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Gay & Bisex

Il vecchio Zio Giò


di Sudentro
11.03.2025    |    1.124    |    14 9.8
"Riprendo a fatica a menare l'uccello di Giò ma non riesco perché lui è seduto, la sua pancia mi impedisce il movimento..."
Era una sera di parecchi anni fa, d'estate, credo giugno. Era una serata ideale per uscire un po dopocena, una capatina al solito bar, sorseggiare una birra fresca e trovare qualche amico.
Arrivo, parcheggio, entro, saluto il mio amico barista, alcuni conoscenti e in un tavolo da solo con gli occhi un po sbarrati vedo Giovanni. Giovanni era oramai divenuto un po lo zimbello della zona, era un omone grasso, aveva gli occhi un po in fuori, era quasi sempre alticcio, arrivava in bicicletta il pomeriggio, si ubriacava e tornava a casa. Si inventava storie che non aveva mai vissuto, specie con donne, faceva vedere i profilattici che teneva in tasca "per ogni evenienza" diceva... insomma era un po deriso da tutti.
E si che anche se un po strano, era una brava persona, aveva avuto il suo lavoro, ora era appena andato in pensione, aveva fatto il macellaio. Era magari a volte un po scontroso, quando raccontava le sue storie si vedeva che aveva un carattere dominante, sembrava addirittura leggermente violento, forse in fondo era semplicemente infelice, la vita non è che gli avesse offerto molto e a causa del suo carattere e del suo fisico credo non abbia mai avuto una donna. Aveva parecchi anni più di me, io sui 27-28 e lui era già sui 60 e mi conosceva da quando ero nato in quanto abitava a qualche Km da casa dei miei. A dispetto di tante altre persone che lo prendevano in giro, io mai mi ero permesso di farlo, lo rispettavo, si beveva anche qualcosa assieme, a volte non riusciva a tornare a casa e gli offrivo un passaggio io.
Mi ricordo che spesso quando qualcuno lo contrariava lui diceva "guarda che ti metto un dito sù per il culo eh? E poi te lo giro dentro fin quando non sborri!"
Ma lo diceva tanto per dire, non era certo il tipo da andare con maschietti.... nella mia immaginazione, lo vedevo nella veste di macellaio, lo vedevo seduto sulla sedia mentre sviscerava polli, oche e altri poveri animali...
Poi un giorno, sentendo di nuovo quella frase del dito sù per il culo che ogni tanto tirava fuori scherzando, guardai verso di lui, sorrisi, lui mi guardò... poi mi avvicinai, gli chiesi se prendeva qualcosa e gli dissi in tono scherzoso:
"Ma Giò, veramente ti piacerebbe fare come dici sempre o lo dici per dire?"
E lui, in tono un po' alterato:
"Fare cosa ? Mettergli un dito nel culo e vederlo che gode? Buco è buco! Glielo pianto dentro finché gode! Sai che sborrata fa con un dito mio in culo? Vedi che dita ho? Un dito mio dentro è come essere inculati!"
E mi fa vedere il suo indice, grande, grosso come due dita mie se non di più...
E poi mi fa:
"Se un giorno vuoi provare, a te lo faccio proprio volentieri, col culetto che hai sarà un piacere! "
Io tacqui, volevo dirgli di smetterla ma non riuscivo...mi limitai a sorridere e dirgli:
" Dai Giò, finiscila.. non ho mai fatto una cosa così..... ma non sì sa mai nella vita ".
E lui con il tono basso per non farsi sentire da altri:
" Un giorno proviamo, senza vergognarsi, voglio vedere quanto godi..."
"Ma devo far vedere il culo a te? Ci conosciamo da sempre, siamo amici di famiglia!"
Parlavamo come se stessimo recitando una commedia, ci prendevamo in giro a vicenda...o almeno così sembrava.
Avevo capito però che lui era sincero. Era proprio sincero, il culo me lo avrebbe fatto, qualcosa me lo avrebbe infilato. Eccome se me lo avrebbe infilato. Solo che aveva paura, come me, che qualcuno venisse a sapere. Io provavo piacere a mettermi un dito dentro, sentivo proprio un gran piacere ma mai ero stato con qualcuno e se dovessi essere stato con qualcuno questo avrebbe dovuto essere molto più vecchio di me e fidato. E poi aggiungo: un carattere come Giò, modo di fare come il suo. Non avrei dovuto sposarmelo, bastava gli piacesse, in segreto tra noi, venire a godersi il mio culetto. Tutto qui.
