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Gay & Bisex

LdO-10 "Gola profonda dans l'Espace"


di Membro VIP di Annunci69.it Boytofun
16.08.2026    |    402    |    5 8.1
""Ma io lo voglio adesso, dammelo!" "Sclaff!" Il colpo secco risuona nel silenzio denso dell'abitacolo..."
Gola profonda dans l'espace - Lido Orizzonti - episodio 10

La strada, simile ad un placido serpente d'asfalto, si snoda sinuosa sulla laguna in direzione della sottile striscia di terra che separa il lago interno dalle grandi acque.
È calato il buio e l'Espace full hybrid sette posti, blu diplomatico, si confonde con la notte incipiente mentre, sotto la guida sicura di Mario, macina la ventina di chilometri che separano villa Alice dal locale dove ceneremo.
Amo questo luogo di confine tra terra e mare in tutte le stagioni e nei diversi momenti della giornata: sia in estate quando la canicola pomeridiana fa vibrare l'aria e il frinire delle cicale diventa stordente, sia ora, in questa serata di inizio novembre, quando, percorrendola in auto, sembra di stare fluttuanti tra terra e cielo in uno spazio onirico, sospesi tra due mondi, sulla mutevole linea di demarcazione tra ciò che siamo e ciò che, forse, vorremmo essere.
Guardo fuori dall'abitacolo, in lontananza a est, le luci della città riverberarsi deboli sulla placida distesa d'acqua e immagino altre vite, altre storie, altri corpi.

Con non casuale diplomazia, al fianco di Mario ho fatto sedere Rob: qualcosa mi dice che, nonostante il pessimo inizio, quei due potrebbero andare d'accordo.
In seconda fila, ciascuno nella sua poltroncina individuale, ci siamo io, Jules a destra e Luis a sinistra: siedo al centro perché, avendo indossato il plug comprato da Vince, voglio stare, almeno per il tempo del viaggio, con le gambe bene aperte, sensualmente appoggiate sulle cosce dei miei vicini.
Non so se questa sera sarò pronto per riceverli dentro ma, a parte il fastidio iniziale, la sensazione sta diventando piacevole e avere i ragazzi accanto è vagamente eccitante.

Davanti Rob accende la radio: le note di Dark Side of the Moon riempiono, potenti, l'abitacolo accordandosi perfettamente al paesaggio:
"all that is now
all that is gone
all that's to come
and everything under the sun is in tune
but the sun is eclipsed by the moon".
"Se questi sono i tuoi gusti musicali, allora può anche essere che ti ho giudicato male" se ne esce Mario.
"È stata pura casualità, comunque i Pink sono uno dei miei gruppi preferiti."
"Bravo pivello, almeno di musica ne capisci!" gli dà di gomito esibendo per l'occasione uno dei suoi seducenti sorrisi.
"Bene — penso tra me e me — le tensioni si sciolgono."
Guardo dietro: Vince e David in silenzio osservano il paesaggio scivolare via; sembra che, in qualche misura, anche loro ne siano catturati.

"Dove ci porti a cena?" chiede Jules rompendo il silenzio quando le note del pezzo sfumano.
Lo guardo e sistemo meglio l'incavo del ginocchio sulla sua coscia. "Ve l'ho detto! È una sorpresa che penso (e spero) vi piacerà: un locale molto particolare."
"E dai! Dicci qualcosa di più!" chiede Luis.
"Sì, anch'io voglio saperlo!" esclama Vince da dietro.
"Ve lo dico se vi calate le braghe e vi sparate un segone ora, vicino a me."
"Ora?"
"Sì, proprio ora, Luis!"
"Tu sei tutto matto!"
"Sono in buona compagnia. Dai, spogliati!"
"Non ci penso neanche!"
"Tanto dovrai farlo appena arriviamo."
"Ma non stavamo andando a cena?"
"Te l'ho detto prima che è un locale particolare."
"Accontentiamolo — propone Vince — sarà il plug che accende le voglie del nostro Bart."

