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Gay & Bisex

Prime esperienze


di Membro VIP di Annunci69.it Oldpig49
11.03.2024    |    692    |    2 9.4
"Non ricordo esattamente quando iniziò la mia passione per il pene ma ricordo perfettamente la prima volta che accarezzai il cazzo eretto di un mio coetaneo, ..."
Non ricordo esattamente quando iniziò la mia passione per il pene ma ricordo perfettamente la prima volta che accarezzai il cazzo eretto di un mio coetaneo, forse non era ancora un vero cazzo ma un pisello duro e prepotentemente eretto in tutta la sua potenza, ci carezzammo a vicenda fino ad avere un piacevole e struggente godimento.
Da allora oltre all’universo femminile, inarrivabile e solamente immaginato, vista la mia tenera età, il cazzo riempì i miei desideri sessuali e le mie mani, alle volte con i miei compagni di strada facevamo a gara a chi venisse prima e ci masturbavamo a vicenda e mi accorsi da subito che il mio piacere era quello di toccare, impugnare, scappellare il cazzo di un altro, gustare la sua durezza e la morbidezza della pelle immaginando di poterlo succhiare per sentirne il sapore.
Mio cugino, più grande di me di due anni, spesso mi coinvolgeva in questi giochi sessuali e mi ricordo che un giorno, chiusi nella cabina di uno stabilimento balneare cercò di sodomizzarmi, io non mi sognai neanche un secondo di contraddirlo e mi misi con le mani poggiate sulle assi legnose della cabina appizzando il culo come una vera troia, stupito dal mio naturale atteggiamento mignottesco aspettavo con ansia di sentire la cappella calda e gonfia penetrare nel mio buchetto.
Non essendo molto pratico cercò di sodomizzarmi ma il dolore fu talmente forte che mi uscirono le lacrime dagli occhi.
Rimasi deluso da quell’esperienza ma, tornato a casa incominciai a masturbarmi pensando all’accaduto e immaginandomi che la penetrazione fosse avvenuta senza dolore, mi vedevo sculettante sotto i colpi violenti di mio cugino che mi scopava con ritmo sempre più svelto fino al massimo godimento.
La mia voglia di cazzo era ormai un ossessione, ma gli amici diventavano sempre meno disposti ai giochi erotici fra ragazzi , eravamo cresciuti e cominciavano i primi approcci sessuali con le ragazze, baci languidi e lunghe pomiciate, il massimo era porre il cazzo fra le cosce della fidanzatina di turno ed io avevo un discreto successo con le ragazzine che si strusciavano volentieri contro il mio randello diventato grosso e potente, dicevano che baciavo molto bene e che le mie mani sapevano dare loro piacere mentre accarezzavo le loro cosce, così la figa entrò prepotentemente nei miei pensieri lasciando poco spazio al desiderio del cazzo.
Finché un pomeriggio d’estate nella sala del cinema del quartiere dove, insieme a degli amici guardavamo uno dei soliti film vagamente erotici di quei favolosi anni sessanta, un signore seduto accanto a me cominciò a strusciare la sua gamba sulla mia, con mio sommo stupore sentii il mio pisello che si induriva eccitato, il mio cuore cominciò a battere più forte mentre la sua mano stringeva la mia coscia, lo lasciai fare fingendo di non essermi accorto della sua presenza finché arrivò a sfiorarmi la patta dei pantaloni accorgendosi immediatamente che il mio cazzo era duro e gonfio dall’eccitazione, con l’altra mano prese la mia e se la posizionò sull’inguine.
Sentii il suo grosso randello eretto sotto la stoffa, mi sembrò enorme, cominciai ad accarezzarlo lentamente godendo di quel ben di Dio che aveva fra le gambe, subito mi assalì la voglia di tirarglielo fuori dai pantaloni e prenderglielo in bocca ma vicino a me c’erano i miei amici e tolsi subito la mano, il signore mi strinse il cazzo, tolse la mano e si alzò in piedi, io guardai in alto ed incontrai il suo sguardo compiaciuto, sorrise e si diresse a passi lenti verso i gabinetti.
Rimasi in attesa per qualche secondo poi preso da un irrefrenabile desiderio mi alzai e seguii lo sconosciuto nei bagni.
Era in piedi davanti ai pisciatoi con il cazzo in mano come se stesse pisciando, mi avvicinai e mi misi di fianco alla sua postazione tirai fuori il mio uccello dritto come una spada e finsi di orinare, sentii il suo sguardo sul mio cazzo e girai gli occhi per guardare il suo, era un lungo e grosso cazzo nodoso circonciso gonfio di eccitazione, lui allungò la mano e mi carezzo la cappella, io non resistetti a lungo e afferrai quel magnifico arnese assaporandone la consistenza e cominciando a masturbarlo lentamente mi avvicinai di più, ero completamente affascinato da quel bellissimo cazzo lungo una volta e mezza il mio che non riuscivo a distogliere lo sguardo non sapevo cosa fare se non guardarlo estasiato e continuare a stringerlo nella mia mano.