Potevo fidarmi di lui? E se, ubriaco com'era ogni sera, avesse una volta spifferato che io andavo a farmi mettere le dita nel culo da lui? O anche lui avrebbe mantenuto il segreto?
l'immaginazione mia nei riguardi di Gio cambiò: lui era seduto dietro il bancone della macelleria intento al solito sviscerare ma invece dei polli c'era una persona. Questa era sdraiata sul tavolo con le braghe giù e pancia sotto, con Giovanni che lo teneva fermo e gli muoveva per bene un dito dentro il culo. Vedevo questa persona agitarsi, dimenarsi mentre il ditone del macellaio gli entrava tutto nelle viscere... L'immagine poi tramutò in qualcosa di osceno: ora Giovanni gli aveva conficcato sù per il culo quasi mezzo braccio.... Vedevo lo sguardo di entrambi, Giovanni era tranquillo quasi fosse il suo lavoro quello di entrare nei culi e rovistare nelle budella mentre l'altro aveva gli occhi sbarrati e la bocca aperta mentre il braccio del macellaio gli scandagliava la pancia... fatto sta' che l'immagine finisce con un immenso godimento della persona e una sborrata continua a fiotti.
Stop. Svanita l'immagine, devo riprendermi...
Ho visto Giovanni sotto un altro aspetto. D'accordo, non sono un santo ma nemmeno un diavolo, mi piacerebbe sì qualche volta prenderlo nel culetto dai grandi perché...forse mi piace così? Con uno come Giovanni che mi mette lì sul tavolo e con le dita mi apre il culo? Ho forse scoperto un qualcosa di me che non sapevo? Ma uno come Giovanni? Che poi magari si tira fuori il cazzo e mi incula? E poi magari mi scarica in pancia fiotti di sborra fino a riempirmi le viscere?
La serata finì così, torno a casa, vado a letto con l'intestino che sfarfalla... Penso che... se ... se potesse avverarsi che Giovanni... giù le braghe... sù il ditone, sù...sù.. dentro... Giovanni che mi fa godere mentre mi rovista nel culo.... mi istiga a godere, a godere sempre di più e a sborrare tutto e dappertutto...
E solo toccandomi qualche secondo parte un orgasmo tremendo che mi devasta... un fiume di sborra che schizza come raffiche...
Mi addormento. Ma non finisce qui .
Passano giorni, tutto normale, solita vita, lavoro, serata al bar... Poi succede qualcosa, sono le 22, sto per andare, Giò, mezzo bevuto mi chiede se lo porto a casa anche perché comincia a piovviginare leggermente ma lui è in bici, ha 3 km da fare.. Lo porto io.
Per strada si fa serio e comincia così:
"Matteo, devo dirti una cosa, la dico a te perché mi fido solo di te, no di quella manica di stronzi che ci sono al bar."
Io mi allarmo subito e, anche se sento un bel po' di timore addosso gli rispondo come sempre:
"Dimmi Giò"
"Adesso che mi porti a casa vieni un attimo dentro che ti devo far vedere una cosa che solo tu puoi capire. Lo dico a te perché mi fido di te, sei l'unico di cui mi fido."
Il tono vocale era un misto di aiuto e sconforto... chissà cos'era successo, non avevo mai visto Giò così.
Nel frattempo arriviamo davanti casa sua, mi fermo, lui fa:
"Vieni, non preoccuparti, mia mamma sta già dormendo e poi è al piano di sopra. Vieni con me."
Andiamo, facciamo il giro della casa, c'è la porta posteriore che dà in una stanza tipo taverna ma mal tenuta e disordinata, poi un corridoio, poi una stanza molto grande. È un garage doppio, c'è la cantina e una scala che va al piano sopra.
Siamo in cantina, vedo bottiglie vuote, damigiane, cartoni, cianfrusaglie varie, due tavoli, sedie, ragnatele e sento il tipico profumo delle cantine. Sul soffitto ci sono salami, insaccati, appesi coi ganci di ferro...