Dallo specchietto centrale vedo che si appoggia allo schienale e, abbassati i pantaloni al ginocchio, inizia ad accarezzarsi. I suoi occhi nella semioscurità dell'abitacolo brillano emanando un che di magnetico.
Sento che mi sta fissando mentre inizia a toccarsi il pacco e, quasi parlando tra sé, mormora: "Questa sera ti sfondiamo, daddy."
Sarà, forse, perché indosso il "suo" dildo, ma sento che tra noi c'è una connessione.
Improvvisamente eccitato inizio a baciare, con le labbra aperte, la spalla di Luis al mio fianco che continua ad essere riluttante.
Jule, invece, dall'altro lato ha iniziato a darsi da fare.
"Dai Luis, lasciati andare: fai contento il nostro sugar" gli sussurra all'orecchio, da dietro, David.
Piano piano cresce una tensione erotica che si può tagliare con il coltello: spingo meglio il plug nel buco e poi con le due mani afferro, tremante d'eccitazione, i cazzi ormai duri di Jule e Luis.
Dietro, Vince e David si stanno masturbando con studiata lentezza in modo da essere ben visibili grazie anche alla luce di cortesia centrale accesa, con zelante discrezione, dall'impareggiabile Mario.
"Cazzo raga, che goduria: mi state piacendo un sacco, lo sapete?"
"Eccome che lo sappiamo! Ecco, assaggia la cappellona che ti piace!" Da dietro Vince si alza per quanto lo consentono le dimensioni dello spazio interno e, mentre tiro fuori la lingua con la nuca sul poggiatesta, me lo offre.
Ho il cazzo durissimo e mugugno perché vorrei sentirlo tutto fino in gola, ma la scomodità della posizione me lo impedisce.
L'atmosfera si è scaldata: Luis e Jule si mettono in ginocchio sul sedile e, con i cazzi proprio all'altezza della mia bocca, iniziano a baciarsi selvaggiamente, con animalesca passione.
Luis morde le labbra e il collo di Jule che si abbandona, eccitato, al piacere. I loro membri sono svettanti davanti alla mia bocca quasi a formare un triangolo.
Mollo per un momento il pisellone di Vince per dedicarmi ai coglioni e alle aste degli amici più prossimi: bacio e lecco, frenetico, dal basso verso l'alto; poi, mentre loro continuano il bacio selvaggio, li prendo in bocca entrambi: sia quello sottile e pulsante dell'aspirante sceneggiatore, sia l'altro, più barzotto, del futuro avvocato.
In ultima fila anche David e Vince iniziano a baciarsi.

Davanti, invece, l'ambiente è decisamente tranquillo: Mario continua a guidare, mentre Rob, serafico, guarda il panorama.
"Ehi pivello! Ho l'impressione che ceneremo tardi questa sera. Facciamo uno scherzetto ai finocchi?"
"Tu sei bastardo dentro! Ci sto! Cosa vuoi fare?"
"Solo farli spaventare un po': reggiti forte!"
Noi cinque dietro, presi dai cazzi nostri, non ci accorgiamo di nulla: Mario accelera, poi, quando il tracciato si allarga in corrispondenza di uno spiazzo panoramico per l'osservazione della laguna, tira il freno a mano.
La macchina compie alcuni giri su se stessa e, colti alla sprovvista, veniamo sballottati da un lato all'altro dell'abitacolo.
Dura tutto pochi secondi.
Luis cade su di me che scivolo sul petto glabro di Jule finendo con la testa tra le sue cosce; David viene sbalzato accanto a Vince che alza il braccio tatuato per impedirgli di prendere una testata sul vetro: si ritrovano aggrovigliati e quasi abbracciati.
Quando, increduli e ammaccati, chiediamo all'unisono cosa sia successo, Mario e Rob scoppiano a ridere come pazzi piegandosi in due.
Mi sono spaventato ma, fortunatamente, nessuno si è fatto male; inoltre non posso fare a meno di constatare, con soddisfazione, che le tensioni tra Mario e Rob si sono appianate e, anzi, i due sono diventati complici.
"Finite con calma le vostre schifezze, noi ci fumiamo una sigaretta!" Scendono e ci lasciano soli.

"Dove eravamo rimasti?" chiedo, infoiato, riassumendo la posizione di prima.
"Eravamo rimasti che avevi due cazzi in bocca, adesso invece ne prendi quattro!" esclama David.
"Oh sì, voglio essere troia!"
"Lo sei — prosegue Vince — e devi anche bere tutto! Vorrai mica sporcare questo bel salottino?"
Luis e Jule riprendono a baciarsi davanti a me: accarezzo le loro palle piene, baciandole e saggiandone la consistenza soda con le dita prima di leccare le aste e prenderli di nuovo in bocca.
Dietro anche David e Vince si baciano e, mentre lo fanno, portano i loro cazzoni, quello deliziosamente ricurvo del rosso e quello dritto e regolare del barbettino, nello spazio tra i poggiatesta. Girandomi alternativamente la testa dal retro, mi offrono ora uno, ora l'altro di modo che, in alcuni momenti, riesco a gustarne tre in contemporanea.
L'atmosfera è orgiastica: solo io, il succhiatore selvaggio, sono rimasto vestito: i miei giovani ospiti sono ormai quasi del tutto nudi.
L'abitacolo è pieno dei loro odori maschi e arrapanti.
"Oh sì, sì! Cazzo godo!" quasi urlo nei pochi istanti in cui mi liberano per darsi il cambio e aggiustare la posizione.
"Godi succhiacazzi, bevila tutta!"

