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Gay & Bisex

UNA FAMIGLIA DI PERVERTITI 1


di Manu999
23.10.2024    |    1.737    |    0 8.0
""Be no, la doccia non la faccio mai in palestra e io e Luigi abbiamo bagni separati quindi no mai, cioè non dal vivo"..."
Questa è una storia che risale a quando avevo 18 anni e ho provato per la prima volta quella cosa che sarebbe diventata la mia ragione di vita: il cazzo dei maschi maturi! All’epoca avevo già capito quali fossero le mie inclinazioni sessuali, mi piacevano i maschi, di tutti i generi, ma soprattutto avevo una predilezione per quelli maturi e davvero virili.

Ne avevo uno in casa… mio padre: un bellissimo uomo di 48 anni, alto 1 metro e 80, 90 kg. Aveva un viso contornato da una barba non troppo corta e nera con oramai qualche accenno di bianco, così come i suoi capelli, che portava sempre corti, il suo corpo era muscoloso, dedito ad anni e anni di palestra, anche se negli ultimi anni si era lasciato un po' andare con una pancetta che in realtà lo rendeva ancora più sexy. A completare il tutto, aveva una bella peluria su tutto il corpo, sopratutto petto, spalle e ascelle. Una cosa che incuriosiva spesso il mio sguardo era vederlo scalzo in giro per casa, mi fissavo a guardare i suoi bei piedi maschili e venosi, con dei ciuffetti di peli che spuntavano da ogni dito. Una descrizione di un vero toro no? Be si, ma la parte che stupiva di più erano i suoi occhi, di un azzurro intenso, ed ogni volta che mi guardava e mi si sorrideva aveva un potere calmante e rassicurante su di me. Il cazzo era un mistero, non lo avevo mai visto nudo, ma dalla biancheria o dal costume, notavo che tra quelle belle gambe grosse e pelose doveva esserci qualcosa di molto ma molto interessante.
Mio padre è un camionista, quindi è spesso in giro per l’Italia per lavoro, ma quando è a casa non ci fa mancare tutto il suo amore. 
Lo guardavo come il modello di uomo che volevo avere tutto per me, ma non pensavo minimamente che potesse essere lui il mio uomo. Mio padre, impossibile, che vado a pensare! Ma poi figuriamoci se mio padre guarderebbe mai un maschio, ma poi suo figlio… invece…….. mi sbagliavo, per fortuna, mi sbagliavo. Quell'estate avevo appena finito le superiori, non sapevo ancora bene che strada intraprendere, ero portato per lo studio, ma a dirla tutta mi metteva sempre molta ansia e depressione, per questo finita la maturità, periodo che mi aveva portato tanto stress emotivo, i miei genitori decisero di farmi un regalo che non mi sarei mai aspettato: un nuovo iPhone, ho fatto i salti di gioia quando me lo hanno regalato, e il mio fratellino, più piccolo di due anni fece altrettanto, perché questo significava che gli avrei regalato il mio, cosa che bramava da molto tempo, sono molto affezionato al mio fratellino rompiscatole e quindi decisi di regalarglielo (non prima di aver cancellato le decine di centinaio di foto e video porno che avevo salvato sul mio telefono, visto che nessuno sapeva della mia sessualità). 
Mia madre, come al solito, ogni estate, si apprestava a organizzare il trasferimento nella nostra casa al mare.


Ma ancora mio padre non era in ferie, doveva effettuare una consegna ed entro tre giorni sarebbe cominciate le nostre vacanze. Mia madre decise comunque di trasferirsi al mare con me e mio fratello “Salvo, che ne pensi se io, Manuel e Luigi, intanto partiamo con la macchina e cominciamo a sistemare tutto e poi tu ci raggiungi?”, disse mia madre. “Certo Laura, ok. Io ho il camion e vi raggiungerò poi in treno o trovo passaggio con qualche mio collega.
Marco, che pensi di venire in viaggio con me in camion? Mi faresti compagnia, sai viaggiare solo è un po’ noioso, e poi adesso che non hai più lo studio a cui pensare puoi stare un po’ con tuo padre”. “Certo papà… mi farebbe davvero felice stare un po’ con te e soprattutto lavorare con te”. Detto fatto. Mamma e Luigi partono e io resto solo con papà….. sono proprio emozionato. “Manuel, stasera ho invitato a cena un mio collega che si trova da queste parti, esco a fare un po’ di spesa e poi prepariamo qualcosa.


