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Gay & Bisex

visita specialistica


di nantucket71
03.09.2026    |    3.325    |    12 9.6
"Mi metto a cavalcioni del suo bacino e piano piano mi metto dentro quel bastone di carne rovente..."
Da tempo la mia salute non era perfetta. Alcuni campanelli di allarme mi dicevano che qualcosa non andava, per cui a seguito delle consuete analisi di routine erano emersi valori piuttosto alti per il diabete. Subito, il medico, mi chiede di fissare appuntamento al centro diabetico, appuntamento a cui vado e dal quale esco con una serie di indicazioni e procedure da seguire, tra cui alcune visite specialistiche di approfondimento.
L’infermiera del centro, molto gentilmente mi prenota tutta questa serie di approfondimenti medici, tra cui l’ecodoppler ai tronchi sovraortici.
Il giorno dell’appuntamento mi reco nella struttura convenzionata per fare l’esame richiesto.
Vengo chiamato dal medico e entro nell’ambulatorio destinato all’esame che devo fare e mi trovo davanti un bel ragazzo sui 35 anni, molto carino, carnagione scura e abbronzato, bello alto e occhi verdi profondi, camice aperto da cui si intravede un bel fisico ma non palestrato.
Noto anche la fede al dito.

“Buongiorno, lei è il sig……..?
“Si rispondo”
“Perché fa quest’esame?” mi chiede.
“Perché è un esame di routine richiesto dal centro diabetico” rispondo.
“Ah, ho capito. Ha il diabete. E quanti anni ha?”
“55” rispondo anche se la domanda mi è sembrato non c’entrasse niente con la visita.
“Complimenti, li porta benissimo” mi dice.

Ma guarda questo qui che confidenze si prende. Nemmeno ci conoscessimo da anni. E’ la prima volta che lo vedo.

“Si stenda sul lettino” mi dice.
Una volta disteso viene vicino, mi fa girare il collo a destra e inizia l’esame, digitando via via sul macchinario.
Ho le braccia stese lungo il lettino e lui nel cambiare lato del collo per analizzare le carotidi, si volta leggermente, avvicinandosi al lettino. Sento che il suo pacco mi sfiora l’avambraccio, ma si muove di continuo per digitare sulla tastiera del macchinario, ma ogni volta che si gira il suo bacino si appoggia al mio avambraccio e se non sbaglio ogni volta che lo fa percepisco qualcosa di sempre più consistente sotto la stoffa dei pantaloni.

“Sembra che tutto vada bene alle carotidi. Ora si alzi la maglietta che controlliamo l’aorta.”

Avevo fatto quell’esame anni prima e non mi ricordavo di questo passaggio. Inizia a passare la sonda lungo la parte centrale dell’addome fino al cuore, più volte.

“Si può slacciare la cintura che devo vedere bene?”

Mi slaccio la cintura e con la sonda rivestita di gel scende fino al bordo dei miei slip, che solleva leggermente per andare più in profondità.
E’ in questo istante che il suo pacco si trova a ridosso della mia mano distesa sul lettino. Percepisco chiaramente che il suo uccello è bello duro e eccitato. Deglutisco perché mi trovo in imbarazzo. Ma lui continua come se niente fosse con l’esame.
Senza volerlo, mi viene spontaneo muovere la mano accarezzando quel gonfiore, leggermente e mi ritraggo subito, pentendomi di quanto fatto.
Lo guardo negli occhi e mi sembra di capire che abbia percepito il mio movimento e che abbia gradito.
Divento rosso, anche se spero che l’abbronzatura mascheri il rossore sul mio viso.

“Si sistemi pure, l’esame è terminato ed è tutto a posto”.
Mentre scendo dal lettino, una volta sistematomi, mi dice: “Non capisco però perché non le hanno prescritto anche l’esame per gli arti inferiori. Io ora non posso farglielo perché la struttura non ha la richiesta del suo medico, ma se la richiede al suo medico, le do appuntamento nel mio studio privato e la facciamo lì sempre in regime convenzionato”. Ecco. Le do appuntamento tra una settimana alle 19 in via………. Nel frattempo esegua anche queste analisi”.

