Ldo-14 "Tre amici, una notte"
Boytofun
Mario li ha accompagnati alla stazione e hanno preso il regionale per Bologna dove poi si separeranno per raggiungere, ciascuno, la propria destinazione. Luis, il più fortunato, dovrà prendere solo un mezzo urbano per raggiungere il suo squinternato appartamento da studente, mentre Rob e Vince attenderanno le coincidenze per, rispettivamente, Padova e Pescara.
“Bho,” risponde col faccino triste Luis, “ho guadagnato qualche soldo ma sono partito con un amico e ora torno da solo. Mi sembrava tutto così “malato” in quel posto assurdo!”
“Tu hai una scuffia bella tosta per Jules, vero?” gli chiede Rob.
“Ma no! Cosa dici? Solo che fino all’altro giorno eravamo complici, molto uniti e avevamo deciso insieme di, insomma, fare delle cose un po' hot per tirare avanti con le spese. Non avrei mai immaginato che si sarebbe creata una situazione simile!”
“Rob,” commenta sornione Vince, “il nostro amichetto qui è altro che innamorato! È completamente perso! Possibile che non capisci che il “tuo” Jules è un opportunista e ti ha scaricato con un vecchio perché ha sentito il profumo del lusso?”
“Sicuramente non è l’unico ad essere opportunista, se la mettiamo su questo piano!”
“Certamente no,” interviene Rob, “a tutti servono degli aiutini, ma concordo con te sul fatto che in quel cazzo di posto c’era qualcosa di sbagliato. Io non ci sarei mai rimasto!”
“Ed è qui che sbagliate, cari i miei finocchi! Ma dove la trovate un’altra situazione così?” Vince si sporge in avanti, abbassando la voce con un sorriso tirato. “Pensateci: uno sfondato di soldi, completamente fuori di testa, che gode nel farsi usare. Ci copre d’oro per spompinare, farsi prendere nel culo o pisciargli addosso. È la nostra occasione per svoltare e io non me la lascio scappare. E voi, a meno che non siate ricchi — e non mi sembra proprio — o fessi, dovreste fare lo stesso!”
“Facile parlare per te,” ribatte Luis a denti stretti. “Intanto Bart farà pure la passivona, ma con Jules ci è andato fino in fondo!”
“Ed ecco cosa ti rode, caro il mio Luis!” Vince ridacchia, indicandolo con l'indice. “Ti brucia che il tuo amichetto sia stato più furbo di te. Ha capito subito come girava il fumo: ha fatto finta di fare il dominante per prendersi l'ingaggio, e un secondo dopo aveva già in pugno il vecchio inventandosi giochi nuovi per farlo godere.”
“Sì, e sentiamo,” lo interrompe Rob sardonico, “visto che hai risposte per tutto, cosa fai quando Bart decide che vuole scopare te?”
Vince sbuffa una risata e scuote la testa: “Non ti facevo così ingenuo, Rob. Finché il vecchio vuole leccare, mi va benissimo. Ma se ci prova? Gli sputo in faccia, gli do schiaffi di cazzo, lo piscio, lo lego, gli cago persino addosso se serve. Non capite che è proprio quello che compra? Bart paga per farsi umiliare. Raga, sveglia: quella villa è una miniera d’oro!”
“Sì, e la tua libertà? La tua dignità dove la metti, Vince?” interviene Luis, scuotendo la testa.
“Non venirmi a fare la morale frocetto del cazzo, che l’affitto eccome se te lo sei fatto pagare! Caro Luis, forse non hai visto le auto d’epoca che ha: mi assume come meccanico responsabile del suo parco auto e io ci vado!”
“Modera i termini per favore. Io non ti ho offeso. Mi hai insultato senza rispondere alla mia domanda: la tua libertà dove la metti?”
“Dai bro! Tranquilli,” interviene Rob, “Vince ha dei modi del cazzo ma voleva solo farsi capire!”