Niente di complicato, sai, noi camionisti siamo abituati ad arrangiarci”. “Vuoi che venga con te papà?” “No, vado a piedi qui vicino, tra l’altro siamo rimasti senza macchina, e col camion mi sembra un po’ difficile spostarci per il paese”. Sorrido e vado a sistemare un po' la mia stanza e la mia valigia che doveva ancora essere fatta. Apro l'armadio e comincio a mettere nella valigia vestiti e cose che dovevo portarmi nella casa estiva: la riempii principalmente di magliette e pantaloncini, qualche comincia e giacchetti per le serate più fresche, calzini di varie misure, mutande e un beauty con tutto ciò che mi occorreva per la mia pulizia, compresa una piccola peretta che usavo per pulirmi il culo. Non lo avevo mai usato per fare sesso con qualcuno, in realtà non avevo ancora mai fatto sesso con nessuno, quindi mi limitavo ad usarlo per "lui"... il che mi fece venire in mente che non potevo scordarmelo , quindi aprii un cassetto e, nascosto da qualche cianfrusaglia c'era lui , un bel dildo di 22 centimetri, molto realistico e con la ventosa alla base, che mi permetteva di farlo stare in piedi oppure attaccarlo ad ogni superficie. Lo comperai non appena compiuti i 18 anni, la prima cosa che volevo fare era entrare in uno di quei sexy shop e cominciare ad allenare il mio buco del culo in vista di una tanto attesa scopata. In quell'occasione comprai il dildo, la peretta per lavarmi, un jockstrap e un paio di calze a rete autoreggenti... mi piaceva avere addosso qualcosa di femminile, mi faceva sentire più troia, e la cosa mi eccitava da matti! Quando casa era vuota passavo le ore nudo con solo calze autoreggenti a sfondarmi il culo con quel dildo. Mi piaceva posizionarlo a terra davanti lo specchio e saltarci sopra guardando il mio riflesso voglioso, masturbandomi come un pazzo e pizzicandomi i capezzoli. Oppure lo attaccavo al muro della doccia e mi autoimpalavo a pecorina sotto l'acqua. Altrimenti se ero davvero in vena di sfondarmi sul serio, lo attaccavo alla porta del mio bagno e sfruttando il movimento della porta me lo sbattevo in culo con tutta la forza che potevo! Una volta in questo modo sono riuscito a venire senza nemmeno toccarmi.


Chiusa la valigia, portai d'istinto il naso verso le mie ascelle, puzzavo. In realtà la cosa non mi dispiaceva, anzi, l'odore di maschio , l'odore di uomo puzzolente mi fa andare fuori di testa, anche sentirlo su di me, ma visto che l'indomani sarei partito e sta sera avremmo avuto un ospite, non mi sembrava carino presentarmi puzzolente. Così mi spogliai velocemente e mi guardai allo specchio. Non ero niente male: erano un paio d'anni che praticavo palestra con mio fratello e sebbene i nostri studi ci impedivano di essere costanti, avevamo subito entrambi una crescita muscolare, non eccessiva ma comunque visibile. Guardati attentamente il mio corpo i pettorali finalmente si vedevano, anche se non erano eccessivi, la pancia era piatta e si accennavano gli addominali, più sotto cominciava dall'ombelico un bel ciuffo di peli neri che scendeva intorno al cazzo e continuava per tutte le gambe e anche un po' sulle chiappe, altro mio punto d'orgoglio (grazie palestra). A volte penso che dovrei depilarmi ma tutto sommato i peli mi piacciono, quando mi metto le calze penso a quanto sia indecente una puttana pelosa, sa ancora più di sesso e di trasgressione. Prima di andare in bagno mi accorsi che il mio pc era acceso, quindi mi apprestai a chiudere tutti i programmi che avevo lasciato aperto e spegnerlo per poi riporlo nel mio zaino per portarlo con me. Una delle pagine era un sito porno che frequentavo spesso, era messo in pausa un video di uno dei miei attori preferiti mentre finge di essere un papà che scopa per la prima volta col figlio, adoro questo tipo di video. Istintivamente misi play e partì subito un forte rumore di gemiti, avevo interrotto il video proprio mentre il "papà" ficcava il suo cazzo bel buchetto del "figlio vergine", quella scena mi incantò e ipnotizzato portai la mia mano sul cazzo che era già bello duro, ho un cazzo davvero carino, 17cm , circonciso e con una bella cappella grande e lucida, un pene di tutto rispetto insomma. Dopo qualche minuto una voce lontana mi fece sobbalzare :" Manu sono tornato! Comincio a preparare la cena" l'urlo di mio padre da pian terreno mi destò da quel torpore erotico, subito risposi "si papà vado a farmi una doccia al volo e scendo". Finita la doccia scesi con una maglietta del pigiama, un paio di slip e delle infradito. Apparecchiai la tavola e alle otto in punto squillò il cellulare di papà: “ Gaspare. Sei arrivato? Ok, ti spiego come arrivare, lascia il camion nel piazzale accanto al mio appena arrivi”.