Esco dall’ambulatorio e salito in macchina, mi sento molto eccitato. Mi tocco l’uccello ed è durissimo.
Forse però ho frainteso tutto.
Meglio non farsi un film prima ancora che sia successo qualcosa di ben definito.

Il lunedì successivo arrivo allo studio del dott. …….. e mi siedo nella saletta di aspetto, con i risultati anche delle analisi richieste, tra cui transaminasi, marker epatite e HIV.
Non c’è nessuno e non sento nemmeno parlare da nessuna delle porte che si affacciano sulla saletta.

Aspetto e dopo un quarto d’ora una porta si apre ed esce un signore seguito dal dott. ……, che lo saluta.

Mi vede e il suo sguardo si illumina.

“Salve sig. …….. venga dentro, si accomodi”, mentre lui esce e va a chiudere la porta esterna dello studio.
“Sa, è l’ultimo appuntamento, la segretaria è già uscita e quindi chiudo per evitare che qualche malintenzionato entri a sproposito.

“Si accomodi sul lettino, ma prima si tolga maglietta e pantaloni” mi dice.
Richiesta strana ma eseguo e quindi indossando solo gli slip, mi sdraio sul lettino.
Prende la sonda, la inumidisce con il gel e comincia a esaminare i vasi venosi delle gambe.

Come la volta precedente, mi sembra di capire che il suo appoggiarsi al mio braccio disteso non sia affatto casuale ma voluto. Quando si trova in corrispondenza della mia mano, ripropongo alcune carezze leggere per capire se le cerca o meno.

Vedo che non arretra e si lascia accarezzare il pacco.

Poi riattacca la sonda al macchinario, si volta verso di me e dice” se vuoi accarezzarlo meglio, lo puoi tirare fuori”

Gli slaccio la cintura dei pantaloni, mentre si toglie il camice. I pantaloni calano a mezza gamba.
Si scosta dal lettino e si toglie scarpe e pantaloni. Si riavvicina di nuovo. Indossa dei boxer neri da cui si intravede la forma di un membro importante.

Si riavvicina togliendosi anche la maglietta. Non è palestrato ma ben proporzionato, un po' di pancetta e pettorali non pompati, il tutto rivestito da una soffice peluria nera.

Si abbassa e mi bacia mentre con le mani mi tira via lo slip, che agevolo sollevando il culo dal lettino.
Si abbassa anche i boxer, mostrando un arnese di tutto rispetto, circonciso e con una cappella già in bella mostra.
Lo impugno con la mano e inizio a segarlo mentre lui fa lo stesso con il mio e continua a baciarmi.

“Ti ho voluto dal primo momento che sei entrato in ambulatorio. Adoro i daddy orsi come te che sembrano abbiano bisogno di cure e attenzioni. Ho capito subito che sei il tipo cui piace farsi dominare da un bel bull dotato e passionale.”

“Cazzo, si” riesco solo a rispondere, godendo della sega che mi stava facendo.

MI lascia l’uccello e si sposta in fondo al lettino. Mi alza le gambe e aiutandosi con le braccia mi sposta verso di sé. Il mio culo, con le gambe sollevate si trova esposto sul bordo del lettino. Si abbassa e inizia a leccarmi avidamente il buco del culo. La lingua lo martella, si intrufola all’interno, ci sputa e con le dita mi penetra procurandomi un piacere immenso.

Le dita aumentano sempre di più e il movimento dentro-fuori aumenta di intensità. Il mio buco cede ma non è ancora pronto per prendere la sua circonferenza che è notevole.
Per un istante si allontana verso un cassetto, da quale estrae qualcosa che poi capisco essere un plug anale. Lo riveste di gel e lo appoggia al mio buco pulsante.

“Rilassati e spingi in fuori, vedrai che entra facilmente”. Ed infatti entra senza difficoltà. La mia voglia di essere inculato ha rilassato i muscoli intorno all’ano e ha reso pronto il buco ad accogliere già qualcosa di bello largo.

Mentre ho il plug infilato nel culo, monta sul lettino e si viene a mettere a cavalcioni del mio petto, si impugna l’uccello maestoso e mi invita a succhiarlo.