“Grazie Rob! Comunque rispondo a tutti e due: la mia libertà resta intatta. Mi faccio fare un contratto. Vitto e alloggio a carico del vecchio, giorno libero a settimana. Extra quando vuole la sborra e, se mi rompo il cazzo, ciao ciao!”
“Si vede che tu gli piaci di più: a noi non ha proposto quello che ha offerto a te!”
“Rob sei uno cazzuto, non mi deludere! Evidentemente non hai saputo chiedere. A quanto ho capito sei muratore o qualcosa del genere: fatti assumere anche tu come addetto alla manutenzione di quella cazzo di villa assurda e svolti!”
“Non ho nessuna qualifica, è quello il mio problema.”
“Vedi che sei scemo? Hai sentito che quel drittone di David si fa pagare il corso da consulente finanziario? Fai la stessa cosa no? Ti fai assumere come manutentore generico, e poi ogni volta che lo scopi, chiedi al porco di foraggiarti la formazione professionale: una volta elettricista, una volta idraulico ecc. Scopi, acquisti competenze, vivi la bella vita e, poi, se le cose cambiano… CIAO!”
“Non ti facevo così strategico!”
“Ed io cosa potrei fare?” chiede Luis.
“Se ho capito bene, studi legge giusto?”
“Sì.”
“Allora, come prima cosa, dovresti essere più furbo!”
“Fottiti Vince!” risponde Luis voltandosi verso il finestrino, palesemente infastidito.
“Dai, sto scherzando!” Vince alza le mani con un sorriso sornione, per poi appoggiarsi ai braccioli e sporgersi di nuovo. “Se fossi al posto tuo: primo, fanculo Jules che, come tutti noi, non ha scrupoli. Secondo: ingoi il rospo, gli dai qualche altro colpo e, oltre all'affitto, ti fai saldare le tasse universitarie. Terzo: uno come il nostro Bart conoscerà sicuramente un sacco di gente. Gli chiedi di introdurti nel giro giusto e diventi avvocato in un settore dove girano i soldi veri. Che ne so... SpA, multinazionali, cose così.”
Luis rimane in silenzio per qualche secondo, fissando il paesaggio che scorre fuori dal treno. Si morde il labbro, palesemente combattuto tra l'orgoglio ferito e la concretezza di quello che ha appena sentito. Poi sospira, passandosi una mano sul viso.
“Sei un maranzone senza rimedio...” mormora, girandosi lentamente verso di lui con una smorfia tra il rassegnato e il divertito, “...ma, cazzo, in effetti mi stai dando delle idee.”
Vince si accarezza compiaciuto il petto: “Vedi? L’avevo detto fin da subito! Lascia perdere la morale e diventa più furbo!”
“Ehi Bro! Stiamo arrivando a Bologna, prepariamoci!”
“Raga,” propone Vince, “visto che abbiamo rotto il ghiaccio perché non facciamo serata insieme qui nella rossa?”
“Dotta e grassa, anche! Io ci sto: se facciamo tardi potete fermarvi da me. Così non mi viene la malinconia di stare a casa da solo!”
“Bella Zio!” conferma Rob facendo l’occhiolino a Vince seduto di fronte a lui. “Ci sto e vedrai che la malinconia te la facciamo passare noi!”
Dato che si sono ormai passate le sei decidono, su proposta di Luis che conosce il giro, di andare da “Lajthiza”, un bar non lontano da casa che, nelle domeniche d’inverno, organizza disco aperitivi molto apprezzati tra gli universitari.
“Raga, questa sera offro io, visto che, a differenza vostra, sono già assunto!”
“Grande Vince, sei un mito!”
Si siedono al tavolino ed ordinano un primo giro di spritz con pizzette e snack vari.
“Al nostro futuro, amici!”
“A noi e a una vita fortunata e tanto, tanto ricca!”
“Evvai!”
Il volume della musica si alza, le note di Confession II sapientemente remixata riempiono il locale: nei tavoli vicino qualcuno inizia a ballare, qualcuno, già troppo allegro, a lanciare taralli, uno dei quali finisce diritto nel bicchiere di Luis sporcandogli il maglioncino.