Dopo le spiegazioni su come arrivare, ecco che sentiamo un camion, era vicinissimo. Papà esce per andare incontro al suo collega. “Entra Gaspare, entra, ti presento mio figlio Manuel. Mia moglie e mio figlio piccolo sono già al mare, li raggiungeremo appena finito con la mia consegna”. “Ma che bel giovanotto, anche io ho un figlio della tua età, piacere Manuel sono Gaspare”. “Piacere mio Gaspare, accomodati”. E che piacere, che visione celestiale per i miei gusti da troietta….. un gran bel pezzo di maschione….. Un omone che sicuramente ha superato i 50, non tanto alto, sarà stato intorno al metro e settantacinque, ma possente, almeno 100 kg di carne e muscoli equamente distribuiti su un corpo che lasciava intravedere, dalla camicia svoltata e aperta sul petto, una peluria nera da impazzire; capelli rasati brizzolati, barbetta incolta, occhi nerissimi e una gran faccia da porco.
La cena è stata molto divertente con mio padre e Gaspare che parlavano in codice di avventure sessuali fatte insieme che non lasciavano capire però chi fossero i o le protagoniste delle loro porcate. Questa cosa mi eccitava, mio padre che, in mia presenza, parlava di sesso col suo amico. Forse complice il vino calato a fiumi, ma la serata cominciava a diventare interessante per me. Sopratutto quando la serata si spostò sul divano con una replica di qualche noiosa partita di calcio a fare da sottofondo, ad un certo punto entrambi si sono accesi una sigaretta, e molto tranquillamente si tolsero scarpe, calzini e misero i piedi sul tavolinetto davanti al divano. Io ero seduto su una poltrona laterale, e alla vista di questi due omoni che fumavano, con i piedi in bella vista, mi fece accaldare di brutto, sopratutto perché oltre alla piacevole visione, mi arrivò un fortissimo odore di piedi che mi fece girare la testa "oh scusate ragazzi, è tutto il giorno che guido, i miei piedi puzzano da morire, se vi dà fastidio rimetto le scarpe" disse Gaspare. "Ma figurati ho sentito di peggio, questi miei due ragazzi a volte puzzano più di un caprone". Arrossii dopo la sparata di mio padre anche se aveva ragione. Cercavo di darmi un contegno ma era davvero difficile, soprattutto perché Gaspare cominciò a giocherellare con le dita dei piedi, quasi come li volesse mettere in mostra. così finsi di star smanettando col telefono, e senza farmi beccare, scattai un po' di foto e girai un video a quella meravigliosa coppia di piedi, probabilmente prima di andare a dormire mi ci sarei sparato un segone gigantesco. Ero davvero eccitato, fortunatamente ero seduto e la maglietta copriva il pacco, cazzo, dovevo farmi una pippa in doccia, ora non sarei in questo pasticcio. Provai a distogliere lo sguardo ma era davvero difficile ad un certo punto alzai gli occhi e notai che Gaspare mi stava fissando, quel contatto visivo mi diede una scarica elettrica lungo il corpo, merda! Spero non mi abbia beccato, che figura di merda. “Marco, ho detto a Gaspare di fermarsi a dormire da noi, non penso possa mettersi alla guida adesso.
E’ un problema per te?”. “Ma che dici papi, anzi. E’ un vero piacere”. “Vado a chiudere il cancello e chiudo i camion, tu aiuta Gaspare, sistemalo in camera tua”. “E io papi, dove dormo?, in camera di Luigi? Sai che non vuole e si incazza come una iena”. “Dormi con me, dai, a dopo. Passo anche a dare un’occhiata in magazzino, così è tutto pronto per domani che partiamo”. 
Gaspare si sistema in camera mia, mi chiede se può fare una doccia.
Avendo il bagno in camera gli dico che può fare come se fosse a casa sua. Esco e lo lascio in camera. Sono eccitatissimo, ho un gran maschione, oggetto dei miei desideri più porci, e lo lascio da solo? Forse è meglio, è amico di papà, un casino… lasciamo perdere. “Manuuuuu”. Era Gaspare che mi chiamava. Entro nella stanza. La porta del bagno è aperta, ma non vedo Gaspare. “Scusa Manu, ma non ho l’asciugamano, che faccio?”.
“Scusami, è vero, mamma aveva già tolto tutto e io ho usato l'ultimo, aspetta, arrivo”. Corsi nell'armadio dei miei e ne preso uno bello grande, considerando la stazza di quell'uomo, tornai velocemente in camera “Te lo lascio sul letto?”. “No, bagno tutto, entra e portamelo”. Entro col cuore in gola è appena lo vedo mi blocco. Tutto bagnato, pelosissimo, una roccia a cui aggrapparsi e non staccarsi più e, in mezzo alle gambe, qualcosa di mai visto, un cazzo moscio che già così era almeno lungo come il mio, ma , molto più grosso e con una cappella rossa grande e direi anche succosissima bagnata com’era. Non posso fare a meno di restare imbambolato a guardarlo.
“Che c’è Manu, che ti è successo?”. “Niente, scusa Gaspare, è che non ho mai visto un uomo come te, con quella cosa così enorme in mezzo alle gambe”. Provai a puntare sul cameratismo maschile. “Non hai mai visto un maschio nudo?". "Be no, la doccia non la faccio mai in palestra e io e Luigi abbiamo bagni separati quindi no mai, cioè non dal vivo". NON DAL VIVO, cosa cazzo mi è venuto in mente! Perchè ho dovuto concludere con quella frase, era un chiaro riferimento ai porno, ora Gaspare, un amico di papà appena conosciuto sa che io guardo i porno. Volevo sotterrarmi. Lui non sembrò scomporsi e aggiunse:"neanche tuo padre? “No, mai”. “Mi meraviglio di quel porco di tuo padre. Tra l’altro ha un cazzo che supera il mio…… Ancora non ti ha scopato?” Il sangue mi si gelò, quella frase mi scosse più di un pungo in faccia, cosa significava? Papà voleva scoparmi? Avrebbe dovuto già farlo? Che significa, un padre può scopare un figlio? Una valanga di pensieri aggredirono la mia mente che decise di rispondere ad alta voce. “Ma, che dici Gaspare?”. “Io e tuo padre, quando viaggiamo insieme, ci facciamo i maschietti come te. Pensi che non sappia che dietro quest'aria da bravo ragazzo si nasconde una grandissima troia affamata di cazzi maturi?" .
"M..ma che stai dicendo, non capisco"
Non sapevo cosa pensare, cosa provare, il cuore mi batteva fortissimo e la testa mi girava, sentivo una sensazione di febbre crescere in me"
"Dai tranquillo, non ti agitare, non è mica arrabbiato anzi, è fiero di te, sono mesi che ti controlla di nascosto il pc, avresti dovuto cancellare la cronologia haha, mi parla spesso di tutti i video che guardi, incesti, BDSM, feticismo dei piedi, dell'odore di maschio, del pissing, e tante tante altre cose, che hanno quasi tutte in comune dei bei manzi della nostra età"