Lo faccio con voglia ed estrema maestria, tanto che mi ripete spesso che sono un ciucciacazzi favoloso.

Soddisfatto del pompino, scende dal lettino, si porta di nuovo dietro al mio culo, mi alza le gambe e piano piano sfila il plug.
Il mio buco rimane bello aperto al chè lui esclama “ mamma mia che buco fantastico. Mi vuole proprio tutto”.
Appoggia il suo cazzo al buco e con un colpo solo mi è tutto dentro.

“AHHHHHHHH, cazzo quanto sei grosso” esclamo e subito dopo……”dai non a pelle, mettiti il preservativo”.

“Ti ho fatto fare quelle analisi proprio per capire se potevo scoparti a pelle. Dal momento che sei sano ed è tutto negativo, come del resto lo sono io, voglio scoparti a pelle e voglio ingravidarti bello mio”.

Comincia una serie di affondi lenti e mano a mano sempre più intensi e potenti. Sto godendo come una troia in calore e lui mi sottomette col suo cazzo a fondo nel mio intestino.
Esce da dentro di me e mi fa scendere, mettendomi a pecora con le braccia appoggiate sul lettino. Si porta di nuovo dietro di me e affonda di nuovo. Ormai la strada è fatta e il suo cazzo entra ed esce con facilità. Le gambe mi tremano per l’eccitazione.
Il suo orgasmo arriva all’improvviso e mentre rantola come un forsennato e non fa che dirmi “Troia ti vengo dentro, tie riempio e ti ingravido” sento gli schizzi potenti che si riversano dentro di me.

Passato il momento massimo di eccitazione, si appoggia sulla mia schiena e nell’orecchio mi sussurra: “Ora sei mio, solo mio”.

Piano piano si sfila e dal culo comincia a colare parte della sua abbondante sborrata. La fila col suo telefonino mentre mi dice: Il tuo culo che cola della mia sborra è eccitantissimo. Mi farò tante seghe a rivedere il filmato”.

Vado in bagno e mi ripulisco. Lui mi segue e mi fa entrare in doccia. MI viene dietro e comincia a baciarmi sul collo, mi morde le orecchie e il suo cazzo riprende vigore, mentre il mio non lo aveva perso in quanto non ero ancora venuto.

“Cazzo quanto mi fai sesso. Sei fantastico. Hai un culo pazzesco e ci starei dentro per ore”.

MI appoggia con la faccia alle piastrelle e mi appoggia nuovamente la cappella al buco, che, complice la sborra che ancora si trova all’interno, entra facilmente e di nuovo mi sento pieno della sua virilità.

E’ un toro instancabile, mi monda all’impiedi con forza e energia. Dopo altri dieci minuti di questo stantuffamento, mi riporta nell’ambulatorio e si distende sul lettino tenendosi il cazzo dritto all’insù e invitandomi a salire ed impalarmici sopra.
Mi metto a cavalcioni del suo bacino e piano piano mi metto dentro quel bastone di carne rovente.
MI abbraccia tenendomi stretto e iniziando a martellarmi da sotto con un ritmo forsennato. Mi bacia mentre mi scopa.
Poi mi alzo con la schiena e mi muovo io su e giù su dil lui. Lui impugna il mio cazzo e mi sega mentre prendo il suo nel culo.

Vengo copiosamente riversando il mio sperma sul suo petto.

Stavolta i giochi però li conduco io e voglio una cosa che desidero da tempo e non avevo mai fatto con nessuno. Mi sfilo da lui e scendo dal lettino. Lo invito a scendere a mi inginocchio davanti alui.

Capisce ciò che voglio e lo eccita vedermi così voglioso e remissivo.

Si sega e in pochi colpi mi viene sul viso. Apro la bocca e molti dei suoi schizzi mi finiscono dentro. La assaggio acidula, ma me la gusto come la più navigata delle puttane. Lui gradisce questa cosa perché lo fa sentire padrone del mio destino.
Si fa ripulire per bene l’uccello e poi mi alza e mi bacia, suggellando un’amicizia “speciale” che con
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