Sembra una macelleria, anche i due tavoli sono da macellaio.
Un pensiero mi scorre nella mente, il pensiero dell'altra volta, il tavolo, la persona sopra, anzi, io sopra, pancia giù col culetto fuori, Gio che rovista nel buco....il dito, il braccio, l'orgasmo....
No, non può accadere, deve solo dirmi qualcosa ma non questo...
"Vieni, chiudi la porta che sennò mia mamma si sveglia. Siediti, mi dice con la voce un po da ubriaco. Ma non era ubriaco proprio, era alticcio ma cosciente. Mi dice quasi con voce tremante:
" Mi fido di te, ti faccio vedere una cosa, dimmi se è normale."
Si molla la cintura, bottone, cerniera giù, e si tira giù tutto, anche le mutande.
Vedo un pene sul piccolo, sproporzionato rispetto al suo corpo, forse perché sommerso dalla ciccia, la pancia che lo nasconde... Non mi fa impressione, mi fa quasi tenerezza... non ho mai desiderato toccare un pisello che non fosse il mio se non, nei miei sogni proibiti, averlo sù per il culo, ma così...non sapevo come fare, cosa fare, come comportarmi....
Quasi piagnucolando disse:
" Hai visto che piccolo è diventato? Non ha mai visto una donna, non ha mai visto nessuno perché mi sono sempre vergognato! Non è vero che vado a donne, i profilattici che ho sempre non lì ho mai usati! Non chiedo tanto, vorrei sentire qualcuno che me lo tocchi, che me lo meni un po, mi piacerebbe tanto scopare ma non so con chi farlo.... Prova a toccarlo, sentilo, basta che resti un segreto tra di noi. Guai se dici qualcosa in giro! "
E poi disse:
" Se tu mi facessi provare...."
Non so cosa mi stesse succedendo, volevo che Giò mi inculasse, volevo dargli il culo, farmelo mettere dentro da lui, non so perché ma non avevo più tanto timore, solo un po' di vergogna ma già sentivo il buco vibrare... non so se è capitato anche a voi sentirsi l'intestino vivo, pulsante, vivere di vita propria, sentirlo che vuole essere scopato... Beh, in quel momento ero lì, reale, il vecchio Gio davanti, con il pisellino fuori che tentava di alzarsi quel poco... Che faccio? Lo mando a quel paese o finalmente colgo l'occasione e provo a farmelo infilare? Sperando anche che ce la faccia, mi sembra così piccolo... va bene che non sono vergine, mi ero già infilato dentro cose varie quando mi veniva voglia... Certo che sentire un uomo vero che ti viene dietro, ti prende per i fianchi e te lo ficca dentro dovrebbe essere tutt'altra cosa.... E poi vuole che sia un segreto tra noi... non dirà niente neanche lui...
In un attimo un turbinio di pensieri mi prende la testa ma riesco solo a dire:
"Giò, provo a toccartelo, però che rimanga tra noi. Guai se qualcuno lo viene a sapere."
"No, non dirò niente io! Neanche tu! Vieni qui, tocca...se riuscissi proverei a metterlo... solo un po', per provare... Non ti fareii male, è piccolo, solo un pochino dentro..."
Non dico nulla, mi avvicino, lo tocco e lo prendo con due dita, comincio a menare
piano, Giò fa un sospiro, gli piace, vuole che continuo. Inaspettatamente il suo pisello si fa barzotto, comincia a indurirsi. È sempre abbastanza piccolo ma mi accorgo che quando arrivo in fondo, se schiaccio un po nel grasso inguinale c'è un altro bel po di centimetri.... Non è lunghissimo di certo ma accettabile, quel tanto che basta per arrivare abbastanza in fondo al mio culetto... Subito mi torna il pensiero: Sì, se è così riesce a infilarmelo, si, si, siiiii, siiiiiiii !! "Voglio essere inculato dal Gio, voglio essere inculato dal Gio" .... questo pensiero mi risuonava in testa.... "voglio che mi metta a pecora sul tavolo da macellaio e mi inculi fino a sborrarmi dentro, lo voglio, lo voglio.... forse è troppo ma in questo momento lo voglio... il Gio che mi vuole inculare e io che mi faccio inculare... inculami Gio, inculami, montami, godi dentro di me..."