Vince e Rob ridono della grossa.
“Tenero Luis! Sei proprio un po' sfigato!” commenta Rob.
Luis che, meno abituato degli altri a bere, è già vagamente alticcio, recupera il tarallo con indice e pollice: “Io la sfiga me la mangio! Guardatelo! Non vi sembra un buchetto slabbrato, questo tarallino?”
“Ma come sei diventato sboccacciato, signorino avvocato!” ride Vince con l’occhio che si accende d’un guizzo malizioso.
“Un altro giro per favore!” Rob alza il braccio per farsi notare da quelli al bancone.
When, finalmente, arrivano a casa Luis è visibilmente ubriaco e anche Rob e Vince non si sono risparmiati.
“Ecco, la casa è tutta qui: abbiamo solo due letti.”
“Possiamo unirli, così ci stiamo tutti e tre!”
“Jules non vuole, ci tiene al suo letto!”
“Ancora con questo Jules? Lascia fare a noi! Ce l’hai un lenzuolo più grande?”
“Posso prendere il copridivano, di là in cucina.”
“Buona idea!”
Barcollante com’è, l’operazione richiede qualche minuto: quando Luis torna nella zona notte, illuminata solo da una logora abat-jour posizionata a terra, i suoi nuovi amici sono già distesi ai lati opposti dell’improvvisato giaciglio.
“Dai, stenditi qui!” lo invita Rob indicando lo spazio centrale; indossa solo un boxer ampio a righe, mentre Vince, più audace, indossa una canotta lunga che gli arriva, coprendola in parte, al pube facendo intuire la sua nudità a riposo.
Luis ha un attimo di esitazione: sente che sta per succedere qualcosa che ricorderà a lungo.
Rob che, col busto sorretto dal gomito, è quasi poggiato con la schiena alla parete del muro, lo invita di nuovo: “Dai vieni, non avrai mica paura.”
Vince, disteso con le braccia aperte sotto la nuca, ha gli occhi socchiusi: la luce debole della stanza disegna in chiaroscuro la prestanza delle sue gambe.
Luis, incerto, gattona verso il letto e si stende in mezzo con il cuore che gli batte nel petto.
Per qualche minuto sembra non succedere nulla: oltre al battito del cuore, il futuro avvocato sente gli ultimi rumori del traffico che provengono, attutiti dalla strada, come se fossero di un altro mondo.
Tutto succede in modo onirico, molto dolce.
Quasi all’unisono le mani dei suoi ospiti iniziano ad accarezzargli le gambe. Rob dalla coscia verso il basso e Vince in senso contrario.
Luis chiude gli occhi: oltre al battito sente ora anche il respiro farsi affannoso. Gli gira piacevolmente la testa.
Una mano, non saprebbe esattamente dire di chi, si fa strada tra la tuta e lo slip. Sente il cazzo indurirsi all’istante.
Riapre gli occhi: Vince, veloce, gli sfila la tuta, Rob invece continua ad accarezzarlo proprio lì per poi liberarlo dell’intimo.
I due complici sollevano i busti e proprio davanti al suo viso iniziano a baciarsi.
Prima sono solo due labbra che si sfiorano incontrandosi, poi si aprono e, dalla posizione distesa in cui si trova Luis, vede le lingue che iniziano a cercarsi più audaci.
Alla vista di quel bacio complice la sua eccitazione cresce, libera da ogni remora: prova ad unirsi a quel duplice bacio animale sopra di lui ma, per ora, senza esito.
Allora scivola leggermente sul letto e, arrivato all’altezza giusta, afferra i loro cazzi duri e bagnati.
Sente sul palmo quello curvo del rosso abbandonarsi alle sue carezze, e sull’altra mano quello turgido di Rob che fatica a stringere.
Li masturba lentamente mentre loro continuano a baciarsi.
Luis è talmente eccitato che il suo cazzo, ragguardevole e barzotto, anche se meno grosso degli altri, fa la bavetta: lasciati un attimo i ragazzi, allunga la mano e, portatasela alle labbra, ne assapora il filamento trasparente.