Ormai tra la fila davanti e quella dietro è tutto un orgiastico delirio di corpi; tutti baciano tutti: David e Vince si sono sporti in avanti e hanno preso a slinguare rispettivamente con Luis e Jule. Quest'ultimo ha perso il controllo e, eccitatissimo, mentre offre la bocca spalancata alla lingua del rosso, si mette un dito in culo e mugugna di godimento palesando le sue inclinazioni passive.
Ma in questo momento non mi importa nulla se, per partecipare al "mio" weekend, si è finto attivo. Anzi con lui potrei sperimentare nuove frontiere oppure allearci per soddisfare i torelli.
Ma sono pensieri, suggestioni anzi, che durano lo spazio di un secondo: ciò che importa ora è che quattro cazzi, durissimi, umidi, pieni occupano interamente il mio campo visivo.
"Voglio la sborra!" riesco a urlare in un breve attimo a bocca vuota.
"Ah sì? La vuoi? Prendila!" David allarga il braccio per allontanare gli altri poi, facendo forza sullo schienale, afferra il collo e spinge dentro la bocca. Avanti indietro, indietro avanti sempre più veloce: il suo cazzo diritto e delizioso arriva fino alla gola.
"Oh minchia! Sì, sì!"
Sento la sua sborra riempire tutto il cavo orale e, superato un piccolo rigurgito, avido, deglutisco.
Gli altri, aspettando il proprio turno, si segano, si baciano, si amano con gli occhi posseduti dalla brama.
Anch'io sono vicino all'orgasmo senza toccarmi.
Luis è pronto; quando si avvicina per offrirmelo, non so perché, noto le sue orecchie piccole disegnate come un fumetto, poi accolgo il cazzo barzotto: la sua sborrata è densa, meno abbondante della precedente ma non meno gustosa; mi passo la lingua sulle labbra e ingoio.
Nel frattempo Vince fa il monello.
Non so come, ma riesce ad arrivare sulla nostra fila e, soddisfandone le voglie passive, appoggia il cazzone ricurvo sulle chiappe di Jule che, posizionato di fronte a me, è incapace di trattenersi: non appena Vince fa il primo affondo geme e mi sborra in faccia inzaccherandomi tutto il maglioncino.
In questa serata folle il fuoriprogramma è gradito: gusto comunque il semino del letterato pulendogli il cazzo con la lingua; poi, mentre gli altri, letteralmente spompati, restano seduti, fisso Vince negli occhi e apro la bocca.

Ci guardiamo.
"Che troia che sei!"
"Sì."
"Adesso la bocca, più tardi il culo!"
"Sì."
Appoggia le braccia sullo schienale e si avvicina: vedo il cazzone ricurvo, le palle cariche, sento il suo odore lievemente sudato di maschio eccitato.
Faccio per prenderlo in bocca, si ritrae: "Devi imparare a controllarti, a non essere ingordo: decido io i tempi!"
Gli altri, sfiniti, ci guardano.
"Ma io lo voglio adesso, dammelo!"
"Sclaff!" Il colpo secco risuona nel silenzio denso dell'abitacolo. Poi ancora "sclaff": Vince mi sta schiaffeggiando col cazzo duro; sento i suoi deliziosi colpi sulle guance accaldate.
"Minchia, mi piace! Dammene ancora!" grido, fuori controllo, dimenando il collo sul poggiatesta.
"Spogliati."
"Ho freddo."
Schiaffo. "Spogliati, ho detto: solo uno sfigato scopa vestito!" Altra schiaffata di cazzo.
Mi spoglio veloce.
"Guardatelo amici — dice indicando il dildo — si sta preparando: presto imparerà a prenderlo anche dietro, questo fallito!"
I ragazzi esprimono mormorii di approvazione che non riesco a decifrare.
Vince sputa sul mio petto poi mi siede sopra e inizia a muoversi ritmicamente.
Sentire la sua saliva colare sul petto porta all'apice l'eccitazione: afferro i suoi capelli rossi, vorrei mangiare ogni lentiggine, mordergli il collo da torello scalpitante.
Continua ad usare il mio corpo sfregandovi il cazzone per qualche minuto poi, dalla leggera contrazione delle sue gambe, capisco che è pronto: me lo infila in bocca e, spingendo fino in fondo, arriva a toccare la gola con la cappellona ricurva.
"Oh si!"
Esplode dentro in un fiotto pazzesco che disseta ogni papilla e, mentre affogo in quel mare caldo, sento qualcosa liquefarsi dentro e raggiungo un orgasmo totale, fisico e mentale, eiaculando lì sul sedile, mentre deglutisco lentamente il suo seme fino all'ultima goccia.

"Ehi pivello! Mi sa che hanno finito!" esclama Mario lanciando l'ennesimo mozzicone nella laguna, che lancia un fugace bagliore prima di spegnersi al contatto con l'acqua poco distante.
"Allora andiamo?"
"Sì, anzi si è fatto tardi: da "Nudi e Crudi" ci stanno aspettando!"
"Dove, scusa?"
"Come, non ve l'ha detto?"
"No."
"Vedrai: è un eccellente ristorante di pesce con una caratteristica unica."
"Quale?"
"Si mangia nudi!"
"A novembre?"
"Tutto l'anno: ma non ti preoccupare! Quando arriviamo proponiti come dominus della serata: sarai tu a condurre la tavolata e hai il diritto di scegliere il magister vinorum."
"Il che?"
"Il maestro dei vini che, oltre a consigliarti nella scelta delle vivande, deciderà cosa e quanto ciascuno potrà bere."
"E ovviamente sarai tu, immagino?"
"Beh, mi sembra il minimo! Dai, andiamo!"
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