Gay & Bisex
Tornando da scuola
11.08.2025 |
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"Ci sedemmo sul divano e, come la volta precedente, cominciò ad accarezzarmi le cosce nella parte interna per poi arrivare al cazzo che già fremeva negli slip e nei pantaloni di tela estiva..."
Prima parteAvevo 17 anni e frequentavo un liceo non vicino a casa. Tutti i giorni prendevo due autobus per andare e tornare. Qualche volta uno dei due autobus diventava molto affollato e stavamo pigiati come sardine per un periodo abbastanza lungo. Spesso ero con compagni di scuola, altre volte ero solo. Un giorno che ero uscito prima da scuola e stavo tornando a casa e l’autobus si era riempito tanto, ero in piedi davanti a un finestrino. Ad un certo punto sentii che qualcuno strusciava leggermente qualcosa di duro all’altezza delle mie chiappe. Non mi era mai successo prima e la cosa mi fece rimescolare il sangue dall’emozione. Mi spostai leggermente perché ero combattuto tra il far capire che doveva smettere e il lasciar fare. Quando sentii pressare più forte tra le chiappe, lasciai fare. Ero emozionantissimo. Mi resi conto per la prima volta che sentire quella protuberanza dura e calda che pigiava e si muoveva piano piano in su e giù mi piaceva e mi fece rizzare il cazzo con tanta voglia di fare non sapevo neppure io cosa.
Era arrivato il momento di prepararmi a scendere. Mi girai e potei vedere quello che mi puntava il cazzo sul culo. Era un quarantenne belloccio, corporatura abbastanza robusta, molto tonico. Accennò un sorriso.
Quando fui sceso, mi accorsi che mi era venuto dietro. Invece di andare di passo spedito come al solito verso la fermata dell’altro bus, mi traccheggiai un po’ e molto presto lui mi venne accanto e mi disse ciao. Io risposi con un timido cenno. Mi disse il suo nome e io dissi il primo che mi venne in mente. “Sei un bel ragazzo” mi disse. Sorrisi timidamente. “Mi hai fatto eccitare”, continuò, “ho il mio studio qui vicino, ti andrebbe di salire a fare due chiacchiere?”Lo seguii senza dire niente.
Lo studio era luminoso ed elegante. Seppi più avanti che lui era un architetto.
Si sedette vicino a me sul divano. Iniziò una conversazione molto generica. Lui appariva insieme calmo ed eccitato, i suoi occhi mi guardavano eccitati, la voce era calma e suadente.
Gradualmente portò la conversazione sui questioni sessuali, ma non ricordo esattamente perché ero frastornato e presentivo quello che poteva succedere senza però averne un’immagine precisa.
Ad un certo punto si avvicinò a me cominciando ad accarezzarmi un ginocchio salendo su verso l’interno della coscia. Allargai le gambe e mi appoggiai meglio allo schienale del divano. Lui cominciò ad accarezzarmi la patta dei pantaloni. Il mio cazzo era ormai ritto e sentivo la cappella umida per l’eccitazione. Feci in modo da facilitargli l’apertura della cerniera e la liberazione del mio cazzo dalla costrizione degli slip. Cominciò a masturbarmi e nel frattempo tirò fuori il suo cazzo quasi completamente ritto. Non avevo mai visto il cazzo di un uomo maturo e mi sembrò molto grosso e lungo.
Mentre mi masturbava gli diventò completamente ritto e io non riuscii a guardare altro finché lui si chinò verso la mia cappella. Appena sentii il tepore delle sue labbra mi venne da sborrare. Lui se ne accorse e subito avvolse il glande fra le sue labbra prendendo tutta la mia copiosissima sborrata in bocca. Mi sentii completamente stordito dal piacere, come sfinito ma anche con una parte di me che chiedeva di più e altro in maniera indistinta. Era la mia prima volta in assoluto con un uomo e non avevo mai provato il piacere che davano le labbra e la bocca dove scaricare liberamente la mia sborra.
Poi lui pensò a se stesso, si abbassò completamente i pantaloni e allora potei vedere il suo cazzo in tutta la sua lunghezza e bella proporzione insieme alle sue palle che apparivano turgide e piuttosto grosse. Si mise semi sdraiato sul divano sollevando la camicia fino al torace. Aveva peli fitti sul pube ma per il resto era glabro.
Cominciò a masturbarsi e si vedeva che godeva a vedere che lo guardavo fisso. Gradualmente il suo corpo mostrò l’avvicinamento all’orgasmo finché, con un irrigidimento di tutto il corpo e un gemito prolungato, sborrò copiosamente con quattro schizzi densi e bianchissimi bagnandosi tutto l’addome. Si pulì e poi ci ricomponemmo. Mi accompagnò in strada in silenzio e ci salutammo con un ciao.