Finalmente viene coinvolto nel loro bacio: le sue labbra si trovano al centro di due lingue smaniose che vogliono schiuderle; Rob inizia a fargli una sega, Vince invece gli solletica l’ano percorrendolo prima, e puntandolo poi, con l’indice inumidito.
Luis si irrigidisce: non lo ha mai preso ed ha paura anche se, in una sera come questa, tutto è possibile.
“Tranquillo cucciolo, non accadrà nulla che tu non desideri davvero.”
La voce di Vince è suadente, rassicurante.
“Scusa...”
“Sssth! Con un buchetto così non devi mai chiedere scusa, rilassati.”
Rob continua a baciarlo e a masturbarlo.
Luis geme e i suoi gemiti aumentano quando il rosso lo trascina in fondo al letto e, messe le gambe sulle spalle, inizia a sputargli proprio lì sul buco.
Sputa e massaggia, prima con l’indice poi col pollice. Massaggia e sputa.
Nel frattempo, davanti, il bacio di Rob si è fatto, se possibile, ancora più avvolgente: la lingua affonda e poi repentina gli avvolge il collo, alternandosi con piccoli, deliziosi morsi.
Luis inizia a contorcersi, non ha mai goduto così tanto.
Però quando, dietro, Vince affonda, il dolore è troppo forte.
“Tranquillo, non accadrà nulla che tu non voglia.”
Gentilmente lo fa alzare sul bordo del letto improvvisato ed entrambi, sempre più complici, gli si parano davanti, meravigliosi come due demoni antichi nelle loro perfette, seppur diverse, nudità erette.
Luis inizia a succhiare, a lungo, a fondo, prima uno, poi l’altro; poi insieme.
Vorrebbe che quella notte speciale non finisse mai.
Succhia e si sega; gli altri, di tanto in tanto, alternandosi, gli baciano le piccole orecchie in rilievo, gli mordono il collo e i capezzoli che diventano duri come l’acciaio.
“La vuoi?” chiede Rob.
“Sì!”
“Dove?” domanda Vince.
“Voglio sentirla addosso!”
“Stenditi allora.”
Steso di schiena allarga le braccia leggermente, guardandoli uno da un lato e l’altro dall’altro.
I loro movimenti sono sempre più veloci, i corpi leggermente sudati e la piccola camera satura dei loro odori a cui, troppo presto, se ne aggiungeranno altri più acri ed intimi.
“Oh sì, sì! Vengo! Cazzo!”
Il fiotto di Rob è potente, denso: un gocciolone bianco, gigantesco lo colpisce sopra l’ombelico seguito da un’eruzione copiosa che lo inonda.
Passano pochi secondi e, dall’altro lato, un gemito sordo precede un’esplosione liquida che lo colpisce proprio sotto il mento e, deliziosa, cola tra i pettorali accennati.
Ma non è finita: con grande generosità i suoi amici si calano a baciarlo e, alternati, gli stringono il cazzo quasi a fargli male.
Coperto di sborra, pazzo di eccitazione, il corpo esile di Luis si contrae sul materasso in spasmi di godimento puro fino a quando schizza con un urlo liberatorio.
Un secondo dopo Rob — evidentemente è stato lui a dargli l’ultimo affondo — gli porge la mano sulle labbra.
Luis riconosce il suo odore che tante volte ha assaggiato nelle timide masturbazioni solitarie prima di incontrare Jules e, libero da ogni pudore, percorre con le labbra la manona di Rob gustando, fino in fondo, se stesso.
Si addormentano così avvinghiati, appiccicosi e meravigliosamente svuotati di ogni tensione.
La mattina dopo quando Luis si sveglia la casa è vuota.
Sul tavolo un biglietto: “Ciao avvocato, questa notte hai superato te stesso. Ci vediamo il prossimo weekend a Villa Alice e ci sentiamo prima! Gatto Rob & volpe Vince”.
Luis sorride, divertito e quasi commosso, e, finalmente, fa una doccia.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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