Sto menando l'uccello del Giò, lui mi mette una mano sulla schiena, gli piace come glielo meno, sospira piano, addirittura mi dice "grazie", poi ansima, fa "uuuuuhhhhh" un po rauco... sta godendo...
La mano sulla schiena scende, va verso le mie natiche, le accarezza....

"Tira giù!"
Mi dice in un tono stranissimo, a metà tra una domanda e un comando.
Io mollo il pisello e col cuore in gola slaccio i jeans e gli chiedo sommessamente se devo tirare giù tutto e lui subito dice di si...
Allora mi faccio coraggio, calo tutto, ho il culo fuori, riprendo a menarglielo e lui comincia a toccarmi le natiche, poi con due dita me le allarga e il dito medio va sul buco... Faccio un piccolo sussulto ma non dico nulla... È lui che si allontana un po', si gira, prende una scatoletta... Lo guardo e dico
"Cos'è? "
E lui:
" Non vorrai mica che ti metto il dito sù per il culo a secco... È grasso di foca, non ho altro. Dai vieni qui! "
L'unica cosa, in un tono quasi arrendevole, che riesco a dire è:
"Ma .... si, arrivo."
Mi avvicino a lui tenendomi i pantaloni a tre quarti gamba, lui me li tira giù, si siede su una delle sedie accanto al tavolo, mi prende con due meni, mi tira davanti a lui... Sono praticamente appoggiato con le mani sul tavolo, lui è alla mia sinistra, vicinissimo, seduto. Prende una ditata di grasso, si avvicina al mio buco, ne spalma un bel po'... Poi dice:
"Adesso apri il culetto e non aver paura, vedrai che lo zio Giovanni ti fa godere che nemmeno ti accorgi. Pronto? "
"Si.."
Sento il dito sul buco, sento il fresco del grasso che mi impiastrica attorno, sono un po' teso perché sto vivendo una situazione assurda, sono in una cantina con un uomo che mi ha visto nascere e crescere, un uomo a cui poco fa ho menato il pisello. Sono con il vecchio Giò, un mezzo ubriacone, dal fare a volte prepotente ma in fondo un uomo come tanti, con tutti i suoi pregi e difetti e io sono lì mentre lui mi sta per entrare con un dito sù per il culo... perso vergogna, perso pudore... In questo momento rimane solo il godimento....
E con un colpetto ben assestato la punta del dito entra nel buco, lo allarga, si fa strada ... io strabuzzo gli occhi, apro la bocca e sparo un " aaahhh ". Il dito del Gio non è dei soliti, è largo quanto due dei miei... ma non ho sentito tanto male quanto una sensazione strana, mi sentivo invaso, per la prima volta qualcosa di umano, di vivo, mi veniva inserita nel corpo, nella parte più intima del corpo, un dito di Gio mi era stato inserito nel culo... prima la punta, poi, inaspettatamente sento il suo braccio sinistro avvinghiarmi davanti per bloccarmi e il dito dentro penetrarmi sù fino in fondo...
Il grasso che ci aveva messo ha fatto il suo effetto, almeno dieci -undici centimetri di dito della sua manona erano entrati senza alcun problema, nemmeno in larghezza c'era stato problema, il dito era dentro, immobile. Io rimango con la bocca aperta e gli occhi sbarrati e mi scappa un grido di sorpresa...
Lui mi dice di non gridare perché si può svegliare sua madre...io rispondo solo con un "aaaaaahhhhh" mezzo di sopportazione e mezzo di dolore ma.... il dolore è già passato... Ora sento il budello pieno, c'è qualcosa sù per il culo che mi sta facendo provare la sensazione più forte della mia vita. Non sono io che mi infilo qualcosa nel culo ma c'è il vecchio Gio vicino a me... è lui che mi sta ficcando il suo dito nel culo ! La situazione è troppo forte, già comincio a godere, ma come faccio, vorrei mi entrasse tutto, ancora di più, vorrei che si muovesse dentro, vorrei mi martellasse, mi aprisse in due... non posso... lascio fare, vediamo cosa mi fa.... faccio finta di sopportare, non gli faccio capire che prenderlo in culo mi fa godere...