Il cuore stava per uscirmi dal petto

"Quando siamo andati sul divano volevamo vedere quanto ti piacevamo, così ti abbiamo fatto un bel test, be per il futuro, se devi fingere che non ti piacciano i piedi o qualsiasi altra cosa dovresi evitare di guardarli insistentemente e... farci video e foto sopra"

Cazzo. Mi ha beccato.

"Be visto che so che hai qualcosa su di me mi sembra giusto ricambiare"
Detto questo allungo la mano e prese il suo cellulare, dopo aver digitato qualcosa giro lo schermo verso si me... non potevo crederci... ero io, ero nudo , con le mie calze a rete che mi stavo scopando il dildo... mentre le immagini andavano avanti e si sentiva il rumore del mio culo bagnato che si inculava con quel dildo, notavo che Gaspare aveva una enorme erezione e stava cominciando a toccarselo.

"Esatto, tuo padre a visto anche questi video sul tuo pc, se li è salvati sul telefono e me li ha inviati, porco dio quanto sei affamata de cazzo"

Aveva bestemmiata, adoro quando un uomo bestemmia, mi fa eccitare tantissimo ma in quel momento, non sapevo che pensare.

"Per questo mi sembra strano che tuo padre non ti abbia ancora svezzato, pensavo mi avesse fatto venire qui per scoparti dopo di lui"

Ero arrivato ad un punto di rottura, ma avevo due scelte, andarmene nell'altra stanza e far finta che niente di tutto questo sia mai accaduto, oppure lasciarmi andare, e dare il via al più grande porno che io abbia mai visto in vita mia.