Nei giorni seguenti io mi masturbai più volte ripensando a quello che era successo e ripensai sempre al suo cazzo che schizzava mentre io facevo schizzare il mio.
Passarono dei mesi fino all’estate. Ogni tanto speravo, e allo stesso tempo temevo, di incontrarlo di nuovo. Giravo spesso nella zona del suo studio, ma restavo poco tempo, finché un giorno sentii la sua voce da dietro. Mi disse: “ciao”. Mi sentii insieme contento e con la voglia di sentire di nuovo pressare la sua durezza sul mio culo e la sua bocca calda sul mio cazzo.
Da quel momento iniziò una fase nuova ed eccitante della mia vita che sarebbe durata quasi un anno.
Seconda parte
Lo salutai anch’io e mi invitò a salire da lui. Accettai con qualche retro pensiero e tanta eccitazione. Ci sedemmo sul divano e, come la volta precedente, cominciò ad accarezzarmi le cosce nella parte interna per poi arrivare al cazzo che già fremeva negli slip e nei pantaloni di tela estiva. A differenza di quanto aveva fatto la volta precedente cominciò a spogliarsi e mi disse: “Mettiti pure comodo anche tu. Fa piuttosto caldo. Lui cominciò dalla camicia, poi si calò i pantaloni e potei vedere la forma del suo cazzo ritto negli slip che si tolse con una certa lentezza mettendo a nudo il suo membro e le sue palle che mi avevano così eccitato la volta precedente.
Nel frattempo io mi ero tolto solo la maglietta restando seduto. Lui si avvicinò dicendo: “Vieni ti aiuto” e per un attimo potei osservare da vicino la sua cappella che si trovò a pochi centimetri dal mio viso.
Mi alzai e lo lasciai calarmi i pantaloni e gli slip che sfilai. Per abbassarmeli fino in fondo, si inginocchiò fece in modo da avvicinare la sua testa al mio cazzo tanto che potei sentire il calore del suo respiro sulla cappella.
Restò in quella posizione, cominciò ad accarezzare i miei coglioni, tirò giù delicatamente la pelle che ancora ricopriva la mia cappella inumidita dell’eccitazione, la slinguò delicatamente e poi si infilò il mio cazzo in bocca. Ormai mi sentivo completamente in suo potere. Ancora di più quando appoggiò le sue mani sulle mie chiappe spingendo il mio corpo verso di sé. Il mio cazzo era in fondo alla sua gola e lui continuava la pressione muovendo allo stesso tempo la lingua e massaggiando le mie natiche con le dita sempre più vicino al buco.
Godevo da matti e abbastanza presto, anche se dopo un tempo più lungo rispetto alla volta precedente, mi lasciai andare liberamente. Lui accelerò il movimento mentre sborravo e sentii le sue dita che massaggiavano velocemente il mio buco.
Ingoiò il mio schizzo e immediatamente dopo si masturbò schizzando copiosamente sul pavimento.
Ci ricomponemmo e mentre ci salutavamo, mi disse: “In questo periodo, tutte le mattine, sono al lavoro da solo. Passa pure quando vuoi”.
Appena uscito pensai di non ripassare molto presto, ma la sera, prima di dormire, crebbe in me l’eccitazione data dal ricordo del sesso fatto con lui, decisi che la mattina dopo sarei passato di nuovo da lui.
Così feci. Il copione fu più o meno lo stesso. L’unica differenza fu che diresse la mia mano verso il suo cazzo ritto. Lo presi e mi accorsi che mi dava una bellissima sensazione e cominciai a strusciarlo delicatamente con lui che faceva lo stesso con me.
Andammo avanti così nei giorni successivi. Qualche volta pressava un dito sul mio buco, altre volte faceva in modo da avvicinare la cappella il più possibile alla mia bocca. Altre ancora appoggiava il suo cazzo sul mio culo come aveva fatto sul bus, ma a nudo e abbracciandomi con una certa forza.
In queste occasioni mi ritrovai a sollevare involontariamente leggermente il bacino per il gusto che mi dava quella pressione.
Andai in vacanza e non ci vedemmo per due settimane.
Mentre ero in vacanza, specialmente in spiaggia, ripensavo quasi sempre a lui e guardavo con curiosità mista a voglia i pacchi dei maschi che c’erano in giro senza però prendere nessuna iniziativa.
Al ritorno ci furono notevoli evoluzioni del nostro modo di fare sesso che racconterò in seguito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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