" Ahhh, che bel culetto! Adesso sentirai come godi ! Stai buono lì che Giovanni ti fa godere, vedrai che ti piacerà, è normale, il culo gode, non c'è niente da fare. Mi piace far godere i culi e vedere la sborrata che parte, l'ho fatto solo qualche volta tanti anni fa, poi non ho trovato più nessuno...
Ecco, adesso godi! "
E comincia a muovere il dito dentro, sù e giù, sù e giù, poi tutto sù, un po di spinte in punta fino a arrivare al secondo anello... apoteosi, piacere supremo... indescrivibile...
Godo come mai ma dico solo:
"Ahia Giò, piano, piano! "
E lui:
"Eh no, adesso godi, voglio che godi, senti bene il dito? Cosa senti? Sembra strano vero? Vedrai che ti piacerà sempre di più. Godi!! "
E giù di ditone nel culo, sù e giù, poi, quando mi voleva spingere bene il dito in fondo era bello perché praticamente ero in piedi in mezzo alle sue gambe però girato verso sinistra, e lui con il braccio sinistro mi avvinghiava sotto la pancia in modo che non potessi avanzare e il destro spingeva il dito forte che faceva entrare fino alle nocche... un piacere assurdo, avevo il ventre che godeva da solo, ero quasi in un continuo orgasmo delle viscere, godevo e godevo, non volevo finisse più, volevo zio Giò nel culo, lui, volevo solo lui... Volevo dentro tutto quello che poteva infilarci e lui che me lo metteva, solo lui, mi sarei fatto mettere dentro la mano, la manona di zio Giò che mi sconquassa dentro la pancia....anche se impossibile....
Però... piccola variazione.. inaspettatamente Gio tira fuori il dito. Mi dice di non muovermi e si unge ancora di grasso. Ha capito sicuramente che la cosa mi piace o perlomeno mi procura qualcosa di bello...
La scena è questa...dal favore di toccargli il pisello all'avere il suo dito nel culo impiastricciato di grasso... mi sembrava di essere un animale pronto alla monta più impudica e oscena...
"Stai fermo che adesso provo con due."
"Due cosa??"
"Due dita! Buono lì. "
E in un attimo sento ancora come all'inizio, sento premere sul buco...sento premere ma non più come prima . Sento il suo braccio sinistro avvolgermi il ventre, d'istinto porto le mie braccia dietro, sulle natiche, le apro...
" Bravo, vedo che hai capito. Buono e fermo così che adesso ti apro bene il culo. Stai fermo... così...buono ..dai che ti allargo bene il culetto...poi provo a mettertelo.. senti che duro è diventato, fai il bravo che dopo finalmente ti monto."
Ecco... sono ancora lì, mi sto allargando le natiche, sono piegato in avanti sul tavolo, ho un braccio di Giò che mi avvinghia mentre l'altro fa roteare le due dita, indice e medio attorno al mio buco...due ditone...come farà a farle entrare mi chiedo... però voglio che entrino, lo voglio, voglio che zio Giò mi apra il culo per bene, voglio sentirlo dentro di me a sconquassarmi le viscere, prenderne possesso, voglio godere con tutta la pancia, le interiora, voglio un orgasmo che mi faccia svenire... voglio che me lo procuri lui, zio Gio....
Sento spingere, entra un dito oramai comodamente, poi esce, entra, esce, poi sento allargarmi, sento tirare... mi sto allargando, si... è lui che mi sta allargando... riesco a dire " ahahah..cosa fai? Mi fa male, così me lo spacchi!! ahiaa !! "
Giro la testa verso di lui, mi guarda, vedo i suoi occhi quasi fuori dalle orbite...
"Sshhhh! Oramai è pronto, adesso vado dentro." . E dopo qualche secondo sento un dolore forte...dura 10 secondi...capisco solo che l'anello dello sfintere ha ceduto... forse rotto... ma non mi importa, sento le sue due grosse dita nel corpo... già godo... ma sto zitto, vorrei dirgli di continuare, metterne tre, quattro, spaccarmi tutto e entrare dentro...