Mi avvicino a Gaspare senza dire una parola mi metto in ginocchio all'altezza del suo enorme pisellone e comincio a succhiarlo con avidità, con foga, come fosse la cosa che ho sempre atteso da tutta la vita, perché in fondo lo era. La mia pompa è così forte e cerco di andare così in profondità con la gola che copiose gocce di saliva sgorgavano dalla mia bocca e cadevano sui suoi piedi. Dopo qualche minuto mi stacco dalla sua cappella, lui mi alza in piedi con facilità , mi bacia con passione ficcandomi la lingua in gola, poi si stacca velocemente e mi sputa una grossa quantità di saliva in bocca, il mio cervello non riesce a pensare a nulla. Istintivamente lo porto in camera, lui si stende sul letto con le mani dietro la testa, mostrando le sue ascelle pelose e nerissime, era ancora bagnato, il letto si stava macchiando , ma sinceramente non me ne fregava nulla. lo lecco su tutto il corpo, come se gli volessi asciugare con la lingua tutte le gocce d'acqua che aveva, ovviamente mi concentrai su quei meravigliosi piedoni grossi e venosi che purtroppo avevano perso tutto quel meraviglio odore di prima, e quelle ascelle pelosissime, lui sembrava gradire perché il suo cazzo era durissimo e di un rosso intenso, grossissimo e venoso. Senza preavviso si alza in piedi sul letto, mi spoglia di quei pochi abiti che avevo e comincia a scoparmi la bocca tenendomi la testa ferma e muovendo il bacino con grande velocità, facendomi venire dei conati di vomito, nel mentre sentivo: “Tieni troia,così si scopa una bocca porco dio, se sapevo che eri verginella, ti scopavo sul tavolo mentre sparecchiavi… ho visto come sculettavi co quel culo da vacca che ti ritrovi.Ti piace il cazzo dei veri maschi come noi, vero?”. “Si, lo desidero da sempre, un maschio maturo, un maschione come te o papà”. Le parole uscivano dalla mia bocca senza un minimo freno inibitore, tutto quello che ho sempre desiderato era lì.
“ Girati, che ti rompo il culetto, troietta dello zio”. Istintivamente mi girai con la faccia sul materasso e il culo a pizzo allargandomi entrambe le mani le chiappe per mostrargli la mia rosellina vogliosa di minchia.

“Hey, fermi. Che succede?”. Era entrato papà. Alzo la testa e senza pensarci scendo dal letto in piedi, immobile per dei secondi che sembravano interminabili. “Bravo il mio figlioletto troietta, hai rotto il ghiaccio… così non è necessario fare giri di parole…. Ma se permettete entrambi, il culo a mio figlio voglio avere l’onore di romperglielo io. Tu, troia, continua a succhiare lo zio Gaspare”.
Detto questo mi fa uno dei suoi rassicuranti sorrisi , che oltre a calmare le mie paranoie, le mie ansie , e mi fece eccitare ancora di più.
Riprendo ancora più eccitato di prima pensando a quello che mi aspetta.
“Spero solo che tu ti sia limitato a allenare il tuo culo con quel dildo e nulla più, altrimenti mi incazzo”. Disse mettendosi seduto sulla sedia della scrivania per poi slacciarsi le scarpe “No papà, non ho mai fatto nulla, sono gay, ma non ho mai trovato un maschio vero che mi piacesse…. Mi segavo e mi allenavo con quel dildo aspettando un vero uomo che mi soddisfasse e tutto questo va ben oltre le mie aspettative, ma se ci sei tu papà, non ho paura”. "Sono contento di questo amore di papà." Forse stanco di aspettare, Gaspare mi zittisce ficcandomi il suo palo fino in gola. “Dai Salvo, che fai, muoviti, che aspetti”.
Mio padre si spoglia. Mio dio, bellissimo e finalmente posso ammirare la maestosità del suo cazzo….. una cosa sproporzionata, fa quasi paura, sembra raggiungere quasi i 25 cm inoltre ha la stessa circonferenza del mio polso, con una cappella enorme, rossa e lucida dalla quale fuoriesce una goccia di precum. È già duro. “Scusami figlio mio ma, quel tuo dildo di allenamento non è minimamente paragonabile al mio e purtroppo per la tua rosellina, io non sono mai stato delicato con le troie” e detto questo si sputa sulle dita e mi lubrifica un po’ il buco. Fa lo stesso con la sua gargantuesca cappella, me la punta sul mio buchino vergine e con un colpo di reni entra tutto.
Stavo spompinando Gaspare, sento un dolore terribile, svengo………
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