito e glielo infilo in un batter d’occhio usando solo la bocca. La cosa lo eccita come un torello, scende dall’auto, fa il giro e si presenta a cazzo duro dal mio lato. Apro lo sportello, mi metto a pecora sul sedile e mi scopa. Neanche il tempo di dirgli come volesse venire che lo sento godere e gemere… Ha fatto!
La mezzora seguente la passiamo a parlare di noi, entriamo subito in confidenza. Forse è la parte più bella della serata, al buio, in campagna, con le stelle nel cielo a sentire i racconti di una vita abbastanza movimentata. Dopo un po’ ci salutiamo e riprendo la strada impervia per arrivare alla superstrada e tornare a casa. Nella fretta non mi sono accorto di aver portato con me il souvenir, ho il suo condom pieno di sborra nel marsupio. Lo terrò come trofeo!
Alla prossima.
feticismo piedi auto incontro anonimo sesso orale masturbazione reciproca campagna guardia giurata preservativo usato
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Doppietta beneventana:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