Lui mi guarda, sembra come per sincerarsi che stia bene, io accenno un sì con la testa, chiudo gli occhi e aspetto che muova le dita dentro... Riapro gli occhi, lui mi guarda, poi muove la mano, le dita cominciano a scorrere, il grasso provoca un fruscio tipo "cik ciak". Le sue dita sono in fondo. Dice, credo parlando a se stesso:
" Oohh, siii, così si fa coi culi, che bello... "
Giò era assorto, impegnato a muoversi dentro il mio budello...la situazione era oramai sulla via del non ritorno, tanto vale, pensavo, godersela...
"Giò, mi hai messo due dita delle tue? Mi hai spaccato il buco... e ora come faccio... "
"Dai, non preoccuparti che poi si richiude. Se vuoi smetto e faccio con uno... però con due godi di più ! "
Cosa potevo fare e dire? Con un filo di voce tendente a uno che sta godendo rispondo così:
" Oramai sei dentro con due, è bello adesso, mi sono abituato, non importa se è rotto, vai, spingi, vai Gio, vai forte che è bello, vai sù tutto, fino in fondo, montami forte, voglio godere così..."

Il suo viso da quasi prepotente ma preoccupato diviene sì prepotente ma radioso, è troppo felice di pistonarmi dentro, ho capito che gli piace veramente, che lo fa proprio con passione, gli piace e so che è contento che ha trovato me... in effetti nessuno di noi due si sarebbe mai aspettato di arrivare a una cosa del genere...pensare che fino a qualche ora fa si era lontani da qualunque ipotesi di finire uno con le dita sù per il culo dell'altro.
Allora riparte tutto il meccanismo, la mano di Giò ricomincia a muoversi, io sento le sue due dita scorrermi dapprima piano poi più velocemente nel budello, sento la sua voce che dice "godi! godi! Adesso godi! Godi che zio Giò ti scopa il culo, godi !"
Sento il martellamento in pancia, mi viene la voglia di sentir godere anche lui.... Allungo il braccio sinistro verso di lui, riesco a arrivare al suo pisello... Lo prendo in mano ma faccio fatica... comincio anche a ansimare dal godimento procuratomi dalle sue dita sù per il culo, me le sbatte dentro, mi scopa, è instancabile, come un pistone che scorre nel cilindro aderente, sento colare dal buco, mi sento unto, aperto, mi sento come una preda infiocinata.... il solo pensiero di quello che sta accadendo mi fa godere il cervello e le viscere, non ho più ritegno, non ho più alcun pudore, voglio solo essere aperto, montato, posseduto, sfondato e riempito di sborra da zio Giò . Nient'altro in questo momento.
Riprendo a fatica a menare l'uccello di Giò ma non riesco perché lui è seduto, la sua pancia mi impedisce il movimento. Allora, allo spasimo del piacere riesco a dire:
"Giò.... Giò! Alzati, togli le dita e inculami tu! Voglio sentire che godi anche tu, godi e mi inculi ! Prova! Prova che ce la facciamo! "
Zio Giò si alza, toglie le dita dal mio buco spanato, si mette in piedi dietro di me, mi alzo anch'io gli prendo in mano il cazzetto... è duro, sembra un pezzetto di ramo... mi rigiro... entrambi, presi dalla foga, cerchiamo di inserire quei pochi centimetri di pene nel buco.. ecco... quasi...siiii! È dentro, è dentro! Nonostante il buco dilatato sento che zio Giò mi sta penetrando, a lui scappa un oooohhhhh.... Gli piace, io cerco di stringere lo sfintere il più possibile affinché lui possa sentire qualcosa... ma comunque io il cazzo suo lo sento ma quello che mi manda fuori è il sapere che sono a casa di Giò, con sua madre sopra che dorme, noi in cantina in mezzo ai salami appesi, damigiane di vino, tavoli, io chinato sul banco da macellaio con dietro zio Giò che mi sta inculando.... non posso resistere più....
Zio Giò continua a montarmi, mi tiene i fianchi e mi dà dei colpi che mi fanno restare attaccato al banco... Non esce di molto per non sfilarsi ma cerca di restare dentro e spingere contro le mie natiche affinché, schiacciando il grasso, escano fuori quei centimetri di pisello inglobati dentro...e devo dire che tredici - quattordici centimetri puri andavano dentro il mio retto, li sentivo anche perché il pisello era abbastanza largo e soprattutto era duro e mi sbatteva bene dentro, anche sulle pareti...mi faceva godere da morire...
