Gay & Bisex
Pompino e estasi
17.05.2026 |
2.118 |
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"Andrea sta disponendo di una parte di me, il mio cavo orale, come se non appartenesse ad una persona..."
Muovo il braccio in avanti, afferro la maniglia metallica e fredda, e apro il portone. Mi faccio coraggio. Il mio cuore batte all'impazzata nel petto. Forse non mi sarei dovuto spingere a tanto. Ma, ormai, sono qui, e sono troppo eccitato per tornare indietro. Entro, e mi accoglie un'atmosfera scura, con deboli luce soffuse. Un odore di incenso. "Curioso" - dico tra me e me, ma è piacevole. Ed eccolo lì, Andrea, al centro del salotto, seduto su una sedia. Andrea è un uomo maturo risoluto. Ha le gambe divaricate. Indossa dei pantaloni classici, la cintura è già slacciata, la patta abbassata; ha una canotta bianca resa visibile da una felpa a zip aperta. Sarà rientrato da poco anche lui. Mi guarda. Ha lo sguardo colmo di lussuria. Due occhi scuri, penetranti, fissi e severi. Resto imbambolato, rigido, e non so cosa fare."Vieni qui, cucciolo" - mi dice, quasi dolcemente.
Obbedisco all'ordine. Mi sposto.
Sono di fronte ad Andrea. Ha i pantaloni leggermente abbassati, e vedo le sue mutande. Indossa dei boxer color blu scuro, che mostrano un generoso rigonfiamento. La mia bocca si riempie di saliva. Mi abbasso in ginocchio, ai suoi piedi. Mi ritrovo in mezzo alle sue gambe. Lo guardo, mi guarda, e poggio il mio naso sul suo rigonfiamento. Strofino a destra, a sinistra, e gli dò un bacio. Mugola di piacere. Si abbassa i boxer, e io lo aiuto. Il suo membro è in vista. Non è ancora completamente eretto, ma noto che è già bagnato sul glande. Dovrà essere molto eccitato. Lecco l'asta, lentamente, guardando Andrea negli occhi, dalla mia posizione di sottomissione. Il suo cazzo si indurisce sempre di più, e diventa sempre più grande. Gli avvolgo la grossa cappella tra le labbra, e la mia saliva si mischia al suo precum. Comincio a pomparlo lentamente, accogliendo in bocca tutto ciò che riesco e massaggiandogli le palle. Andrea gode moltissimo.
Ma Andrea non è tipo da sesso dolce e tranquillo. Mi prende la testa con la mano destra, e comincia a guidarmi. È lui il direttore del gioco, ora. Non gli bastano le mie pompate fino a metà asta, ne vuole di più. Ad Andrea piace sentire i miei conati di vomito mentre cerco di prenderglielo tutto, gli piace avere tutto il cazzo insalivato per bene e gli piace vedere il mio viso lacrimante pieno del suo precum. E questo piace anche a me. Mi spinge la testa fino in fondo, fino a toccare i suoi peli pubici. Soffoco. È scomodo, ma mi fa sentire terribilmente bene. Sentirmi a disposizione di un uomo virile mi fa venire i brividi dappertutto.
Andrea mi prende tra le braccia, si alza e con lui mi alzo anch'io. Ci baciamo appassionatamente. Le nostre lingue si toccano, si scambiano liquido e si intrecciano. Lui mi domina anche a questo livello: spinge la sua lingua dentro la mia bocca con prepotenza; io gliela ciuccio un po', come se fosse una cappella. Le nostre mani vagano e palpano il corpo dell'altro. Mi toglie la maglietta, io spoglio lui. Ci troviamo così: corpo contro corpo, con i cazzi duri, e il suo membro, molto più grande del mio, che preme sulla mia pancia, lasciandola bagnata.
Andiamo in camera, e io mi posiziono sul letto. Sono disteso, a pancia in su, e con la testa sul bordo. Lui è in piedi, davanti a me, che si masturba. Si avvicina e mi ritrovo con il suo membro poggiato sul viso. Un odore virile attraversa le mie narici. Mi eccito terribilmente. Andrea mi fa aprire la bocca, posiziona il suo cazzo e comincia a spingerlo dentro la mia gola. Un ritmo lento, che si fa gradualmente più veloce e deciso, così come si fanno sempre più profonde le spinte che dà. Andrea geme. Mi apostrofa: mi chiama bocchinara, cagnetta, sborratoio. In effetti, sono uno sborratoio. Andrea sta disponendo di una parte di me, il mio cavo orale, come se non appartenesse ad una persona. Mi sta reificando, riducendo a suo personale oggetto di stimolazione, e questo mi fa impazzire. Un conato, due conati... Andrea mi concede qualche secondo di calma, ma poi torna a fare il toro e a farmi suo. Non capisco più nulla. Non sono più me stesso. L'unico mio desiderio è soddisfare quel maschio, essere in unità con lui. Il sesso è una strada per l'estasi, e tramite esso ci ricongiungiamo alla natura, tanto aliena nella vita di tutti i giorni quanto ci è intimamente propria. Un piacere intenso nella zona dei miei genitali: sono venuto. Nessuno mi ha stimolato, ma il liquido si è fatto strada da sé. Ho la pancia e il petto pieni del mio sperma, e Andrea non resiste. Fa un passo indietro, mi toglie il ciuccio dalla bocca, e comincia a masturbarsi furiosamente. Io me ne sto lì, con la bocca aperta, e mugolo. Due, tre, cinque potenti fiotti sul mio palato. Sento la sborra sulla mia lingua. Andrea è esausto. Io ingoio tutto e gli riprendo il pene in bocca.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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