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Gay & Bisex

Il professore universitario


di Pass_ionale
20.04.2026    |    40    |    0 8.0
"Subito mi tornai a mettere in ginocchio e con la testa leggermente inclinata all'indietro tirai fuori la lingua per aspettare il suo nettare..."
Vengo chiamato per svolgere alcune manutenzioni in uno stabile universitario composto di soli uffici adibiti a studio dei professori di una nota facoltà della mia zona.
Al mio arrivo mi presento in reception e vengo indirizzato al responsabile che mi accompagna nel sopralluogo per individuare i vari lavori da svolgere.
È un periodo molto tranquillo, praticamente ormai tutti in ferie solo pochi docenti ancora presenti e per me è un ottima cosa perché posso svolgere le mie mansioni con tranquillità.
L'indomani mattina arrivo ed inizio dai primi uffici più sbrigativi e me la cavo in un oretta, mi tengo l'ufficio più grande per ultimo poiché so che avrei impiegato più tempo e sicuramente più di un giorno.
Arrivo davanti allo studio e trovo la porta chiusa, allorché busso e sento ,dall'altra parte , una voce che mi esorta ad entrare.
Apro , educatamente chiedo con permesso, e mi trovo seduto alla scrivania il professore che sta lavorando, molto Cortese ed educato mi dà il buongiorno e mi fa accomodare dicendomi di fare pure i miei lavori e che se non era un problema per me, lui avrebbe continuato a fare il suo lavoro.
Gli risposi che non c'era alcun problema per me , che purtroppo avrei fatto un po' di rumore ma che non mi dava alcun fastidio, così entrambi d'accordo, iniziai.
Il professore era un bell'uomo alto , fisico curato, capelli brizzolati, sui 60 anni portati molto bene, persona veramente educata e gentile.
Mi trovavo in ginocchio a smontare dei raccordi ed ogni tanto , voltandomi verso la cassetta degli attrezzi mi cadeva l'occhio sotto alla scrivania e vedevo la sua mano intenta a toccarsi il pacco da sopra i pantaloni, inizialmente credevo ad un caso , del resto noi maschi lo facciamo anche un po' come antistress, ma la cosa mi incuriosiva oltre che eccitarmi , così iniziai a voltarmi più spesso utilizzando la scusa degli attrezzi posti dietro di me.
E niente ogni volta la mano era lì ed il suo membro si notava molto di più, era bello turgido, così alzai lo sguardo e vidi che mi stava guardando e sorridendomi mi chiese se era tutto ok.
Un po' imbarazzato risposi che era tutto più che ok e gli sorrisi tornando a fare il mio lavoro.
Nel frattempo il prof si alzò e andò in bagno, non ci feci caso più di tanto, cercavo di concentrarmi sul lavoro anche se il pensiero di quel tutto ok ed il sorriso mi faceva fantasticare parecchio.
La giornata era arrivata al termine così salutai il professore e gli dissi che sare tornato il giorno dopo per finire il mio lavoro, lui sorrise e mi rispose che gli faceva molto piacere rivedermi l'indomani e mi salutò con un occhiolino.
La sera a casa ero veramente eccitato, fantasticavo su scenari di sesso sfrenato con lui e per calmarmi mi masturbai un paio di volte.
Al mattino appena sveglio il pensiero era ancora su quelle fantasie, insomma mi aveva veramente scatenato i bollenti spiriti, tanto che mi feci un lavaggio anale ed una bella doccia preventiva , magari le mie sensazioni risultassero realtà.
Arrivai nello studio e lui era lì seduto come ieri, saluti e convenevoli ed iniziai il mio lavoro.
E niente ogni volta che mi voltavo la sua mano stringeva il suo pacco e mi sentivo fissato , così incrociai il suo sguardo e sorrisi facendo io ,a questo giro, l'occhiolino molto malizioso.
Lui si alzò e si appoggio alla scrivania, proprio ad un passo da me , si slacciò la cintura e abbassandosi i pantaloni vidi uscire un fallo veramente splendido e duro.
A bassa voce mi chiese se mi piaceva , non gli risposi , mi avvicinai a carponi e me lo misi direttamente in bocca iniziando a leccarlo e succhiarlo da cima a fondo facendolo gemere sempre di più.
Gli piaceva come gli lavoravo la cappella con labbra e lingua ed ogni volta che lo affondavo nella mia gola sentivo che si induriva sempre più ed i suoi sospiri sempre più frequenti, volevo farlo esplodere in un mega orgasmo ma lui mi fermò ed andò a chiudere la porta a chiave.
Avevo già capito che non era solo la mia bocca che voleva, così senza dire nulla mi alzai e mi spogliai completamente e mi appoggiai io alla scrivania con i gomiti.
Non c'era bisogno di parlare, in automatico me lo trovai dietro di me che con Sapere da vero esperto iniziò a leccarmi il buco , sentivo la sua lingua spingere ed entrare di diversi centimetri, ad ogni leccata mi rilassavo sempre più, nel frattempo si era infilato un preservativo ed era pronto per prendermi , così mi appoggiai completamente al tavolo ed inarcai la schiena per facilitate l'accesso di quello splendido membro.
Era un vero signore, spinse delicatamente con diverse pause per non farmi male e quando era tutto dentro iniziò lentamente a muoversi, ogni movimento era un mio gemito, e lo sentivo eccitarsi sempre più, aumentò il ritmo , gli piaceva possedermi ed ogni colpo era sempre più potente, ogni affondo io godevo, ero completamente dilatato non sentivo dolore ma solo piacere.
Sentivo che stava per arrivare il momento più bello così gli sussurai che volevo tutto il suo nettare in bocca.
Non se lo fece ripetere e togliendosi dal mio buco ormai bello largo e pulsante, si sfilò il preservativo e con maestria si masturbò per non perdere l'erezione.
Subito mi tornai a mettere in ginocchio e con la testa leggermente inclinata all'indietro tirai fuori la lingua per aspettare il suo nettare.
In pochi secondi il suo bel cazzo era appoggiato alla mia lingua e scaricò tutto il suo caldo sperma nella mia gola.
Per l'età che aveva era bello pieno e schizzava fiotti ancora con prepotenza.
Non persi nemmeno una goccia e nemmeno uno dei suoi spasmi, pulendo perfettamente la sua cappella da ogni residuo di dolce sperma.
Il momento era purtroppo finito ma ero così appagato che sorridendo lo ringraziai di tutto.
Mi diede un bacio e dopo esserci rivestiti mi salutò e se ne andò.
Io sorridente e soddisfatto finii il mio lavoro con la testa un po' fra le nuvole, il suo sapore in bocca ed il culetto che pulsava di piacere.
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