"Menatelo! Menatelo! Godi che godo anch'io! Godi! Sborra! Dai che ti sborro nel culo! Siiii.... nel culo... "
E io, senza più nulla di quel che pensavo prima :
" Si Giò, monta, monta, spaccami il culo... Momtami, sborrami dentro, sborrami dentro!!! Aprimi il culooo!
Qualche secondo dopo sento zio Giò irrigidirsi... forse sta godendo... Adesso godo anch'io... non ce la faccio più... mi basta toccarmi tre secondi per esplodere...
"Godo...godooooooo!! Ahhh... sborroooo "
"Si Giò, sborra, sborraaa!!! "
Gode zio Gio. Mi dà dei colpi secchi, sento il suo cazzo durissimo dentro di me... sento le contrazioni, mi meno anch'io, vado in orgasmo in 2 secondi... Sento zio Giò attaccarsi letteralmente a me... lo sento mentre gode e spinge contro le mie natiche quasi a schiacciarmi contro il tavolo...sento un fiotto di liquido... Ecco, sta sborrando... si..sborra, sborra tutto zio Giò, tutto sù per il mio culo, sborra, schizzami dentro... innaffiami, allagami la pancia di sborra....
Sborro anch'io, un orgasmo viscerale profondissimo mi fa tremare le gambe e prende tutto il mio essere, dal cervello alla pancia, dal culo all'inguine e a tutte le budella... Godo come mai, poi partono due, tre, cinque... innumerevoli fiotti di sborra che schizzano dappertutto, sul banco, sulle mani, sulla parete davanti...sembro uscito da non so cosa.... e dietro, zio Giò che ha appena finito di sborrarmi in pancia, si stacca, esce, l'uccello gli cola gocce di sborra ... Io sento vuoto dentro, sento proprio come se avessi una cavità aperta... trovo il coraggio di toccarmi il culo e scoprire che ho il buco tutto aperto che cola sborra e grasso....
Mi giro, ci guardiamo io e zio Giò... non diciamo niente, lui aggrotta le sopracciglia accennando un debole sorriso come per dire "l'abbiamo fatto, non si può tornare indietro, si può solo rifare , mi è piaciuto proprio tanto farti il culo e goderti dentro".
Io mi tocco ancora il buco e alzo un po le spalle come dire "mi sono fatto inculare da te ...si, proprio tu, mai avrei pensato di farlo, guarda che buco mi hai fatto... quindi adesso che è rotto tanto vale approfittarne...
Nei tempi successivi ho portato a casa zio Giò parecchie volte e parecchie volte siamo finiti in cantina. Ciò che non è mai mancato sono stati i continui attacchi al mio buco da parte di zio Giò. Tutto si è sempre svolto nella massima fiducia e, in un certo senso, nella più totale leggerezza.... Per Giò aprirmi il buco e risalire sù era come un mantra, gli piaceva troppo e alla fine lo ha fatto piacere troppo anche a me. Quando ci vedevamo fuori eravamo normalissimi conoscenti, quando si andava in cantina avveniva la trasformazione : lui cominciava con "Fuori il culo! Dai, veloce!" col suo tono prepotente ma che non mi incuteva paura, mi incuteva soggezione e lui era fatto così, non fingeva. Ci sono state anche delle variazioni sul tema... Abbiamo avuto anche un ospite, un vecchio che guardava e aiutava, la mamma di Giò che una volta stava scendendo perché sentiva rumori. Meno male che è rimasta sopra le scale ma la scena era davvero impressionante... Lui che le dice di non preoccuparsi, che è in compagnia di un amico e di tornare a dormire mentre mi tappa la bocca e continua a scoparmi...
Poi, io arrivavo sempre lavato dentro ma lui ha cominciato anche a mettermi dentro la gomma che usava per il travaso e inserirmi dell'acqua... poi la scaricavo su un secchio e lui immediatamente, approfittando del buco aperto, mi metteva sù le dita e ravanava dentro.... Gli è sempre piaciuto tanto poter mettere le dita sù per il mio culo e rovistare dentro...figuratevi che sensazioni mi faceva provare.....
Abbiamo goduto tanto...

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