Lo Stagista - Capitolo 2
archer81
Eravamo in piedi al centro della stanza buia completamente nudi ed abbracciati mentre le nostre lingue si intrecciavano vorticosamente esplicitando la tensione erotica che si era impossessata di noi.
Sentivo il suo cazzo grosso e duro che premeva sulla mia pancia mentre con una mano aveva afferrato una mia chiappa stringendola con forza e provocandomi un leggero impercettibile dolore.
Ero completamente abbandonato al volere di Francesco, pronto a soddisfare ogni sua richiesta.
Mi ordinò di mettermi carponi sul letto spingendo in fuori il culo ed allargando i miei glutei con le mani; non esitai un istante ed eseguii il suo ordine velocemente.
Rimasi in quella posizione per qualche istante sentendo i suoi passi che facevano scricchiolare il parquet della camera ma non avendo percezione di cosa stesse facendo.
“Hai un culo meraviglioso, una pesca dolce e carnosa e questa sera sarai mio” mi disse all’ improvviso spezzando quel silenzio carico di erotismo.
Lo sentii avvicinarsi e appoggiarsi al letto sostituendo le sue mani alle mie nel tenere divaricati i miei glutei. Mi spinse leggermente avanti e caddi sui gomiti mettendo ancor più in vista il mio buco.
Poco dopo sentii la sua lingua insinuarsi nel mio buco leccandomi con intensità e voracità mentre dapprima sommessamente e poi sempre più rumorosamente emettevo dei gemiti di piacere.
“Sì, ti prego non smettere mi stai facendo impazzire” dissi flebilmente al mio uomo inarcando la schiena per assaporare ancora di più quel piacere estremo.
All’improvviso uno schiaffo colpì la mia natica destra facendomi sobbalzare: lui aveva deciso di cambiare posizione e si sdraiò accanto a me abbracciandomi da dietro.
Prese a leccarmi il collo alternando piccoli morsi a potenti leccate facendomi venire la pelle d’oca per il piacere.
Una mano si insinuò nel mio culo e prima un dito e poi due si fecero largo al suo interno.
“Rilassati chè se ti irrigidisci è peggio” mi disse cogliendo immediatamente un mio disagio a quella violazione a cui non ero abituato.
Provai a rilassarmi cominciando ad apprezzare la stimolazione a cui ero sottoposto e cominciando a gemere intensamente quasi urlando.
Francesco apprezzava la mia reazione e sentivo il suo cazzo duro premere contro la schiena.
Cercai con una mano di afferrare il suo cazzo per stringerlo e masturbarlo ma venni immediatamente bloccato: “Non mi sembra di averti ordinato di fare nulla di ciò… dovrò insegnarti ad ubbidire senza prendere l’iniziativa”.
Estrasse le dita dal mio culo e cominciò a colpirmi le chiappe con sberle decise e forti riempiendo il silenzio della stanza del suono degli schiaffi che colpivano i miei glutei.
Sorprendendo me stesso non riuscii a trattenermi ed iniziai a gemere nuovamente provando un piacevole dolore che non dava fastidio ma anzi amplificava ulteriormente il mio piacere.
“Brava la mia Troia, vedi che se ti lasci andare godi di più? E questo è solo l’inizio”.
Neanche sentii le sue parole tanto ero sopraffatto dal piacere.
Tornò poi ad infilare le sue dita nel mio culo forzando il mio buco che sembrava essersi bagnato dal piacere.
Godevo, godevo nelle mani di quel ragazzo che sapeva che avrebbe potuto farmi tutto ciò che voleva e che mi stava facendo superare ogni mio limite.
Dopo diversi minuti di quel trattamento decise che era giunto il momento di andare oltre ed estrasse le sue dita sostituendole immediatamente col suo cazzo.
La sua cappella era appoggiata al mio buco e forzava lentamente l’entrata cercando di farsi spazio dentro di me.
Sentivo dolore e cominciai a lamentarmi quasi cercando di sfuggire al suo cazzo.
Francesco mi abbracciò con ancora più forza e mi disse di stare tranquillo e di alzare la gamba per facilitare l’ingresso.
Senza che me lo aspettassi spinse dentro la cappella e un pezzo del suo cazzo facendomi sobbalzare ed urlare dal dolore.
Rimase fermo così facendomi abituare a quella nuova intrusione mentre mi baciava le labbra e mi leccava il collo.
Quando ebbe capito che mi ero tranquillizzato spinse ulteriormente il suo cazzo entrando dentro di me fino in fondo.
Mi sentivo violato, aperto e riempito ma la cosa non mi dispiaceva tanto che con un sibilo di voce riuscii a dire: “È stupendo cucciolo”.
A quelle parole sentii il suo cazzo ancora più duro e grosso dentro di me e Francesco iniziò dapprima lentamente poi sempre più intensamente a scoparmi stringendomi forte a sè per non perdere il ritmo.
Gemevo ed urlavo senza vergogna per il piacere che stavo provando e per quelle nuove sensazioni che stavano pervadendo il mio corpo e la mia anima.
Mi fece poi sdraiare sulla schiena e mettendo le mie gambe sulle sue spalle riprese a scoparmi: “Voglio vederti in faccia mentre godi come una Troia” mi disse riprendendo a cavalcarmi con la stessa passione di prima.
Godevo ed inarcavo gli occhi quasi non rendendomi conto di ciò che stava accadendo nella stanza.
“Sei la mia Troia?” mi domandò quello splendido toro da monta senza ricevere alcuna risposta da me.
Mi colpì con uno schiaffo ordinandomi di rispondere. Emisi un flebile suono di assenso che non fu sufficiente tanto che un nuovo schiaffo mi colpì in volto.
Capii allora e risposi: “Si, sono la tua Troia solo tua”.
“Questo culo è mio?”
“Sì solo tu, solo tu puoi averlo”
“Quindi posso farci quello che voglio?”
“Tutto quello che vuoi”
“Allora ci sborro dentro”
Aumentò ulteriormente l’ intensità della cavalcata sbattendomi senza alcuna pietà.
Il suo volto era una maschera di piacere e depravazione che lo rendeva quasi irriconoscibile mentre si vedeva che cercava di arrivare al culmine del piacere.
Emise dapprima un rantolo e poi un urlo liberatorio mentre sentivo schizzi potenti colpirmi le pareti interne del mio culo che per la prima volta nella vita veniva allagato da qualcuno.
Si accasciò su di me scivolando nuovamente al mio lato ed abbracciandomi con dolcezza.
I nostri respiri affannosi erano l’ unico impercettibile rumore della stanza buia illuminata dal lampione della strada.
Appoggiò la testa sul mio petto e baciandolo mi disse: “Grazie papi”
“Grazie a te cucciolo” risposi mentre il mio braccio cingeva il suo corpo.
Ci addormentammo così, lui cullato dal mio respiro mentre il mio culo lentamente rilasciava la sborra con cui mi aveva riempito.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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