Alzai la testa fino a guardare il mio sconosciuto che mi sorrise e fece un cenno col capo come ad indicare la porta socchiusa di un gabinetto, lasciò la presa sul mio membro e si intrufolò nel cesso lasciando aperto l’uscio, lo seguii nel cesso e chiusi dietro di me la porta con il chiavistello, lui si era sbottonato completamente i pantaloni lasciandoli cadere fino a metà coscia il suo splendido cazzo si ergeva maestoso sovrastando due palle gonfie e pelose, si chinò su di me e mi baciò sul collo mentre cecava di sbottonare i miei pantaloni, lo aiutai e rimasi come lui con i pantaloni abbassati , si chinò sul mio cazzo e cominciò a succhiarlo mandandomi in estasi, sentivo la sua lingua lambire la cappella mentre succhiava così forte che sembrava volesse staccarmelo, le sue mani scorrevano dalle mie chiappe alle mie palle anch’esse dure.
Mi piaceva da matti essere sbocchinato in quel modo, nessuna ragazza lo aveva mai fatto, sentivo il piacere salire dentro di me e la mia voglia di ricambiargli il favore si fece strada con prepotenza ma non riuscivo a muovermi e non sapevo cosa fare, avrei voluto stringere nuovamente quel signor cazzo tra le mani e affondare il mio viso sul suo inguine per annusarne l’ odore, ma lui rimase li ad ingoiare il mio pene e a rovistare con le sue dita fra le mie chiappe.
Poi, forse sazio del sapore del mio cazzo si alzò mi abbracciò forte e mi baciò, la sua lingua si fece strada nella mia bocca roteando, sentivo il sapore del mio pisello sulla sua lingua e mi ritrovai la sua nerchia dura fra le cosce, che piacere sentire la durezza del suo arnese che si strusciava come se mi chiavasse mentre bi baciava e mi palpava il culo con le sue calde mani, avevo perso ogni inibizione, abbracciavo quello sconosciuto come non avevo mai abbracciato nessuna ragazza, toccavo le sue chiappe e le spingevo contro di me, in quel momento avrei fatto qualsiasi cosa per farlo godere.
Fu un bacio appassionato, lunghissimo, estenuante, meraviglioso.
Si fermò, mi pose una mano sulla nuca e mi spinse con dolcezza il viso verso il suo scostumato e possente cazzo, mi piegai sulle ginocchia e afferrai con una mano l’asta eretta e con l’altra i possenti coglioni, appoggiai le labbra sulla cappella rossa e cominciai a leccarla, aprii le labbra e mi feci scivolare in bocca quel meraviglioso cazzo umido, finalmente assaporavo un vero cazzo d’uomo ne sentivo l’odore ne assaggiavo il sapore, succhiavo come aveva fatto lui e mi sforzavo per farlo entrare tutto dentro la mia gola, ma un conato di vomito mi frenò, mi scostai per un attimo e ripresi a sbocchinare l’oggetto dei miei desideri, lui spingeva il bacino verso la mia bocca tenendomi sempre la testa con le mani, furono attimi di immensa libidine, lo sentii fremere e mugolare di piacere, continuai a succhiare e a roteare la lingua sulla sua cappella finché un caldo fiotto di sperma mi inondò la bocca, poi ancora un’altro spruzzo, poi ancora un’altro, la mia bocca era piena del suo cazzo sgocciolante e di sperma, aprii la bocca e il caldo nettare scivolò sull’asta ancora dura del mio amante, ingoiai quel poco che era rimasto dopo averlo assaporato, la mia mano ancora ancorata all suo cazzo era inondata del suo liquido ed io ancora non sazio me la leccai e leccai la sua cappella dove una gocciolina di sperma faceva capolino.
Rimasi in contemplazione davanti a quello spettacolo che piano piano si sgonfiava fra le mie mani, mi assalì una somma soddisfazione, si ero soddisfatto di aver procurato tanto piacere a quell’uomo di mezza età che non avrei più rivisto, era poggiato con le spalle al muro mi teneva ancora la testa fra le mani e mi guardava con un’espressione benevola, dolce, mi alzai tenendo sempre stretto il suo cazzo mi avvicinai a lui e ci baciammo di nuovo con dolcezza.
Poi senza una parola si ricompose, mi guardò, mi carezzò la guancia e sparì dalla mia vita..
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